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Urania settembre 2022

settembre 16th, 2022

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A settembre torniamo a scuola… dei grandi maestri della fantascienza!

A partire ovviamente dal compianto Valerio Evangelisti con quella che – purtroppo – sarà l’ultima avventura del suo cinico inquisitore ne “Il fantasma di Eymerich”, su Urania 1706, una storia a ridosso di quella che potrebbe essere l’ultima pagina per l’intera Umanità.

Restiamo sullo stesso tema anche su Urania Jumbo con il compimento della trilogia Salvation di Peter F. Hamilton – “Salvation: la fine dei tempi”, la resa dei conti nella lotta dell’umanità contro gli Olyix e il Dio alla Fine dei Tempi.

Non meno apocalittici i classici della fantascienza, dove ritroviamo “Il segno dei due mondi” di Keith Laumer, tra le pietre di Stonehenge e i viaggi nel tempo di un’astronave aliena in orbita intorno alla Terra da tempi immemorabili.

Passato, presente e futuro non sono mai stati così interlacciati. E voi… verso quale direzione lancerete la vostra navicella?

 

Valerio Evangelisti, “Il fantasma di Eymerich”, Urania n. 1607, settembre 2022

Valerio Evangelisti, “Il fantasma di Eymerich”, Urania n. 1706, settembre 2022

Peter F. Hamilton, “Salvation: la fine dei tempi”, Urania Jumbo n. 35, settembre 2022

Peter F. Hamilton, “Salvation: la fine dei tempi”, Urania Jumbo n. 35, settembre 2022

Keith Laumer, “Il segno dei due mondi”, Urania Collezione n. 236, settembre 2022

Keith Laumer, “Il segno dei due mondi”, Urania Collezione n. 236, settembre 2022

 

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Urania: 70 anni di futuro

gennaio 22nd, 2022

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Cari lettori di Urania, buon anno e, mi auguro, buone letture.

Urania: 70 anni di futuro

Urania: 70 anni di futuro

Nel solco delle celebrazioni per i 70 anni di vita di Urania, come avevo promesso nel proclama di fine anno con le proposte editoriali delle nostre collane per il 2022, posso dare con una certa soddisfazione l’annuncio che la collana di fantascienza più longeva d’Italia si appresta a fare un altro grande passo in avanti, nel tentativo di uscire dai confini del genere per proporsi al pubblico più ampio che si interessa magari anche solo marginalmente alla fantascienza.

A partire dal due febbraio, infatti, due fra i quotidiani nazionali più venduti, il Corriere della Sera e la Gazzetta dello Sport, distribuiranno una collana settimanale intitolata “Urania: 70 anni di futuro”, realizzata a mia cura e con la collaborazione del gruppo Mondadori. Si partirà con una proposta di 25 titoli di rilievo, per poi verificare in corso d’opera l’interesse del pubblico e dunque un eventuale proseguimento. Importante nota di merito il fatto che tutte le copertine di questa serie, così come avviene per Urania, Urania Collezione e il Millemondi, saranno del nostro Franco Brambilla, che si è prodigato nel rendere il fascino di una collana che ha traghettato intere generazioni nell’immaginario della fantascienza scritta dai più grandi autori del genere.

 

Arthur C. Clarke, "Le sabbie di Marte"

Arthur C. Clarke, “Le sabbie di Marte”

“Urania: 70 anni di futuro” celebra questo gioiello editoriale voluto nel 1952 da Giorgio Monicelli a Arnoldo Mondadori con una grafica che ricorda la migliore science fiction d’annata, senza rinunciare al marchio distintivo di Urania, ovvero il cerchio rosso che la rende immediatamente distinguibile in tutte le edicole.

Al termine di questo mio annuncio troverete l’elenco delle prime 25 uscite di questa collezione, che sarà venduta a 6,99 euro in abbinamento al Corriere della Sera e alla Gazzetta dello Sport, con tutte le date di uscita previste.

Augurandomi che l’operazione risulti gradita agli appassionati di fantascienza in generale, non solo ai cultori di Urania (perché come detto consentirà al nostro genere letterario preferito di arrivare all’attenzione del pubblico più vasto e generico che forse neppure immagina l’esistenza di una collana come Urania; e dunque la scelta dei titoli è stata fatta anche in quest’ottica, più che per i lettori abituali delle nostre collane), vi do appuntamento a breve per un prossimo annuncio legato alla celebrazione dei nostri primi 70 anni di vita, che abbiamo intenzione di onorare nel miglior modo possibile.

 Franco Forte

 

70 anni di futuro

70 anni di futuro

IL PIANO DELL’OPERA

1 “Le sabbie di Marte” di Arthur C. Clarke 2 febbraio 2022
2 “Paria dei cieli” di Isaac Asimov 9 febbraio 2022
3 “Il popolo dell’autunno” di Ray Bradbury 16 febbraio 2022
4 “Hyperion” di Dan Simmons 23 febbraio 2022
5 “Neuromante” di William Gibson 2 marzo 2022
6 “Tre millimetri al giorno” di Richard Matheson 9 marzo 2022
7 “Oltre l’invisibile” di Clifford D. Simak 16 marzo 2022
8 “Il segno dell’alleanza” di Lois McMaster Bujold 23 marzo 2022
9 “Nicholas Eymerich, inquisitore” di Valerio Evangelisti 30 marzo 2022
10 “Orion” di Ben Bova 6 aprile 2022
11 “La nube purpurea” di Matthew P. Shiel 13 aprile 2022
12 “Incubo sul fondo” di Murray Leinster 20 aprile 2022
13 “Guerra al grande nulla” di James Blish 27 aprile 2022
14 “La quinta stagione.  La terra spezzata – libro 1” di N. K. Jemisin 4 maggio 2022
15 “Morire a Italbar” di Roger Zelazny 11 maggio 2022
16 “AAA Asso servizio decontaminazioni planetarie” di Robert Sheckley 18 maggio 2022
17 “Pensa a Fleba” di Iain M. Banks 25 maggio 2022
18 “Binti” e “Ritorno a casa” di Nnedi Okorafor 1 giugno 2022
19 “L’undicesimo comandamento” di Lester Del Rey 8 giugno 2022
20 “Strisciavano sulla sabbia” di Hal Clement 15 giugno 2022
21 “Marea Tossica” di Chen Qiufan 22 giugno 2022
22 “Obiettivo Marte” di Gregory Benford 29 giugno 2022
23 “Snow Crash” di Neal Stephenson 6 luglio 2022
24 “La terra infranta” di Ian McDonald 13 luglio 2022
25 “Memorie di un cuoco d’astronave” di Massimo Mongai 20 luglio 2022

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Le anticipazioni di Urania per il 2022

dicembre 20th, 2021

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Cari lettori,

con il 2022 entriamo nei settant’anni di vita della nostra storica testata, nata nel 1952 per volere di Giorgio Monicelli e del suo patrono di allora, Arnoldo Mondadori. Per celebrare questo piccolo evento troverete sui volumi in edicola di Urania e “sorelle” un bollo grafico che ci ricorderà l’età della vecchia signora della fantascienza e la storia a puntate, una per ogni mese dell’anno, del Premio Urania e degli autori che se lo sono aggiudicato, a cura di Mauro Gaffo.

Oltre a questo ci saranno mostre (come quella inaugurata il 26 novembre a Mestre presso il Centro Culturale Candiani, dal titolo “Invasion”, che chiuderemo il 27 febbraio con la presenza del sottoscritto e di Carlotta Fruttero, figlia di Carlo Fruttero del mitico duo Fruttero & Lucentini) e tutta una serie di novità che è prematuro anticipare adesso ma che, ve lo posso assicurare, faranno parlare molto di Urania, e non solo all’interno del mondo degli appassionati e dei lettori abituali. Anzi!

Per quanto riguarda invece il programma di uscite per il 2022, come già avevo spiegato l’anno scorso si tratta di un esercizio piuttosto complicato, perché pianificare un intero anno di pubblicazioni è facile, un po’ meno avere la certezza che i libri previsti poi riusciranno a raggiungere le edicole nei tempi previsti, a causa delle solite problematiche (contrattuali, tecniche, organizzative ecc.) che potrebbero inficiare in ogni momento la nostra programmazione.

Per cui considerate queste anticipazioni come una sorta di assaggio per cominciare a capire quali saranno le portate del succulento menù che cercheremo di approntare per voi, ma tenetevi pronti a possibili cambiamenti nel corso dell’anno, in qualsiasi momento.

E ora diamo il via alle danze, sperando che questo programma possa incontrare il vostro gradimento.

 

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Urania ottobre 2021

ottobre 14th, 2021

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A ottobre, preparatevi a un atterraggio di massa… di ottime storie. Dove? In tutte le edicole e gli store online, ovviamente!

 

Con Urania Jumbo viaggeremo tra i diecimila pianeti artificiali di Yellowstone nel romanzo “I fuochi di Elysium” di Alastair Reynolds.

Urania Collezione ripropone un cult della fantascienza italiana, il divertentissimo “Memorie di un cuoco d’astronave” di Massimo Mongai.

E per Urania, ci allontaneremo appena 178 anni luce dalla Terra alla ricerca de “Il tesoro di Zarathustra” di John Scalzi.

 

E voi, in quale guaio cosmico vi caccerete?

 

Alastair Reynolds , “I fuochi di Elysium”, Urania Jumbo n. 24, ottobre 2021

Alastair Reynolds , “I fuochi di Elysium”, Urania Jumbo n. 24, ottobre 2021

Massimo Mongai, “Memorie di un cuoco d'astronave”, Urania Collezione n. 225, ottobre 2021

Massimo Mongai, “Memorie di un cuoco d’astronave”, Urania Collezione n. 225, ottobre 2021

John Scalzi , “Il tesoro di Zarathustra”, Urania 1695, ottobre 2021

John Scalzi , “Il tesoro di Zarathustra”, Urania 1695, ottobre 2021

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In ricordo di Ugo Malaguti

settembre 28th, 2021

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Ugo Malaguti (1945 – 2021)

Ugo Malaguti (1945 – 2021)

Domenica 26 settembre ci ha lasciato Ugo Malaguti, nume tutelare della fantascienza italiana, spentosi nella sua casa di Bologna dopo una lunga malattia.

All’inizio della sua carriera, Malaguti prese in mano la curatela della collana Galassia (Tribuna), diventandone il direttore. Nel 1967 fondò la casa editrice Libra e iniziò la pubblicazione della rivista Nova SF* e le collane Slan e I classici della fantascienza. Negli anni ’70 fondò la Perseo Libri e successivamente Elara Libri, erede delle case editrici precedenti.

Autore di numerosi saggi, racconti e romanzi, spaziò dalla fantascienza archeologica e d’avventura e quella di stampo sociologico, più realistica e impegnata, ma fu anche un prolifico traduttore di alcuni dei più grandi nomi della fantascienza internazionale.

Tra le sue traduzioni comparse in Urania ricordiamo: “Il fabbricante di universi” di Philip J. Farmer, “Novilunio” di Fritz Leiber, “La città e le stelle” di Arthur C. Clarke, I fabbricanti di felicità di James Gunn, “Il telepate” di John Brunner, “Sabbie, tempeste e pietre preziose” di Cordwainer Smith e “Stelle del silenzio e della vita” di Edmond Hamilton.

Ugo Malagutti fu inoltre promotore di numerose iniziative come premi letterari e proiezioni, influenzando per mezzo secolo l’ambiente fantascientifico italiano.

Ciao Ugo, ci mancherai.

 

 

 

 

 

 

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Urania Collezione 222: Isaac Asimov, “Neanche gli Dei”

giugno 26th, 2021

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Isaac Asimov, “Neanche gli dei”, Urania Collezione 222, luglio 2021

Isaac Asimov, “Neanche gli dei”, Urania Collezione 222, luglio 2021

Isaac Asimov, “Neanche gli Dei”, Urania Collezione 222, luglio 2021
È il 1971 e, come racconta Asimov stesso nell’introduzione, anzi, nella Dedica piuttosto lunga a questo volume…

Se non contiamo Viaggio allucinante, che era la stesura sotto forma di romanzo di una sceneggiatura altrui, fanno ormai dieci anni e mezzo che non scrivo un romanzo di fantascienza. Non perché io abbia smesso di scrivere, dal momento che in questi anni ho scritto più che mai. Semplicemente, non ho scritto romanzi di fantascienza.

Poi arriva il 1972, e con esso “Neanche gli Dei”, subito vincitore dei primi Hugo, Nebula e Locus.

Dopo molti anni di assenza, Asimov torna finalmente sulle nostre pagine con questo grande classico, apparso nella serie regolare lo stesso anno della sua uscita negli Stati Uniti.

“Neanche gli Dei” (pubblicato originariamente su una rivista in tre parti distinte, intitolate, rispettivamente: 1. Contro la stupidità… 2. … Neanche gli Dei… 3. Possono nulla?) narra della scoperta sulla Terra di una sostanza che – secondo le nostre leggi fisiche – non potrebbe neanche esistere.

Il Plutonio 186 proviene da un universo parallelo al nostro, dove prospera una civiltà aliena avanzatissima.

Un giovane fisico pieno di sogni, Peter Lamont, scopre che dal contatto tra i due universi si può ricavare una fonte di energia apparentemente inesauribile.

Ma sarà davvero così semplice?

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Le inquietanti “Visioni” di Harlan Ellison

aprile 11th, 2021

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Oscar Vault

a cura di Beppe Roncari

Le inquietanti “Visioni” di Harlan Ellison

 

"Visioni" di Harlan Ellison, Urania Draghi

“Visioni” di Harlan Ellison, Urania Draghi

Non è una visione. Oltre sessanta racconti e romanzi brevi di Harlan Ellison sono stati raccolti con una cura certosina nel volume di Oscar Draghi Urania a cura di Franco Forte. I testi sono stati ritradotti e integrati nelle parti mancanti nelle precedenti edizioni italiane.

Il titolo della raccolta è un omaggio alla celebre antologia curata dallo scrittore statunitense, Dangerous Visions, pubblicata nel 1967 e considerata da molti come la raccolta che diede il la alla New Wave della fantascienza, una scifi più adulta e matura rispetto alla cosiddetta Golden Age, ricca di temi borderline come quelli delle perversioni sessuali, dell’antimilitarismo e del terrore delle macchine. L’antologia in questione conteneva racconti di autori come Fritz Leiber, Philip K. Dick e Samuel R. Delany e, al tempo della sua uscita, è stata definita “il libro di fantascienza più significativo e controverso” dell’anno. Nel 1972 uscì una seconda raccolta, Again, Dangerous Visions, mentre il terzo volume, annunciato con il titolo di The Last Dangerous Visions, non vide mai la luce, diventando un libro fantasma e leggendario.

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Urania febbraio 2021

febbraio 15th, 2021

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A Carnevale ogni astronave vale, con le uscite di febbraio di Urania e sorelle!

In Urania Jumbo arriva “Ancillary Sword”, secondo capitolo della trilogia Imperial Radch di Ann Leckie, dove ritorviamo Breq, il corpo ancillare di una IA alle prese con nuove sfide; Urania Collezione dà invece il bentornato a Walter Jon Williams con “Metropolitan”, la storia di un mondo-città e dei ribelli che ne cambieranno il volto per sempre; last but not least, un’epica rivolta dei robot vi attende tra le pagine di Urania con “The Corporation Wars: Dissidenza”, dalla penna di Ken MacLeod.

E voi, verso quale galassia volerete?

Ann Leckie , “Ancillary - Sword”, Urania Jumbo n. 16, febbraio 2021

Ann Leckie , “Ancillary – Sword”, Urania Jumbo n. 16, febbraio 2021

Walter Jon Williams, "Metropolitan", Urania Collezione 217, febbraio 2021

Walter Jon Williams, “Metropolitan”, Urania Collezione 217, febbraio 2021

Ken MacLeod, "The Corporation Wars: Dissidenza", Urania n. 1687, febbraio 2021

Ken MacLeod, “The Corporation Wars: Dissidenza”, Urania n. 1687, febbraio 2021

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Vincitore assoluto del Premio Urania Short 2020

gennaio 26th, 2021

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PREMIO URANIA SHORT 2020

IL VINCITORE ASSOLUTO

 

Dopo avere esaminato le schede voto pervenute in redazione, che davano la possibilità ai lettori di “Urania” di designare il racconto preferito fra i tre finalisti pubblicati nel numero di novembre scorso della collana – in appendice al romanzo “Il pugno dell’uomo” di Davide Del Popolo Riolo – ecco quali sono i risultati dello scrutinio. Fra le tre opere finaliste dell’edizione 2020, che erano le seguenti:

 

IL PATCH
di Luigi Calisi

THE BODY PRINT
di Giada Cecchinelli

UN PATTO EQUO
di Michela Lazzaroni

 

i lettori di “Urania” hanno designato come vincitore assoluto il racconto:

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“Murderbot – I diari della macchina assassina” di Martha Wells

gennaio 18th, 2021

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Oscar Vault

a cura di Beppe Roncari

“Murderbot – I diari della macchina assassina” di Martha Wells

 

Martha Wells, “Murderbot – I diari della macchina assassina”

Martha Wells, “Murderbot – I diari della macchina assassina”

È una macchina assassina, in parte robot, in parte umana. Senza sesso, senza nome (Murderbot è quello che si è data da sola) e senza libertà. Almeno finché non ha hackerato il suo sistema di controllo, prendendo in mano il proprio destino e decidendo di utilizzare questa sua nuova, appena scoperta libertà… per scaricare e guardare in segreto le sue serie tv preferite!

Mondadori Oscar Fantastica porta in Italia, rilegati in un solo volume, The Murderbot Diaries, i quattro romanzi brevi con cui Martha Wells ha dato vita a una nuova e scanzonata incarnazione di Robocop, l’uomo-macchina, un tema caro alla fantascienza fin dai tempi di Metropolis di Fritz Lang (1927), e con cui ha fatto incetta di premi.

Il primo romanzo, Allarme rosso (All Systems Red), ha vinto il premio Nebula 2017, l’Hugo 2018 e l’American Library Association’s Alex Award. Le altre tre novellas sono arrivate tutte insieme al ballottaggio degli Hugo anche nel 2019, tanto da far decidere all’autrice di accettare la candidatura solo per il secondo episodio della serie, Condizione Artificiale (Artificial Condition), con cui ha vinto. Gli altri due titoli della saga sono Protocollo ribelle (Rogue Protocol) e Strategia d’uscita (Exit Strategy).

L’elemento di novità della serie, come spesso accade, viene dal passato, e consiste nel recupero in chiave moderna di una formula narrativa antichissima: la diaristica. Fiore all’occhiello del romanzo gotico, a cui appartiene il capostipite della fantascienza contemporanea, Frankenstein di Mary Shelley (anch’esso dedicato a un umano “artificiale”), l’uso dei diari permette alla Wells di dare voce all’originalissimo punto di vista di una cyborg.

Come il mostro del dottor Frankenstein, anche Murderbot prova disagio di fronte all’umanità: teme di essere vista dagli altri come un mostro, un’aberrazione, o una spietata assassina senza cuore, e non vuole mostrare il proprio volto. In più le componenti sintetiche, logiche e asettiche, entrano in conflitto con le sue parti organiche, che provano sentimenti e pensano come qualsiasi altro essere umano.

La passione per le serie tv è un tramite attraverso cui Murderbot può osservare l’umanità senza essere vista, immedesimarsi, partecipare in modo vicario, proprio come faceva la crea­tura di Frankenstein quando spiava da una fessura del fienile la vita quotidiana di una famiglia contadina.

Gli umani di Murderbot sono la dottoressa Mensah e il suo gruppo di ricercatori, in missione esplorativa su un pianeta alieno. Pur avendo hackerato il proprio modulo di controllo, Murderbot continua a fingere di essere una semplice SecUnit (Unità di Sicurezza), almeno fino a quando non è costretta a gettare la maschera e a disobbedire agli ordini per salvare i suoi compagni.

D’altronde, la ragione stessa che l’ha portata a liberarsi dagli obblighi della sua programmazione risiede negli accadimenti di una precedente missione, quando l’obbedienza cieca alle direttive l’aveva portata a compiere una strage di umani. Questa oscura vicenda è un mistero che si dipana nel corso dell’intero volume, dato che i dettagli dell’accaduto non sono chiari nemmeno alla protagonista, a causa della prassi della Compagnia di “resettare” la memoria elettronica delle proprie unità. Ma ci sono ricordi e sensazioni impressi per sempre nella sua mente organica, che ha finito per prendere il sopravvento.

Quello di Murderbot è un viaggio nello spazio, certo, una space opera proprio come la soap “Sanctuary Moon” che tanto le piace, ma in realtà e innanzitutto è un viaggio dentro se stessa, alla ricerca della sua vera identità.

I comprimari che incontra sono tutti degli specchi per trovare un modo di definirsi: la dottoressa Mensah, leader di un pianeta dove ai robot è riconosciuta l’identità di persona, sebbene nel resto del cosmo rimangano dei “domestici” per cui deve garantire “il patrono”, un po’ come succedeva per gli schiavi affrancati nell’Ottocento. Ci sono poi gli “umani aumentati”, come Guranthin, che fa interrogare la protagonista su dove si collochi il confine fra esseri biologici e meccanici. Interessante infine, il rapporto di Murderbot con ART (“Astronave Rompiballe di Trasporto”), un’intelligenza artificiale priva di parti organiche ma dotata di coscienza, che prova affetto sincero per gli umani che trasporta, come una mamma chioccia protettiva, che si inquieta guardando serie tv con umani in pericolo.

In definitiva, una lettura obbligata per chi apprezza le storie scanzonate, che tuttavia nascondono temi più profondi e complessi, come nella migliore tradizione della fantascienza. Prendete esempio da Murderbot, non resterete delusi.

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