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	<title>Il Blog di Urania</title>
	<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/urania</link>
	<description>La fantascienza giorno per giorno</description>
	<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:10:31 +0000</pubDate>
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		<title>Urania Collezione 109: Dove stiamo volando</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Urania Collezione]]></category>

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		<description><![CDATA[
L&#8217;unico romanzo scritto da Vittorio Curtoni torna dopo quarant&#8217;anni di assenza dal mercato e in un&#8217;edizione imperdibile, con un capitolo inedito. Soppresso dall&#8217;autore all&#8217;epoca della prima edizione, è qui ripristinato per sua volontà e arricchisce il sapore di questa odissea nel futuro di un&#8217;Europa mutante. Poche volte la fantascienza è stata così vicina al vero, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/curtoniprev.png" title="curtoniprev.png"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/curtoniprev.png" alt="curtoniprev.png" /></a></p>
<p>L&#8217;unico romanzo scritto da Vittorio Curtoni torna dopo quarant&#8217;anni di assenza dal mercato e in un&#8217;edizione imperdibile, con un capitolo inedito. Soppresso dall&#8217;autore all&#8217;epoca della prima edizione, è qui ripristinato per sua volontà e arricchisce il sapore di questa odissea nel futuro di un&#8217;Europa mutante. Poche volte la fantascienza è stata così vicina al vero, poche volte ha affrontato il tema della sopravvivenza con tanto coraggio. Dopo il romanzo, una nutrita scelta di racconti e la fondamentale autobiografia La mia love story con la fantascienza, pubblicata per la prima volta nel 1999.</p>
<p><em>Vittorio Curtoni </em>(San Pietro in Cerro, PC, 1949 - Piacenza 2011) è il maestro del rinnovamento nella fantascienza italiana. Lo svecchiamento linguistico e tematico, la bruciante sincerità di cui è stato capace nella sua narrativa, il carisma di editor che lo hanno contraddistinto sia al timone di &#8220;Galassia&#8221; che della sua creatura prediletta, &#8220;Robot&#8221;, ne hanno fatto un autore di primo piano e un brillante mediatore culturale. Questo volume, preparato in ogni particolare da lui stesso, è un vademecum curtoniano che non può mancare nella biblioteca di ogni appassionato.<br />
<a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/curtonifull.png"><strong><font color="#FF0000"><br />
(vai alla visualizzazione completa del volume)</font></strong></a></p>
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		<title>Gli ammutinati dell’astronave (1579)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:07:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Urania Collezione]]></category>

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		<description><![CDATA[
La Teddy R - o Theodore Roosevelt, astronave da combattimento con il compito di proteggere l&#8217;ammasso della Fenice - ha un comandante che si chiama Makeo Fujiama e un primo ufficiale che risponde al nome di Podok ed è (incidentalmente) una femmina Polonoi. Ma la figura chiave, a bordo della sferragliante nave da guerra, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/ammutinatiprev.png" title="ammutinatiprev.png"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/ammutinatiprev.png" alt="ammutinatiprev.png" /></a></p>
<p>La Teddy R - o Theodore Roosevelt, astronave da combattimento con il compito di proteggere l&#8217;ammasso della Fenice - ha un comandante che si chiama Makeo Fujiama e un primo ufficiale che risponde al nome di Podok ed è (incidentalmente) una femmina Polonoi. Ma la figura chiave, a bordo della sferragliante nave da guerra, è un&#8217;altra: il secondo ufficiale Wilson Cole. Wilson ha ottenuto risultati strepitosi nel conflitto che oppone la Repubblica alla Federazione nemica,<br />
ma la disciplina non è il suo forte. Ecco perché si trova sulla Teddy R ed ecco perché, all&#8217;inizio del romanzo, già scalpita per cambiare rotta e dirigersi verso tutta un&#8217;altra parte della galassia&#8230;</p>
<p><em>Mike Resnick</em> È nato a Chicago nel 1942, ha vinto cinque volte il premio Hugo e una volta il Nebula. Di Resnick &#8220;Urania&#8221; ha già pubblicato i romanzi Purgatorio: storia di un mondo lontano (n. 1253), Inferno (n. 1527) e Il killer delle stelle (n. 1449). Starship: Mutiny (2005) è il suo primo romanzo di sf bellica.</p>
<p><font color="#000000"><em>All&#8217;interno, il racconto &#8220;La rivolta dei miracolati&#8221; di Samuele Nava</em></font></p>
<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/ammutinartifull.png"><strong><font color="#FF0000">(vai alla visualizzazione completa del volume)</font></strong></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Due mondi oltre la soglia (58)</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 14:06:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Millemondi]]></category>

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		<description><![CDATA[
ANHARRA, L&#8217;EREDITÀ DI SANGUE
Molti millenni fa una cometa ha sfiorato la Terra, spostandone l&#8217;asse e determinando spaventose mutazioni climatiche. La civiltà degli Uomini è declinata inesorabilmente e intorno alla catastrofe è nata una leggenda che lega l&#8217;antico disastro alla profanazione di Anharra, la città perduta nel deserto. Luogo maledetto che cela tesori di gemme e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/mondiprev.png" title="mondiprev.png"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/mondiprev.png" alt="mondiprev.png" /></a></p>
<p><strong>ANHARRA, L&#8217;EREDITÀ DI SANGUE</strong></p>
<p>Molti millenni fa una cometa ha sfiorato la Terra, spostandone l&#8217;asse e determinando spaventose mutazioni climatiche. La civiltà degli Uomini è declinata inesorabilmente e intorno alla catastrofe è nata una leggenda che lega l&#8217;antico disastro alla profanazione di Anharra, la città perduta nel deserto. Luogo maledetto che cela tesori di gemme e di sapienza, ma anche un tremendo segreto. E ora altri uomini sono sul punto di varcare un&#8217;altra volta le sue mura, armati della più moderna tecnologia. Senza sapere che li aspetta un ultimo terribile appuntamento con il destino&#8230;</p>
<p><strong>LA GUERRA DELLE MASCHERE</strong><br />
Il mondo secondario dell&#8217;Arcobaleno è un classico universo parallelo della fantascienza, solo con caratteri pre-tecnologici. Tre sono le civiltà più fiorenti, l&#8217;una indispensabile all&#8217;altra nonostante le antiche ostilità: il regno di Rodaire, quello di Rodrom e di Nahor. Se la guerra tra i tre mondi dovesse riprendere, nessuno potrebbe salvarsi. È a questo punto che il romanzo visionario diventa uno spietato ritratto del mondo che conosciamo, fino agli orrori dei campi di concentramento che ricordano il celebre Campo Archimede di Thomas M. Disch.</p>
<p><em>J.P. RYLAN</em> È lo pseudonimo di uno scrittore di thriller di fama internazionale. Dopo Il trono della follia (2006) e Il santuario delle tenebre (2007), L&#8217;eredità di sangue riporta in scena il mondo degli Uomini, gli antichissimi migratori indoeuropei.</p>
<p><em>ERRICO PASSARO</em> È nato a Roma nel 1966. Autore dei romanzi Il delirio (1988), Nel solstizio del tempo (con R. Genovesi, 1992), Gli anni dell&#8217;Aquila (1996), Le maschere del potere (1999), Il Regno Nascosto (con G. Marconi, 2008), Inferni (2010) e Zodiac (2010, in &#8220;Urania&#8221; n. 1557), Passaro ha scritto oltre un centinaio di racconti.<br />
<strong><font color="#FF0000"><br />
<a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/02/mondifull.png">(vai alla visualizzazione completa del volume)</a></font></strong></p>
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		<title>Editoriale di mezzo inverno</title>
		<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2012/01/30/editoriale-di-mezzo-inverno/</link>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 14:10:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Dispacci]]></category>

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La fantascienza, che in Italia compie sessant&#8217;anni, è per i comuni mortali quello che l&#8217;epica, un pizzico di rivoluzione copernicana e persino il surrealismo furono in passato per le classi colte e abbienti. Oggi che gli abbienti, parlando in generale, colti non lo sono più e che la massa continua a invocare nutrimento spirituale in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/ur2.jpg" title="ur2.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/ur2.jpg" alt="ur2.jpg" /></a></p>
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<p>La fantascienza, che in Italia compie sessant&#8217;anni, è per i comuni mortali quello che l&#8217;epica, un pizzico di rivoluzione copernicana e persino il surrealismo furono in passato per le classi colte e abbienti. Oggi che gli abbienti, parlando in generale, colti non lo sono più e che la massa continua a invocare nutrimento spirituale in pillole (i famosi &#8220;pasti concentrati&#8221; di cui parlavano i rotocalchi degli anni Cinquanta, quando immaginavano il 2000), si è dovuta inventare la pillola dell&#8217;immaginazione. Cinema, romanzi, fumetti, gialli e western non bastavano più. E&#8217; vero, per lungo tempo quei generi hanno tenuto banco senza temere rivali, fornendo la dose quotidiana d&#8217;evasione, intrattenimento e narrativa, e senza ricadute sociali negative; forse per i consumatori più fragili vi sarà stato il rischio di una certa assuefazione, il protrarsi di un&#8217;immatura tendenza all&#8217;illusione, ma per i cervelli svegli il rischio è stato semmai quello d&#8217;intravvedere, sotto la patina della favola, il rapporto con la realtà, con chi veramente siamo quando abbandoniamo la maschera del dovere e torniamo a lavorare di fantasia.</p>
<p> <a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2012/01/30/editoriale-di-mezzo-inverno/#more-6987" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<title>Carlo Fruttero e la sua Urania</title>
		<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2012/01/19/carlo-fruttero-e-la-sua-urania/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 10:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Profili]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Nei ventitre anni compresi tra il n. 281 del maggio 1962 e il n. 1009 del novembre 1985, il grande scrittore torinese trasformò Urania in un ebdomadario dell&#8217;altro mondo. Se fino a quel momento la collana fondata da Giorgio Monicelli era stata il viatico per centinaia di avventure nell&#8217;universo e nel tempo, quando Fruttero arrivò [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> <a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/fruttero_lucentini-1.jpg" title="fruttero_lucentini-1.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/fruttero_lucentini-1.jpg" alt="fruttero_lucentini-1.jpg" /></a></p>
<p>Nei ventitre anni compresi tra il n. 281 del maggio 1962 e il n. 1009 del novembre 1985, il grande scrittore torinese trasformò Urania in un ebdomadario dell&#8217;altro mondo. Se fino a quel momento la collana fondata da Giorgio Monicelli era stata il viatico per centinaia di avventure nell&#8217;universo e nel tempo, quando Fruttero arrivò al timone e quando in seguito (1964) gli si affiancò l&#8217;amico Franco Lucentini, anche per Urania arrivò la tanto sospirata modernizzazione. Non che prima fosse stata antica, anzi, il futuro era il suo tempo d&#8217;adozione fin dal 1952. Ma letterariamente aveva guardato al feuilleton, al romanzo d&#8217;appendice, all&#8217;intrattenimento romantico anche quando, di fatto, traduceva e magari spezzettava a puntate i romanzi più recenti e nervosi. Con Carlo Fruttero si può dire che Urania abbia aperto alla modernità come stile: non a caso  la veste grafica cambiò e le copertine di Karel Thole entrarono nella fase più aggressivamente surreale. Ora Fruttero se n&#8217;è andato, a ottantacinque anni, in riva al Mar Tirreno, lontano dalla sua Torino e lontanissimo dai rombi di Urania, le losanghe colorate che rappresentavano la testata. Un altro rombo, quello della risacca che ha magistralmente evocato nel romanzo &#8220;Enigma in luogo di mare&#8221;, ne ha preso il posto da tempo. Ma per noi, figli di quelle letture, di quell&#8217;Urania &#8220;trancio di torta&#8221; rispetto alle altre collane che erano al massimo una &#8220;tranche de vie&#8221;, il ricordo è indelebile. Basta pensare alle decine, e probabilmente centinia di antologie di short stories che Urania pubblicò in quel ventennio, con titoli fiammeggianti come Contatto con l&#8217;inumano, C&#8217;è sempre una guerra, Storie di fantamore, Per il rotto della mente, Com&#8217;era lassù?, Sua altezza spaziale, Il dio del trentaseiesimo piano; alle succulente raccolte rilegate come Storie di fantasmi, Universo a sette incognite, L&#8217;ombra del duemila, I mostri all&#8217;angolo della strada, 40 storie americane di guerra, La verità sul caso Smith, eccetera. Oggi Urania è diretta dai lettori di Carlo Fruttero, da quelli che si sono formati con lui. E dal profondo di quella che è ancora la sua collana, lo ringraziano insieme a Franco Lucentini, perché è anche per merito loro se la fantascienza ha continuato ad essere godibile come una torta e non solo leggibile come letteratura del possibile.</p>
<p>(1926-2012)</p>
<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/u2811.jpg" title="u2811.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/u2811.jpg" alt="u2811.jpg" /></a><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/domenica1.jpg" title="domenica1.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/domenica1.jpg" alt="domenica1.jpg" /></a><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/u1009.jpg" title="u1009.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/u1009.jpg" alt="u1009.jpg" /></a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Onryo - Gli autori</title>
		<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2012/01/12/onryo-gli-autori/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 13:15:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Profili]]></category>

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Masako Bando. È con lei, nata nel 1958, con Hideaki Sena e con l&#8217;autore di Ringu Koji Suzuki che il moderno horror giapponese s&#8217;impone agli inizi degli anni Novanta dapprima come corrente letteraria che gode di un immenso successo nel paese e che in seguito, grazie anche a film, manga (fumetti) e videogiochi, diventa quel  [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/japan-flag.gif" title="japan-flag.gif"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/japan-flag.gif" alt="japan-flag.gif" /></a></p>
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<p><strong>Masako Bando. </strong>È con lei, nata nel 1958, con Hideaki Sena e con l&#8217;autore di <em>Ringu</em> Koji Suzuki che il moderno horror giapponese s&#8217;impone agli inizi degli anni Novanta dapprima come corrente letteraria che gode di un immenso successo nel paese e che in seguito, grazie anche a film, <em>manga</em> (fumetti) e videogiochi, diventa quel  fenomeno di portata mondiale definito <em>horror japanesque</em>. La novità delle opere di Bando consiste nella riscoperta delle tradizioni del folklore della sua terra. Dopo l&#8217;esperienza di studio all&#8217;estero, ritornata in patria, comincia a scrivere delle fiabe pian piano rendendosi conto di come un grande patrimonio di leggende e tradizioni popolari dalle infinite possibilità narrative resti ignorato e decidendo di compiere un lavoro di riscoperta. Sebbene i suoi romanzi siano innegabilmente impregnati di atmosfere horror e soprannaturali, allo stesso tempo si riscontra una descrizione assai attenta della vita contadina scandita da un ripetersi di gesti immutati nel tempo. Lo sfondo delle sue storie non sono solitamente gli estesi centri metropolitani giapponesi, bensì località rurali distanti dalla capitale Tokyo (spesso si tratta di luoghi dell&#8217;isola di Shikoku nella quale la scrittrice è nata) dove gli aspetti più invasivi della modernità sono assenti o perlomeno poco percepiti. La tecnologia è quasi del tutto nulla e comunque mai un elemento centrale. Il nucleo del racconto s&#8217;avvolge e s&#8217;innesta su una leggenda o una storia appartenente al folklore locale che funge da supporto per gli eventi che la scrittrice vuole raccontare. Un altro elemento assai importante è la descrizione del rapporto sentimentale uomo-donna spesso analizzato dal punto di vista femminile. L&#8217;abilità di scrittura di Bando è notevole, il suo stile preciso ed efficace, le descrizioni sempre acute e profonde. Ma non si deve rimanere sorpresi. Come scrivevamo più sopra,  in Giappone la differenza tra <em>jun bungaku </em>(letteratura pura) ed <em>entateinmento bungaku</em> (letteratura di genere) verte sui filoni trattati e non sulle capacità narrative degli scrittori appartenenti a questi due grandi gruppi. I confini spesso sono assai labili e anche un autore come Haruki Murakami è in realtà collocabile in entrambe le letterature. Identico discorso vale per Bando, soprattutto in considerazione dei suoi ultimi lavori in cui, abbandonato l&#8217;elemento fantastico, si concentra su storie che descrivono i sentimenti che legano uomini e donne e nelle quali l&#8217;eros rappresenta una forte componente.<br />
Nel 1982 vince la settima edizione del Premio per gli esordienti Mainichi dowa. Nel 1993 pubblica il romanzo horror <em>Shikoku</em> (Il paese dei morti) - trasposto anche in film -, cui segue una lunga serie di volumi. Nel 1994 con <em>Mushi</em> (Insetti) si aggiudica il premio «opera eccellente» nella prima edizione del Gran premio del romanzo horror giapponese. Nel 1996 con <em>Sakuraame</em> (La pioggia di ciliegi) vince la terza edizione del Premio letterario Shimase ren&#8217;ai e con <em>Yamahaha</em> (La madre delle montagne) l&#8217;anno seguente si aggiudica la centosedicesima edizione del prestigioso Premio Naoki. Nel 2002 con <em>Mandarado</em> (La via del mandala) vince poi la quindicesima edizione del Premio Shibata Renzaburo. Senza dubbio Masako Bando è una delle autrici più valide ed interessanti della letteratura giapponese contemporanea.</p>
<p><strong>Inoue Masahiko. </strong>Lo scrittore nasce a Tokyo nel 1969. Nel 1981 con la novella sugli spiriti <em>Shobosha ga okurete</em> (<em>L</em>&#8216;autopompa<em> </em>ritarda) attrae l&#8217;attenzione dell&#8217;autore di gialli Michio Tsuzuki (1929-2003) e vince la terza edizione del Premio Lupin.  Nel 1983 con <em>Yokeina mono ga</em> (L&#8217;essere in più), racconto dell&#8217;orrore sperimentale, si aggiudica il premio «opera eccellente» all&#8217;<em>Hoshi Shin&#8217;ichi short short</em> <em>contest</em> iniziando così la sua brillante carriera di scrittore. Inoue si è dedicato in particolare modo alla stesura di racconti brevi o cortissimi - <em>short short </em>- incentrati sul fantastico e sul soprannaturale arrivando ad avere al suo attivo centinaia di storie pubblicate, non tralasciando comunque di scrivere romanzi come <em>Ijinkan no fantazuma</em> (Il<em> </em>fantasma del palazzo degli stranieri, 1991), immaginaria biografia della giovinezza di Van Helsing trascorsa nella città di Nagasaki poco prima dell&#8217;apertura del Giappone all&#8217;Occidente nel 1868. Tra le sue raccolte di racconti vanno sicuramente menzionate <em>Igyo hakurankai</em> (Esposizione bizzarra, 1994), <em>Gaikotsujo</em>, (Il castello degli scheletri, 1995), <em>Kyofukan shujin</em> (Il padrone del palazzo della paura, 1996), <em>1001 byo no kyofu eiga</em> (Film paurosi da 1001 secondi, 1997, 2005) che riunisce novelle incentrate sui film horror inizialmente pubblicate nell&#8217;edizione giapponese della rivista <em>FANGORIA</em>, <em>Kirei </em>(Spiriti leggiadri, 2000), <em>Kimyona genju jiten</em> (Dizionario delle bizzarre bestie fantastiche, 2002) e <em>Roman</em> (Roman, 2004). Per lo sviluppo delle novelle di fantascienza, fantasy e horror, dal 1997 ha ideato e personalmente curato una serie di antologie tematiche dal titolo generale di <em>Igyo korekushon</em> (Freak Out Collection-Collezione bizzarra) che ha ormai superato i quaranta volumi divenendo la più ampia serie antologica di racconti originali di letteratura fantastica al mondo. Per tale ciclopico lavoro, già nel 1998 gli è stato conferito il premio speciale della diciannovesima edizione del <em>Gran premio della fantascienza giapponese</em>. Suoi lavori sono stati editi su varie prestigiose riviste letterarie sia di genere che <em>mainstream</em>.</p>
<p><strong>Sakyo Komatsu. </strong>Vero nome Minoru Komatsu, lo scrittore nasce a Osaka nel 1931 e trascorre la giovinezza nella città di Kobe. La <em>Divina Commedia</em> di Dante Alighieri (1265-1321) letta durante la scuola media inferiore influenza fortemente la sua visione di un universo fantastico. Si iscrive all&#8217;Università di Kyoto dove si laurea in letteratura italiana con una tesi su Luigi Pirandello (1867-1936) al quale, successivamente, dedica anche un racconto. Durante l&#8217;università frequenta diversi intellettuali, registi e scrittori, collaborando inoltre con varie riviste letterarie amatoriali. Entra anche a far parte del partito comunista da cui poi però si dissocia. Disegna alcuni <em>manga</em> come <em>Iwan no baka</em> (Ivan lo scemo) e <em>Daichi teikai</em> (Il mare sul fondo della terra) pubblicati con lo pseudonimo di Minoru Mori. Il <em>manga</em> è una forma espressiva verso la quale continuerà sempre a nutrire un profondo interesse. Terminati gli studi nel 1954, cambia più volte lavoro. Decisivo si rivela il suo incontro con la rivista <em>S-F magajin</em> della Hayakawa Shobo che gli permette di trovare un editore attento e interessato al tipo di letteratura che intende sviluppare. Nel 1961, con la pubblicazione di <em>Chi ni wa heiwa o</em> (Pace in terra), si fa conoscere come autore d&#8217;avanguardia della SF giapponese. Nel 1971 con il volume <em>Tsugu no wa dare ka</em>? (Chi ci succederà?) si aggiudica la seconda edizione del Premio Seiun. Premio di cui vince anche la quarta edizione nel 1973, la settima edizione nel 1976 e la nona edizione nel 1978 grazie rispettivamente ai racconti <em>Kessho seidan</em> (La costellazione di cristallo), <em>Vomiisa</em> (Vomisa) e <em>Gorudiasu no musubime</em> (Il nodo di Gordio). Ottiene poi, nel 1983, un altro premio alla quattordicesima edizione del Premio Seiun per merito del romanzo <em>Sayonara Jupita</em> (Bye-bye, Jupiter). Nel 1974 <em>Nihon chinbotsu</em> (Il Giappone affonda), forse la sua opera più famosa e rappresentativa dove l&#8217;autore immagina lo sprofondamento in mare dell&#8217;arcipelago nipponico - tradotta in inglese, francese, spagnolo, russo, cinese, coreano, e in diverse altre lingue ma non ancora in italiano -, vince contemporaneamente la ventisettesima edizione del Premio dell&#8217;associazione degli scrittori di giallo del Giappone e la quinta edizione del Premio Seiun. Fino a oggi in patria ha venduto più di quattro milioni di copie. <em>Nihon chinbotsu</em> è un classico riconosciuto della fantascienza mondiale ed è stato trasposto in un film di grande successo nel 1973 e nuovamente nel 2006. Anche da diversi altri suoi lavori sono state tratte delle pellicole, sceneggiati televisivi e fumetti. Nel 1985 grazie a <em>Shuto shoshitsu</em> (La sparizione della capitale), opera nella quale descrive lo stato di panico in cui precipitano i giapponesi di fronte all&#8217;improvvisa e misteriosa scomparsa di Tokyo, si aggiudica la sesta edizione del Gran premio della fantascienza giapponese. Nel 1990 gli è stato consegnato il Premio per la cultura di Osaka. Impegnato nel promuovere a livello popolare l&#8217;importanza della ricerca spaziale e fervente sostenitore di varie iniziative sociali e culturali, con Shin&#8217;ichi Hoshi  (1926-1997) e Yasutaka Tsutsui è considerato uno dei tre grandi scrittori della fantascienza nipponica. Le sue opere non sono soltanto di genere fantascientifico, ma anche fantastico e storico-soprannaturale. Nel 1981 fonda con un capitale sociale di trenta milioni di yen la società <em>IO</em> <em>Corporation</em> che si occupa di promuovere attività di vario tipo. Nel 2000 è stato istituito il Premio Komatsu Sakyo<em> </em>per le opere di letteratura SF, fantasy ed horror e dal 2001 viene pubblicata la rivista trimestrale <em>Komatsu Sakyo magajin</em> (Komatsu Sakyo magazine). La casa editrice dell&#8217;Università Internazionale Josai ha iniziato a stampare la sua opera omnia di cui sono previsti cinquantacinque volumi. Komatsu è stato scelto come ospite d&#8217;onore insieme con David Brin per <em>Nippon 2007</em>, la sessantacinquesima <em>Worldcon</em> (World Science Fiction Convention) di Yokohama del 2007. E&#8217; morto nel luglio 2011 durante la preparazione di questo volume. All&#8217;asteroide 6983 scoperto da Takao Kobayashi nel 1993 è stato dato il nome di <em>Komatsusakyo</em>.</p>
<p><strong>Hiroko Minagawa.</strong> Nata a Seoul nel 1930 durante l&#8217;occupazione nipponica della Corea; suo padre era un medico giapponese che aveva ricevuto l&#8217;incarico di professore associato del dipartimento di medicina dell&#8217;Università Imperiale fondata nella capitale coreana. Dopo il diploma Minagawa si iscrive al corso di letteratura inglese della facoltà di lingue straniere dell&#8217;Università Cristiana Femminile di Tokyo senza però portare a compimento gli studi. Nel 1970 con <em>Kawato</em> (I Kawato) vince la seconda edizione del Premio per la letteratura per l&#8217;infanzia Gakken<em> </em>nella sezione opere non di narrativa. Nel 1972 esordisce come scrittrice con il volume per ragazzi <em>Umi to jujika</em> (Il mare e la croce) ambientato agli inizi del periodo Edo dove affronta temi quali la libertà religiosa e il senso della vita umana. Oggi il libro è incluso nella lista dell&#8217;<em>International institute for children&#8217;s literature </em>di Osaka come una delle cento migliori opere di letteratura per ragazzi pubblicate nel Sol Levante tra il 1946 ed il 1979. Lo stesso anno un altro suo lavoro, <em>Jan Shiizu no boken</em> (Le avventure dei Jan Seez), arriva in finale al Premio Edogawa Ranpo e, nel 1973, con il racconto <em>Arukadia no natsu</em> (L&#8217;estate in Arcadia), storia di una adolescente inquieta che alleva un gufo nella sua cameretta, riesce ad aggiudicarsi la ventesima edizione del Premio per gli esordienti Shosetsu Gendai indetto dall&#8217;editore Kodansha. Tale riconoscimento rappresenta il suo debutto come scrittrice professionista. Nel 1985 vince la trentottesima edizione del Premio dell&#8217;associazione degli scrittori di giallo del Giappone grazie al romanzo <em>Kabe-tabishibai satsujin jiken</em> (Il muro-Il caso degli omicidi del teatro itinerante), poi nel 1986 la novantacinquesima edizione del Premio Naoki con <em>Koibeni</em> (Lo scarlatto dell&#8217;amore), romanzo storico che descrive la passione della protagonista per l&#8217;uomo di cui è innamorata sullo sfondo delle case di piacere delle città di Edo e Nagoya, nel 1990 la terza edizione del Premio Shibata Renzaburo con <em>Baraki</em> (Il lutto delle rose), raccolta di racconti fantastici incentrati sulle storie di alcuni attori e attrici di teatro, e nel 1998 la trentaduesima edizione del Premio Yoshikawa Eiji tramite il romanzo giallo fantastico <em>Shi no izumi</em> (La fonte della morte) ambientato nella Germania della seconda guerra mondiale. Da <em>Shi no izumi</em> sono stati tratti anche degli spettacoli teatrali.  Ha scritto opere che vanno dalla narrativa fantastica fino al romanzo storico, dalla letteratura gialla a quella sentimentale. Il volume <em>Futari Okuni</em> (Le due Okuni) è stato trasposto nel musical di grande successo <em>Okuni</em> replicato più volte nell&#8217;ultima decina di anni e incluso pure negli eventi dell&#8217;Expo 2005 di Aichi.</p>
<p><strong>Nanami Kamon </strong>Scrittrice e saggista laureatasi nella prestigiosa Università d&#8217;arte Tama di Tokyo, dopo aver lavorato come curatrice presso un museo di belle arti si è dedicata professionalmente alla scrittura debuttando nel 1992 con il romanzo <em>Hitomaru chofukurei</em> (Ordine di contrastare il male per Hitomaru), primo di un ciclo di quattro libri. Le sue opere sono in genere incentrate sul tema dell&#8217;horror e delle storie di fantasmi del cui filone rappresenta una delle maggiori scrittrici giapponesi contemporanee. È inoltre nota per i suoi reportage relativi alle antiche magie giapponesi e al <em>feng shui</em>, argomenti dei quali ha una profonda conoscenza.</p>
<p>Tra i molti libri da lei pubblicati si ricordano le raccolte di racconti sovrannaturali <em>Ko</em> (La maledizione degli insetti, 1996) che riunisce cinque storie dell&#8217;orrore di ambientazione scolastica, <em>Tokoyozakura</em> (Il ciliegio eterno, 2002) formato da storie legate tra loro nelle quali il giovane protagonista si muove tra la realtà e il mondo soprannaturale superando anche la barriera del tempo e <em>Owasuremono</em> (L&#8217;oggetto dimenticato, 2006) antologia composta di otto storie in cui presenze spettrali irrompono negli spazi bui della vita di tutti i giorni, i romanzi <em>203 goshitsu</em> (La stanza 203, 2004) che vedono una giovane studentessa andare ad abitare da sola in un appartamento dove si manifestano inquietanti fenomeni inspiegabili, <em>Mari </em>(Mari, 2005) dove l&#8217;incubo di una donna inizia nel momento in cui incontra un suo amico d&#8217;infanzia sposatosi di recente, e <em>Iwaiyama</em> (Il monte della celebrazione, 2007), un &#8220;real horror&#8221; basato su vicende sperimentate personalmente dall&#8217;autrice. Ci sono poi i tre libri di saggi dal titolo generale di <em>Uwasa no shinbutsu</em> (Dicerie su Dei e Buddha, editi rispettivamente nel 1998, 1999 e 2007) nei quali descrive i luoghi dove si manifestano gli spiriti. Ha al suo attivo più di una settantina di volumi pubblicati. Molte delle sue storie si basano su esperienze da lei realmente vissute.</p>
<p><strong>Yoshiki Shibata </strong>Nata a Tokyo nel 1959, si è laureata all&#8217;Università Aoyama Gakuin in letteratura francese. Con il suo primo romanzo <em>RIKO  </em>-<em> Viinasu no eien </em>- (RIKO - L&#8217;eternità di Venere) nel 1995 si aggiudica la quindicesima edizione del Premio Yokomizo Seishi per il <em>mystery</em>. È questo l&#8217;inizio della sua sfolgorante carriera di scrittrice. Il ciclo dell&#8217;ispettrice Murakami Riko, pur richiamando nostalgicamente le atmosfere degli anni Settanta, è basato su una vena di completa originalità presentando una poliziotta madre single, personaggio estremamente umano capace di affascinare il cuore del pubblico e di portare l&#8217;autrice al successo. Si compone, oltre che dal sopraccitato volume, dei romanzi <em>Madonna no fukaki fuchi</em> (Il profondo abisso della Madonna) e <em>Daiana no asaki yume</em> (Il sogno leggero di Diana) editi rispettivamente nel 1996 e nel 1998. Negli anni seguenti, pur continuando di preferenza a occuparsi di letteratura gialla, Shibata pubblica libri che spaziano dal romanzo sentimentale all&#8217;horror, dalla fantascienza fino ad arrivare al racconto fantastico ottenendo un vasto consenso tra i lettori. Tra le sue numerose opere si ricordano il ciclo fantastico avventuroso iniziato con <em>Ento</em> (City Inferno) composto di quattro libri, la divertente serie che vede come io narrante il gatto investigatore Shotaro il quale vive con la scrittrice di gialli Hitomi Sakuragawa incominciata con il volume <em>Yukino sanso no sangeki</em> (Tragedia allo chalet Yukino), il ciclo horror in quattro romanzi <em>Riaru 0</em> (Rial 0) relativo a una serie di inspiegabili omicidi seriali che prende il via con<em> Yubi</em> (Dita), il giallo a fondo rosa <em>Futatabi no niji</em> (Di nuovo l&#8217;arcobaleno) dove la proprietaria di un piccolo locale che serve piatti tipici di Kyoto si occupa di risolvere i problemi dei suoi avventori, <em>V Virejji no satsujin</em> (Omicidio a V Village) con protagonista la vampira detective giapponese Megu, il mystery <em>Shojo-tachi ga ita machi</em> (La città dov&#8217;erano le ragazze), il fantasy <em>Ja </em>(Serpenti), <em>Kanransha</em> (La ruota panoramica) dove un&#8217;investigatrice privata che non vuole rassegnarsi alla misteriosa scomparsa del marito si occupa di risolvere dei casi intricati, l&#8217;antologia dell&#8217;orrore <em>Yoruyume</em> (Sogni notturni) e il romanzo fantascientifico <em>Kosode nikki</em> (Diario del <em>kimono</em> a maniche corte) che narra di viaggi nel tempo. Ha al suo attivo più di una settantina di volumi pubblicati. Da alcuni dei suoi lavori sono state realizzate delle produzioni televisive come, ad esempio, da <em>Futatabi no niji</em> trasposto nel 2005 in un serial di ventiquattro puntate dalla NHK, la RAI giapponese, con il titolo di <em>Nanairo no obanzai</em> (Il piatto dei sette colori).</p>
<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/it.jpg" title="it.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/it.jpg" alt="it.jpg" /></a></p>
<p>E veniamo ai sei autori italiani che affiancano la formazione  giapponese. Cominciamo dal primo curatore del volume,</p>
<p><strong>Massimo Soumaré:</strong>  nato a Torino nel 1968, Massimo è traduttore, scrittore, curatore editoriale e di mostre d&#8217;arte, insegnante di lingua giapponese e ricercatore indipendente. Collabora con riviste specializzate sulle culture orientali quali <em>Quaderni Asiatici</em> (Centro di Cultura Italia-Asia «G. Scalise») e <em>A Oriente!</em> (La Babele del Levante), per cui ha anche curato il numero bilingue relativo al Giappone (2002), con riviste di cultura letteraria italiane e giapponesi come <em>LN-LibriNuovi</em> (CS_libri), <em>Semicerchio </em>(Le Lettere)<em>, Studi lovecraftiani</em> (Dagon Press),<em> Ronza</em> (Asahi Shinbunsha), <em>Komatsu Sakyo Magazine </em>(IO Corporation) e cultura cinematografica come <em>Nocturno</em> (Cinema Bis Comunication). Ha redatto le note di letteratura giapponese moderna per il Grande dizionario enciclopedico <em>Nova</em> della casa editrice UTET (2001) riedito nel 2003 con il titolo di <em>L&#8217;Enciclopedia</em> (La Biblioteca di Repubblica, La Repubblica). Ha inoltre tradotto varie opere di molti scrittori giapponesi moderni e contemporanei quali Ken Asamatsu, Osamu Dazai, Kaori Ekuni, Hideyuki Kikuchi, Miyuki Miyabe, Kenji Miyazawa, Riku Onda, Michizo Tachihara, Yasutaka Tsutsui, Kyusaku Yumeno ecc., numerosi saggi, curato dibattiti tra scrittori italiani e giapponesi. Come autore suoi racconti sono stati pubblicati in diverse antologie quali <em>ALIA</em> (CS_libri), <em>Fata Morgana</em>(CS_libri), <em>Tutto il nero del Piemonte</em> (Noubs) e <em>Igyo Collection</em> (Kobunsha) e sue opere sono state tradotte e pubblicate in Cina, Giappone e USA. Due suoi saggi sono stati inclusi anche in <em>Sekai no SF ga yatte kita!! Nipponkon fairu 2007</em> (È arrivata la fantascienza mondiale!! Nippon convention file 2007), volume sugli eventi organizzati dalla SFWJ (L&#8217;Associazione degli Scrittori di SF e Fantasy giapponesi) nel corso della prima Worldcon asiatica di <em>Nippon 2007</em> a Yokohama. Il libro ha vinto nel 2009 il Premio Seiun nella sezione non-fiction.<br />
È perito ed esperto come traduttore ed interprete per la lingua giapponese per la Camera del commercio, industria, artigianato ed agricoltura di Torino. Insegna lingua giapponese presso il <em>CentrOriente</em> di Torino e la <em>Fondazione</em> <em>Università Popolare di Torino.</em></p>
<p>Altro curatore è <strong>Danilo Arona</strong>, classe 1950. Scrittore e saggista di lunghissimo corso (ha iniziato a scrivere e a pubblicare negli anni Settanta), Danilo è laureato in filosofia a indirizzo psicanalitico, musicista e giornalista. Il suo incontro con il mondo dell&#8217;horror risale al decennio precedente, complici i &#8220;Racconti di Dracula&#8221; delle Edizioni Farolfi e il seminale film <em>Psyco</em> di Alfred Hitchcock, visionato all&#8217;età di undici anni. Da lì ne dedusse che la sua vita sarebbe stata vissuta all&#8217;insegna della paura, s&#8217;intende ovviamente quella catartica da intrattenimento. E sotto il profilo editoriale non si è fatto mancare quasi nulla, avendo scritto nel corso di quasi quarant&#8217;anni saggi, romanzi, racconti, testi critici cinematografici, prefazioni, post-fazioni, cataloghi e altro ancora. E&#8217; stato giurato nel 1980 al Festival del cinema fantastico e del terrore di Sitges. Della sua vasta produzione editoriale i titoli cult sono: <em>Cronache di</em> <em>Bassavilla, Finis Terrae</em> e <em>L&#8217;estate di Montebuio</em>. La sua prima storia di fantasmi edita risale al 1985 e s&#8217;intitola <em>Un</em> <em>brivido sulla Schiena del Drago</em>, in cui s&#8217;immagina una vasta zona dell&#8217;autostrada A 26 infestata da un megaspettro - il Godiasca - in grado di provocare catastrofi. Da allora elabora sempre più raffinate declinazioni del mondo invisibile: da Melissa a Miss Continental, da Tulpa alla Blue Siren, per arrivare al tenerissimo fantasma proposto in questo pagine, una bellissima bionda di cui conosciamo solo il nomignolo &#8220;Vale&#8221;(forse in vita si chiamava Valentina, chissà&#8230;).</p>
<p>Presenza di rango, ancora torinese (ma non a caso la capitale sabauda è anche notoria città di spettri&#8230;), è quella di <strong>Alessandro</strong> <strong>Defilippi</strong>, psicanalista junghiano, collaboratore del supplemento letterario <em>Tuttolibri</em> del quotidiano &#8220;La Stampa&#8221;, che ha pubblicato con Sellerio e Passigli straordinari lavori come  <em>Una lunga consuetudine</em>, <em>Locus Animae</em> e <em>Le perdute</em> <em>tracce degli Dei</em>. Storie d&#8217;intelaiatura gotica, sempre ai confini del reale. Ma esiste un Defilippi che non ha paura di entrare a gamba tesa nel diafano mondo del &#8220;sesto senso&#8221;: è quell&#8217;autore che ci ha regalato perle come <em>Bambini,</em> <em>La dama nera</em> e lo stupendo <em>Berggasse 19</em> (nel quale il dottor Freud ha un&#8217;esperienza ravvicinata con una certa Melissa&#8230;) e che qui è presente con un racconto sognante quanto gelido, una fiaba nera che profuma al contempo tanto di «J-Horror» quanto di Piemonte.</p>
<p><strong>Stefano Di Marino </strong>non è scrittore che necessita di molte presentazioni. Stefano - lui con i suoi tanti &#8220;Alias&#8221; - è un pezzo, il <em>pezzo forte</em>, del nostro immaginario. Ormai impossibile da contenere nel territorio per quanto vasto dell&#8217;action/thriller, grazie al quale ci ha regalato capolavori come <em>Il sangue versato</em>, <em>Lacrime di drago</em>, <em>Quarto Reich </em>e la lunga, serratissima, serie de <em>Il Professionista,</em> Stefano è negli ultimi anni impegnato in un lavoro di sottile contaminazione tra il <em>gothic</em> e la <em>spy story</em> con titoli al cardiopalma quali <em>Vladivostock Hit</em> e <em>Tempesta sulla</em> <em>città dei morti</em>. Peraltro, essendo anche uno dei massimi esperti italiani di cultura giapponese, è giocoforza trovare il suo nome tra i dodici autori qui proposti. Il &#8220;fantasma&#8221; che ci presenta, in ossequio alla dibattuta fisicità degli spettri giapponesi, viaggia ai confini del mito, laddove larve e demoni coabitano nel loro ancestrale disegno di attacco all&#8217;umanità. Adrenalina pura.</p>
<p>Un vero e proprio &#8220;omaggio&#8221; agli <em>onryo</em> è quello di <strong>Angelo</strong> <strong>Marenzana</strong>, che ha forse scritto <em>La donna dai capelli ramati </em>ancora sotto l&#8217;influenza di Melissa (come Stefano Di Marino, ha partecipato all&#8217;antologia <em>Bad Prisma</em>, dedicata alla regina dei fantasmi della strada), ma confessa anche di non avere mai visto al cinema un film come <em>Shutter</em> (un ottimo film tailandese) o il suo remake &#8220;giapponesizzato&#8221;, e sotto questa luce il suo contributo ci suona significativo quanto sinistro. Angelo, piemontese come Arona e Defilippi, ha firmato romanzi noir come <em>Tre fili di perle</em>, <em>Destinazione Avallon,</em> <em>Legami di morte</em>, <em>Buchi neri nel cielo</em> ed è presente in decine di antologie quali <em>Omissis</em>, <em>La legge dei figli</em>, <em>Tutto il nero del</em> <em>Piemonte</em>, <em>La Tierra de los Caidos</em> e <em>Bersagli innocenti</em>. Ricordatevi di lui se nelle notti oscure e nebbiose state viaggiando da soli per una strada secondaria e di colpo sentite un forte odore di benzina&#8230;</p>
<p>Infine, <strong>Samuel Marolla</strong>, autore rivelazione dell&#8217;Horror Italian Style che nel 2009 ha esordito col botto per merito di un&#8217;antologia personale pubblicata in Epix dal titolo <em>Malarazza</em>. Il più giovane autore del gruppo - ha 34 anni - vi stupirà per l&#8217;impianto originalissimo del suo racconto <em>Fobìa</em>, per la perfetta ambientazione milanese e per l&#8217;incredibile coerenza alla «J-Horror« che immette l&#8217;antico archetipo nel contenitore tecnologico per eccellenza. Ma non è giusto sciuparvi la sorpresa, perché sino a poche pagine dallo svelamento finale, non capirete <em>mai</em> dove si va a parare. Samuel ha pubblicato vari racconti in antologie che s&#8217;intitolano <em>L&#8217;altalena</em> e <em>Archetipi</em> e ha firmato soggetto e sceneggiatura di una storia per il fumetto <em>Dampyr</em>.</p>
<p>E con questo è proprio tutto. Anzi, <em>quasi</em> tutto. Perché dobbiamo ancora ricordarvi che v&#8217;imbatterete, durante la lettura, in una settantina di note esplicative che non sono frutto di pedanteria, ma l&#8217;indispensabile corollario chiarificatore per muoversi più agevolmente nel mondo complesso e misterioso dei fantasmi Japan Style.</p>
<p>Buona paura!</p>
<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/tumblr_lscvn6wics1qmy97p.jpg" title="tumblr_lscvn6wics1qmy97p.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/tumblr_lscvn6wics1qmy97p.jpg" alt="tumblr_lscvn6wics1qmy97p.jpg" /></a></p>
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		<title>La regina della (nuova) space opera</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 12:53:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Profili]]></category>

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<p>Quando nel 1986 uscì <em>L&#8217;apprendista ammiraglio, </em>primo episodio della lunga avventura di Miles Vorkosigan, negli ambienti della fantascienza si capì subito che era spuntato un nuovo talento e che un intero genere - quello della bistrattata, stantia space opera - sarebbe risorto dalle ceneri con nuovo orgoglio e nuove cose da dire. I numerosi titoli di cui si compone la serie, indipendenti l&#8217;uno dall&#8217;altro e leggibili in modo perfettamente autonomo, hanno confermato questa impressione. Vorkosigan è un personaggio credibile, addirittura realistico nelle sue avventure e sventure, e il futuro galattico in cui si muove è ben circostanziato. Se dovessimo indicare un ideale successore del &#8220;realismo&#8221; asimoviano - il ciclo delle Fondazioni, certo, ma anche quello dell&#8217;Impero - non esiteremmo a dichiarare che questo continuatore sia McMasters Bujold, l&#8217;autrice che più di tutti ha saputo traghettare un certo tipo di sf classica verso le esigenze dela produzione moderna. Quali sono queste esigenze? Innanzi tutto la serialità e in secondo luogo l&#8217;ampio respiro di ogni romanzo, che non solo racconta una lunga avventura ma costituisce un affresco, se il termine non sembra troppo abusato, di un angolo di galassia e di un aspetto della civiltà interstellare che si svilupperà in un domani barocco e tuttavia ancora riconoscibile.</p>
<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/warriors-apprentice.jpg" title="warriors-apprentice.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2012/01/warriors-apprentice.jpg" alt="warriors-apprentice.jpg" /></a></p>
<p>In passato, &#8220;Urania&#8221; non ha potuto avvicinarsi alla grande saga bujoldiana per ragioni di mole e perché i diritti erano detenuti da altri editori, ma oggi, compiendo uno sforzo non indifferente, ci siamo assicurati la ristampa de <em>I due Vorkosigan </em>- uno dei titoli più ricercati della serie - e nello stesso tempo abbiamo acquistato il recente inedito <em>Cryoburn </em>(2010), che pubblicheremo prossimamente. Ne <em>I due Vorkosigan </em>la lotta fra due fratelli è il filo conduttore di un&#8217;aspra vicenda che sembra riecheggiare <em>Il</em> c<em>onte di Montecristo</em>, ma il cui piacere non sta solo nell&#8217;intreccio o nei progetti di vendetta. Sotto la malizia e addirittura l&#8217;odio, infatti, cova un sentimento di libertà, un desiderio di realizzazione che soltanto lo spazio può appagare. <em>I due Vorkosigan </em>è davvero una grande space opera, dove il vorticare della galassia si sente anche nelle scene e nelle situazioni più claustrofobiche. Lois McMasters Bujold è nata a Columbus (Ohio, Stati Uniti) nel 1949. Ha vinto quattro volte il premio Hugo per il miglior romanzo di sf.</p>
<p>G.L.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong> </strong> <a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2012/01/12/la-regina-della-nuova-space-opera/#more-6972" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
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		<item>
		<title>Onryo, avatar di morte (1578)</title>
		<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2011/12/31/onryo-avatar-di-morte-1578/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:52:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Urania Collana]]></category>

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		<description><![CDATA[
In piena rivoluzione informatica, nel mondo tecnologico gli esseri inquietanti che la tradizione chiama onryo si manifestano ancora. Sono uomini e donne morti in circostanze particolari i cui avatar hanno conservato la capacità di fare del male. In questa superba antologia dove il futuro si mescola a riti antichissimi, ce ne raccontano le crudeli avventure [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/onyroprev.png" title="onyroprev.png"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/onyroprev.png" alt="onyroprev.png" /></a></p>
<p>In piena rivoluzione informatica, nel mondo tecnologico gli esseri inquietanti che la tradizione chiama onryo si manifestano ancora. Sono uomini e donne morti in circostanze particolari i cui avatar hanno conservato la capacità di fare del male. In questa superba antologia dove il futuro si mescola a riti antichissimi, ce ne raccontano le crudeli avventure specialisti come Danilo Arona, Alessandro Defilippi, Stefano Di Marino, Angelo Marenzana, Samuel Marolla e autori giapponesi del calibro di Hiroko Minagawa, Nanami Kamon, Yoshiki Shibata e Sakyo Komatsu, il grande scrittore scomparso nel 2011.</p>
<p><strong>a cura di Danilo Arona e Massimo Soumaré  </strong></p>
<p>Nato nel 1950, Arona è scrittore e saggista di lunghissimo corso (ha iniziato a scrivere e a pubblicare negli anni Settanta). Ha dato alle stampe romanzi, ricerche sul folklore, studi sulle religioni. Soumaré, torinese, è nato nel 1968 ed è traduttore, giornalista e insegnante di lingua giapponese.</p>
<p><strong><font color="#ff0000"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/onyrofull.png">(vai alla visualizzazione completa del volume)</a></font></strong></p>
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		</item>
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		<title>Urania Collezione 108: I due Vorkosigan</title>
		<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2011/12/31/urania-collezione-108-i-due-vorkosigan/</link>
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		<pubDate>Sat, 31 Dec 2011 14:48:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Urania Collezione]]></category>

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L&#8217;universo dei Vor è uno fra i più esuberanti e godibili creati dalla moderna fantascienza e il suo protagonista, Miles Naismith Vorkosigan, non è un eroe come tutti gli altri: anzi, i compatrioti lo scambiano spesso per un mutante. Eppure c&#8217;è qualcuno che vorrebbe a tutti i costi trovarsi nei suoi panni: il gemello Mark, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/collezprev.png" title="collezprev.png"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/collezprev.png" alt="collezprev.png" /></a></p>
<p>L&#8217;universo dei Vor è uno fra i più esuberanti e godibili creati dalla moderna fantascienza e il suo protagonista, Miles Naismith Vorkosigan, non è un eroe come tutti gli altri: anzi, i compatrioti lo scambiano spesso per un mutante. Eppure c&#8217;è qualcuno che vorrebbe a tutti i costi trovarsi nei suoi panni: il gemello Mark, il clone formato dal tessuto prelevato a Miles quand&#8217;era ragazzo. Già, perché Mark Vorkosigan è stato creato e cresciuto per un unico scopo: uccidere il suo doppio e prenderne il posto. Un capolavoro della fantascienza moderna, vincitore del premio Hugo 1995, da anni assente dal mercato e ricercato da appassionati e collezionisti.</p>
<p><strong>Lois McMaster Bujold</strong> è nata a Columbus (Ohio, Stati Uniti) nel 1949. Ha vinto quattro volte il premio Hugo per il miglior romanzo e con la popolarissima saga di Miles Vorkosigan ha dato vita a un classico della sf articolato in numerosi titoli, leggibili in modo indipendente l&#8217;uno dall&#8217;altro. La serie è cominciata nel 1986 con L&#8217;apprendista ammiraglio, mentre l&#8217;ultimo titolo Cryoburn (2010) sarà pubblicato prossimamente nelle nostre collane.</p>
<p><strong><font color="#ff0000"><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/collezfull.png">(vai alla visualizzazione completa del volume)</a></font></strong></p>
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		<title>Keith Laumer</title>
		<link>http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2011/12/08/keith-laumer/</link>
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		<pubDate>Thu, 08 Dec 2011 16:48:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Dario pm Geraci</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Profili]]></category>

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Uno scrittore di fantascienza
&#8220;allo stato puro&#8221;, senza orpelli
e molto attento alla suspense
Il segno dei due mondi, Agente 064 operazione demoni, Minaccia dagli Hukk, Oltre l&#8217;orbita di Giove: e, fuori di &#8220;Urania&#8221;, classici come I mondi dell&#8217;impero, La guerra di Retief, La spiaggia del dinosauro, Il giorno prima dell&#8217;eternità. Questo è Keith Laumer, scrittore americano nato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/librivoxgamblersworld500.jpg" title="librivoxgamblersworld500.jpg"><img src="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/files/2011/12/librivoxgamblersworld500.jpg" alt="librivoxgamblersworld500.jpg" /></a></em></p>
<p><em>U<strong>no scrittore di fantascienza</strong></em></p>
<p><strong><em>&#8220;allo stato puro&#8221;, senza orpelli</em></strong></p>
<p><strong><em>e molto attento alla suspense</em></strong></p>
<p><em>Il segno dei due mondi, Agente 064 operazione demoni, Minaccia dagli Hukk, Oltre l&#8217;orbita di Giove</em>: e, fuori di &#8220;Urania&#8221;, classici come <em>I mondi dell&#8217;impero, La guerra di Retief, La spiaggia del dinosauro, Il giorno prima dell&#8217;eternità</em>. Questo è Keith Laumer, scrittore americano nato nel 1925  e morto nel 1993, ma la cui vita fu spezzata già una volta nel 1971, a seguito di un ictus devastante che lo lasciò semiparalizzato. Costretto a muoversi su una carrozzella, per diversi anni Laumer non poté più scrivere e solo gradualmente riprese questa attività nella seconda metà del decennio. L&#8217;anonimo appassionato americano che gestisce il sito <a href="http://www.keithlaumer.com/" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.keithlaumer.com');">http://www.keithlaumer.com/</a>, racconta della ventennale amicizia con Laumer e del modo inatteso in cui si concluse, tre anni prima della morte:</p>
<p>&#8220;Finalmente, nel 1990 ebbi l&#8217;opportunità di conoscere Keith nella sua casa di Brooksville, in Florida. Ero intimidito dall&#8217;uomo, dal suo talento e dalla personalità complessiva; era paralizzato da un lato ma si muoveva su un motoscooter e durante il nostro incontro lo usò per mostrarmi la proprietà. Avevo portato mia figlia di nove anni; avevamo fatto tanta strada per venirlo a trovare dall&#8217;Oregon, dopo due decenni di lettere e telefonate. Fu un incontro meraviglioso tranne per gli ultimi minuti, quando Keith estrasse una Luger, me la puntò al petto e mi disse di andarmene. In seguito si scusò ma da allora non l&#8217;ho più visto&#8221;.</p>
<p>Lo sconcertante episodio, nato dalla rabbia impotente di Laumer quando non riusciva ad esprimersi correttamente e non poteva controbattere alle opinioni su cui era in disaccordo (in questo caso, un banale diverbio sull&#8217;uso di una videocamera), è raccontato per intero al sito <a href="http://www.keithlaumer.com/eforums/messageview.cfm?catid=1&amp;threadid=314" onclick="javascript:pageTracker._trackPageview ('/outbound/www.keithlaumer.com');">http://www.keithlaumer.com/eforums/messageview.cfm?catid=1&amp;threadid=314</a></p>
<p> <a href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2011/12/08/keith-laumer/#more-6962" class="more-link">(more&#8230;)</a></p>
<p class="fbconnect_share"><fb:share-button class="url" href="http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/2011/12/08/keith-laumer/" /></p>]]></content:encoded>
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