Urania Jumbo 12: N. K. Jemisin, “La Quinta Stagione”

giugno 25th, 2020 by Redazione
N. K. Jemisin, "La Quinta Stagione"

N. K. Jemisin, “La Quinta Stagione”, Urania Jumbo n. 12, luglio 2020

N. K. Jemisin, “La Quinta Stagione”, Urania Jumbo 12, luglio 2020

Questo romanzo è nato in parte nello spazio.
Se lo avete letto fino in fondo, probabilmente lo avete già intuito. A piantare il seme dell’idea originaria è stato Launch Pad, un laboratorio allora finanziato dalla Nasa, a cui ho partecipato nel 2009. L’obiettivo di Launch Pad era riunire i media influencer – sorprendentemente, gli scrittori di fantasy e di fantascienza sono considerati tali e accertarsi che comprendessero la Sceinza, se avevano intenzione di usarla nei loro lavori. Molte delle falsità a cui il pubblico crede riguardo all’astronomia, infatti, sono state diffuse da scrittori. Purtroppo, temo che mettendo insieme astronomia e creature di pietra senzienti non abbia fatto un buon lavoro in termini di informazione scientifica accurata. Scusatemi, compagni del Launch Pad.

Cominciano così i ringraziamenti rivolti da N. K. Jemisin alla fine de “La Quinta Stagione”, primo epico volume della trilogia della Terra Spezzata, di cui abbiamo già ampiamente parlato nel blog (prima parte, seconda parte, terza parte, quarta parte), con cui la Jemisin ha vinto non uno ma ben tre Premi Hugo di seguito, prima scrittrice donna – e afroamericana – a riuscire in tale impresa.

“La Quinta Stagione” rappresenta un periodo di catastrofi telluriche che sconvolgono il mondo intero. Il continente Immoto viene attraversato periodicamente da “quinte stagioni” con conseguenze diverse ma sempre disastrose, dallo sprofondamento di intere regioni alla nascita di super vulcani, da fenomeni di acque acide a periodi glaciali causati dalle nubi di polvere. La civiltà umana è passata a incidere la propria storia e le proprie leggi sulla pietra, perché la fine sembra sempre dietro l’angolo, ma mai una “quinta stagione” si è preannunciata tanto disastrosa come quella con cui inizia il primo romanzo della Trilogia.

Solo gli orogeni, persone dotate di poteri all’apparenza magici, in grado di influenzare i movimenti tellurici stessi, sembrano essere in grado di fronteggiare la minaccia. Peccato che gli orogeni siano odiati, ostracizzati e temuti da tutti, persino quelli schiavizzati e arruolati come orogeni di stato dai Guardiani del Fulcro.

Nel contempo, sono tornati a farsi vedere nel mondo i misteriosi mangiapietra, statue senzienti, capaci di restare immobili per secoli ma anche di muoversi attraverso la crosta terrestre come pesci nell’acqua, a una velocità incredibile; e i cieli sono solcati da inquietanti obelischi volanti, che paiono in qualche modo legati al mistero dell’orogenia.

Insomma, “La Quinta Stagione” toglie letteralmente la terra da sotto i piedi e, a leggerla, non si corre certo il rischio di annoiarsi!

 

N. K. Jemisin è nata ad Iowa City nel 1972. Ha scritto otto romanzi e diverse raccolte di racconti, per i quali ha ricevuto molti premi, fra cui i già citati tre Hugo come Miglior romanzo per tutti e tre i titoli della Terra Spezzata, nel 2016, nel 2017 e nel 2019.

 

Buona lettura!

 

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Posted in Ebook, Fantascienza, Fantasy, Grandi Saghe, Urania Jumbo

17 Responses

  1. Gabry

    Gentile Redazione una richiesta semplice; i due libri delle Jemisin sono usciti a distanza di mesi e quando ho letto il secondo volume ho fatto fatica a ricordare i particolari di quanto narrato nel primo volume (sarà che ormai tendo a perdere la memoria). Sarebbe carino inserire nei seguiti un breve riassunto della storia, anche solo poche pagine. Grazie per l’attenzione.

  2. Tom Sawyer

    Mah, ho letto l’introduzione di Jemisin a “Binti” e non mi è piaciuta per niente (nemmeno “Binti, se è per questo). Dalla presentazione che leggo qui ho il sospetto che – come per “Binti” – si tratti più di fantasy che di fantascienza…

  3. Redazione

    Ciao @Tom Sawyer,
    Sembra fantasy ma… è fantascienza, te lo assicuriamo. E poi tre premi Hugo di seguito non cadono proprio per caso. 😉

  4. Pietro Paolo

    Preso oggi 1 luglio, con mia sorpresa l’ho già trovato in edicola

  5. claudio

    Ciao a tutti,

    abbiamo creato un canale e un gruppo Telegram per restare aggiornati sulle uscite degli Urania, considerando il blog uno strumento anacronistico per rimanere in tema fantascienza 😉

    Saluti

  6. Philip K. Dick

    Dalla trama sembra molto appetitoso, di certo non me lo lascerò sfuggire. 😊

  7. Gianfranco "Lucky" Lucchi

    Leggo che la prossima uscita sarà Il giardino di Rama.
    Suggerisco caldamente la ripubblicazione anche di Rama II, assente nelle collane Urania.

  8. Tris

    Sarebbe bella un Oscar Draghi con tutto il ciclo di rama

  9. Gianfranco "Lucky" Lucchi

    @ Tris
    Condivido

  10. luigi mingione

    Un libro noioso.
    Non meritava assolutamente il premio Hugo.

  11. Tom Sawyer

    Letto. È puro fantasy. Punto.
    In ogni caso sono d’accordo con Luigi Mingione.

  12. Giuseppe P

    Impresa difficilissima un Oscar Draghi con i 4 volumi di “Odissea nello Spazio”.

  13. ophiucus75

    Diciamo che attualmente non è così difficile vincere tre Hugo di fila se si scrive di certe tematiche e non si è maschi né bianchi (esattamente come anni fa si dovevano utilizzare pseudonimi maschili per pubblicare e gli autori afroamericani erano considerati con sospetto o come pericolosi sovversivi, vedasi Ray F. Nelson). Girano le ruote ma rimangono perenni certe odiose storture, purtroppo anche quando si cerca di rimediare a gravi errori pregressi. Mi piacerebbe ipotizzare concorsi dove non si sappia nulla della biografia degli autori e si valutino solo le opere, fantascienza pura nel 2020!

  14. Silver Apple

    @ Ophiucus 75: guarda la volevo scrivere io una cosa del genere. Sono storture dettate da un eccesso di politically correct, isterico e spesso pure ipocrita che non fa neanche bene ad una causa che è pure sacrosanta.
    Me Too e Black Lives Matter culturalmente sono due fra le cose più dannose capitate alla cultura occidentale, peggio della censura esplicita di un regime apertamente repressivo perché tu orwellianamente approvi le patenti di sessismo e razzismo che vengono elargite a spron battuto ed acconsenti a farti censurare in nome del pinkwashing.
    Ho appena finito “I fratelli Karamazov” fra poco magari non si potrà più leggere senza subire marchi d’infamia perché qualcuno salta su e dice che in una riga ha trovato la prova che Dostoevskij era che so, omofobo. Lovecraft politicamente era seriamente e innegabilmente un cesso e quindi?
    Questa gente va fermata. Chiunque sia pronto a fare liste di proscrizione invece che approfondire l’analisi va fermata. Fa anche il gioco dei fascisti veri… queste iniziative sono goal a porta vuota per gente a cui ci vuole proprio poco per ergersi a difensori di simboli che non capisce, monumenti di figure storiche che non ha neanche studiato, dell’identità nazionale, della cristianità della famiglia della specie umana contro gli alieni. Pure uno scrittore ignobile come Michel Huellebeq fa la figura del genio ribelle.
    È gente incapace delle più elementari astrazioni tipo “Quentin Tarantino ha fatto un western che ha per tema la schiavitù, come pensi che le chiamassero le persone di colore ai tempi, persone di colore?” Oppure in “Via col vento” i personaggi positivi sono degli schiavisti e tutti i neri che si vedono sono scemi e caratterizzati in modo offensivo sarà forse perché il film parla di un periodo in cui avere degli schiavi era normalissimo e la cosa non faceva di te un mostro ed è stato girato in un periodo in cui tu potevi essere nera e vincere pure l’oscar ma non potevi andare a ritirarlo perché eri nera? Questi tolgono Via col vento e candidano Black Panther a miglior film chiaramente perché è pieno di neri. È fatto coi piedi e non si può dire che è immondizia perché l’immondizia prima di essere tale è servita a qualcosa ed ha una dignità che il film non ha, ma che importa è un segnale forte.
    La legnata politica al cinema dell’anno scorso era “Knives out” che se la prendeva proprio con quella sinistra coi soldi politically correct sempre pronta ad indignarsi ma solo fino a quando non costa niente, è scritto e diretto da dio ma nel cast non ci sono neri.
    Intanto però mentre discutono del doppiaggio dei cartoni animati sotto le ginocchia dei poliziotti i neri continuano a morire lo stesso.

  15. Redazione

    Cari lettori, vi raccomandiamo di non andare off topic, come previsto dal regolamento del blog.
    http://blog.librimondadori.it/blogs/urania/moderation-policy/

  16. Silver Apple

    Scusate.

  17. luigi mingione

    Ophiucus 75 e SilerApple eccellenti analisi. Condivido.
    Grazie Redazione 😉

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