Alastair Reynolds

settembre 12th, 2009 by Admin Urania

Esordisce in Italia, nel campo del romanzo, il massimo autore della sf spaziale inglese. Che è anche uno scienziato dell’ESA… Una presentazione firmata dal nostro curatore Giuseppe Lippi.

Modesto e sintetico, Alastair Reynolds (nato nel 1966) dice di sé sul proprio sito: “Sono uno scrittore britannico di fantascienza e abito nel Galles, dove sono nato. Dal 1992 al 2004 ho lavorato come ricercatore per l’Agenzia Spaziale Europea (ESA), occupandomi in particolare della S-cam, la più avanzata macchina ottica del mondo. Per sedici anni ho vissuto in Olanda, ma nel 2008 sono tornato nel Regno Unito. Ho comincato a scrivere nel 1990 e ho pubblicato diversi racconti. Il mio primo romanzo, Revelation Space, è uscito nel 2000 e in breve è stato segnalato al premio dell’Associazione britannica di fantascienza (BSFA) e all’Arthur Clarke. Il secondo romanzo, Chasm City, ha vinto il premio BSFA nel 2002. Il mio libro più recente, House of Suns, è apparso in Inghilterra ad aprile, mentre a ottobre 2009 uscirà Terminal World, un ‘planetary romance’ con influenze steampunk che parla di un patologo in esilio e di un pianeta con un bisogno urgente di medici e medicine… Nel 2010 partirà il ciclo dell’11K, una trilogia che affronta l’esplorazione del sistema solare (e oltre) nei prossimi undicimila anni”.

Dietro questa sintetica presentazione si nasconde uno dei più grandi reinventori della SF spaziale, tanto che definirla “space opera” suona ormai riduttivo. Reynolds è, insieme a Peter F. Hamilton, Stephen Baxter, Iain M. Banks, Ken MacLeod e pochi altri –tutti britannici – un visionario nella fantascienza tecnologica del XXI secolo. Il paese che ha dato i natali a H.G. Wells e Olaf Stapledon si reinventa oggi (ma la cosa è cominciata negli anni Novanta) non più all’insegna della distopia o della rottura dei tabù, come era avvenuto all’epoca delle due precedenti ondate di rinnovamento: la fase Huxley-orwelliana e la new wave di fine anni Sessanta. Si reinventa, piuttosto, con epiche visioni barocche tolte di peso dall’eredità americana, e che fino a ieri costituivano il nerbo della SF commerciale; ma lo fa con una ricchezza di materiali e un’avvedutezza tecnica che producono una versione ampliata e aggiornata di ciò che è stata la fantascienza di ieri, proiettandola in una dimensione gigantesca negli scenari, imponente nella mole e innovativa sul piano dei contenuti scientifici. Nei casi migliori i risultati sono libri appassionanti e consapevoli in cui, come in quelli di Reynolds, la SF razionale di Arthur Clarke sposa quella epica di Ian Watson, passando attraverso tutta una serie di esperienze tipicamente britanniche: in Revelation Space riecheggia persino la vecchia, solida avventura spaziale di Eric Frank Russell ed E.C. Tubb.

Se però tutto si limitasse a questo, saremmo ancora a un semplice fenomeno di contaminatio non petita e potremmo glissare e passare oltre. In realtà, dietro le macroscopiche visioni di Alastair Reynolds si nasconde l’ambizione di raccontare una nuova esplorazione dell’universo, con nuovi mezzi tecnologici e, soprattutto, alla ricerca di nuovi significati. “Sono convinto che la conquista umana dello spazio abbia ancora un profondo valore, e se mi fermo a pensarci non mi pare difficile immaginare il prossimo libro che potrei scrivere in proposito, più altri dieci”.

Revelation Space, il grande e solido romanzo che “Urania” ha dovuto suddividere in due tomi, è l’annuncio di un progetto che già dimostra tutta la sua articolazione ed è uno dei primi gran tour guidati della galassia del nuovo millennio. Gran tour che arrivano non soltanto dopo gli immensi successi della New Space Epic cinematografica, da Star Wars in poi, ma soprattutto dopo l’autentica conquista umana dello spazio, quella che quarant’anni fa ha portato i primi uomini sulla luna.

Come i lettori di questo romanzo vedranno, l’astronautica di Reynolds è veramente qualcosa che trascende i razzi di una volta, le “spazionavi” e l’overdrive abusée. Il titanismo degli scenari non è fine a se stesso e neppure la grandiosità dei meccanismi narrativi, che uniscono il fascino dell’ingegneria a quello, molto più morbido, delle civiltà perdute e dei misteri di archeologia spaziale. Più ancora del suo predecessore Peter F. Hamilton – a sua volta tradotto con successo da “Urania” – Alastair Reynolds sembra affascinato non soltanto dall’impresa in sé (l’esplorazione del cosmo), ma dalla sua componente epistemologica. Le domande che lo interessano, in Revelation Space, sono tutt’altro che banali, anzi sono le domande ultime: cosa ha generato l’universo? Quale piano si nasconde dietro l’ordine delle stelle? In questo la “Renaissance” della SF britannica si discosta di molte leghe dal gusto spettacolare dell’avventura cinematografica, restituendocene una visione altrettanto briosa eppure adulta.

Direttamente collegati al primo, sono i seguenti romanzi che formano la sequenza di Revelation Space: Chasm City, 2001; Redemption Ark, 2002; Absolution Gap, 2003 e The Prefect, 2007, tutti pubblicati da Gollancz. La sfida, per “Urania”, è rappresentata dalla loro mole e dal… costo dei diritti. Reynolds ha recentemente chiuso un contratto col suo editore inglese che gli garantisce un anticipo di un milione di euro sui prossimi romanzi. Ottenere il contratto di Revelation Space ha richiesto più di un anno a causa del fatto che la nostra edizione sarebbe uscita soltanto in edicola e avrebbe pagato una cifra molto più modesta. Per ora, possiamo annunciare con orgoglio che ci siamo assicurati un nuovo romanzo fuori serie di Reynolds – Pushing Ice – e che partiremo presto all’attacco per ottenere Chasm City.

Varrà certamente la pena aspettare i due mesi che s’interpongono tra questo primo tomo di Revelation Space e il secondo che uscirà in dicembre: due mesi che passerete in compagnia di un nuovo scrittore, Jeff Somers e la sua Chiesa Elettrica, e del Premio Urania 2008 che sarà intitolato E-Doll. E per Natale, grande conclusione del maestoso romanzo reynoldsiano, autore che, al momento in cui scriviamo, è stato appena invitato al festival triestino Science + Fiction e che ci auguriamo vivamente possa essere in Italia a novembre, per festeggiare il suo primo romanzo insieme a noi.Giuseppe Lippi  

Risorse in rete

Il blog di Alastair Reynolds si trova all’indirizzo http://www.alastairreynolds.com/teahouse/
Il sito personale è all’indirizzo http://www.alastairreynolds.com/
La bibliografia italiana, finora scarsa ma che contiamo di rimpolpare noi stessi, è reperibile sul Catalogo della SF, Fantasy e Horror a cura di Ernesto Vegetti.

Posted in Profili

26 Responses

  1. bibliotecario

    “…..e che partiremo presto all’attacco per ottenere Chasm City.”

    Fidicioso che tornerete vittoriosi, un grazie fin d’ora :-)

  2. Riccardof

    Comincio a sentirmi in potere di chiedere qualsiasi cosa. E di ottenerla! :) 😀

  3. The Babe

    State diventando un po’ oppressivi nei confronti del povero Lippi, non credete ragazzi??? :)

  4. Riccardof

    @The Babe: in realtà Lippi poche volte si sarà sentito osannato come in questo momento, vero maestro?

  5. Giuseppe P.

    Non è che tra poco vorrete la Luna?

  6. Vincenzo Oliva

    La Luna è una Severa Maestra, è lei che vuole tutti noi :-)

    V.

  7. Giuseppe Lippi

    Mi fa piacere leggere tanti commenti di lettori affezionati. E intanto vi ricordo che di Reynolds abbiamo anche acquisito un altro importante romanzo, “Pushing Ice”.

  8. Riccardof

    Si Maestro si era capito quello. Manca però il suo editoriale e manca fda troppo. Vuole un blitz in redazione? :)

  9. aaaaaaaaaaaaaaa!!!

    E basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  10. nick

    basta che??? anche a me farebbe piacere l’editoriale del Maestro.Specialmente per sapere come gestire le mie spese per il prossimo anno.Visto che purtroppo,parlo per me,i fondi non sono illimitati e lo dico senza vergogna.

  11. Antonio F

    Non ho capito: chi sarebbe “aaaaaaaaaaaaaaa!!!”? Ho fatto il conto: sono 15 “a” e 20 punti esclamativi dopo “E basta!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!”… :-)

  12. nick

    non l’ho capito neanch’io forse uno che ama i punti esclamativi.

  13. Riccardof

    Questo aaaaaaa!! dimentica che qui si scherza anche, a parte tutto, che si stimola la redazione ma da buontemponi, giocando. Figuriamoci se un o si sveglia la mattina e va a letto la sera con l’idea fissa di leggere l’editoriale del Grande Curtore…voglio dire può capitare ma ragazzi diamoci una misura, non siamo fanatici e ogni tanto l’ironia ci salva dalle nostre manie. Non dimenticarlo aaaaaa!! Il tuo nome ti rende ironico di suo. O hai scelto quello sbagliato.

  14. aaaaaaaaaaaaaaa!!!

    Anche il nome Riccardof è ironico, sai? Ci sono molti tipi di ironia, non dimenticarlo… E cmq non ossessionate il Grande Curatore, non sta bene :) Anche l’ironia, se portata all’eccesso storpia, non dimenticarlo!

  15. Riccardof

    IO lo so, volevo ricordarlo a te.
    aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaarrrrrrrfgggggggggggggggghhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh!!!

  16. aaaaaaaaaaaaaaa!!!

    :) :) :) :) :) Vedi mi hai fatto ridere… lo dicevo io che sei parecchio ironico! :)

  17. X

    Gente, ho il dito puntato sul bottone “Cancella”. Fate un po’ voi… 😉

  18. aaaaaaaaaaaaaaa!!!

    Già, hai ragione. Solo che a provocazione di solito segue… Cmq basta così per quanto mi riguarda :)

  19. nick

    Ragazzi possiamo tornare a parlare di libri e di fantascienza?

  20. Riccardof

    infatti…

  21. nick

    Rivelazione l’ho comprato oggi,devo dire che almeno dalle prime 80 pagine sembra meritare tutte le critiche positive.Del resto facendo un bilancio questa mi sembra un’ottima annata per Urania.Un Edicolante mi ha detto che per quello che gli risulta le vendite sono salite,se fosse veramente cosi sarebbe un’ottima notizia.

  22. Riccardof

    E’ sparito ovunque Nick! Volevo assicurarmene qualche copia in più da fanatico ma è si è dileguato!!

  23. nick

    Stessa cosa qui a Venezia.Del resto anche io compro almeno due copie di un fascicolo per trovarne una perfetta(piccole manie da collezionista,sa com’e’…).

  24. Giuseppe P.

    Per fortuna che l’ho comprato appena uscito, adesso è scomparso dalle edicole.

  25. Fabrizio B.

    Se vi è piaciuto il primo della trilogia, vedrete gli altri due.

    Ci sono anche dei bei racconti (Galactic North) che sarebbe bello vedere tradotti in italiano e che, forse, sarebbe stato opportuno avessero preceduto la trilogia.

    Magari l’anno prossimo

  26. Topkapi

    Bello, Bello , Bello

    Sto finendo Rilevazioni. Veramente bello. Ritrovo il piacere di leggere fantascineza ed alcuni temi/atmosfere già visti in alcuni dei miei autori preferiti. Sterling (la matrice spezzata), Swanwick (intrigo wetware), Simmons (con il ciclo di Hyperion), R. Morgan (Bay city e i seguenti). Quali sono altri autori recenti che accostate a Reynolds ed al suo genere di sc ?
    Grazie

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.

Spam protection by WP Captcha-Free