Ken MacLeod

dicembre 17th, 2008 by Admin Urania

Un autore scozzese che fa parte della nuova ondata di grandi narratori britannici, all’insegna di politica e tecnologia

Il suo nome completo è Kenneth Macrae MacLeod, ed è nato nel 1954. Dopo aver studiato zoologia all’Università di Glasgow ed aver lavorato in diversi campi, ha cominciato a pubblicare narrativa negli anni Novanta. Due romanzi del ciclo The Fall Revolution sono apparsi anche in Italia: Il piano clandestino (1995) e La divisione Cassini (1998). Il romanzo che qui presentiamo, Cosmonaut Keep, è del 2000 e inaugura la trilogia degli Engines of Light. Gli altri due romanzi della sequenza, che pubblicheremo in seguito, sono Dark Light (2001) e Engine City (2002).

L’opera di MacLeod conferma un dato che ormai da alcuni anni è sotto gli occhi di tutti: la grande rinascita della fantascienza britannica, grazie ad autori come MacLeod stesso, come Alastair Reynolds (di cui abbiamo acquistato il primo romanzo da Gollancz dopo lunghissime trattative, ma che non potreno pubblicare prima della fine 2009-inizio 2010 a causa della mole e del tempo che richiederà la traduzione) e altri liberi scrittori/pensatori. Fra i quali segnaliamo ancora Charles Stross, il già celebre Iain M. Banks, Stephen Baxter e quel Peter F. Hamilton di cui i lettori di “Urania” hanno potuto seguire, nell’arco di tre anni, la mastodontica trilogia dell’Alba della notte.

In MacLeod convergono tre filoni: quello spaziale, come nella Fortezza dei cosmonauti, quello ipertecnologico del “postumanesimo” (anche se il nostro romanziere rimane vigile e cauto sui pericoli della tecnica, soprattutto per quanto riguarda la cibernetica del futuro) e infine quello politico. Anarchismo, trotzskysmo, libertarismo tornano ripetutamente nei suoi libri, e non è un caso che il titolo di questo romanzo faccia riferimento ai “cosmonauti”, la dizione russa per astronauti. Il motivo lo scoprirete, o l’avete appena scoperto, leggendo.

G.L.  

Il blog ufficiale di MacLeod è The Early Days of a Better Nation.
La sua bibliografia italiana completa è disponibile sul Catalogo della SF, Fantasy e Horror a cura di Ernesto Vegetti.
Nella foto: particolare di uno scatto di Cowfish.

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One Response

  1. Il Blog di Urania » Blog Archive » Urania 1545: Luce nera

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