L’editoriale di Giuseppe Lippi: La bacheca di Halloween

ottobre 29th, 2008 by Admin Urania

…e già che siamo in argomento, permettetemi di darvi qualche anticipazione editoriale. (“Quale argomento?”, si chiederà qualcuno. Un po’ di pazienza: questo paragrafo avrebbe dovuto trovarsi a metà dell’articolo ed è stato anticipato per entrare subito in medias res.) In breve, il 2009 vedrà qualche cambiamento nelle nostre collane, soprattutto per quel che riguarda i generi di stagione: horror e fantasy. Spariranno i supplementi dedicati a quei filoni, che tanta confusione hanno creata tra i collezionisti per via della numerazione cangiante. Rimarranno i supplementi di fantascienza: almeno per il momento, continueremo a pubblicarvi i romanzi più grossi e alcune raccolte voluminose. Per quanto riguarda il mistero e il soprannaturale, è probabile che dalla prossima primavera avremo una nuova collana mensile tutta per loro: un mix di horror e fantastico che dovrebbe fondere sotto una sola testata le esperienze di “Horror” da edicola e “Urania fantasy”.

Per i più fedeli tra voi sarà come fare un viaggio indietro nel tempo di una ventina d’anni, anche se il contenuto sarà rigorosamente aggiornato. I romanzi e le antologie saranno stranieri e italiani, contemporanei e classici. Non mancheranno le novelization di film e giochi, come Underworld e Doom, ma avremo anche autori come Robert McCammon, Robert E. Howard, i racconti del circolo di Lovecraft e via discorrendo. Per la fantasy pura stesso discorso, e attenzione: i titoli più appetibili verranno ripubblicati negli Oscar. Il nome della nuova collezione è ancora allo studio, ma si pensa a qualcosa di “epico”. Probabile uscita: marzo-aprile.

Le novità non finscono qui. “Urania collezione” si prepara a ospitare, nei primi mesi dell’anno nuovo, il suo primo inedito: Les signaux du soleil di Jacques Spitz, eretico romanzo francese dell’autore che ci ha già conquistato con L’occhio del purgatorio e i due romanzi di Incubi perfetti. Per non trascurare nessuno, infine, una doverosa comunicazione ai lettori che ci chiedono notizie di due cicli avviati e non ancora conclusi: il prequel di Dune dovuto a Brian Herbert e Kevin J. Anderson (manca all’appello House Corrino) e il raccapricciante settimo romanzo della serie Resident Evil dovuto a S.D. Perry, Zero Hour. Darò in pubblico la risposta che ho già dato ad alcuni appassionati i quali mi hanno scritto in privato: siamo intenzionati a tradurre House Corrino e l’abbiamo richiesto da qualche tempo agli editori americani, ma non abbiamo ancora ottenuto i diritti. Perché queste lungaggini? Potrebbe darsi che gli autori non vogliano scendere sotto la cifra pagata dalla Mondadori per le precedenti edizioni rilegate e quindi giochino al tira e molla con il prezzo dell’ultimo capitolo. Noi di “Urania”, però, non abbiamo un budget paragonabile a quello degli Omnibus (i quali, lo ricordo ai neofiti, hanno da tempo rinunciato a proseguire le pubblicazioni della serie) e non possiamo impegnarci nella stessa misura. Come si concluderà la faccenda? Appena ci saranno novità, le comunicheremo su questi schermi.

Diverso il caso di S.D. Perry, autrice del romanzo Zero Hour. In questo caso il motivo della ritardata risposta non può essere economico, dato che anche i primi sei volumi di Resident Evil sono usciti come supplementi di “Urania” e in veste tascabile. Deve trattarsi quindi di un’infamità burocratica, di un buco nero nella corrispondenza tra il nostro ufficio e il loro, di un sortilegio fatto da un editore concorrente e invidioso… A voi la scelta. Certo è che appena la signora Perry e i suoi rappresentanti ci daranno il benestare, noi metteremo in traduzione questo prequel della macabra serie.

Il cui argomento ben si adatta a questo periodo dell’anno, nel quale gli aglosassoni festeggiano Halloween e i bambini sardi “su mortu mortu”, cioè i dolcetti che si regalano ai più piccoli quando bussano alla porta. La Sardegna è una delle poche regioni italiane in cui quest’antica tradizione non è stata importata dall’estero, ma continua immutata da centinaia d’anni: tanto per dire, la zucca svuotata viene chiamata “s’animedda”, l’animuccia. I bambini passano di casa in casa, aprono una federa per guanciale che dovrà contenere le caramelle e gridano: “S’animedda, s’animedda!” Il che ci riporta all’argomento del nostro articolo, la riflessione del mese (o del bimestre, visto che il mese scorso abbiamo saltato una puntata). Siamo alla fine d’ottobre, quindi non meraviglia che uno degli argomenti preferiti al bar e in ufficio sia l’altro mondo. Attenzione, però: non gli altri mondi cui ci ha abituati la fantascienza, con i loro satelliti, i loro extraterrestri e perfino i loro spazioporti. Queste son cose risapute, addirittura un po’ mondane, che raramente mettono i brividi. La vigilia d’Ognissanti è fatta invece per le cose eterne… definitive. Qualcuno dirà che l’aldilà è più provinciale, meno alien d’un satellite di Giove, ma a conti fatti è anche più saturo di interessi umani, delle speranze (e spesso i terrori) di un’intera specie. Creatura di un giorno, l’uomo soffre a tutte le ore; nell’ultima, quella che non ferisce ma uccide, spera d’intravvedere qualcosa oltre il freddo della terra negra. E’ a questo punto che il Gran Tour dell’oltretomba si fa simile a un viaggio in un’altra dimensione, un po’ come quelli di un film di fantascienza. Federico Fellini l’aveva capito e voleva girare Il viaggio di G. Mastorna, un itinerario tra i mondi dell’ex-vita e dell’ex-voto, nella speranza di fotografare il locus solus situato oltre il limite di velocità della morte. Improbabile? Non più di quello che accade nell’Assurdo universo di Fredric Brown, dove se un missile ti cade sulla testa non è detto che i tuoi pezzettini si sparpaglino per miglia intorno, ma possono ricomporsi fuori dell’universo, in un inferno/paradiso fatto apposta per gli appassionati di science fiction.

Del resto, la fantascienza si è spesso occupata di vita dopo la morte. Ricordo ai distratti che a questo tema “Urania” ha dedicato un’antologia nel 1990, Altre vite a cura di Pamela Sargent e Ian Watson (n. 1130), che potremmo utilmente ripassare in questi giorni. Un altro caso celebre è Vertice di immortali di Robert Silverberg, romanzo in cui la morte non significa più annullamento della coscienza. Oppure l’irriverente Anonima aldilà di Robert Sheckley, che è stato scritto più di dieci anni prima del libro di Silverberg ed è altrettanto devastante. Quanto all’atteggiamento dei lettori verso le avventure nell’afterlife, è ambivalente: da una parte sembrano accettarle se portano la firma di un grande della sf come Silverberg o Sheckley, dall’altra le rifiutano se ritengono che si tratti di contaminazioni con l’horror puro e la fantasy. Perché? Per una questione di codici, o meglio di linguaggi codificati.

Mi spiego. Quando si parla di certi temi non c’è razionalismo che tenga e la scienza sembra potervi ben poco, ma nonostante questo è rassicurante, per alcuni, avventurarsi nell’aldilà con un razzo anziché con un fantasma e trovarvi un mondo carnale (come nel Fiume della vita di Philip Josè Farmer) invece di una schiera d’anime in pena. Questione di icone che cambiano, di costumi che si evolvono persino al purgatorio: eppure, la sostanza rimane la stessa. Ce lo dimostra un altro celebre romanzo di Farmer, quell’Inferno a rovescio che tanto fa discutere i lettori versati in teologia. Nonostante i gusti dei singoli, insomma, l’aldilà resta un tema squisitamente fantascientifico e anche se ci andremo con un razzo le conseguenze non saranno meno perturbanti. Prendete quel gran colombario che è “L’astronave della morte” di Richard Matheson e ne avrete l’ultima prova.

Tutto bene, ma con questo cosa avremo voluto dire? Niente di particolarmente nuovo: solo che la science fiction ha vari punti di contatto con i viaggi all’Estrema Soglia; che a volte sembra una versione aggiornata del cammino dantesco per i tre regni dell’immaginario spirituale. I pianeti esterni, le nebulose Sacco di carbone, i wormhole, non sono forse che nuove immagini dell’inferno e del paradiso, mentre i dischi volanti, gli alien, i robot evidenti modificazioni di angeli e demoni. In un mese come questo potremmo avventurarci a concludere che il genere poliziesco abbia glorificato la morte anonima nel XX secolo, mentre la fantascienza avrebbe rappresentato il tentativo di esplorare la morte scientifica, un’altra caratteristica dei tempi. Che la sf sia un genere un po’ faustiano, è risaputo: in cambio di aver ceduto l’anima a Mefistofele (al dottor Morbius, se preferite), abbiamo per amante Urania, musa che governa le stelle di un firmamento indulgente. Ma non è detto che non la riscatteremo, quell’anima venduta. La partita non è ancora chiusa, si accettano scommesse.

Giuseppe Lippi 

[L’illustrazione di “Jack O’Lantern” è opera dell’artista americano James Torlakson.]

Posted in Antigravità

45 Responses

  1. Tiziano

    Quindi ho fatto bene a prendere i volumi restanti del ciclo di Martin nell’edizione Oscar?

  2. Antonio F

    Gli editoriali di G.L. brillano sempre per eleganza letteraria e vivacità intellettuale. Le notizie sono interessanti, gli italiani ci saranno. Cosa volere di più?
    Ciao.
    AF

  3. riccardo valla

    Che le immagini della fantascienza siano legate a quelle della religione è anche una mia vecchia idea che da tempo cerco di sviluppare. Per esempio, nel catalogo della mostra sulla fantascienza a cavallo del 1900, in corso presso il Museo della Figurina di Modena.
    Credo risalga all’osservazione di un amico, più di quarant’anni fa, il libraio-filosofo Sandro Stratta. Amava la fantascienza e avrebbe voluto pubblicare una collana chiamata “La Biblioteca di Xanadu”, in cui “pubblicare tutti quei capolavori fantastici che per ragioni misteriose non sono mai ricordati nelle storie della letteratura”.
    Una volta, Stratta ha osservato: “Molta gente non legge fantascienza perché ne è allarmata: vi trova i temi della morte, dell’annullamento, e sono temi che preferisce non affrontare”.
    Questo assai prima che i filosofi francesi sostenessero che la nostra civiltà occidentale nasconde la morte perché è un fenomeno politicamente scorretto.
    Ora, io leggevo Urania per tutt’altri motivi (all’epoca scoprivo Ballard) e avevo pensato che si riferisse alle storie di “disastri” che andavano allora di moda, ma nel corso degli anni sono giunto a dare ragione a Sandro Stratta, anche se forse per motivi diversi dai suoi (una mia idea di fondo è che tutta la letteratura sia un tentativo di esorcizzare il pensiero della morte, ma l’argomento ci porterebbe fuori strada).
    Resta comunque il fatto che molte immagini della fantascienza hanno una radice religiosa, dalla città del futuro che è legata all’immagine della Gerusalemme Celeste, alla terra senza sole che è il mondo senza dio, al viaggio ad altri mondi che spesso rispecchia l’evoluzione dell’anima verso il sole-dio.
    Chiaramente fantascientifici sono poi i vari mondi dei celti e dei germani da cui viene la tradizione di Halloween. Noi ci chiederemmo se erano collocati in altre parti della terra, o nello spazio interplanetario, o in quella che la fantascienza chiama “quarta dimensione”, ma sono sofismi. C’erano il mondo degli dei e quello dei giganti, quello dei nani e quello dei morti, e la notte di Samhain o Halloween quello dei morti si avvicinava al nostro. Bastava attraversare il ponte di spade e vi si arrivava.
    Ora, più che tagliar zucche, bisognerebbe lasciare qualcosa per i morti. Forse una bottiglia di liquore come suggeriscono certi autori di fantascienza burloni o magari un fascicolo di “Urania” che vi è piaciuto, ma io che sto al quarto piano non posso pretendere che salgano tutte quelle scale e mi limiterò a qualche lettura adatta, tanto per trasmettere il tipo adatto di vibrazioni, come dicevano i figli dei fiori.
    E la lettura che ho scelto sono i racconti fantastici di Cornell Woolrich, nella raccolta “Musica dalle Tenebre”.
    Woolrich è sempre stato attratto dal tema della morte, e molte volte per lui “la morte non è la fine”, perché il ricordo di chi è moro resta, e spinge i superstiti alla vendetta.
    Ovvio che la forma a Woolrich più congeniale sia il giallo, e il suo personaggio più famoso è la “Sposa in nero”, che si vendica a ripetizione dopo che le hanno ucciso il marito il giorno delle nozze. Ma il tema della morte e di quel che sarà dopo è anche il tema della decina di racconti fantastici che ha scritto nel corso degli anni, in tutte le gradazioni dell’horror, da “La luna di Montezuma” a “Il corpo di Jane Brown”. Racconti pulp, certamente, ma degni di figurare nella Biblioteca di Xanadu dell’amico Stratta, in barba a tutte le barbe degli accademici sussiegosi!

  4. riccardo valla

    ah, il refuso maledetto”
    dove dice “perché il ricordo di chi è moro resta” non è il “moro”, ma il morto. Sorry.

  5. X

    Ric, come sempre è un piacere leggere anche te.

    Mi sembra che il discorso è stato già affrontato in altra occasione, ma è di quelli che non stancano mai e, anzi, sui quali ogni volta è possibile gettare lo sguardo da angolazione diversa.

    In attesa di sapere cosa ne pensano gli altri lettori di “Urania”, accoglierò il tuo suggerimento e domani sera mi rileggerò a mia volta qualcosa a tema. C’è Il popolo dell’autunno che aspetta lì da un po’…

    X

  6. Giuseppe Lippi

    A Tiziano: non so se tu abbia fatto bene, sta di fatto che Martin continuerà a uscire. Qui parlavo dei supplementi bimestrali, non di Grandi saghe. Ma anche su quella collana avrò da darvi presto altre notizie… Ad Antonio: grazie mille per l’apprezzamento. E a Riccardo: quel libro di Woolrich l’ho consigliato a Oreste del Buono negli anni Ottanta, era uscito in una poco diffusa edizione universitaria e non se ne sarebbe accorto nessuno. Invece… Purtroppo la traduzione italiana è vecchiotta, ma quando lo ristampammo in Estate horror 1992 fece ancora faville. Bisognerebbe fargli un bell’editing dell’italiano e ristamparlo ancora. Anzi, guarda, è cosa fatta. Grazie a tutti! – Ed.

  7. riccardo valla

    e in omaggio allen letture dell’Editor, ecco un antico reperto…
    http://farm4.static.flickr.com/3187/2985773629_7beb7474fa_b.jpg

  8. 7di9

    Sfoglierò le pagine della Shelley, chissà che il suo Frankenstein non getti un ponte propizio verso altri mondi, fantascientifici e non, purché altri.

    Buona resurrezione a tutti,

    7di9

  9. Antonio F

    Le osservazioni di Ric (bella la copertina) sono complementari alle note di Giuseppe. A parte le sue radici più o meno inconsce, da cui possono derivare alcuni suoi simbolismi, la fantascienza credo si basi su due assiomi:
    1 – Tutto può essere raccontato
    2 – Tutto deve essere raccontato “in un altro modo”.
    Non è dunque strano che si occupi dell’aldilà, di religione, e in generale di questioni metafisiche.
    A proposito di Halloween, nel messinese era uso lasciare sul tavolo della cucina una ciotola con del latte, la notte di Ognissanti (me lo raccontava mia madre).
    Ciao.
    AF

  10. Giuseppe Lippi

    Non sono io che sto leggendo October Country (già fatto), ma il mr. X Giovanni. Comunque, a me quella copertina sembra allungata sul letto di Procuste. Chi la tirò?

  11. Giovanni De Matteo

    “X Giovanni” in questi giorni di protesta montante fa molto “contro-sistema”… 😉

    @ Antonino: la tua osservazione è completamente condivisibile. La trasfigurazione è uno degli strumenti più efficaci in dotazione alla SF. E, a proposito… come notate tu e il Curatore Ottimo nel suo editoriale, molti angoli di Italia conservano memoria (ormai sempre più labile, purtroppo) di tradizioni connesse al giorno di Ognissanti (e in generale alle stagioni più buie dell’anno). Sull’Appennino Lucano la “cacciata” delle streghe (o, come venivano chiamate dalle mie parti, janare) era un rito collettivo che richiedeva all’intera comunità di raccogliersi ed esorcizzare le forze sovrannaturali con canti, zampogne e fiaccolate.

    7di9: buone letture! 😉

    X

    PS: Ric ha una copertina (almeno) per ogni occasione! :-)

  12. marco milani

    Aiò come correte. :)
    Sono rimasto un po’ indietro… sto a metà del libro della Cerrino.

  13. riccardo valla

    x Giuseppe. In effetti sembra più stretta del normale formato. Ma la sigla della casa editrice sembra nelle giuste proporzioni. Bisogna che controlli (se uno non si fida più dello scanner, davvero on si sa più in cosa credere!)

  14. HelRick

    Non so voi ma io , in merito al tema SciFi / Religione, sono rimasto decisamente colpito da un romanzo pubblicato da Urania qualche anno fa, quel L’Astronave dei Dannati (Into Leviathan) che ha fatto, mi pare, virare un grande autore come Richard Paul Russo verso un’avventura cosmica particolarissima per inquietudini e intimismi. Vorrei sapere se qualcuno come me sia rimasto ugualmente colpito da quel libro. Spiace solo che Russo sia stato dimenticato negli ultimi anni dalla nostra amata collana.
    Ah! grazie, al Curatore per le – pur vaghe – anticipazioni, sono contento che almeno i volumi Grandi Saghe potranno continuare, sperando che si occupino appunto di Grandi Saghe. E poi: non per essere monotono, ma visto che “le mebbie cominciano a diradarsi”, una volta per tutte: 1 Reynolds quando lo vedremo? 2 Che diamine è Terminal War (che manco su Amazon se ne trova traccia…)
    Grazie a tutti!

  15. Giuseppe Lippi

    Sulle Grandi Saghe: sembra che continuerà solo il troncone fantasy con le opere di Martin. Le altre dovrebbero andare nel limbo, almeno per il momento. Purtroppo… (C’è una parolaccia che si chiama “sovrapproduzione”, prendetevela con lei.) Reynolds uscirà nel 2009, è appena entrato in traduzione e altri ne seguiranno. Terminal War è un progetto talmente top secret che neanche Amazon può farci niente. Una storia di guerra cdai risvolti imprevedibili, comunque. – Ed.

  16. Gundam70

    Dunque una buona notizia finalmente, ossia Alastair Reynolds uscira’ nel 2009, e addirittura “… e altri ne seguiranno”.
    Ho letto l’articolo di Ian McDonald riguardo l’affermazione di Bacigalupi e avevano speso una parola sulla fantascienza di Alastair Reynolds.
    Beh, il mio modesto parere e’ che a me quel tipo di fantascienza, quello delle navi spaziali per intenderci, piace e molto anche. E’ un dato di fatto che esistono gusti diversi, come pure che esistono filoni diversi nella stessa fantascienza. E quindi non c’e’ da stupirsi ne da scandalizzarsi se a qualcuno piace ancora la fantascienza spaziale, sebbene i viaggi dello spazio sono solo il frutto del sogno oramai abbandonato dei nostri anni 50÷70.

    X Lippi: tra tutte le anticipazioni elencate nell’articolo principale, mi sembra di non aver lettu NULLA per la testata principale di Urania. Non e’ che si sbilancia e ci dice qualcosa ora?

    Buone letture
    Gundam70

  17. bibliotecario

    “Solo il troncone fantasy”
    che tristezza per noi amanti della fantascienza…..ma questa sovrapproduzione non la si può applicare un pò più per il fantasy, che in libreria sbuca da tutte le parti, invece che per la FS ?
    Almeno per quanto riguarda Urania (una volta detta anche: avventure nell’universo e nel tempo) singh!
    biblio tristissimo.

  18. Thx 1138

    Da orfano inconsolabile della bellissima Urania Fantasy (prima serie), a differenza del mio amico Biblio, le anticipazioni mi hanno entusiasmato ^__-
    E da collezionista di Urania non posso che apprezzare la maggior chiarezza che si raggiungerà con questa impostazione.
    Un grazie a Lippi… finalmente qualche notizia anche su queste pagine ^_^

  19. Darkyo

    Quindi è ufficiale? Urania Grandi Saghe non-fantasy è fallita?

    Mi associo alla commozione del Bibliotecario…

  20. Bibliotecario

    @Thx1138

    Quale chiarezza si sarebbe raggiunto amico mio?

    Urania horror è durata due numeri.
    Urania Fantasy sarà chiusa per la seconda o terza volta, ormai ho perso il conto.
    Per le Grandi Saghe vedi quanto scritto per Urania horror.

    Io direi o che a comprare le collane da edicola della Mondadori ormai siamo rimasti in tre gatti.
    Oppure che di lungimiranza e di programmazione di lungo respiro alla Mondadori non hanno mai sentito parlare.
    Si naviga a vista, si aprono e si chiudo collane come mangiar noccioline.

  21. 7di9

    Uffa. Come vorrei mettere le mie manine attorno al collo di Harry Potter… sgrunt.

    7di9

  22. marco milani

    7di9… il solito violento. :)

  23. Thx 1138

    @Biblio

    diciamo che la prospettiva tracciata da Lippi mi sembra più razionale di quanto visto in questi ultimi mesi. Anche se questo comporta l’ennesimo dietrofront/reset =(
    Mettiamola così… se il panorama dovesse diventare effettivamente:

    Urania
    Urania Collezione
    Millemondi
    Urania Supplementi (solo fs)
    Grandi Saghe Martin
    Collana Horror/Fantasy

    e se soprattutto si rispetteranno un minimo le collocazioni dei vari titoli (quindi niente più intrusi OT in urania) e si adotterà una numerazione finalmente stabile e chiara… allora il quadro d’insieme dovrebbe risultare meno caotico.
    Certo che se invece poi si dovesse continuare ad aprire e chiudere collane, a ripartire con numerazioni improbabili e a mescolare horror, fantasy e fantascienza a prescindere dalla collana di volta in volta coinvolta, allora semplicemente si rimarrebbe nell’attuale confusione.

    Spero in una inversione di tendenza, soprattutto perchè, per quanto mi riguarda, questa è stata una delle peggiori annate di urania (anche considerando le collane satellite)…

    ciao

  24. Max

    Non è che cercando di fare un po’ di ordine si crea in realtà il disordine? :-)
    Voler cambiare per migliorare è qualcosa di cui andare sempre fieri, però il cambiamento continuo, anno dopo anno, reset dopo reset, crea qualche perplessità.
    Ad un certo punto bisogna pur seguire la linea impostata anzichè tracciarne sempre una nuova, altrimenti si finisce per avere tanti puntini invece che una linea continua.
    (se uniamo a penna tutti i puntini cosa uscirà?) :-)

  25. 7di9

    Non sempre la logica del mercato va d’accordo con la Logica… 😉

    7di9

  26. gretana

    Una domanda..A quando i libri di Colin Kapp mai pubblicati in Italia?

  27. Attilio

    Per quanto riguarda la mia opinione: del caos numerico delle collane satelliti non mi sconvolge più di tanto; quello che mi preoccupa maggiormente è che, malgrado la riduzione delle uscite (la quale avrebbe dovuto accrescere la possibilità di scelte di qualità), il livello di Urania e Urania Collezione è stato davvero mediocre in quest’ultimo anno.

  28. Giovanni De Matteo

    Attilio, questa è una tua opinione. Ognuno ha diritto alle sue, per carità. Ma le analisi del livello qualitativo di una collana nascondono sempre delle insidie.

  29. Quiller

    @Attilio, G. De Matteo: rimanendo nell’ambito di Urania, al di là dei gusti personali, mi sembra che le scelte operate nel 2007 seguano più una logica di austerity nell’acquisto dei diritti e traduzioni che quello della “macchina del tempo” che tutti vorremmo non si fermasse mai. Abbiamo ben 5 ristampe su 12 uscite, e tra le 7 novità c’e’ un recupero (Roschwald) molto antiquato e di nicchia. Speriamo che il colpo d’ala di dicembre, con l’annunciato romanzo di MacLeod, presagisca un 2009 più ricco di inediti RECENTI (il 2007 da qusto punto di vista era stato molto migliore).
    D’altro canto, però, non posso che dirmi soddisfattissimo di MilleMondi e supplementi vari, che acquisto sempre con bramosia, e che hanno un rapporto qualità/prezzo eccezionale: mi piacerebbe, fra l’altro, che la trimestralità dei MilleMondi venisse rispettata.
    Mi viene da dire che sopporterei molto volentieri un aumento di prezzo di Urania se mi consentisse di leggere 12 inediti RECENTI all’anno.

  30. bibliotecario

    Per 12 inediti RECENTI son disposto a vender l’anima a chi che sia, altro che aumento!
    Ma ho paura che resterà solo un sogno. :-(

  31. Quiller

    Be’, nel 2007 furono (se non sbaglio) 11 inediti su 12, tutta roba recente, e anche prima la media era buona. E’ questo 2008 che marca male…

  32. Attilio

    Si, condordo con Quiller. Il 2008 fa rabbrividire mentre l’anno scorso ero contento. Ho letto che molti apprezzano Galouye (l’ennesima ristampa), ma a me “Stanotte il cielo cadrà” ha fatto rabbrividire per lo (?) stile, da bambino di terza elementare. Boh.

  33. Giovanni De Matteo

    Attilio, c’è gente che trova da terza elementare lo stile di Kurt Vonnegut. E Kurt Vonnegut è stato uno dei giganti letterari dei nostri tempi. Insomma, il fattore di incidenza personale nel giudizio non può mai essere trascurato.

    Come tu puoi essere rabbrividito quest’anno, non pensi che invece il 2008 abbia potuto appagare i gusti di chi era rimasto insoddisfatto dal 2007?

    Un curatore deve riuscire ad accontentare il maggior numero dei suoi lettori, cercando semmai di estendere lo spettro dell’offerta per richiamarne sempre di nuovi. Non sarò certo io a tenere un’arringa in difesa del grandissimo Lippi, i risultati della cui gestione sono sotto gli occhi di tutti quelli che con “Urania” non ci riempiono solo le scaffalature della libreria. Ma visto che è stato citato in una serie di commenti che mi sono sentito in diritto di rimuovere, colgo l’occasione per comunicare a tutti i naviganti quello che qualcuno avrà già compreso per esperienza diretta: non saranno tollerati su Urania Blog commenti denigratori nei confronti dell’opera del curatore o latori di insinuazioni prive di ogni fondamento o giustificazione critica sulle scelte operate.

    Rivolgo altresì l’invito a tutti a non prendere per scortesia la mancata risposta immediata alle proprie eventuali richieste. Si cerca di conciliare al meglio le varie attività che gravitano sul progetto e posso pertanto garantire che tutti i suggerimenti che transitano su queste frequenze vengono presi in considerazione: nel passaggio dalla considerazione all’interesse, e dall’interesse alla realizzazione, incidono molti fattori contingenti. Se risposte si possono dare, arriveranno con gli aperiodici editoriali di Giuseppe Lippi. O, in alternativa, attraverso le proposte stesse delle varie collane.

    Vi ringrazio in anticipo per la collaborazione e (mi auguro) la comprensione.

    X

  34. Attilio

    @Giovanni De Matteo: Non sono affatto d’accordo.

  35. Giuseppe Lippi

    Giovanni, Attilio e quanti altri: per carità, i commenti negativi non dovrebbero essere censurati! Giovanni scrive di averne dovuto eliminare alcuni perché particolarmente “denigratori nei confronti dell’opera del curatore o latori di insinuazioni prive di ogni fondamento o giustificazione critica sulle scelte operate” (vedi sopra); ora, è nel diritto di chi amministra un blog fare di queste scelte, ma io mi domando: se non li leggiamo, come facciamo a controbattere? Purché non scada nell’insulto e nell’invettiva personale, un blog serve anche a dar voce agli arrabbiati, tantopiù che le scelte di “Urania” non sono frutto di una volontà unica e infrangibile ma del lavoro di diverse persone che affiancano il curatore (in primis il direttore delle collane da edicola Sergio Altieri); inoltre, cercano di tenere nel massimo conto le opinioni dei lettori. Ben vengano, dunque, le critiche quando servono, siamo pronti a incassare ma soprattutto a rispondere. Circa l’argomento specifico delle ristampe o dei ripescaggi in collana, è una politica nella quale crediamo “una tantum”, ma può darsi benissimo che nel 2008 abbiamo esagerato. Tanto è vero che ci siamo automaticamente corretti e un inedito di Jacques Spitz che sarebbe dovuto uscire in “Urania” madre lo abbiamo destinato invece a “Urania collezione”, dove apparirà presto. Prometto che faremo di tutto per riservare a “Urania” solo libri inediti e recenti. Quando si presenterà l’occasione per un ripescaggio, potremo sempre destinarlo alla “Collezione” o a “Millemondi”, una cui terza uscita annua è già allo studio. Per il resto, tranquillizzatevi: al momento, nel 2009 non è previsto alcun libro datato in “Urania” bianca.
    Ringrazio tutti e mi dichiaro sempre aperto a qualsiasi confronto – Ed.

  36. bibliotecario

    Grazie a Lippi per questo suo ultimo intervento.
    L’ho molto apprezzato in quanto deve essere chiaro a tutti che chi scrive su questo Blog, anche se a volte critica le scelte editoriali è nella maggior parte dei casi, se non in tutti, un lettore di Urania, “un cliente” che vorrebbe sempre di più e sempre di meglio.
    I lettori hanno il diritto di criticare o di elogiare quel che leggono, l’importante è che ciò si fatto in modo costruttivo, che sia da sprono a chi, giorno dopo giorno, manda avanti le nostre amate collane a lavorare sempre meglio.

    Aggiungo poi che l’ultima parte dell’intervento, quella “sull’argomento specifico”, mi ha addirittura entusiasmato :-)

    E visto che ci sono invio a Sergio Altieri una supplica per un ripensamento sulla chiusura di Urania Grandi Saghe FS.

    Buon lavoro a tutti.

  37. Quiller

    Ringrazio Lippi sia per l’equilibrio, l’intelligenza e il garbo dell’intervento, sia per il merito delle risposte, vera musica per le mie orecchie…

    Tornando al post originale, se davvero in Urania Fantasy troveranno posto i racconti dei lovecraftiani (magari presi direttamente da Weird Tales), acquisterò a mani basse.

  38. Attilio

    Grazie Lippi! Mi dispiaceva la sua assenza da questo blog… pensavo se ne fosse dimenticato! Quindi faccio ammenda, e spero in un 2009 simile al 2007. E poi ricordo che io compro TUTTI gli Urania, ristampe, inediti, Millemondi etc

  39. Giuseppe Lippi

    Grazie a voi, amici! Rassicuro Quiller: nella prima annata della nuova collana dedicata al fantastico (e che NON si chiamerà Urania Fantasy ma quasi certamente “Epix”), sono previsti una ricca antologia di Robert E. Howard con il ciclo di Bran Mak Morn e una raccolta dedicata ai più bei racconti lovecraftiani d’epoca. Per Attilio, un solo grido: viva il 2009/7!

  40. Attilio

    “Epix”? Sarei curioso di essere presenti ai “brainstorming” in cui si tirano fuori queste cose. O, più che altro, agli stipendi dei “creativi” che lavorano nel ramo (dato che immagino il nome non sia un’idea di Lippi, ma appunto di un ufficio apposito negli antri della Mondadori; o mi sbaglio?).

    😉

  41. Gianpaolo

    Scusate, ma qualcuno può darmi maggiori informazioni su questa prossima uscita?

    Il meglio della SF – L’Olimpo dei classici moderni – G. Dozois

    Ci sono già stati volumi similari in passato? E… immagino meriti. Isn’t it? ^_-

    Lo so… dovrei aspettare la scheda apposita al momento giusto, ma sono troppo curioso. E in rete vedo che di questo curatore sono usciti in patria più di 20 volumi della sua “The Year’s Best Science Fiction: Annual Collection”. Si tratta di questi, no? E nello specifico cosa vedremo nel volume di cui sopra?

    Grazie.

  42. Quiller

    Credo sia il “Best of the best” uscito in 2 volumi di recente, un volume i racconti, l’altro i romanzi brevi.
    Quello dei racconti erano circa 700 pagg, quindi credo che leggeremo un “Meglio del meglio del meglio”!

  43. Gianpaolo

    Si, ho capito quali intendi.

    Spero almeno che sia previsto un 2° volume per poter raccogliere tutto il The Best.

    E qui mi rivolgo di nuovo ai curatori. ^_-

  44. Giuseppe P.

    Eppure,”Le grandi saghe FS” avevano (si narra che saranno abbandonate)un merito:si potevano leggere tutti i volumi di un ciclo in modo ordinato e cronologico, per la gioia dei lettori. Se non si possiede l’intera collezione di Urania (Chi la possiede? Pochi!I nuovi lettori sicuramente no!) si è costretti a leggere prima il 24° volume e poi il 3° e dopo qualche decennio il 1° e così via con la probabilità molto elevata di leggere forse il 70% dell’opera.
    Allora “Le grandi Saghe SF” in libreria?:belle rilegature, belle copertine e interessanti commenti e note!
    L’idea potrebbe avere luce?

  45. Attilio

    Io rispolvererei i mitici “Massimi della Fantascienza” a questo punto

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.

Spam protection by WP Captcha-Free