Necromanti spaziali

marzo 18th, 2021 by Redazione

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a cura di Beppe Roncari

Tamsyr Muir “Gideon la Nona”

 

Tamsyr Muir “Gideon la Nona”

Tamsyr Muir “Gideon la Nona”

L’epopea del Sepolcro Sigillato di Tamsyr Muir è il trionfo del weird science fantasy. “Gideon la Nona” è il primo volume della trilogia, recentemente portata in Italia da Mondadori Oscar Fantastica.

Siamo in un mondo dove la scienza coesiste con la magia, nello specifico la branca nota come necromanzia. Esistono Nove pianeti affidati a Nove Case, ognuna con una sua specializzazione, tutte governate dall’Imperatore, anche noto come Divino Necromante, Sovrano delle Nove Rigenerazioni e Necrore Supremo, un sovrano divinizzato, impegnato in una guerra senza quartiere per estendere il proprio dominio a tutto l’universo conosciuto.

Per farlo, tuttavia, ha bisogno dell’aiuto di un forte esercito (la Coorte), della magia dei necromanti (è molto più facile vincere una battaglia quando si possono rianimare i morti e farli combattere al proprio fianco) e soprattutto di fidati luogotenenti, immortali come lui: i Littori.

In cerca di nuovi eletti che possano ascendere al grado supremo come suoi bracci destri, l’Imperatore ha convocato su Canaan, il pianeta della Prima Casa, da secoli deserto, gli eredi necromanti delle altre otto Case e i loro paladini.


Gideon Nav, la protagonista del romanzo, non è né l’uno né l’altro. È una trovatella che è stata allevata nella Nona Casa da vecchie monache pelle e ossa e veri e propri scheletri animati. Sì, perché la specializzazione necromantica della Nona è la manipolazione delle ossa: bastano pochi frammenti e un pizzico di thanergia per creare un esercito di scheletri degni di un’avventura alla Dungeons & Dragons, o meglio, alla Warhammer 40.000, una delle fonti d’ispirazione dichiarate della scrittrice neozelandese.

Gran parte del fascino del libro risiede proprio nel punto di vista di Gideon. È attraverso i suoi occhi e il suo caratteraccio irriverente che il lettore viene guidato alla scoperta di un mondo vasto e complesso, di cui il primo volume della saga offre un primo assaggio.

A causa di un incidente terribile, tutti i bambini e le bambine della Nona Casa sono rimasti uccisi, tranne Gideon. Pochi mesi dopo la tragedia è nata Harrowhark Nonagesimus, l’unica erede dei Custodi del Sepolcro Sigillato. “Harrow” si rivela una necromante eccezionalmente dotata fin dalla più tenera età, nonché l’unica compagna di “giochi” di Gideon, se si può annoverare nel computo dei giochi l’essere tormentati per tutta l’infanzia da una maga alle prime armi, impaziente di sperimentare i propri poteri oscuri sull’unica cavia della stessa età disponibile…

Cresciuta in un contesto che assomiglia più all’ossario di un convento di vestali dalla disciplina ferrea che a una scuola, non stupisce che Gideon abbia un solo sogno e un unico scopo: fuggire al più presto dalla Nona Casa e arruolarsi nella Coorte imperiale. Le uniche cose a cui la ragazza tiene, infatti, sono il suo spadone a due mani e le sue riviste pornografiche, che le permettono di sognare avventure erotiche con tenere donzelle in giro per il cosmo, lontano da ossa, angherie di ogni genere e soprattutto dall’orrore del Drearburh: il Sepolcro Sigillato, dove si sussurra si celi una creatura troppo orrenda per essere anche solo nominata.

Rimasta priva del proprio paladino e terrorizzata all’idea di mostrare al mondo esterno il declino in cui versa la propria casata, Harrowhark Nonagesimus costringe Gideon ad accompagnarla alla Casa di Canaan, dove si sottoporrà alle misteriose prove richieste per conquistare l’immortalità e ascendere al ruolo di Littore, in una sfida senza regole contro i necromanti e i paladini delle altre otto Case.

Quando è stato chiesto a Tamsyn Muir di raccontare come le fosse venuta l’idea per la storia, l’autrice ha dichiarato: “Vorrei tanto saperlo. Durante un interminabile volo da Auckland a Heathrow, sono rimasta intrappolata sull’aereo per più di un giorno. Mi mancava l’aria, ero al buio ed estremamente alterata. Mi sembrava di stare in una bara. E così me ne sono uscita fuori con la struttura di una storia su due ragazze, ambientata in un universo molto peculiare in cui la necromanzia veniva praticata davvero. […] Immagino che l’estremo disagio che si prova in aereo sia un ottimo pungolo per la creatività.”

Il risultato è un romanzo che, una volta preso in mano, vi ghermirà con mani scheletriche, impedendovi di metterlo giù finché non l’avrete letto tutto d’un fiato.

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7 Responses

  1. L'operatore Spaziale

    Ho sentito molti commenti incoraggianti che me ne stanno facendo incuriosire, anche se non è proprio il mio genere…

  2. Luca63

    Spiace vedere che per fare posto a questi inutili e strainflazionati romanzi fantasy si continui a rimandare la pubblicazione di The Calculating Stars, di A Memory Called Empire e di chissà quanti altri romanzi di fantascienza ben più meritevoli. Ma se la richiesta del pubblico è questa dobbiamo purtroppo farcene una ragione e rimanere in paziente attesa.

  3. paolo f

    @Luca63 Concordo in toto.

  4. Silver Apple

    @ Luca63: ecco cosa intendevo quando, pescando nel mazzo, erigevo, forse in maniera immeritata, “Il portale degli obelischi” come esempio di fantasy young adult netflixizzata. Non ne farei una questione di genere, solo non mi riesco ad entusiasmare per gente così giovane che scrive una trilogia da milleduecento pagine in due anni. Possono pure vincere tutti i premi del mondo (che ora sono più un deterrente che un invito) o avere tutti i commenti positivi (che in un mondo di comumicaziobe senza filtri non aiutano chissà quanto).
    Non sono uno che insegue le novità, soprattutto nei libri che richiedono un signifucativo investimento in termini di tempo. Sono ancora un poveraccio ma quando devo scegliere qualcosa da leggere o guardare mi chiedo non più se tutta quella gente si merita i miei soldi (spesso infatti l’esborso è piuttosto esiguo e la lettura resta la forma di intrattenimento con il rapporto costi/benefici piu vantaggioso di tutte) ma se si merita il mio tempo. Forse perché sto cominciando ad invecchiare. Ultimamente mi sono avvicinato alla letteratura weird horror dove le donne sono fortissime fra l’altro. Un genere assolutamente non nelle mie corde dove però ho trovato una maturità di temi e di scrittura ed una sintesi veramente apprezzabili. Anche se mi fanno perdere tempo me ne fanno perdere poco.

  5. paolo f

    @Luca63 Anche perche’ “The Calculating Stars” e “A Memory Called Empire” erano stati annunciati da Oscar Mondadori Vault un bel po’ di tempo fa.
    Comunque hai ragione: è abbastanza evidente che c’è molto piu’ mercato per romanzi Fantasy e YA.

  6. paolo f

    Per fortuna che c’è Urania per la SF,
    teniamocela cara !

  7. Kronos H

    IMHO aprirei un altro blog per questi libri che non sono Fantascienza.

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