Il ciclo della Fondazione di Asimov in un Drago

novembre 10th, 2020 by Redazione

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a cura di Beppe Roncari

Il ciclo della Fondazione di Asimov in un Drago

 

Isaac Asimov "Fondazione – Il Ciclo Completo"

Isaac Asimov “Fondazione – Il Ciclo Completo”

Se siete alla ricerca della pietra fondante per la vostra biblioteca fantascientifica, la vostra attesa è finita. In occasione del centenario di Asimov, Mondadori ha pubblicato in un unico grande Oscar Drago l’intero ciclo della “Fondazione”. Tutti e sette i volumi in un’edizione titanica di 1476 pagine con sovraccoperta e cover disegnata da Lorenzo “LRNZ” Ceccotti, illustratore e fumettista italiano, e scelta tramite un sondaggio fra i lettori.

Prima che ci fosse Star Wars, ci pensava Isaac Asimov a scombinare le carte in tavola con sequel e prequel di quella che è considerata la più grande trilogia di fantascienza di tutti i tempi: “Fondazione” (1951, amichevolmente detta episodio 3), “Fondazione e Impero” (1952, episodio 4), “Seconda Fondazione” (1953, episodio 5). Volumi che valsero ad Asimov il premio Hugo 1966 per il miglior ciclo fantascientifico e sono noti agli affezionati lettori di Urania negli anni Sessanta con altri titoli: “Cronache della galassia” (n. 317 bis, 1963), “Il crollo della galassia centrale” (n. 329 bis, 1964), “L’altra faccia della spirale” (n. 338, 1964).

Questa edizione titanica presenta i sette volumi in senso cronologico di narrazione. Vengono dunque per primi i prequel: “Preludio alla Fondazione” (1988, episodio 1) e “Fondazione anno zero” (1993, episodio 2), seguiti dalla “trilogia classica” e si conclude con i sequel: “L’orlo della Fondazione” (1982, episodio 6), “Fondazione e Terra” (1986, episodio 7), risalenti agli anni Ottanta, quando i fan, dopo oltre tre decadi d’attesa, riuscirono finalmente a convincere il grande Asimov a rimettere mano al suo opus magnus.

Una curiosità: al contrario di quanto avvenuto per Star Wars, nel caso della Fondazione i prequel uscirono dopo i sequel perché… Asimov non aveva idea di come continuare la saga, che si concludeva con un’oscura minaccia appena accennata nelle ultime pagine di “Fondazione e Terra”. Ci avrebbero pensato più tardi altri autori della fantascienza americana a dare un degno finale al cosiddetto “Piano Seldon”, passato in secondo piano negli ultimi romanzi della serie. I prequel, dunque, servirono ad Asimov per cementare le ragioni di un apparente voltafaccia rispetto al tema narrativo principale dei romanzi originari.

Per chi non lo conoscesse – questa premessa è d’obbligo, anche se quasi superflua per i lettori di Urania – il Ciclo della Fondazione si svolge in un lontano futuro, in cui la razza umana ha colonizzato quasi tutta la galassia, senza trovare altre forme di vita intelligenti, e in cui il pianeta Terra è ormai solo un lontano ricordo, avvolto in un velo leggendario.

La storia prende l’avvio dalle vicende di Hari Seldon, geniale fondatore della psicostoria, una disciplina che permetterebbe – secondo i concetti dei corsi e ricorsi storici di Vico – di prevedere il futuro e, quindi, di poterlo influenzare. Sulla base dei suoi calcoli, Seldon ha previsto che l’Impero umano, con capitale Terminus, è inesorabilmente destinato a crollare nel giro di mezzo millennio, a cui sarebbero seguiti 30.000 anni di caos e brutalità. Allo scopo di accorciare questo periodo di violenza barbarica, Seldon crea una Fondazione in una località segreta. L’Impero osteggia senza successo il Piano Seldon, ma le cose si complicano quando – a 150 anni dalla nascita della Fondazione – compare un’incognita imprevista, che fa saltare tutti i calcoli: il Mulo, un mutante dotato di incredibili poteri telepatici, fra cui il controllo mentale, che riesce laddove l’Impero aveva fallito… da qui la nascita della Seconda Fondazione, sul pianeta Trantor.

Non vado oltre per non rovinare la sorpresa ai neofiti. Sappiate solo che negli ultimi episodi della saga faranno la loro comparsa anche altri personaggi classici molto cari ai fan di Asimov, misteriosamente assenti nell’universo della Fondazione: i robot.

Secondo un recente intervento di Franco Forte, editor di Urania, l’uscita in libreria e l’enorme successo di vendita di questo Drago – che macina centinaia di copie a settimana – è un’ottima notizia anche per i lettori di fantascienza di Urania, perché permetterà, nel prossimo futuro, il ritorno delle opere di Isaac Asimov nella collana da edicola di Mondadori, da cui mancava da tanto, troppo tempo, e cioè da quando Fruttero & Lucentini avevano ripubblicato la trilogia originale nel febbraio del 2004.

Un volume che dunque non può mancare nella libreria degli appassionati di fantascienza, e che grazie alle nuove sinergie editoriali porterà con sé sorprese tali che solo Seldon in persona sarebbe in grado di prevedere!

Posted in Ebook, Fantascienza, Grandi Saghe, Oscar Vault

13 Responses

  1. Janette Sheldon

    Bravo, hai spoilerato il finale di Second Foundation a chi non l’avesse letto. My Compliments

  2. Jimi Paradise

    Un must della fantascienza!

  3. Pietro Paolo

    Spero di rivedere Asimov su Urania Jumbo

  4. stefano galliena

    Acquistato già quest’estate, il drago è bello da lucidare gli occhi.
    Ancora una volta un’edizione superlativa Oscar Vault.

  5. Kronos H

    Se posso fare un po’ di critica…
    1) Non ha senso leggere i prequel e sequel senza aver letto il ciclo dei robot. Per cui meglio avere il prequel e sequel separati dalla trilogia originale, che può stare bene da sola.
    2) La bella immagine della copertina è rovinata/nascosta dalle lettere geometriche e cubitali.

  6. Khelidan

    Ogni qualvolta si pronuncia “ordine cronologico di narrazione” un appassionato di fantascienza muore

    P.S: Concordo, immagine di copertina rovinata dalle scritte

  7. Jimi Paradise

    @Kronos H

    Dissento sulla critica alla copertina: le scritte cubitali contrassegnano la nuova edizione dei libri di Asimov e a me, personalmente, piacciono molto. Tra l’altro il suddetto volume ha una sovraccoperta di plastica trasparente con le lettere, pertanto volendo si può anche togliere…
    Concludo con una battuta e poi taccio: l’immagine è una centrale solare, pure banalotta come idea, suvvia… 😉

  8. Giuseppe P

    il problema non è la critica alla sopra cover che risulta moderna e dinamica ma alla sua fragilità (materiale acetato-plastico?

  9. Jimi Paradise

    Si, credo sia acetato Giuseppe P

  10. Kronos H

    Ad ogni modo tutti i romanzi della Fondazione, sono disponibili anche in versione Oscar Fantastica in 3 libri:
    Fondazione I (i 2 romanzi prequel)
    Fondazione II (trilogia galattica classica)
    Fondazione III (i 2 romanzi sequel)
    in una veste grafica simile al drago, ma credo brossurata.

  11. Emanuele

    Uscira’ un’edizione simile per il ciclo dei Robot ?

  12. Redazione

    Ciao @Emanuele, non possiamo ancora darti notizie sul ciclo dei Robot, ma per assicurarti l’attenzione riservata ad Asimov da Mondadori, ti segnaliamo che per il 2021 è prevista la pubblicazione dei 5 Volumi de “La fantascienza dell’età dell’oro”.
    https://www.oscarmondadori.it/news/antologie-isaac-asimov-nuova-edizione/
    Per quanto riguarda le antologie robotiche, invece, è stato recentemente ripubblicato “Io, robot” su Oscar Absolute: https://www.oscarmondadori.it/libri/io-robot-isaac-asimov/
    Stay robotic!

  13. Silver Apple

    La Fondazione ce l’ho in un po’ di edizioni diverse, i vecchi Oscar con le nebulose in copertina di quando c’era Asimov e basta, alcuni presi in libreria ai tempi altri nell’usato in vari periodi, un Urania e un volume Oscar Fantastica nuovo. “Io Robot” ce l’ho nella versione “Urania Collezione” con le alette ed in copertima il robot bianco simile a quello del video di Bjork. A me non dispiace che si stia rendendo nuovamente reperibile in maniera organica Asimov, con questi – moderatamente rispetto agli ebook a cui però continuo a preferirli- comodi, eleganti ed economici volumi figli del consumo compulsivo seriale moderno. Col ciclo dei robot ci sarebbe disponibile per la prima volta tutta insieme l’intera cronologia asimoviana, per quanto farlocca e fatta a posteriori (comunque a me importa poco, di recente ho scoperto che la mia mania riguardo a cicli e saghe ha un nome: binge reading.)
    Il lettering bianco retrofuturista della scritta As-im-ov è bellissimo e da un’identità riconoscibile a tutto il progetto editoriale, più di una scritta normale su una copertina bella. la plastica sopra la mettevano negli anni settanta. La Einaudi. Sono belli proprio come oggetti.

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