Michael Swanwick

maggio 1st, 2014 by Moderatore

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È il celebre autore di Domani
il mondo cambierà, ma Ossa della Terra è un libro indimenticabile

Americano, nato nel 1950, Swanwick ha cominciato a pubblicare racconti nel 1980. La sua narrativa breve è raccolta a tutt’oggi in numerosi volumi: Gravity Angels del 1991, cui sono seguiti A Geography of Unknown Lands (1997), Moon Dogs (2000) e Tales of Old Earth (2001). In Italia se ne sono avute traduzioni in “Millemondi” Mondadori, nell’antologia Cyberpunk dell’Editrice Nord, ecc.

Tra i romanzi, a parte il fantasy The Iron Dragon’s Daughter del 1993, gli altri sono ricchi di riflessioni morali sul presente e il futuro prossimo, e hanno meritato attenzione e considerazione sia da parte della frangia cyberpunk che dei critici interessati a una rinascita della sf “umanistica”, come è stata definita per differenziarla dal filone tecnologico.

Il suo primo romanzo, In the Drift (1985), è ambientato in un mondo alternativo in cui l’esplosione nucleare di Three Miles Island è avvenuta realmente. Nel 1987 esce Vacuum Flowers (L’intrigo Wetware, Editrice Nord): all’apparenza una storia di viaggi nel sistema solare, in realtà una meticolosa descrizione del regime economico che vige nella Fascia degli asteroidi (una spietata plutocrazia commerciale), fino al desolato ritratto di una Terra dominata dalle intelligenze artificiali e totalmente spersonalizzata, visto che è possibile acquistare una nuova individualità sotto forma di microchip e diventare in un batter d’occhio un’altra persona.

Nel romanzo del 1991 Griffin Egg, uscito direttamente in Inghilterra (in italiano L’uovo di grifone, nell’ant. L’universo Cyber 2, Editrice Nord), Swanwick affina la sua capacità di analizzare il futuro a molti livelli: la vicenda è ambientata sulla Luna, sullo sfondo di una civiltà terrestre prossima all’autodistruzione e con lo spettro di una probabile diaspora negli aridi mondi del sistema solare.
Forse il romanzo più importante degli anni Novanta è tuttavia Stations of the Tide, uscito in Italia in due versioni: quella su rivista della “Isaac Asimov’s Science Fiction Magazine” edita da Phoenix (con il titolo Stazioni delle maree) e quella in volume apparsa proprio su “Urania” con il titolo

Domani il mondo cambierà (n. 1236). Vincitore del premio Nebula, il romanzo si svolge su un pianeta distante molti anni luce dalla Terra, in un’epoca in cui l’umanità si è ormai stabilita fra le stelle. La grandiosa tecnologia che ormai permette all’uomo di imbrigliare le forze fondamentali dell’universo qui non è mai arrivata, e non è un caso. Il pianeta è tenuto in isolamento artificiale, una specie di “quarantena” tecnologica che potrà essere interrotta solo con un gesto prometeico. Il romanzo è la storia di questo cambiamento epocale, che corre di pari passo con le modificazioni fisiche del pianeta, grandi sconvolgimenti promessi dalle sue insolite caratteristiche climatiche.

Tra le opere successive segnaliamo Jack Faust (1997, un retelling del mito faustiano), Being Gardner Dozois (2001, un’intervista letteraria lunga ben 243 pagine con Gardner Dozois, a proposito della sua narrativa breve), e The Postmodern Archipelago: Essays on SF and Fantasy (1997), una raccolta di testi critici sulle ultime evoluzioni della “speculative fiction”. Ossa della Terra (Bones of the Earth, 2002) è un romanzo basato sul racconto vincitore del premio Hugo “Scherzo con il tirannosauro” (contenuto in italiano nell’antologia I premi Hugo 1999-2001, Editrice Nord). È stato definito “Un romanzo appassionante come Jurassic Park ma molto più intelligente”. Per noi e per i nostri lettori, ci auguriamo, è un ritorno molto gradito.

G.L.

Posted in Antigravità

One Response

  1. Antonino Fazio

    Ottimo articolo! :-)

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