L’Operativo

aprile 23rd, 2015

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Chi è l’Operativo?

L’Operativo sbuca dagli ultimi recessi della prima Guerra Fredda, per affrontare la seconda, in pieno corso. Non è anziano, ma ha un’età che gli ha permesso di esordire nel periodo immediatamente a ridosso della caduta del Muro. Sperimentandosi in qualità di ragazzo di bottega nel sottobosco delle covert operations. Di fatto, sembra tagliato apposta per il mondo frammentato dei nuovi conflitti, mai decifrabili fino in fondo. La sua identità non è segreta, bensì mimetica. Non deve mostrare una personalità troppo marcata che lascerebbe all’opposizione tracce per individuarlo, quale che sia, di volta in volta. Un autentico professionista del settore, infatti, si guarderebbe bene dall’assumere una fisionomia ben definita agli occhi del nemico. Viene in mente l’adagio di Dusko Popov, la spia britannica di origini jugoslave che durante la seconda guerra mondiale s’infiltrò nell’Abwehr dell’Ammiraglio Canaris: «Dubito che un Bond in carne ed ossa sarebbe sopravvissuto più di quarantotto ore come agente dello spionaggio». Popov, con la sua passione del gioco d’azzardo, delle auto veloci e delle belle donne aveva contribuito con altre figure a ispirare il personaggio di 007 quando Ian Fleming decise di mettersi a scrivere. Pure, nella vita reale, un agente segreto è sempre insospettabile.operativo

L’Operativo sa dunque mimetizzarsi, malgrado nel fisico abbia risorse non proprio comuni. Al suo primo apparire, in Sandblast, del 2008, viene descritto così: «Ancora dal lato giusto dei quaranta, snello, alto e rossic­cio, con un profilo dal taglio perfetto che qualsiasi donna avrebbe preferito a quello del marito. Le sue ampie spalle pare­vano fatte per reggere il peso del mondo». Successivamente si raperà a zero e ne emergerà una certa somiglianza con Jason Statham, che sarebbe l’ideale per incarnarlo sul grande schermo, se si considerano i protagonisti di solito interpretati dall’attore inglese. Perché, nonostante l’Operativo assuma nuove generalità per ogni missione, questo non cancella i tratti indispensabili del carattere di chi ha scelto di combattere nell’ombra. L’intelligenza, innanzi tutto, le capacità analitiche, una cultura nutrita di esperienze, luoghi e persone di ogni latitudine, e l’etica brutale del guerriero: si uccide solo per necessità, per sopravvivenza o per caso.

Gli ascendenti dell’Operativo non sono letterari, quanto piuttosto mediatici. La sua presenza narrativa scaturisce dal bisogno di approfondire la geopolitica del presente, confusa dai media, funzionali all’economia e ai centri di potere. Il Grande Gioco di Kipling si è spostato dalle frontiere reali a quelle finanziarie. Il sangue che scorre sui teatri delle nuove battaglie, scoperte o occulte, serve agli interessi dei potentati.

Esemplare Sandblast, dove si tratta di impedire il fallimento di un trattato di pace tra israeliani e palestinesi, che nuocerebbe ai maneggi di una multinazionale. Anche nel romanzo successivo, Sturmvogel, il tentativo di destabilizzare la Cina mediante un piano elaborato con l’ausilio dell’algebra ha risvolti fortemente legati al denaro. Ancora di più Targeting, dove una coppia di fratelli mina l’andamento dei mercati eliminando i migliori cervelli occidentali, puntando a creare un super-rublo fortissimo. E qui s’innesca il problema della seconda Guerra Fredda. La crisi ucraina e lo stillicidio di incidenti aerei sul fianco est della NATO sono la riprova del fatto che la Russia vive male la perdita dell’impero sovietico. D’altro canto, l’Europa e gli Stati Uniti compiono mosse ambigue e spesso deliberatamente provocatorie. Dimentichi o incuranti del ruolo costruttivo che Mosca potrebbe avere nella lotta a un terrorismo diffuso e capillare che colpisce nel cuore delle città, si vedano Parigi, Bruxelles, Copenhagen e Istanbul, per citare gli episodi più recenti.

Watchdog

Questo porta a Watchdog, finora l’intreccio più estenuante per l’Operativo. Dal secondo romanzo, Sturmvogel, la serie acquisisce una maggiore densità con l’entrata in scena di Carlton Slocombe, un funzionario di età avanzata che dirige la Divisione G, dove la G sta per “geopolitica”. La nuova sezione di riferimento per l’Operativo ha competenze molto ampie, garantite dall’autonomia. Slocombe, per il quale ricorre il termine “grigiore”, è il mentore dell’Operativo. Gli fornisce direttive, dati, rivelazioni. Per giunta, lo affianca e persino lo precede sul campo. La squadra, da Targeting, si è arricchita di Jessica Thorney, soprannominata Thor, come il personaggio a fumetti, per la sua prestanza fisica. Non è una virago, tutt’altro, però non serve a far virare i romanzi sul registro del sesso. A quello ci pensa Yelena Levenkova, ex accompagnatrice ucraina, amante di un ceceno che l’Operativo ha ucciso nella missione di Sturmvogel.

Watchdog mette assieme questo microuniverso spionistico per la caccia a un traffico internazionale di merce più preziosa dell’oro e della droga, che permette di influire sull’andamento delle prossime guerre. Lo si scoprirà solo nell’ultimo capitolo.

 

Enzo Verrengia

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Giallolatino 2015

aprile 17th, 2015

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giallolatinoGiallolatino organizza, in collaborazione con Segretissimo Mondadori, un premio letterario per il miglior racconto di spy story, action e combact.

Regolamento

1) Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei

2) Le opere devono essere scritte in lingua italiana

3) Le opere devono essere inedite, ovvero non devono mai essere state pubblicate, neppure sul web

4) La lunghezza massima delle opere partecipanti deve essere di 20 cartelle dattiloscritte. Ogni cartella va intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2000 battute

5) Ogni autore può partecipare con quanti elaborati desidera, senza alcuna limitazione

6) I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno, al seguente indirizzo:

 

Agenzia Ego

Strada Monti Lepini, 14

04100 Latina

Entro e non oltre il 30 giugno 2015

7) All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si può trovare nelle ultime pagine di Segretissimo in edicola. Per ogni racconto partecipante occorre inserire nella busta un tagliando in originale

8)Ogni racconto deve riportare in calce tutti i dati dell’autore: nome, cognome, residenza, recapito telefonico, indirizzo e-mail

9) Gli elaborati non saranno restituiti

10) Una pregiuria esaminerà i racconti partecipanti. I cinque finalisti saranno resi noti online e con comunicazione ai partecipanti

11) La supergiuria finale, composta da Gian Luca Campagna, direttore di Giallolatino, Franco Forte, Direttore Editoriale di Segretissimo e dagli scrittori Stefano Di Marino e Andrea Carlo Cappi, stabilirà il vincitore assoluto

12) Il racconto vincitore sarà premiato durante la IX edizione di Giallolatino, che si terrà a Latina sabato 26 settembre 2015,alla presenza del Direttore Editoriale delle collane edicola Mondadori, Franco Forte, e poi pubblicato su un volume di Segretissimo in edicola nei mesi successivi

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio ai seguenti recapiti:

sito: www.giallolatino.com

mail: racconti@giallolatino.com

tel. 349.4333269

 

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Gèrard de Villiers – SAS: Dopo di me l’Apocalisse

aprile 4th, 2015

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Gèrard de Villiers – SAS: Dopo di me l’Apocalisse – N°3 – Aprile 2015

ApocalisseSAS

A bordo del DC-9, decollato da Washington e diretto a Kingston in Giamaica, il maggiore Lance aveva in custodia un campione di CX3, prodotto di sintesi ricavato dalla tossina botulinica. Davvero un colpo di genio, usare un aereo civile per un trasporto del genere… Ora l’arma batteriologica è nelle mani di pirati castristi, ma a Langley si sospetta che il mandante non sia il líder máximo dell’Avana. Per averne la certezza conviene mobilitare l’agente fuori quadro della CIA Malko Linge. Il quale, mentre sorvola l’Atlantico con destinazione Copenhagen sorseggiando una vodka, gli occhi incollati addosso a una seducente hostess, di sicuro non immagina che la sua vacanza scandinava sia finita prima di cominciare. Così come non sarà felice di sapere che la sua prossima missione consisterà nel recuperare il flacone rubato, contenente una polvere grigiastra che perfino in dosi minime basterebbe a desertificare gli Stati Uniti. È questa l’operazione Apocalisse concepita da un nemico senza volto. Impedirgli di metterla in atto sarà, come sempre, un incarico di tutto riposo per il Principe delle Spie.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore
di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!

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Richiesta arretrati

marzo 30th, 2015

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Gentili lettori e lettrici, in risposta alle richieste pervenute in questi giorni, pubblichiamo la mail e il numero di telefono di riferimento per la questione arretrati.

Potete farne richiesta dunque all’indirizzo: collez@mondadori.it    e a Call Center, al numero 045-8884400.

La redazione di Segretissimo

 

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Kevin Hochs – L’Operativo: Watchdog

marzo 29th, 2015

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Kevin Hochs – L’Operativo: Watchdog – N°1622  -Aprile 2015

Watchdog

Watchdog è il segreto dei segreti. Un comitato di tutela dell’ordine pubblico mondiale. Formato dai principali governi all’indomani dell’11 Settembre, si pone al di sopra di qualsiasi organismo istituzionale per raccogliere e condividere dati, all’insaputa dell’intelligence di ogni paese. E per agire con rapidità, scavalcando burocrati e catene di comando. Lo scopo è la prevenzione globale: mai più Twin Towers, mai più sorprese su vasta scala. Con un’inevitabile riserva: la possibilità del tradimento. Ora che i piani di Watchdog sono finiti in mani non autorizzate e qualcuno manovra per minare l’efficienza del sistema, l’organizzazione deve contrattaccare. Le sue armi perfette sono un uomo e una donna, non meno micidiali degli ordigni più sofisticati. Lui è l’Operativo, agente dalle molte identità impiegato per le missioni sul campo. Lei è Jessica Thorney, detta Thor, specialista in targeting. Insieme, sono un esercito.

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Gèrard de Villiers – SAS contro la CIA

marzo 5th, 2015

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Gèrard de Villiers – SAS contro la CIA – N°2 marzo 2015

SAS2

A Teheran c’è aria di complotto. I responsabili locali della CIA starebbero tramando per assassinare lo Shah e rimpiazzarlo con un fantoccio. L’operazione è così segreta che nemmeno il presidente degli Stati Uniti ne è stato informato, ma i sovietici, scoperta l’esistenza del piano, minacciano di considerarlo un atto di aggressione e di essere pronti a invadere l’Iran. Una storia talmente incredibile da meritare un approfondimento. Forse si tratta di una manovra di Mosca per minare la rete d’intelligence avversaria. O forse una scheggia fuori controllo dell’Agenzia sta realmente per scatenare l’irreparabile? Non è facile discernere verità e inganni nel Grande Gioco mediorientale, a meno di inviare sul terreno un agente in grado di farlo, con pochi giorni a disposizione e licenza di uccidere. Qualcuno ha detto Malko Linge? Indovinato. Nessuno meglio di lui saprà cavarsela nel paese delle Mille e Una Notte. Tra oscure macchinazioni e bellezze persiane, è lo scenario ideale per il Principe delle Spie.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore
di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!

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S. Gunn – Il Professionista: Il Cerchio Nero

febbraio 26th, 2015

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Stephen Gunn – Il Professionista: Il Cerchio Nero – N° 1621 – Marzo 2015

CerchioNero

Per Chance Renard la scelta è impossibile. Uccidere il suo amico Bruno Genovese o condannare la Bimba, insostituibile e amatissima compagna di avventure. Così il Professionista affronta la più drammatica delle sue missioni. Con furia e disperazione accetta la sfida, deciso a non cedere a nessun costo. Chi è la talpa nella Divisione sicurezza europea? Genovese lo sa, ma è sparito per seguire una pista di cui nessuno sospetta. E Chance deve ritrovarlo in fretta, prima che accada l’irreparabile. In un mondo sconvolto da una nuova e più insidiosa Guerra Fredda non ci si può fidare di nessuno. Tutti possono essere al soldo del progetto Loki, un’organizzazione di spie votata a riportare l’orologio indietro di trent’anni. Tra la Croazia, Vienna, Berlino, le spiagge di Corfù e i vicoli di Lubecca, città storica ma anche nido di micidiali assassini come il letale gruppo delle Addolorate, Chance chiama in campo la squadra al completo: il Gobbo,
Antonia, il Freddo e tutti gli altri. La soluzione è una sola. Scoprire la verità. Anche se la verità, letteralmente, uccide.

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Jack Morisco – Otherside

gennaio 30th, 2015

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Jack Morisco – Otherside – N° 1620 – febbraio 2015

Otherside

È bravo nel suo mestiere. Da quando ha lasciato il servizio si è costruito una solida reputazione. Negli ambienti lo considerano la miglior pistola in vendita del Sudest asiatico, nonostante la concorrenza si faccia ogni anno più numerosa e agguerrita. Quando lavora non pensa ad altro: che si tratti di uccidere con un fucile silenziato il mandante di un sequestro dalla finestra di un hotel a Jakarta, o di scortare un ricco commerciante in una zona dell’Indonesia brulicante di bande armate, è totalmente concentrato. Non permette a nessun pensiero di turbare la sua attenzione, sempre pronta a percepire un pericolo ancor prima che si manifesti. Ma un elemento estraneo si è insinuato a distruggere il suo raccoglimento. Una donna. La variabile più rischiosa per uno che ha alle spalle una vita di missioni in Somalia, Afghanistan, Birmania, e che adesso risponde a un funzionario dell’intelligence di Singapore noto come Banshee… L’ultima volta che ha provato qualcosa del genere, viveva ancora dall’altro lato della frontiera invisibile che separa il mondo normale dal suo. E quando si troverà a percorrere una linea di sangue che collega Oriente e Messico, questa potrebbe essere la sua rovina.

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Gèrard de Villiers – SAS a Istanbul

gennaio 28th, 2015

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Gèrard de Villiers – SAS a Istanbul – Segretissimo SAS -  N° 1 – febbraio 2015

SASIstanbulVenti di Guerra Fredda nelle acque del Bosforo. Ilsommergibile atomico Memphis è scomparso mentre era in manovra al largo della costa turca. Un altro sommergibile che incrociava nell’area, non identificato, è stato affondato dalla flotta americana. C’è lo zampino dei russi? Per scoprirlo, alla CIA serve un uomo in gamba da spedire sul posto. Il candidato ideale sembra essere un austriaco di origini nobiliari. Con lunghi anni di mestiere alle spalle, in azione sul campo si dimostra ogni volta efficace e spietato. Sa muoversi nei più pericolosi e complessi scenari operativi e non ha mai fallito una missione. Per giunta, non è ancora nata la donna capace di resistere ai suoi occhi giallo oro. Occhi da belva. E poi i soldi dell’ingaggio gli fanno sempre comodo: Sua Altezza Serenissima, SAS per gli amici a Langley, ne ha bisogno per rimettere in sesto il castello di famiglia, l’unica cosa in cui creda veramente. Malko Linge, insomma, ha tutti i requisiti, e anche qualcuno in più. Perché non è un agente segreto ordinario. È il Principe delle Spie.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore
di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!
All’interno, un racconto inedito del Professionista di Stephen Gunn:
“L’anello di fuoco”.

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Missione Successo: il Ritorno di SAS

gennaio 26th, 2015

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A FEBBRAIO IL RITORNO DI SAS, A PARTIRE DAL N°1!

 

SUA ALTEZZA SERENISSIMA:
MISSIONE SUCCESSO

di Stefano Di Marino

Torna Malko Linge, il Principe delle Spie, con la sua prima avventura. Dopo duecento romanzi dedicati a SAS, Sua Altezza Serenissima, Gérard de Villiers ci ha lasciati, ma Segretissimo non intende abbandonare le avventure del suo prodigioso personaggio, che ha incantato intere generazioni di appassionati della spy story. A partire da questo primo numero di SAS, ogni mese torneranno le avventure di Malko Linge, rigorosamente in ordine cronologico, per ripercorrere tutti insieme le gesta del Principe delle Spie. Un personaggio creato dalla penna di uno scrittore che il New York Times ha definito il più grande autore di spy story del mondo, e che ha venduto oltre 100 milioni di copie dei suoi romanzi.

Ma chi era in realtà Gérard de Villiers?

 Come sappiamo, i colpi migliori, nella pistola di un agente segreto, li mette sempre il suo autore. Almeno nel mondo della fantasia avventurosa che è così simile al nostro, eppure ha sempre colori più vivi, azioni più eroiche e pulsa a un ritmo più accelerato. Gérard de Villiers (1929-2013, giornalista, editore, autore), nella pistola ultrapiatta di Malko Linge, di proiettili d’oro ne ha infilati due, destinati a tiri perfetti in una carriera di oltre 200 volumi: l’aderenza alle cronache del suo tempo e il sesso. Trovare gli ingredienti giusti per un successo duraturo, anche per un autore di romans de gare come si scherniva lo stesso De Villiers, non è semplice. Anzi, più ci si cala in un genere popolare, più è facile cadere nella trappola del cliché, nella ripetizione del successo di altri. De Villiers arriva dopo Jean Bruce, Paul Kenny, Nick Carter ed Edward S. Aarons che, negli anni ’60, complice il successo cinematografico di James Bond 007, avevano riempito gli scaffali delle edicole e delle librerie tascabili, puntualmente proposti in Italia da Segretissimo. Nel 1964 Ian Fleming, epigono del genere spy story avventurosa con quattordici romanzi, nessuno dei quali inizialmente destinato agli “economici”, era morto. L’editore Plon chiamò per creare un nuovo eroe un giornalista che si era già fatto le ossa con un paio di romanzi noir a sfondo spionistico (Missione: Si-Siou e L’affare Zouzou, entrambi pubblicati da Mondadori) ma soprattutto con un saggio giornalistico sull’inarrestabile ascesa dello scià Reza Pahlavi e la questione petrolifera nella Guerra Fredda. Gérard de Villiers, appunto. La campagna di lancio tappezzò Parigi di manifesti sulla “spia dagli occhi d’oro”, principe austriaco privato di parte delle sue terre ai confini con la Cecoslovacchia che, per ricostruire il castello avito, si prestava come “agente nero” per la Central Intelligence Agency. Decine di altri simili eroi avevano già seguito quella strada, molti dimenticati. Gérard de Villiers sapeva che, per durare nel tempo, era necessario cogliere gli elementi forti del genere, ma al contempo apportare qualcosa di nuovo, di personale. Sin dalla prima missione (questo SAS a Istanbul che avete per le mani) il principe Malko Linge si distingue dai suoi colleghi. Certo, è un uomo di fascino (il titolo nobiliare, gli occhi d’oro, un fatalistico sprezzo per la vita, la declamata convinzione di essere un moderno samurai gli riempiranno il letto di donne…) ma la pistola la usa poco. La violenza, se necessaria, preferisce lasciarla a Chris Jones e Milton Brabeck, gorilla della CIA armati come una portaerei e con il cervello di un colibrì, o magari al maggiordomo turco Elko Krisantem. SAS, ovvero Sua Altezza Serenissima, è un uomo di testa più che d’azione. Meno marine e più diplomatico rispetto agli altri. Lavora per la CIA già da vent’anni, ha visto il passaggio tra l’OSS e la nuova agenzia di spionaggio americana ed è profondamente calato nel suo tempo. Non dà la caccia a supercriminali fissati con la conquista del mondo, ma agisce in contesti sempre ottimamente documentati, spesso suggerendo spiegazioni “fuori quadro”. Ecco la scintilla di vera originalità. Indaga sulle manovre segrete dei russi sul Bosforo, si trova invischiato nel mistero dell’omicidio di Kennedy, cerca l’oro del fiume Kwai. Malko Linge tesse una trama intricata tra fatti e personaggi molto vicina alla realtà dei servizi e lo fa da posizioni politiche chiaramente conservatrici e anticomuniste (che gli varranno l’antipatia della maggior parte dei noiristi francesi, arroccati su tutt’altra sponda), ma sempre con un certo distacco dalle posizioni americane. Là dove i suoi predecessori erano strumenti, a volte ingenui, di propaganda politica, SAS mantiene una prospettiva “europea”. Lavorare per gli americani non significa condividerne sempre le scelte. Spesso rischia anche la pelle per la volontà di restar fuori da missioni “sporche” della CIA, in Sud America, in Africa, nel Sudest asiatico. Ma è sempre eccezionalmente documentato, preciso nel corso di ogni missione. Certo, le sue sono storie ritmate, a loro modo surreali nel concitato inanellarsi di avvenimenti. 

De Villiers raccontava di aver incontrato Le Carré in Indocina nei tardi anni ’70. Entrambi si stavano documentando per un romanzo. L’onorevole scolaro non potrebbe essere più differente da Roulette cambogiana, eppure sono entrambe spy story che mostrano la ricerca sul campo dei loro autori. S’è creata negli anni la leggenda che De Villiers sia sempre riuscito ad anticipare la cronaca grazie a rapporti con “misteriosi personaggi” dell’intelligence francese. Lo sbarco a Grenada, la verità sull’abbattimento del volo delle linee KAL da parte della CIA, la cattura di Carlos lo Sciacallo e persino la verità su un delitto irrisolto entro le mura vaticane. Realtà o marketing? In molti articoli rilasciati su giornali americani e francesi si favoleggiano rapporti con i servizi francesi che, diciamolo, un po’ dentro le segrete cose internazionali ci sono sempre. Sembrerebbe avvalorare l’ipotesi di questi mai nominati informatori il fatto che in duecento avventure (che adesso la collana Segretissimo vuole riproporre al pubblico proprio a partire dal numero uno, in ordine strettamente cronologico) non una sola volta la Francia sia stata coinvolta. A Parigi SAS ci va solo per fare shopping con l’eterna fidanzata Alexandra. Forse, più realisticamente, si può dedurre che De Villiers è sempre stato un giornalista attentissimo, un inviato sul campo che leggeva e filtrava quello che appariva sulla stampa e che, a ben vedere, i suoi romanzi sono sempre usciti dopo qualche particolare evento internazionale. Con ricostruzioni fantasiose ma impeccabili. Dopotutto, i lettori di spy story hanno sempre cercato di identificare i loro autori preferiti con i personaggi. Fleming organizzava realmente reti di spionaggio, ma quando cercò di sbancare i tedeschi al casinò dell’Estoril, in Portogallo, ci rimise soldi suoi e gli fu impedito di tentare altre avventure. Si rifece con Casino Royale, che riproponeva la stessa vicenda in un’epoca posteriore e altri risultati. Lo stesso Jean Bruce (autore di OSS 117) aveva fama di frequentare i localacci che descriveva e, da spericolato qual era, morì schiantandosi con la sua Jaguar, nel 1963. Quindi De Villiers girava, s’informava, probabilmente conosceva gente brutta e pericolosa. E sicuramente donne fantastiche che gli ispirarono il secondo colpo vincente del suo personaggio. Il sesso, appunto, elemento immancabile di ogni spy story, ma nei suoi romanzi meno “formato famiglia” rispetto ai lavori dei colleghi. Negli anni ’90, quando De Villiers fondò la sua casa editrice in boulevard Haussmann, a Parigi, andai a trovarlo. Da appassionato lettore e giovane collega gli regalai il mio primo Segretissimo (Sopravvivere alla notte, 1992). Mi ricevette in una sede il cui foyer era dominato da un’enorme scultura che rappresentava un favoloso lato B femminile. Una parte per il tutto. E decisamente una carta vincente nei romanzi di SAS nei quali, dove gli altri sfumavano, De Villiers ci dava dentro. A tal punto da essere censurato non solo in Italia ma anche in Spagna e Germania. Di fatto il salto nell’hardcore avvenne nel 1980 con Duello a Barranquilla. Una scena lesbo descritta nei particolari, assente nella traduzione nostrana ma ben in evidenza nell’originale. Non fu un caso. De Villiers, attento alla politica quanto all’evoluzione del costume, colse per primo lo sdoganamento, in Francia, del cinema porno e inserì in ogni episodio dosi massicce di sesso descritto nei minimi dettagli. Performance alla Rocco Siffredi che riscossero subito il successo del pubblico. Tanto che anni dopo, in occasione di alcune ristampe, chiamarono me a reintegrare i brani tagliati nelle prime, pudiche edizioni. Curiosamente emerse una statistica. Ogni volume conteneva sette sequenze hardcore e mezza. Com’era quella mezza? Be’, come si dice nel mondo delle spie, se ve lo dicessi dovrei uccidervi. E poi, noblesse oblige, lascio a voi il piacere di scoprirlo leggendo le avventure di Sua Altezza Serenissima, a partire proprio da questo storico, magnifico numero uno.

E non dimenticate l’evento di questa estate, quando a luglio uscirà, in una edizione speciale che starà in edicola per due mesi, l’ultimo romanzo della serie di Malko Linge, il 200, l’unico ancora inedito nel nostro paese.

Cos’altro aggiungere? “Gérard de Villiers – Cinquant’anni di letteratura popolare”, unico esaustivo commento all’edizione per collezionisti di SAS a Istanbul uscita qualche mese fa in Francia.

 

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