S. Gunn – Il Professionista: Il Cerchio Nero

febbraio 26th, 2015

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Stephen Gunn – Il Professionista: Il Cerchio Nero – N° 1621 – Marzo 2015

CerchioNero

Per Chance Renard la scelta è impossibile. Uccidere il suo amico Bruno Genovese o condannare la Bimba, insostituibile e amatissima compagna di avventure. Così il Professionista affronta la più drammatica delle sue missioni. Con furia e disperazione accetta la sfida, deciso a non cedere a nessun costo. Chi è la talpa nella Divisione sicurezza europea? Genovese lo sa, ma è sparito per seguire una pista di cui nessuno sospetta. E Chance deve ritrovarlo in fretta, prima che accada l’irreparabile. In un mondo sconvolto da una nuova e più insidiosa Guerra Fredda non ci si può fidare di nessuno. Tutti possono essere al soldo del progetto Loki, un’organizzazione di spie votata a riportare l’orologio indietro di trent’anni. Tra la Croazia, Vienna, Berlino, le spiagge di Corfù e i vicoli di Lubecca, città storica ma anche nido di micidiali assassini come il letale gruppo delle Addolorate, Chance chiama in campo la squadra al completo: il Gobbo,
Antonia, il Freddo e tutti gli altri. La soluzione è una sola. Scoprire la verità. Anche se la verità, letteralmente, uccide.

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Jack Morisco – Otherside

gennaio 30th, 2015

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Jack Morisco – Otherside – N° 1620 – febbraio 2015

Otherside

È bravo nel suo mestiere. Da quando ha lasciato il servizio si è costruito una solida reputazione. Negli ambienti lo considerano la miglior pistola in vendita del Sudest asiatico, nonostante la concorrenza si faccia ogni anno più numerosa e agguerrita. Quando lavora non pensa ad altro: che si tratti di uccidere con un fucile silenziato il mandante di un sequestro dalla finestra di un hotel a Jakarta, o di scortare un ricco commerciante in una zona dell’Indonesia brulicante di bande armate, è totalmente concentrato. Non permette a nessun pensiero di turbare la sua attenzione, sempre pronta a percepire un pericolo ancor prima che si manifesti. Ma un elemento estraneo si è insinuato a distruggere il suo raccoglimento. Una donna. La variabile più rischiosa per uno che ha alle spalle una vita di missioni in Somalia, Afghanistan, Birmania, e che adesso risponde a un funzionario dell’intelligence di Singapore noto come Banshee… L’ultima volta che ha provato qualcosa del genere, viveva ancora dall’altro lato della frontiera invisibile che separa il mondo normale dal suo. E quando si troverà a percorrere una linea di sangue che collega Oriente e Messico, questa potrebbe essere la sua rovina.

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Gèrard de Villiers – SAS a Istanbul

gennaio 28th, 2015

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Gèrard de Villiers – SAS a Istanbul – Segretissimo SAS -  N° 1 – febbraio 2015

SASIstanbulVenti di Guerra Fredda nelle acque del Bosforo. Ilsommergibile atomico Memphis è scomparso mentre era in manovra al largo della costa turca. Un altro sommergibile che incrociava nell’area, non identificato, è stato affondato dalla flotta americana. C’è lo zampino dei russi? Per scoprirlo, alla CIA serve un uomo in gamba da spedire sul posto. Il candidato ideale sembra essere un austriaco di origini nobiliari. Con lunghi anni di mestiere alle spalle, in azione sul campo si dimostra ogni volta efficace e spietato. Sa muoversi nei più pericolosi e complessi scenari operativi e non ha mai fallito una missione. Per giunta, non è ancora nata la donna capace di resistere ai suoi occhi giallo oro. Occhi da belva. E poi i soldi dell’ingaggio gli fanno sempre comodo: Sua Altezza Serenissima, SAS per gli amici a Langley, ne ha bisogno per rimettere in sesto il castello di famiglia, l’unica cosa in cui creda veramente. Malko Linge, insomma, ha tutti i requisiti, e anche qualcuno in più. Perché non è un agente segreto ordinario. È il Principe delle Spie.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore
di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!
All’interno, un racconto inedito del Professionista di Stephen Gunn:
“L’anello di fuoco”.

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Missione Successo: il Ritorno di SAS

gennaio 26th, 2015

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A FEBBRAIO IL RITORNO DI SAS, A PARTIRE DAL N°1!

 

SUA ALTEZZA SERENISSIMA:
MISSIONE SUCCESSO

di Stefano Di Marino

Torna Malko Linge, il Principe delle Spie, con la sua prima avventura. Dopo duecento romanzi dedicati a SAS, Sua Altezza Serenissima, Gérard de Villiers ci ha lasciati, ma Segretissimo non intende abbandonare le avventure del suo prodigioso personaggio, che ha incantato intere generazioni di appassionati della spy story. A partire da questo primo numero di SAS, ogni mese torneranno le avventure di Malko Linge, rigorosamente in ordine cronologico, per ripercorrere tutti insieme le gesta del Principe delle Spie. Un personaggio creato dalla penna di uno scrittore che il New York Times ha definito il più grande autore di spy story del mondo, e che ha venduto oltre 100 milioni di copie dei suoi romanzi.

Ma chi era in realtà Gérard de Villiers?

 Come sappiamo, i colpi migliori, nella pistola di un agente segreto, li mette sempre il suo autore. Almeno nel mondo della fantasia avventurosa che è così simile al nostro, eppure ha sempre colori più vivi, azioni più eroiche e pulsa a un ritmo più accelerato. Gérard de Villiers (1929-2013, giornalista, editore, autore), nella pistola ultrapiatta di Malko Linge, di proiettili d’oro ne ha infilati due, destinati a tiri perfetti in una carriera di oltre 200 volumi: l’aderenza alle cronache del suo tempo e il sesso. Trovare gli ingredienti giusti per un successo duraturo, anche per un autore di romans de gare come si scherniva lo stesso De Villiers, non è semplice. Anzi, più ci si cala in un genere popolare, più è facile cadere nella trappola del cliché, nella ripetizione del successo di altri. De Villiers arriva dopo Jean Bruce, Paul Kenny, Nick Carter ed Edward S. Aarons che, negli anni ’60, complice il successo cinematografico di James Bond 007, avevano riempito gli scaffali delle edicole e delle librerie tascabili, puntualmente proposti in Italia da Segretissimo. Nel 1964 Ian Fleming, epigono del genere spy story avventurosa con quattordici romanzi, nessuno dei quali inizialmente destinato agli “economici”, era morto. L’editore Plon chiamò per creare un nuovo eroe un giornalista che si era già fatto le ossa con un paio di romanzi noir a sfondo spionistico (Missione: Si-Siou e L’affare Zouzou, entrambi pubblicati da Mondadori) ma soprattutto con un saggio giornalistico sull’inarrestabile ascesa dello scià Reza Pahlavi e la questione petrolifera nella Guerra Fredda. Gérard de Villiers, appunto. La campagna di lancio tappezzò Parigi di manifesti sulla “spia dagli occhi d’oro”, principe austriaco privato di parte delle sue terre ai confini con la Cecoslovacchia che, per ricostruire il castello avito, si prestava come “agente nero” per la Central Intelligence Agency. Decine di altri simili eroi avevano già seguito quella strada, molti dimenticati. Gérard de Villiers sapeva che, per durare nel tempo, era necessario cogliere gli elementi forti del genere, ma al contempo apportare qualcosa di nuovo, di personale. Sin dalla prima missione (questo SAS a Istanbul che avete per le mani) il principe Malko Linge si distingue dai suoi colleghi. Certo, è un uomo di fascino (il titolo nobiliare, gli occhi d’oro, un fatalistico sprezzo per la vita, la declamata convinzione di essere un moderno samurai gli riempiranno il letto di donne…) ma la pistola la usa poco. La violenza, se necessaria, preferisce lasciarla a Chris Jones e Milton Brabeck, gorilla della CIA armati come una portaerei e con il cervello di un colibrì, o magari al maggiordomo turco Elko Krisantem. SAS, ovvero Sua Altezza Serenissima, è un uomo di testa più che d’azione. Meno marine e più diplomatico rispetto agli altri. Lavora per la CIA già da vent’anni, ha visto il passaggio tra l’OSS e la nuova agenzia di spionaggio americana ed è profondamente calato nel suo tempo. Non dà la caccia a supercriminali fissati con la conquista del mondo, ma agisce in contesti sempre ottimamente documentati, spesso suggerendo spiegazioni “fuori quadro”. Ecco la scintilla di vera originalità. Indaga sulle manovre segrete dei russi sul Bosforo, si trova invischiato nel mistero dell’omicidio di Kennedy, cerca l’oro del fiume Kwai. Malko Linge tesse una trama intricata tra fatti e personaggi molto vicina alla realtà dei servizi e lo fa da posizioni politiche chiaramente conservatrici e anticomuniste (che gli varranno l’antipatia della maggior parte dei noiristi francesi, arroccati su tutt’altra sponda), ma sempre con un certo distacco dalle posizioni americane. Là dove i suoi predecessori erano strumenti, a volte ingenui, di propaganda politica, SAS mantiene una prospettiva “europea”. Lavorare per gli americani non significa condividerne sempre le scelte. Spesso rischia anche la pelle per la volontà di restar fuori da missioni “sporche” della CIA, in Sud America, in Africa, nel Sudest asiatico. Ma è sempre eccezionalmente documentato, preciso nel corso di ogni missione. Certo, le sue sono storie ritmate, a loro modo surreali nel concitato inanellarsi di avvenimenti. 

De Villiers raccontava di aver incontrato Le Carré in Indocina nei tardi anni ’70. Entrambi si stavano documentando per un romanzo. L’onorevole scolaro non potrebbe essere più differente da Roulette cambogiana, eppure sono entrambe spy story che mostrano la ricerca sul campo dei loro autori. S’è creata negli anni la leggenda che De Villiers sia sempre riuscito ad anticipare la cronaca grazie a rapporti con “misteriosi personaggi” dell’intelligence francese. Lo sbarco a Grenada, la verità sull’abbattimento del volo delle linee KAL da parte della CIA, la cattura di Carlos lo Sciacallo e persino la verità su un delitto irrisolto entro le mura vaticane. Realtà o marketing? In molti articoli rilasciati su giornali americani e francesi si favoleggiano rapporti con i servizi francesi che, diciamolo, un po’ dentro le segrete cose internazionali ci sono sempre. Sembrerebbe avvalorare l’ipotesi di questi mai nominati informatori il fatto che in duecento avventure (che adesso la collana Segretissimo vuole riproporre al pubblico proprio a partire dal numero uno, in ordine strettamente cronologico) non una sola volta la Francia sia stata coinvolta. A Parigi SAS ci va solo per fare shopping con l’eterna fidanzata Alexandra. Forse, più realisticamente, si può dedurre che De Villiers è sempre stato un giornalista attentissimo, un inviato sul campo che leggeva e filtrava quello che appariva sulla stampa e che, a ben vedere, i suoi romanzi sono sempre usciti dopo qualche particolare evento internazionale. Con ricostruzioni fantasiose ma impeccabili. Dopotutto, i lettori di spy story hanno sempre cercato di identificare i loro autori preferiti con i personaggi. Fleming organizzava realmente reti di spionaggio, ma quando cercò di sbancare i tedeschi al casinò dell’Estoril, in Portogallo, ci rimise soldi suoi e gli fu impedito di tentare altre avventure. Si rifece con Casino Royale, che riproponeva la stessa vicenda in un’epoca posteriore e altri risultati. Lo stesso Jean Bruce (autore di OSS 117) aveva fama di frequentare i localacci che descriveva e, da spericolato qual era, morì schiantandosi con la sua Jaguar, nel 1963. Quindi De Villiers girava, s’informava, probabilmente conosceva gente brutta e pericolosa. E sicuramente donne fantastiche che gli ispirarono il secondo colpo vincente del suo personaggio. Il sesso, appunto, elemento immancabile di ogni spy story, ma nei suoi romanzi meno “formato famiglia” rispetto ai lavori dei colleghi. Negli anni ’90, quando De Villiers fondò la sua casa editrice in boulevard Haussmann, a Parigi, andai a trovarlo. Da appassionato lettore e giovane collega gli regalai il mio primo Segretissimo (Sopravvivere alla notte, 1992). Mi ricevette in una sede il cui foyer era dominato da un’enorme scultura che rappresentava un favoloso lato B femminile. Una parte per il tutto. E decisamente una carta vincente nei romanzi di SAS nei quali, dove gli altri sfumavano, De Villiers ci dava dentro. A tal punto da essere censurato non solo in Italia ma anche in Spagna e Germania. Di fatto il salto nell’hardcore avvenne nel 1980 con Duello a Barranquilla. Una scena lesbo descritta nei particolari, assente nella traduzione nostrana ma ben in evidenza nell’originale. Non fu un caso. De Villiers, attento alla politica quanto all’evoluzione del costume, colse per primo lo sdoganamento, in Francia, del cinema porno e inserì in ogni episodio dosi massicce di sesso descritto nei minimi dettagli. Performance alla Rocco Siffredi che riscossero subito il successo del pubblico. Tanto che anni dopo, in occasione di alcune ristampe, chiamarono me a reintegrare i brani tagliati nelle prime, pudiche edizioni. Curiosamente emerse una statistica. Ogni volume conteneva sette sequenze hardcore e mezza. Com’era quella mezza? Be’, come si dice nel mondo delle spie, se ve lo dicessi dovrei uccidervi. E poi, noblesse oblige, lascio a voi il piacere di scoprirlo leggendo le avventure di Sua Altezza Serenissima, a partire proprio da questo storico, magnifico numero uno.

E non dimenticate l’evento di questa estate, quando a luglio uscirà, in una edizione speciale che starà in edicola per due mesi, l’ultimo romanzo della serie di Malko Linge, il 200, l’unico ancora inedito nel nostro paese.

Cos’altro aggiungere? “Gérard de Villiers – Cinquant’anni di letteratura popolare”, unico esaustivo commento all’edizione per collezionisti di SAS a Istanbul uscita qualche mese fa in Francia.

 

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S. Gunn -Il Professionista Story: Operazione Tempesta – Marea Rossa

dicembre 28th, 2014

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S. Gunn  -Il Professionista Story: Operazione Tempesta – Marea Rossa – N° 9

ProfspecAvventura, azione, spionaggio, esotismo ed erotismo. Chance Renard, il Professionista. Agente di ventura, impegnato in ogni angolo delmondo in missioni impossibili contro nemici sempre più feroci, sempre più letali. Al suo fianco donne troppo belle e troppo pericolose. E una sola regola: nessuna regola. Ecco, a cadenza quadrimestrale, tutte le avventure del Professionista, a partire dalle origini e con romanzi inediti scritti appositamente per colmare le lacune nella storia di una vera leggenda di Segretissimo.

OPERAZIONE TEMPESTA

Il Professionista di fronte a un doppio incarico. Infiltrarsi a un’asta per terroristi in un castello delle isole Orcadi, e la difficile alleanza tra l’MI6 inglese e l’SVR russo. Meno male che ci sono le affascinanti Abigail e Tatiana a dargli manforte in una missione che dal Regno Unito lo porterà in Marocco e nelle sconfinate distese selvagge della Namibia, dove si nasconde un vecchio ma feroce avversario.

MAREA ROSSA

È di Chance Renard il cadavere dell’informatore assassinato dalla mafia russa a Tirana? O si tratta solo della pedina di una folle partita giocata sullo scacchiere internazionale? Mentre misteriose Maree Rosse infestano gli oceani di tutto il mondo evocando lo spettro di una catastrofe ecologica di dimensioni apocalittiche, torna alla luce un doloroso passato che il Professionista non è preparato ad affrontare.

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Secondo Signoroni – Costa: La maschera di Mida

dicembre 28th, 2014

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Secondo Signoroni – Costa: La maschera di Mida – N°1619 – gennaio 2015

Sgnorinimida

Notte di fuoco in un locale esclusivo di Milano. Bilancio: un uomo sequestrato e una donna freddata da un commando di killer nigeriani. Lui, un esperto informatico dal passato tutt’altro che cristallino, lei una dirigente della famigerata agenzia Stonehenge, crocevia di poteri occulti e trame illegali sotto l’ombrello protettivo di una totale immunità. Quando poi l’ostaggio viene ritrovato cadavere, decapitato e privo della mano destra, e quello che invece non si trova più è il suo computer zeppo di segreti che qualcuno voleva a ogni costo, si delinea una pista da seguire. Che porterà il luogotenente Dario Costa, del Reparto investigativo dell’Arma, fino a Port Harcourt, nella zona del Delta del Niger, sulle tracce della feroce organizzazione criminale dei Vultures. Laggiù, in una terra stritolata dagli affari sporchi di speculatori senza scrupoli, dove una potente holding opera nel trattamento di sostanze chimiche e radioattive, toccherà a lui scoprire chi si cela sotto la maschera di re Mida.

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Gèrard de Villiers – SAS: Operazione Kabul – parte II

dicembre 3rd, 2014

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Gèrard de Villiers – SAS: Operazione Kabul – parte II – N°84 – dicembre 2014

SASKAbul2

L’attentato contro Hamid Karzai è fallito. È passata appena un’ora e la reazione del presidente afghano al tradimento degli americani non si farà attendere. La sua rabbia si scatenerà innanzitutto
contro l’agente incaricato della missione. E Malko Linge sa bene di avere i minuti contati, per provare a cavarsela ancora una volta. Deve subito lasciare l’hotel, il primo posto dove i mastini dell’intelligence locale verranno a cercarlo. Per andare dove? Non può ottenere protezione dai suoi sponsor, perché significherebbe coinvolgere la CIA e il governo degli Stati Uniti nell’operazione. La sua unica amica è la pistola che tiene alla caviglia. Qualcosa si inventerà, mentre vaga mescolandosi alla folla per le vie di Kabul. L’aeroporto è off limits, e gran parte delle strade che portano fuori dalla capitale lo condurrebbero dritto fra le braccia amorevoli dei talebani. Peraltro, finire in mano agli sgherri di Karzai gli garantirebbe al massimo una morte pietosa dopo le torture. Niente male, come alternativa. Non che al Principe delle Spie dispiaccia l’idea della morte, anzi… purché non si tratti della sua.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!

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Brett Battles – Quinn: il Ripulitore

novembre 28th, 2014

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Brett Battles – Quinn: Il ripulitore – N°1618 – dicembre 2014

SegretissimoQuinnJonathan Quinn è un agente freelance al servizio di un ente governativ segreto denominato l’Ufficio. Professione: ripulitore. Si occupa di far sparire cadaveri e ogni segno di violenza dalla scena di un’operazione. Un’attività di contorno, per così dire, niente di troppo cruento. È uno che arriva a cose fatte per qualche intervento cosmetico. Corre ugualmente dei rischi, ma non tali da disturbare i suoi sonni. Finché una missione di routine non prende una piega pericolosa. Il suo incarico è semplice, all’apparenza: stabilire se l’incendio costato la vita a un certo Taggert sia stato accidentale o doloso. Ma quando si rende conto che l’uomo è stato ucciso e inizia a porsi delle domande, un sicario tenta di fare fuori anche lui. Simultaneamente vengono attaccati i suoi referenti dell’Ufficio. Altro che routine. Qualcuno vuole distruggere l’organizzazione. Meglio scomparire e attivarsi per scoprire chi ha dato l’ordine. Sempre che Quinn sopravviva abbastanza per riuscirci.

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Speciale Skorpia: Dossier Garudan

novembre 11th, 2014

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GARUDAN- DOSSIER

di Stephen Gunn, dossier illustrato da Simone Ziliani, foto di Stephen Gunn

L’isola di Garudan è una città-st00ato situata tra il golfo del Siam e il mar Cinese Meridionale. Si trova quindi tra l’Indocina e le Filippine e richiude dentro di sé elementi culturali e ambientali provenienti da diverse culture. Come già è avvenuto nella migliore narrativa d’avventura è un luogo inventato, una metafora per avvicinare elementi esistenti e fare da set per una serie di avventure nelle quali il Professionista agisce un po’ fuori dalla continuity abituale, sembra persino più giovane. Vi troverà amici e alleati nuovi. In pratica una mini saga all’interno della serie basata sull’avventura esotica più sfrenata.

Garudan deve il suo nome al dio Garuda, mezzo uomo e mezzo uccello della mitologia indonesiana.

È un’isola delle dimensioni della Lombardia e presenta una fascia costiera rigogliosa e sviluppata per il turismo nella sezione occidentale, tre grandi città delle quali Garuda City è la principale e più moderna, una cinquantina di villaggi all’interno e una zona montuosa che ospita uno dei più grandi ghiacciai dell’Asia a ridosso dell’equatore. Oltre a questa si segnalano Olong, roccaforte del generale Batang che contende il potere al presidente, situata a nord e Noduda-kai, un’enclave nella zona sud orientale, costruita intorno alle antiche tenute di sir James Braden primo sovrano dell’isola, e oggi trasformata in un moderno resort dedicato al gioco d’azzardo gestito dalla Yakuza.

Tra il 1700 e il 1960 il Garudan era parte del vasto impero britannico, nato prima come roccaforte contro i pirati, in seguito come punto di scambio sotto il diretto controllo della Compagnia delle indie orientali. Dopo la rivolta dei siphay nel 1857 divenne parte del Raj, il protettorato inglese che ne affidò il potere a un governatore, sir James Braden, un avventuriero che era stato pirata e mercante di oppio lui stesso e aveva stretti legami con la società dei commerci orientali olandesi, con i sultani degli emirati e le triadi cinesi. Braden sposò anche una principessa russa. Dalla sua storia avventurosa e violenta nascono molte delle caratteristiche del Garudan moderno, in particolare la convivenza di varie elementi culturali e religiosi che la caratterizza.

Nel 1960 il Garudan diventa una città stato completamente indipendente anche se legata ai suoi partner occidentali e orientali. Durante la guerra fredda è rimasta territorio neutrale grazie al presidente-dittatore Wa Kin Ho che ha dominato con pugno di ferro la scena politica per quaranta anni. In questo periodo il Garudan è rimasto un luogo di delicato equilibrio politico tra i vari blocchi. Dal 1962 una comunità di monaci tibetani vi ha trovato rifugio erigendo un monastero lamaista sulle pendici del gh1iacciaio Himabalu nella zona più impervia dell’isola.

Dal 2001 il nuovo presidente Li Kin Ho, figlio del defunto Wa, ha assunto il potere. Pur trafficando con tutti i suoi vicini, il Garudan vive in uno stato di quasi totale autonomia.

Vediamo ora l’isola zona per zona.

Garudan City si trova sulla costa sud occidentale dell’isola. Circondata da due grandi spiagge disseminate di resort e grandi alberghi che attirano una gran numero di turisti. La zona esterna sui due lati è prettamente residenziale e ospita la cosiddetta zona rosa (denominata così a causa del colore dei muri di cinta di molte ville fortificate). Poi abbiamo la città vera e propria che è divisa per quartieri. Ospita due milioni e mezzo di abitanti e tutte le rappresentanze etniche, politiche e criminali dell’isola. È anche il principale scenario delle avventure che vi si svolgono.

Al centro c’è il palazzo presidenziale che si trova nell’antica dimora di Braden mentre la sede della Compagnia delle Indie è diventato la centrale della polizia che è divisa in tre sezioni. Controllo Politico, Special Duty Unit e Dipartimento di Polizia Locale. I magazzini della Compagnia invece ospitano The Wall, il carcere durissimo della città stato. Tutto questo complesso è all’interno di una cinta di mura ottocentesche e posto su una collina. La polizia e le carceri hanno anche diverse dislocazioni segrete nell’isola. L’esercito formato da mercenari gurkha è dislocato invece nella seconda città del paese Olong, di cui parleremo in seguito.

 

L’aeroporto internazionale d4i Garuda si trova a cinque chilometri dalla capitale unito da una superstrada in una zona circondata da campi di coltivazione di riso.

Oltre le mura c’è il modernissimo distretto commerciale che circonda la zona del potere come un anello di grattacieli, alberghi di lusso, cinema, centri commerciali. In questo settore sono anche dislocate la principale chiesa anglicana St. Maddalena, la moschea Alaqsa edue templi indù. il tempio di Tin Hau, la dea del mare, frequentato dalla comunità cinese invece si trova nello spicchio orientale della città al centro del quartiere cinese.

Al di fuori della cerchia moderna la città è appunto divisa in ‘spicchi’ che ospitano varie comunità differenti tra loro ma non tonalmente isolate. Verso il porto, che si sviluppa verso il mare come quello di Amsterdam e Singapore, infatti c’è il Grand Market Seafood, una zona dove tutti i gruppi etnici della città si ritrovano mescolati ed è un vero dedalo di capannoni, gallerie e sotterranei.

 

La comunità cinese è dominata dalla triade del Loto Bianco una delle prime società segrete cinesi legate al Kuomintang di Taiwan e ad alcuni gruppi di Fochow. In questa comunità densamente abitata dove si trovano le principali officine di 6contraffazione, magazzini tessili, e laboratori di falsificazione del denaro opera anche un piccola squadra della a Sezione 8 di Bruno Genovese. Un gruppo a parte nella malavita cinese guidato da Linda Hang, una nana che governa con pugno di ferro soprattutto il traffico di arte rubata e possiede vie di ingresso e uscita dall’isola ignoti a tutti.

Il ‘Capo della Collina ‘ del Loto Bianco è Hai Fat Wu che vive in una residenza fortificata poco fuori della città ma dirige i suoi affari attraverso una finanziaria nel distretto commerciale. È un uomo anziano e legato alle tradizioni. I suoi figli Michael e Leiko Wu sono stati educati in America e, benché spietatissimi, dirigono la triade come un gruppo industriale occidentale. La loro principale attività è il traffico d’armi e di yabaa, metanfetamina prodotta in laboratori nascosti nella città e in tutta l’isola. Controllano anche uno dei principali sindacati portuali della parte asiatica di Garudan.

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I loro principali avversari sono i giapponesi della Yakuza del gruppo Kokuryukai (il Drago nero) e gli Yak, un gruppo di malavitosi russo-vietnamita comandato dal colonnello Ivan Thrang, un sanguemisto arrivato a Garudan dopo la caduta di Saigon.7

Gli Yak occupano un grande palazzo un po’ fatiscente circondato da officine meccaniche nel quartiere vietnamita indonesiano. Controllano i locali notturni, lo spaccio di droghe tradizionali e altri traffici. Thrang vive all’ultimo piano del SEXODROME, un gigantesco locale supermercato del sesso nella zona del vizio e della città. Controlla gran parte della malavita del sudest asiatico arrivata a Garuda City. Con le triadi si scontra regolarmente.

Gli Yakuza sono sotto il diretto controllo del clan Nosaka del quale il capo è il vecchio patriarca Naburo che vive in una villa poco fuori il terzo centro metropolitano, il resort di Nobuda-kai sulla costa orientale in una zona piuttosto decentrata, isolata e impervia. Ovviamente la Yakuza ha centri e filiali un po’ dappertutto. Si occupa principalmente di smercio di sha9bu, una droga8 simile al crack, di rapimenti, film pornografici e traffico di diamanti. Spesso si occupa di protezione di personalità residenti sull’isola. In questo è in diretto contrasto con gli Yak che spesso vivono di rapimenti e pirateria. A Nobuda-kai , però, l’attività principale è il gioco d’azzardo in ogni sua forma. Vedremo in un successivo episodio in lavorazione (L’oro di Skorpia) questa parte del paese e le sue caratteristiche uniche.

Ovviamente il gruppo criminale più potente del Garudan è quello del presidente Li Ho Kin che soprattutto si serve delle tre banche della polizia per dominare incontrastato e prendere tangenti da tutti i gruppi presenti sull’isola. I suoi diretti sottufficiali cono il colonnello Mendoza del Control Politico, un ex torturatore peruviano arrivato con una piccola comunità stabilitasi nello spiccio ‘farang’ della città quello abitato da varie etnie occidentali e sudamericane. Poi c’è la coppia (non sempre in accordo) formata dal capitano Luke Jorge della Special Duty Unit e da Kono Kalawa, una hawaiana che lo assiste nelle operazioni speciali e più violente e infine il commissario capo Yp Dan del GPD che si incarica di tenere l’ordine e taglieggiare nelle strade. Questi tre nuclei fedelissimi al presidente lo garantiscono anche da eventuali tentativi di golpe dei suoi ministri che, seppur scelti con accuratezza posso sempre farsi tentare dalla corruzione.

L’esercito stazionato in tutta l’isola ha il suo centro nevralgico a Olong ed è guidato dal generale Batang che dirige un nucleo di malavitosi tutto suo che il presidente tollera ma guarda con sospetto. Batang è un vecchio compagno del primo presidente con cui ha combattuto i ribelli comunisti e i pirati. In realtà aspetta solo l’occasione propizia per un colpo di stato. Il suo esercito è composto per la maggior parte di mercenari gurkha provenienti dal Nepal che gli sono fedelissimi.

La comunità dei monaci lamaisti vive in isolamento sulle pendici del ghiacciaio ma tramite il suo capo spirituale, il Daka Lama mantiene rapporti segreti con la triade del Loto Bianco alla quale permette di ospitare attività clandestine fuori dai controlli della polizia presso alcune lamasserie minori.

Ma queste sono solo alcune delle caratteristiche di Garudan che si pone come uno scenario variegato nel quale tutti gli appassionati di avventure esotiche troveranno soddisfazione.

 

 

 

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Gèrard de Villiers – SAS: Operazione Kabul

novembre 3rd, 2014

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Gèrard de Villiers – SAS: Operazione Kabul – Novembre 2014 – N° 83

SasKabul2014

Riunione segreta in un hotel a Doha, nel Qatar. Due dei convitati, provenienti da Dallas con un volo privato, rappresentano la CIA e la Casa Bianca. Il terzo è un delegato del mullah Omar,
capo dei talebani. Sul tavolo della trattativa ci sono il disimpegno degli americani dall’Afghanistan e il futuro ruolo dei combattenti islamici. Accordo a portata di mano, se non fosse che l’assenso dei talebani ha un prezzo. Altissimo. Una condizione che il governo USA non ammetterà mai di aver accettato. Ecco perché c’è bisogno di un uomo privo di legami ufficiali, un agente nero in grado di condurre in proprio un’operazione clandestina a Kabul. E Malko Linge, convocato d’urgenza a Washington, quasi non crede alle sue orecchie quando lo informano della nuova missione. Nella sua lunga e onorata carriera il Principe delle Spie ha eseguito eliminazioni mirate da far concorrenza ai droni, ma assassinare il presidente  in carica di uno Stato sovrano… Eppure l’ordine è chiaro e indiscutibile: vogliono la testa di Karzai.
L’autore incoronato dal “New York Times” come il più grande scrittore di spy story del mondo, con oltre 100 milioni di copie vendute!
All’interno, il racconto “Programma Minerva” di Claudio Sergio Costa, vincitore del premio GialloLatino 2014.

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