Anne Perry, di Andrea Franco
Nel 2010, su richiesta dell’allora direttore editoriale Sergio Altieri, insieme a un gruppo di penne note al Giallo Mondadori, scrivemmo degli articoli finiti in appendice ai romanzi della collana. Questo mese esce un nuovo romanzo di Anne Perry e ricordo come, quasi dieci anni fa, grazie a questa bella iniziativa, ebbi l’occasione di approfondire uno dei “misteri” più interessanti della narrativa gialla. È il 29 agosto 1954 quando due ragazzine vengono accusate per l’omicidio di Honora Parker Rieper. Le giovani assassine rispondono ai nomi di Juliet Marion Hulme e Pauline Parker Rieper (figlia della vittima). Le due vivono un’adolescenza al confine con la realtà, fantasticando storie in un “quarto mondo” di loro invenzione. Un delitto incredibile, ai limiti, oltre i limiti della follia.
Una storia che fa il giro del mondo e che nel 1971 diventa addirittura un film: Mais ne nous délivrez pas du mal, una produzione francese, per la regia di Joël Séria, che in Italia è arrivato, senza clamori, con il titolo “E non liberarci dal male”. La storia di Juliet e Pauline continua, le due ragazze vivono ormai separate e lontane, ma nel 1979 c’è un nuovo sviluppo. Esce infatti il romanzo The Cater Street Hangman (in Italia “Il boia di Cater Street”), della scrittrice Anne Perry. Chi conosce la storia della Perry probabilmente conosce già i retroscena. Siamo infatti nel 1959 quando Juliet Hulme ha finito di scontare la sua pena e si trasferisce in Scozia, presso Portmahomack, dalla madre. E dal nuovo compagno di lei: Walter Andrew Bowman Perry. Juliet diventa Anne e Anne prende il cognome del patrigno: Anne Perry. La storia rimane segreta ancora per molti anni, il tempo per girare un nuovo film (“Creature del cielo”, orig. Heavenly Creatures, per la regia di Peter Jackson, 1994), poi il giornalista del Sunday Times, Lin Ferguson decide di andare a fondo e il collegamento viene a galla. Juliet Hulme, la giovane assassina di Honora Parker, ora è Anne Perry, una delle scrittrici più famose al mondo.
L’articolo completo, con tutti i retroscena della vicenda, uscì in appendice al volume “Un delitto di troppo”, di Edwin Lahnam, I Classici del Giallo 1247, ma è stato ripubblicato anche su Sherlock Magazine, a questo link: https://www.sherlockmagazine.it/4563/delitto-nel-quarto-mondo-1954-l-omicidio-di-honora-parker
Questo mese in edicola, Anne Perry, “L’infamia di Lancaster Gate”.
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Posted in Editoriale, I Classici del Giallo, Le collane del Giallo
luglio 22nd, 2019 at 20:22
Vicenda umana altamente drammatica, quella di Anne Perry, riscattata dalla conversione della scrittrice alla fede mormone. In alcuni dei suoi romanzi (ricordo ad esempio “Il carico d’avorio “) emerge una sorta di pietas cristiana nei confronti di alcuni protagonisti. Non a caso poi la scrittrice di gialli vittoriani ha varato una serie di romanzi brevi intitolata Cristmas,giunta al quindicesimo titolo e ancora inedita in Italia,con i personaggi,anche minori,che l’hanno resa celebre
luglio 25th, 2019 at 10:46
Mi permetto di segnalare anche un altro film su Anne Perry, nettamente superiore a quello del 1971 e cioè “Creature del cielo” del 1994. Il film del 1971 si limita ad analizzare l’aspetto processuale della vicenda mentre quello del 1994 analizza anche l’aspetto psicologico della storia delle due ragazze ed inoltre riporta i fatti in modo fedele. Quindi vi consiglio vivamente di recuperare il film del 1994