Caccia al mostro (1291)

Febbraio 2nd, 2012

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Il caso: tre donne uccise e orribilmente mutilate. La scena dei crimini: Bloodstone, cittadina ai piedi dei monti Adirondacks. Il dottor Ferrara, psichiatra: è sua la teoria che all’origine dei delitti ci sia la personalità multipla di uno schizofrenico. Daniel Smith, tenente della polizia di Stato; l’agente Keller, poliziotto locale; Jack Cross, giornalista; Steven Hook, ex attore alcolizzato: quattro uomini che per diversi motivi vogliono smascherare l’assassino. Valerie Broome, inviata dell’”Insight Magazine”, importante pubblicazione a diffusione nazionale: sul posto per raccontare in un articolo la spaventosa vicenda, ha un legame antico con Bloodstone, perché ci è nata.

Manca qualcuno?
Sì, lo Squartatore.

Ma se il dottor Ferrara ha ragione, potrebbe essere uno di loro.

Bill Pronzini (1943), italoamericano, ha curato antologie di racconti dei generi letterari più svariati e pubblicato romanzi gialli anche sotto diversi pseudonimi. Ha vinto numerosi premi nell’arco di una carriera molto prolifica, tuttora in corso.

Barry N. Malzberg (1939), statunitense, deve la sua fama principalmente alla produzione fantascientifica, ma è autore ed editore dalla multiforme attività. In coppia con altri scrittori, ha firmato romanzi e curato riviste e antologie.

All’interno, l’articolo “Una caccia molto speciale” di Mauro Boncompagni


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Popolarita': 4%

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Cinque giorni d’incubo (1290)

Febbraio 2nd, 2012

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1. Lloyd Johnson rientra a casa dopo una giornata di lavoro come consulente finanziario e non trova più Ellen, sua moglie.

2. Trova in compenso un messaggio infilato nella macchina per scrivere, ma non è stata lei a lasciarglielo.

3. Legge una folle richiesta di riscatto, da cui apprende che sua moglie è nelle mani di un sequestratore.

4. Deve procurarsi 25.000 dollari se gli preme salvare Ellen, la cui sorte altrimenti è segnata.

5. Ha solo 5 giorni di tempo per riuscirci.

Il numero 5 gioca un ruolo preoccupante in questa storia, e Lloyd Johnson ha diverse valide ragioni per essere molto preoccupato. Per l’esattezza, ha 5 ottime ragioni per pensare che questi saranno i 5
giorni più lunghi della sua vita.

Fredric Brown è nato a Cincinnati nel 1906. Considerato uno dei più geniali autori di poliziesco e fantascienza, dopo aver svolto molti mestieri dal 1947 si è dedicato a tempo pieno alla letteratura. Tra le sue opere si ricordano Un caso su mille e Tutto in una notte. Brown è scomparso nel 1972.

All’interno, il racconto “Le brave persone” di Manuela Costantini.

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Popolarita': 5%

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L’uomo che doveva morire (3050)

Febbraio 2nd, 2012

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Un paziente appena dimesso dall’ospedale è stato ucciso, e si mormora di fantasmi nella sua stanza. E c’è un uomo che sguscia a quattro zampe nei corridoi, qualcuno giura di averlo visto, ma non ha senso… Ce l’hanno forse le due telefonate contraddittorie arrivate alla polizia da una casa misteriosa? Bisogna andare a verificare, sperando di uscirne vivi. Così come bisogna proteggere uno scienziato sotto minaccia di morte, forse al centro di un intrigo internazionale. E mentre la paura infesta un albergo deserto in terra di Francia, battuto dal mistral, un uomo viene strangolato con una corda di violino nell’ascensore di un palazzo di Chicago. Sono i casi oscuri che Sarah Keate e Mel Standish, due infermiere di mezza età, due donne pragmatiche e armate d’intuito, si trovano ad affrontare completamente sole. Sei racconti ricchi di suspense per questo primo volume di un’antologia, Dead Yesterday and Other Stories, che riunisce i capolavori di un’icona del mystery.

All’interno, il racconto “Sotto la pelle di Partenope” di Emilio Daniele.

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Popolarita': 3%

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Il prezzo dei soldi (3049)

Febbraio 2nd, 2012

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John March, investigatore privato, è perplesso. Nina, la donna che vorrebbe incaricarlo di ritrovare l’ex marito, scomparso nel nulla, non è mossa da affetto o da pietà. No, ha soltanto bisogno che lui continui a pagarle gli alimenti. È una questione di soldi, ha un figlio da mantenere. Semplice e chiaro. Domanda di routine: l’uomo aveva qualche buona ragione per voler sparire, oppure dei nemici che potrebbero avergli fatto del male? Risposta: un analista finanziario d’assalto come lui ha un’infinità di nemici, quindi tutto è possibile. Non è una che abbia peli sulla lingua, questa Nina. Ok, affare fatto, è comunque lavoro. E tuttavia, quando lei e la sua convivente si esibiscono in un bacio appassionato, John March è sempre più perplesso. Non è certo un bacchettone, ma questa storia puzza lontano un miglio. E il suo naso sbaglia di rado.

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Popolarita': 3%

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Premio Giallo Mensa

Gennaio 18th, 2012

Mensa Italia organizza, in collaborazione con Il Giallo Mondadori, un premio letterario per il miglior racconto giallo, d’enigma e di indagine.

Regolamento

1) Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei

2) Le opere devono essere scritte in lingua italiana

3) Le opere devono essere inedite, ovvero non devono mai essere state pubblicate, neppure sul web

4) La lunghezza massima delle opere partecipanti deve essere di 20 cartelle dattiloscritte. Ogni cartella va intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2000 battute

5) Ogni autore può partecipare con quanti elaborati desidera, senza alcuna limitazione

6) I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno, al seguente indirizzo:

 Mensa Italia

 c/o Presidente
Alberta Sestito
Via Ascanio Fenizi 71
00149 Roma

Entro e non oltre il 30 aprile 2012

7) All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si può trovare nelle ultime pagine di Il Giallo Mondadori in edicola. Per ogni racconto partecipante occorre inserire nella busta un tagliando in originale

8)Ogni racconto deve riportare in calce tutti i dati dell’autore: nome, cognome, residenza, recapito telefonico, indirizzo e-mail

9) Gli elaborati non saranno restituiti

10) Una pregiuria esaminerà i racconti partecipanti. I dieci finalisti saranno resi noti online e con comunicazione ai partecipanti

11) La supergiuria finale, composta da Alessandra Buccheri, Responsabile Pubblicazioni del Mensa Italia, e da Franco Forte, Direttore Editoriale del Giallo Mondadori, stabilirà il vincitore assoluto

12) Il racconto vincitore sarà premiato durante il Meeting Annuale del Mensa Italia, che si terrà in luogo e data da definire, alla presenza del Direttore Editoriale delle collane edicola Mondadori, Franco Forte; in seguito sarà pubblicato su uno dei volumi in edicola nel mese di novembre 2012 della collana Il Giallo Mondadori

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio ai seguenti recapiti:

mail: giallomensa@mensa.it

cell. 349.4492178

Popolarita': 13%

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Dissertando di camere chiuse

Gennaio 12th, 2012

Torna puntuale, l’appuntamento con “La camera chiusa” la nostra rubrica dedicata al mistery nella quale, questo mese, Piero De Palma ci parla di “The hollow man” dell’impareggiabile John Dickson Carr.

Buona lettura!

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Possibili origini della Locked-Room Lecture in “The Hollow Man”, di John Dickson Carr

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Assumendo come punto di riferimento la Locked-Room Lecture in “The Hollow Man” di Carr, dobbiamo rilevare come una prima dissertazione sulle Camere Chiuse risalga purtuttavia a quasi quarantaquattro anni prima.

Infatti Israel Zangwill nel capitolo IV del suo The Big Bow Mystery (1892), elenca tutta una serie di possibili eventualità atte a spiegare una Camera Chiusa:

“Tra i molti prodotti della fantasia, c’erano non poche soluzioni degne di rilevanza, che però fallirono miseramente, come razzi al posto di stelle cadenti. Una di queste era che, nell’oscurità della nebbia, l’assassino era salito alla finestra della camera da letto, dal marciapiede, per mezzo di una scala. Poi, con un diamante, aveva tagliato via uno dei vetri, riuscendo così ad entrare. Nell’andarsene, aveva rimesso a posto il vetro (o un altro che si era portato dietro), ragione per cui la serratura del­la porta non era stata scassinata. Quando fu ribat­tuto che i vetri erano troppo piccoli, un terzo letto­re rispose che il fatto era irrilevante, perché sareb­be bastato infilare una mano per aprire la finestra, per poi ripetere l’operazione prima di andarsene. Questo edificio di vetro fu fatto crollare da un ve­traio: scrisse che era impossibile fissare un vetro da una parte sola dell’intelaiatura, perché sarebbe ca­duto non appena fosse stato toccato e, in ogni caso, lo stucco umido non sarebbe sfuggito all’investiga­tore. Si avanzò anche l’ipotesi che fosse stato tolto e rimesso un pannello della porta e alla fine al nu­mero 11 di Glover Street era stato attribuito un nu­mero infinito di botole e porte scorrevoli, neanche si fosse trattato di un castello medievale. Un’altra di queste teorie ingegnose sosteneva che l’assassino era rimasto nella stanza per tutto il tempo in cui c’era stata la polizia… nascosto nel guardaroba. Oppure che si era messo dietro la porta quando Grodman l’aveva sfondata e che non era stato no­tato nella confusione generale e perciò era riuscito a fuggire, con l’arma del delitto, nel momento in cui l’ex investigatore e la signora Drabdump stava­no esaminando la chiusura della finestra.

A sostegno non mancavano spiegazioni scientifi­che che facevano capire come l’assassino avesse sprangato e chiuso a chiave la porta dietro di sé. Sarebbero state usate delle potenti calamite fuori della porta per girare la chiave e rimettere la spran­ga all’interno. La fantasia della gente fu popolata da assassini con potenti calamite. Unico difetto di tale ingegnosa ipotesi: l’impossibilità. Un fisiologo tirò in ballo i prestigiatori che inghiottono spade (a causa di una particolare anatomia della gola) e dis­se che forse il defunto aveva inghiottito l’arma do­po essersi tagliato la gola. Questo, però, era troppo da inghiottire persino per il pubblico.

Riguardo al­l’ipotesi che il suicidio fosse stato attuato con un ra­soio o soltanto con la sua lama, o anche con un pez­zo di ferro, che poi era affondato nella ferita, non potè essere accettata neanche per un momento…

Tuttavia, forse, il più brillante di questi lampi di genio fu la lettera scherzosa, ma probabilmente non del tutto, che apparve sul Pell Mell Press:

…Egregio signore, vi ricorderete che quando gli assassini del caso Whitechapel sconvolsero l’opinione pubblica, avevo suggerito che l’as­sassino era il coroner della zona. Fui ignora­to. Il coroner in questione è ancora in libertà. E così l’assassino di Whitechapel. Forse tale coincidenza porterà le autorità a prestarmi più attenzione, questa volta. Il problema sem­brerebbe il seguente. Arthur Constant non può essersi tagliato la gola e non può essersela fatta tagliare da qualcun altro. Ma poiché una di queste circostanze si è verificata, tutto ciò è assolutamente assurdo. E, trattandosi di as­surdità, sono giustificato a non crederci. Giacché tale ovvia assurdità è stata messa in circolazione soprattutto dalla signora Drab-dump e dal signor Grodman, mi sento auto­rizzato a non credergli.

Per farla breve, signo­re, cosa ci garantisce che tutta la storia non sia soltanto frutto di fantasia, inventata dalle due persone che per prime hanno trovato il cor­po? Quali prove abbiamo che non siano state proprio loro ad aver sfondato la porta e rotto le serrature e le spranghe e a richiudere tutte le finestre prima di chiamare la polizia? …L’ipotesi del nostro scrittore non è poi così originale come lui la ritiene. Non ha lui, in fondo, guardato con gli occhiali di coloro che continuarono ad insistere che l’assassino di Whitechapel non era altri che il poliziotto che aveva scoperto il corpo? Qualcuno trova sem­pre il corpo, se si trova.

Redattore capo P.M.P.

(Israel Zangwill, The Big Bow Mystery, “Il Grande Mistero di Bow”, traduz. Leda Armstrong, I Classici del Giallo Mondadori, N.606 del 1990, pagg.48-51).

Come si vede, si può parlare già di una dissertazione, anche se impropria, che comprende varie ipotesi, anche se non si può ancora parlare di conferenza: la conferenza ha infatti un che di cattedratico, e perciò tende a dare sistematicità e organicità alle proprie ragioni. Qui invece la materia è ancora affrontata in maniera ingenua e informale, senza alcun tentativo di classificarla. Tanto più che, se vi sia la volontà di enumerare una serie di possibilità, essa è propria di Zangwill, e la si capta attraverso la lettura delle pagine indicate; non esiste invece alcuna dichiarazione circa l’enumerazione delle possibilità di commettere l’omicidio in una Camera Chiusa, che possa corrispondere in effetti alla volontà di creare una conferenza, né tantomeno viene creata nell’opera una possibilità sostanziale che ciò avvenga, mediante un personaggio del romanzo che, come farà Carr con il Dottor Fell di quarantaquattro anni dopo, illustri una conferenza a ciò dedicata. Nonostante ciò, vengono già gettate delle basi che saranno utilizzate di lì a venire. Quello che poi voglio far notare è che proprio qui, per la prima volta,e non in Le mystère de la chambre jaune di Gaston Leroux (1907), viene introdotta la possibilità che anche un poliziotto possa essere l’omicida.

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Premio letterario Grado Giallo 2012

Gennaio 6th, 2012

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Il Comune di Grado, organizzatore del Festival letterario Grado Giallo, istituisce, in collaborazione con Il Giallo Mondadori, un premio letterario per il miglior racconto giallo, thriller e noir e stabilisce le seguenti modalità di partecipazione:

1) Il premio è aperto a tutti i cittadini italiani ed europei

2) Le opere devono essere scritte in lingua italiana

3) Le opere devono essere inedite, ovvero non devono mai essere state pubblicate, neppure sul web

4) La lunghezza massima delle opere partecipanti deve essere di 20 cartelle

dattiloscritte. Ogni cartella va intesa di 35 righe e 55 battute, per un massimo di 2000 battute

5) Ogni autore può partecipare con quanti elaborati desidera, senza alcuna limitazione

6) I racconti devono essere inviati in busta chiusa e in 5 copie ciascuno, al seguente

indirizzo:

PREMIO GRADO GIALLO

c/o Biblioteca civica - Via Orseolo II n.22 - 34073 GRADO (GORIZIA) entro e non oltre il 31 marzo 2012

Contemporaneamente una copia, in formato pdf, andrà inviata al seguente indirizzo di posta elettronica: cultura@comunegrado.it

7) All’interno della busta con i racconti, i concorrenti devono inserire, ritagliato in originale, il Certificato di Partecipazione (CdP), che si può trovare nelle ultime pagine di ‘Il Giallo Mondadori’ in edicola. Per ogni racconto partecipante occorre  inserire nella busta un tagliando in originale

8 ) Ogni racconto deve riportare in calce tutti i dati dell’autore: nome, cognome, residenza, recapito telefonico, indirizzo e-mail

9) Gli elaborati non saranno restituiti

10) Una pregiuria composta da soggetti individuati dalla Mondadori esaminerà i racconti partecipanti. I cinque finalisti saranno resi noti online e con comunicazione ai partecipanti

11) La giuria finale, composta da Elvio Guagnini (Università degli Studi di Triestecoordinatore Comitato scientifico Grado Giallo), Veit Heinichen (editore ed autore) e da Franco Forte (Direttore Editoriale del Giallo Mondadori) presidente della giuria, stabilirà il vincitore assoluto

12) Il racconto vincitore sarà premiato dal Sindaco di Grado durante la 5^ edizione di Grado Giallo, che si terrà a Grado (GO) dal 5 al 7 ottobre 2012, alla presenza del Direttore Editoriale delle collane per l’edicola Mondadori e contemporaneamente pubblicato su uno dei volumi in edicola nel mese di ottobre della collana Il Giallo  Mondadori

Per ulteriori informazioni contattare la segreteria del Premio ai seguenti recapiti:

mail: cultura@comunegrado.it

tel. 0431.898269 o 0431.82630

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La morte tutta d’un fiato (1289)

Dicembre 31st, 2011

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Non sarebbe successo, senza quell’acquazzone improvviso. L’investigatore Mac Duff non si sarebbe fermato con la sua auto davanti a quella casa, una domenica sera, se non si fosse scatenato un vero nubifragio. Chiuso nell’abitacolo come dentro un acquario alla rovescia, non avrebbe notato l’uomo che lo fissava, in cerca d’aiuto. E non avrebbe mai saputo che nella casa una bambina aveva urgente bisogno di cure e una donna era appena morta. Avvelenata. Nulla di tutto ciò sarebbe accaduto. Senza quell’acquazzone improvviso, in una tranquilla domenica d’estate, il male che abitava tra quelle mura non sarebbe mai venuto alla luce.

Charlotte Armstrong è nata nel 1905 a Vulcan, nel Michigan, e ha frequentato la University of Wisconsin e il Barnard College di New York. Dopo essersi dedicata a diversi mestieri e aver scritto per il teatro - due suoi lavori sono approdati a Broadway - ha pubblicato il suo primo romanzo giallo, Lay On, Mac Duff!, nel 1942. A questo brillante esordio sono seguiti numerosi altri mystery e sceneggiature cinematografiche e televisive. Nel 1957, con A Dram of Poison, ha vinto il premio Edgar. È scomparsa nel 1969.

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Popolarita': 34%

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Cerco me stesso (1288)

Dicembre 31st, 2011

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Metti di salire un giorno in macchina, di dare un passaggio a un autostoppista e… basta. Metti poi di aprire gli occhi e di ritrovarti in un letto che non è il tuo. Vedi un braccio ingessato, una gamba: sì, sono la tua gamba e il tuo braccio. Dunque hai avuto un incidente? E metti che al tuo capezzale ci sia una donna che continua a ripeterti: “Sono tua madre, Gordy, non mi riconosci?”. E poi ecco tua sorella, e tua moglie. Ma tu no, proprio non le riconosci. Sei smarrito, la tua mente è vuota, però quel nome, quel posto ti suonano strani. Soprattutto quelle tre donne che ti stanno intorno con tanta premura: sembrano avvoltoi in attesa. Di cosa, non sei sicuro di volerlo scoprire.

Patrick Quentin è lo pseudonimo di Richard W. Webb e Hugh C. Wheeler, due scrittori inglesi emigrati in America negli anni Trenta e divenuti ben presto tra gli autori più celebri del giallo, grazie a romanzi caratterizzati da trame ingegnose e finali a sorpresa. Tra i loro personaggi più noti si ricordano il regista teatrale Peter Duluth, il dottor Westlake e il tenente Trant. Webb e Wheeler hanno usato anche lo pseudonimo di Jonathan Stagge.

All’interno, l’articolo “Tanz in fiamme” di Massimo Pietroselli.

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Popolarita': 31%

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L’eterna lotta (3048)

Dicembre 31st, 2011

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Virginio Lo Russo, a capo del commissariato di Roma Trevi, è un uomo tormentato. Colpa di un caso ancora irrisolto, la misteriosa scomparsa di una coppia di studenti le cui tracce si perdono nei pressi della celebre Fontana. E colpa del male incurabile che gli ha portato via sua moglie, un dolore che non dà pace. Non lo aiuta di certo vivere in una città che sente estranea, incomprensibile, sfuggente. Finché durante le ricerche dei due ragazzi qualcosa d’inatteso riemerge da un passato terribile: una vecchia divisa delle SS che sconvolge ogni ipotesi precedente. Chi si cela davvero dietro il sequestro? Esiste una Roma occulta che trama nell’ombra? Il commissario Lo Russo dovrà farsene una ragione: i guai per lui sono appena cominciati.

All’interno, il racconto “Spiegazioni” di Nicoletta Sipos.

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Popolarita': 39%

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