Sergio Altieri scrive ai lettori

Marzo 2nd, 2010

Care Lettrici, Gentili Lettori:
 
Come sempre, un cordiale saluto e un sentito ringrazamento per la vostra consistente partecipazione a GialloBlog.
 
Anzitutto, le mie personali felicitazioni a Maurizio Costanzo per la sua nomina alla Direzione Responsabile de Il Giallo Mondadori. La sua profonda passione per il mystery e la sua ampia professionalita’ non potrano che essere validi contributi a questa prestigiosa testata.
 
Come avrete visto, molti sono stati i commenti al messaggio di presentazione a firma Maurizio Costanzo che abbiamo postato ieri. Per contro, alcuni di questi commenti sono risultati del tutto non inerenti sia alla testata in generale che alle scelte editoriali in particolare. Questi commenti sono stati cancellati d’ufficio. Per il futuro, commenti simili verranno parimenti cancellati d’ufficio.
 
Ogni singolo lettore e ogni singolo utente web ha pieno diritto alle proprie opinioni, cosi’ come ha pieno diritto a esprimerle. Nelle sedi appropriate. GialloBlog, parte integrante del sito Mondadori Editore, si occupa di letteratura gialla — Autori, opere, collane, tendenze — mentre non si occupa di altro.

In ultimo, vorrei ringraziare Dario Geraci per il lavoro che continua a svolgere sul sito del Giallo Mondadori.
 
Molto cordialmente,
Sergio Altieri
Editor

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Maurizio Costanzo scrive ai lettori del Giallo Mondadori

Marzo 1st, 2010

In questi giorni sono diventato direttore responsabile dei Gialli Mondadori che è una vera e propria icona nel mondo della letteratura gialla.

Questa nomina che mi ha fatto ovviamente molto piacere, mi porta a dover spiegare come è accaduto. Ebbene le cose stanno così: non sono un appassionato di letteratura gialla comunque, ma ho da sempre coltivato la passione per Georges Simenon e per Rex Stout ovvero per gli autori di Maigret e di Nero Wolfe. Ho letto moltissimi altri gialli nella mia vita e mi sono anche appassionato a storie di azione rispetto a quelle psicologiche, però l’idea che il grande commissario Maigret o lo stanziale Nero Wolfe riuscissero, facendo lavorare l’intelligenza e l’esperienza, a risolvere storie assai intricate mi ha sempre appassionato.

Quando Alfonso Signorini, che dirige “Chi” e “Sorrisi e Canzoni TV” a maggio del 2009 mi ha chiesto se me la sentivo di scrivere  15 racconti gialli ambientati nel mondo della televisione, non ho esitato, intricato all’idea di poter fare una sorta di Nero Costanzo. Nei mesi durante i quali ho scritto questi gialli ho ripensato alle letture fatte, sono tornato ad acquistare e a rileggere i Gialli Mondadori e quando del tutto casualmente, mi è stata offerta questa direzione, sulle prime ho pensato che sbagliassero persona e poi ho accettato per più motivi.

Innanzitutto, per fare una attenta escursione nella letteratura gialla attuale, conoscere gli autori italiani di libri gialli nel convincimento che fra loro c’è sicuramente qualche “campione” e poi per misurarmi con una scommessa importante: portare alla lettura dei gialli Mondadori   quel pubblico più giovane, diciamo dai 40 anni in giù, che forse ha sempre avuto per anagrafe scarso rapporto con questo tipo di libri e che non ha trovato in televisione o nel cinema uno stimolo a questa particolare letteratura. C’è chi mi ha detto: i gialli proposti dalla cronaca sono talvolta superiori alla fantasia e leggere la trama di un romanzo può sembrare cosa meno importante.

Ho tempo per verificare se questo è vero o meno, ma ho anche tempo per verificare quali possibilità può offrire il giallo Mondadori nelle sue uscite settimanali (due collane con un libro ogni 15 giorni) ad una interattività con i lettori. L’interattività è la scommessa degli anni a venire e personalmente sono convinto che il telespettatore piuttosto che il lettore (di libro o di giornale) gradirebbe intervenire, esprimere una propria opinione, suggerire un passaggio della trama e non solo banalmente il nome dell’assassino. Penso anche che avendo occasione di conoscere gli autori italiani di  gialli, potrei capire se la loro fantasia si alimenta dalla realtà o se è solo fantasia.

Insomma questo e probabilmente altro oppure niente di questo e soltanto altro, per dirvi che con grande entusiasmo ho accettato l’incarico e mi accingo al lavoro alla ricerca di nuove emozioni. 

                                       

                                                                                                       Maurizio Costanzo

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Doppia morte (1241)

Marzo 1st, 2010

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Una bottiglia di latte aperta, un camino pieno di ceneri fredde, un mazzo di fiori freschi che dovrebbero essere appassiti e un mazzo di fiori appassiti che dovrebbero essere freschi. Margot Dalziel, giornalista forse troppo intraprendente, sembrerebbeaver fatto ritorno al proprio cottage. Invece né l’amico Paul Hardwicke né il nipote Roderick hanno la minima idea di dove sia finita. Fuga? Rapimento? O delitto? Finché, quando un primo cadavere viene ritrovato, l’ispettore Creed della polizia locale comincia a sospettare che nemmeno ilcadavere di Margot sia troppo lontano…

Elizabeth Ferrars è nata nel 1907 a Rangoon, in Birmania, da genitori britannici. Trasferitasi in Inghilterra, dal 1940 comincia a dedicarsi al mystery. Autrice di più di settanta romanzi, nel 1981 ha vinto il Red Herring Award. Considerata una temibile rivale della Christie, è scomparsa nel 1995.

All’interno, l’articolo “Il segreto di Ross Macdonald” di Massimo Pietroselli.

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Omicidio di gala (1240)

Marzo 1st, 2010

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Esiste davvero un momento buono per comunicare alla propria moglie che ci si è innamorati di un’altra donna e che si vuole il divorzio? E se la propria moglie è la bella, ricca e potente Connie Corliss? Forse no, ma George Hadley, perdutamenteinnamorato della segretaria, decide che il momento buono sarà dopo il matrimonio della nipote Ala che nel frattempo, però, si è infatuata del giovane pittore canadese Don Saxby. Ma Don viene assassinato nel suo appartamento e per l’intera famiglia Hadley si aprono armadi zeppi di scheletri…

Patrick Quentin è lo pseudonimo di Richard W. Webb e Hugh C. Wheeler, duescrittori inglesi emigrati in America negli anni Trenta e divenuti ben presto tra gli autori più celebri del giallo. Tra i loro personaggi più noti si ricordano il regista teatrale Peter Duluth, il dottor Westlake e il tenente Trant. Webb e Wheeler hanno usato pure lo pseudonimo di JonathanStagge.

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Hannibal Lecter : Le origini del male (3000)

Marzo 1st, 2010

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Lituania, 1944. Non c’è scampo al furore della svastica, nemmeno nel castello della nobile famiglia Lecter. Unico superstite dello sterminio è il giovanissimo Hannibal.Così, forze oscure prendono forma nella mente del bambino rimasto solo in un mondo impazzito, perduto in un tetro orfanotrofio, chiuso in un mutismo da shock. Forze oscure di vendetta, forse di follia. Spetterà all’affascinante Lady Murasaki, anni dopo, affrontare gli enigmi di quello che è diventato un giovane genio della medicina che ora vive con lei a Parigi. Ma spetterà solamente a Hannibal Lecter affrontare le radici più profonde dell’incubo che lo sta trasformando in un implacabile assassino. Colui che il mondo finirà per conoscere come “il Cannibale”. Dal grande maestro del thriller, l’inizio della saga del male assoluto.

All’interno, per celebrare il traguardo del numero 3000, l’elenco completo, in ordine d’autore, di tutti i romanzi pubblicati nel Giallo Mondadori.

(vai alla visualizzazione completa del volume) 

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Dexter l’oscuro (2999)

Marzo 1st, 2010

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Facendo quello che fa, Dexter Morgan è un attento tecnico della Scientifica di Miami. Facendo quello che fa, Dexter Morgan è abituato al sangue e alla violenza. Facendo quello che fa, Dexter Morgan è un micidiale serial killer di serial killer. Ma è anche un fidanzato premuroso che sta organizzando il proprio matrimonio, e che ce la mette tutta per essere un buon padre per i due figli della dolce Rita. Peccato che la sua perfetta vita di giustiziere ombra stia per finire nel tritatutto: sulla scena di un macabro crimine nel campus universitario, Dexter si rende conto di essere nel mirino di un diabolico antagonista.

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Lettera ai lettori

Febbraio 10th, 2010

Care lettrici e cari lettori,

scrivo queste poche righe per porre fine, una volta per tutte, alla catena di dissidi, provocazioni e incomprensioni, riguardanti lo spazio “commenti dei lettori”.

Come ben sapete, nella serata di ieri ho chiuso tale spazio a seguito dell’esasperarsi dei toni, questo è il caso più recente, purtroppo queste “crisi” capitano quantomeno una volta al mese e fanno male a tutti. In primo luogo nuociono a Voi, che non potete usufruire di un servizio importante come quello dello scambio di opinioni, in secondo luogo fa male agli scrittori che si vedono privati di un feedback fondamentale , infine fanno male anche a me che sono costretto ad agire secondo modalità che non rientrano nel mio modo di pensare e agire e che a lungo andare mi privano della linfa necessaria (la passione) per proporre nuovi contenuti e contributi al sito.

Come possiamo uscire da questa situazione? Personalmente le ho provate tutte: Inizialmente mi sono attirato l’antipatia di tutti Voi moderando, cancellando, richiamando all’ordine,..Poi sono passato al “monitoraggio passivo”, ho cercato di lasciarvi esprimere controllando dalle retrovie che tutte procedesse per il verso giusto..non ho avuto il riscontro che mi aspettavo…Infine ho provato l’ultima strada, la più recente in ordine temporale. Ho letto i commenti (superando più volte la voglia di cancellarli istantaneamente), ho lasciato che gli screzi si risolvessero tra di Voi (superando ancora una volta la voglia di intervenire duramente quando si è scaduti nell’offesa gratuita e personale), insomma mi sono affidato al buon gusto e al buon senso. Ho, di nuovo, miseramente fallito. Tutto digeribile fin qui, sennonché questa situazione sta avendo ripercussioni anche sui miei rapporti interpersonali privati e questo, per me è un “punto di non ritorno”. Il ruolo che ricopro qui, mi porta a dover agire in modo imparziale, super-partes, il meno personalistico possibile. Sono ben conscio del fatto che si debba scindere i ruoli, come d’altronde ho fatto io i primi tempi, cercano di “capire” che le critiche e le prese in giro riguardavano il mio ruolo e non la mia persona. Detto questo, non posso permettere che il sito mantenga questa “nomea” di scannatoio, dove io passo una volta per censore, un’altra per “assenteista” con il rischio di perdere la stima che faticosamente derco di guadagnarmi giorno per giorno. Non va affatto bene. Non va bene neppure e soprattutto, che si arrivi addirittura a valicare la mera disputa letteraria andando a scadere nell’offesa e nella presa in giro. Il sito del Giallo Mondadori non può e non deve diventare un contenitore di malessere e astio. I frutti di questa condotta stanno portando i lettori a leggere e passare oltre, gli scrittori a sentirsi attaccati sul piano personale (fatto gravissimo) certi dell’inutilità di combattere contro invalicabili muri di gomma. Penso, ripeto, che continuare così non sia affatto un bene per noi tutti.

 A tal proposito, certo della vostra comprensione, illustro per punti alcuni accorgimenti che adotterò da questo momento in avanti: 

  • E’ diritto di ogni utente utilizzare un nickname.
  • Nessun utente ha l’obbligo di rivelare dati personali su richiesta altrui se non lo ritiene necessario
  • Qualsiasi commento “ambiguo” o “insinuante” verrà CANCELLATO a mio insindacabile giudizio
  • E’ considerato indesiderato l’utilizzo di termini volgari anche se utilizzati in ambito amichevole.
  • Lo spazio commenti è riservato SOLO ED ESCLUSIVAMENTE all’argomento che ne dà il titolo. Qualsiasi commento OFF TOPIC/FUORI ARGOMENTO verrà cancellato.

Chiunque desideri informazioni su romanzi/saggi non ancora pubblicati può scrivere all’indirizzo collez@mondadori.it

Per qualsiasi altra richiesta di chiarimenti sulle regole di cui sopra lascio attivo lo spazio commenti sottostante.

Buon proseguimento.

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Posizione di tiro - Febbraio 2010 - Barbara Baraldi: “Bambole pericolose”

Febbraio 10th, 2010

A cura di Dario pm Geraci

Autrice ormai di spicco del nuovo thriller italiano, Barbara Baraldi con questo “Bambole pericolose” ci porta negli oscuri meandri di una Bologna mai così violenta e spettrale.

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DG: Allora Barbara, pronta ai nostri cinque colpi a bruciapelo?

BB: Per citare John Carpenter: sono nata pronta. A parte gli scherzi, grazie Dario, è un onore per me essere ospite sul blog del Giallo.
DG: Se ti guardi alle spalle, come pensi si sia evoluto il tuo stile?

BB: Ho sempre cercato di adattare il mio stile alla storia da raccontare. Ne “La collezionista di sogni infranti” la vicenda parte da una riflessione sul mondo virtuale e i pericoli della rete. In questo caso ho optato per uno stile secco, con frasi brevi e incisive che ricordino l’immediatezza della chat. Seguendo questo ragionamento ho scelto di non suddividere i capitoli e il lettore si trova catapultato dalla mente di Marina a quella di Amelia, le due protagoniste, come in un gioco di specchi. Per “Bambole pericolose” ho cercato uno stile più descrittivo. C’è una Bologna gotica, notturna, combattimenti clandestini come ancestrali riti di sangue. Ci sono magia nera, tradimenti, vendetta e sentimenti primigeni come l’amore e l’odio. La vicenda è descritta in terza persona con alcuni stacchi in prima, come se una telecamera immaginaria offrisse, di tanto in tanto, il punto di vista di uno dei protagonisti.

DG: Come identifichi il tuo pubblico? Tracciaci l’identikit del tuo lettore medio.

BB: Dalle mail che ricevo non ho un lettore tipo. Ci sono ragazzine, magari attratte dallo stile a volte onirico, che si trovano vicine alla sensibilità delle mie eroine più giovani; ci sono appassionati di cinema che si divertono a scovare le citazioni che nascondo tra le righe. Una volta una mamma mi ha detto che avrebbe fatto leggere le vicende di Amelia a sua figlia, per farle aprire gli occhi sui pericoli del mondo virtuale. Con “Bambole pericolose” ho ricevuto varie mail da parte di cultori delle arti marziali. Mi ha fatto molto piacere.

DG:  Sappiamo che il mestiere dello scrittore richiede, oltrechè molta passione e dedizione, anche una grossa parte di ricerca La famosa “fase spugna” dei luoghi e dei personaggi. Ci racconteresti le fasi della lavorazione di un tuo romanzo?

BB: Sono molto scrupolosa nel lavoro di ricerca prima della stesura di un romanzo. Con “Bambole pericolose”, per esempio, mi sono documentata a lungo sulle tecniche di combattimento. Ho una passione per le arti marziali, ma avevo bisogno di approfondire l’argomento. Ho frequentato per settimane un corso di Kick boxe e ho assistito agli incontri dei Nazionali di Thai Boxe, una grandissima emozione! Ho parlato con esperti e istruttori. E poi lo ammetto, gioco da anni a Tekken J. Dopo essermi documentata ho preparato una scaletta generale, e poi via con la stesura. Successivamente c’è il lavoro di revisione, che è sempre il più duro. Perché, come ha detto qualcuno prima di me: “Scrivere vuole dire riscrivere”.

DG: Abbiamo in comune una smodata passione per il cinema, di genere soprattutto. La definiresti una passione fine a sè stessa o trovi sia funzionale alla lavorazione di un romanzo/racconto?

BB: Sicuramente questa passione ha contagiato il mio stile. Quando scrivo procedo a visioni, quasi come un film mi passasse davanti. Hanno definito la mia scrittura cinematografica: è quello che cerco di ottenere.

DG: Domanda “cult” della nostra rubrica: Se dovessi scegliere un regista a cui far trasporre un tuo romanzo al cinema, quale sceglieresti tra le tue opere e quale fra i registi (solo quelli in attività altrimenti, conoscendoti, sarebbe fin troppo facile pescare tra i nostri artigiani degli ‘60/’70).

BB: Niente anni 60/70, ok. Rimango in Italia e scelgo i Manetti Bros. Ho apprezzato il loro metodo di lavoro direttamente sul set de L’Ispettore Coliandro. Soprattutto, lavorano con passione e professionalità. Forse, per cominciare, sceglierei proprio “La bambola dagli occhi di cristallo”: una Bologna oscura, insidiosa, e un ritmo sincopato.

Grazie Barbara e tienici sempre aggiornati sui tuoi progetti. I lettori del Giallo Mondadori ti seguono sempre con estrema attenzione…ah! sappi che si tratta di un avvertimento!

BB: Non manchero’

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L’arma del delitto (1238)

Febbraio 2nd, 2010

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Grand Theatre di San Diego: è di scena Shasta Lynn, seducente soubrette che non cessa mai di fare perderela testa al suo pubblico. Al punto che perfino Fernando Solez, maschera del teatro, tutte le sere si fa sostituire ed entra in sala per assistere alle sue esibizioni. Fino alla sera in cui viene pugnalato a morte. Shock, trambusto, panico. Ma un certo Walter James intima a tutti di non muoversi in attesa della polizia. E al tenente Clapp, Squadra Omicidi, James racconta di essere un investigatore privato sulle tracce dell’assassino del suo socio…

Wade Miller pseudonimo degli americani Bill Miller (1920-1961) e Robert Wade (1920), che iniziano a scrivere insieme fin dagli anni del college. Collocati tra gli autori della seconda generazione della hard-boiled school , pubblicano trentatré romanzi usando anche gli pseudonimi Whit Masterson, Will Daemer e Dale Wilmer. Alla morte di Miller, Wade continua a scrivere con il proprio nome e con lo pseudonimo di Whit Masterson. 

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Il sepolcro di carta (1239)

Febbraio 2nd, 2010

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Ah, la dolce vita dei gaudenti anni Sessanta. Nightclub, macchine spider e belle donne. Dolce vita, certo, ma anche brutta morte. Gianni, pianista al Lucky Club, scopre il cadavere del proprietario con il cranio fracassato. Accanto al corpo, Marina Burger, una bionda che stringe in mano una statuetta insanguinata. Marina si dichiara subito innocente. Gianni, affascinato dalla sua bellezza, non esita a crederle. Tanto da farsi convincere ad andare a casa del morto per recuperare una busta compromettente. Quando si dice dalla padella nella brace…

Sergio Donati nato a Roma nel 1933, ha scritto tre romanzi negli anni Cinquanta, ma è soprattutto noto come sceneggiatore per il cinema, avendo collaborato con registi del calibro di Sergio Leone, Luigi Zampa e Marco Bellocchio. All’interno, l’articolo “L’ironia nel giallo” di Corrado Farina. 

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