Intervista a Brent Ghelfi

ottobre 12th, 2009 by Alessio Lazzati

volks-shadow-175.jpgAlessio Lazzati – Salve Brent, bentornato sul blog di Segretissimo Mondadori. Il primo Volk è stato un gran successo e la serie sta diventando una delle più attese dai lettori. Che sensazione provi?

Brent Ghelfi – È fantastico! Sono entusiasta di avere così tanti lettori italiani. In molti mandano messaggi e-mail tramite il mio sito, www.brentghelfi.com e mi fa sempre un gran piacere poter parlare dei libri di Volk.

AL – Cosa dobbiamo aspettarci da questa seconda avventura di Volk? (L’Ombra del Lupo). Sarà ancora la «Nuova Russia» lo scenario principale?

BG – Sì, l’attenzione è ancora sulla Nuova Russia ma in special modo sulla «zona calda meridionale», Cecenia, Inguscezia e tutte gli altri punti critici della regione caucasica. È lì che si combatte la guerra per gli oleodotti. In questo romanzo vedremo Volk impegnato contro i terroristi ceceni e costretto a confrontarsi con gli orrori della guerra in Cecenia.

AL – Di certo durante l’ultimo anno hai continuato ad analizzare la situazione russa. Hai notato dei cambiamenti? In positivo o in negativo?

In negativo. Il cambiamento più grande che ho notato è stato che il crollo del prezzo del petrolio ha aggravato la situazione dei poveri in Russia, quindi di un grossa fetta della popolazione. Inoltre la stampa è sotto costante pressione da parte del Cremlino e i giornalisti e gli attivisti dei diritti umani vengono continuamente ostacolati. E nel peggiore dei casi, uccisi. Il nuovo presidente, Medvedev, è un «presidente Potemkin», senza veri poteri. Il potere è ancora tutto nelle mani di Putin.

AL – Possiamo definire le storie di Volk come romanzi sul mondo del crimine?

BG – Certo, ma l’attenzione è sul crimine finanziato dallo Stato e gestito dai grandi consorzi criminali. La Russia si è trasformata, dalla caduta del muro, in un territorio privo di legge. Lo Stato si è inserito in quel vuoto. Molti se non la maggior parte dei giudici e dei pubblici ministeri non sono in realtà corrotti, ma costretti a navigare in un mare di corruzione.

AL – Leggendo la prima storia di Volk ho notato una cosa: di certo non sei preoccupato di colpire duro il tuo lettore. Durante la lettura ho sempre percepito un senso di pericolo attorno ai protagonisti, e ora so che si trattava di un pericolo concreto. Non risparmi ferite, mutilazioni ecc. È una scelta per porre, per così dire, le loro vite sullo stesso piano di quelle degli antagonisti? Come se in effetti vivessero nello stesso mondo, con le stesse regole e gli stessi pericoli?

BG – Volk è una metafora della Russia, con tutta la sua bellezza e i suoi difetti. La violenza è organica nei libri di Volk. Emerge dall’ordine naturale delle cose. È stata una scelta ben precisa, che spero contribuisca a rendere Volk un personaggio unico e affascinante.

AL – Possiamo far rientrare Volk nella tipologia dell’antieroe, un cattivo tra i cattivi che risulta meno malvagio perché ha posto un limite alle sue azioni? Sarà ancora così nei prossimi capitoli di Volk?

BG – Volk è moralmente lacerato. La frase di Solženicyn in apertura de «L’artiglio del lupo» lo spiega perfettamente: «La linea che separa il bene dal male attraversa il cuore di ognuno». A volte in Volk prevale la parte malvagia. Questo tema si ripresenterà nell’arco di tutta la serie. Mi piace il fatto che Volk sia un personaggio complesso, imprevedibile, sempre in bilico sulla linea che lo separa dalla brutalità.

AL – Come si svilupperanno i personaggi? Ritroveremo alcuni degli antagonisti principali?

BG – L’antagonista principale cambia, ma molti personaggi ritornano. Valya ricompare ed è sempre a modo suo un personaggio affascinante e complesso. Ritroviamo anche il Generale, Maxim e Vadim. Un personaggio che aveva un ruolo secondario ne «L’artiglio del lupo» torna con un ruolo più importante: l’agente dell’NSA Brock Matthews.

AL – Il terzo capitolo della serie «Venona’s Cable» uscirà in futuro su Segretissimo. Nel frattempo su cosa stai lavorando? Continuerai ad ambientare le tue avventure in Russia e nell’Europa dell’Est?

BG – Sono molto felice per l’uscita in Segretissimo di «Venona’s Cable». Quella del progetto Venona (grazie al quale gli Stati Uniti e l’Inghilterra decodificarono i cablogrammi inviati dalle spie sovietiche) è una delle grandi storie della Seconda Guerra Mondiale. Il mio romanzo parte dalla Seconda Guerra Mondiale e passa per gli intrighi della guerra fredda, aggiungendo al gioco delle spie un tocco di modernità.

 venona-cable-175.jpg

AL – Passiamo a qualche domanda più personale. Ho visto che hai un nuovo sito web e anche un blog. Come ti trovi a «bloggare», lo trovi utile? E che argomenti pensi di affrontare?

BG – Sono orgoglioso del nuovo sito e spero che andiate a visitarlo tutti quanti. Finora ho affrontato il tema dello scrivere in Russia e del «fare affari», che poi è ciò che facevo a fine anni 90. In futuro scriverò del progetto Venona e della situazione del giornalismo in Russia. Trovo molto utile pubblicare idee e pensieri su un blog, mi aiuta a sviluppare meglio le storie.

AL – Quanto sono utili la rete e i social network per la tua professione?

BG – Il web e i social network rimpiccioliscono il mondo. È molto più semplice per me comunicare con le mie «fonti» in Russia e restare in contatto coi fans di Volk e con i colleghi scrittori. Per non parlare dell’opportunità di interagire con blog come questo!

AL – Hai letto qualcosa di interessante di recente, magari da consigliare ai lettori italiani?

BG – Sul mio comodino ci sono romanzi di Robert Wilson, James Lee Burke, James Sallis e James Ellroy e li consiglio caldamente. Di recente ho letto «Il pittore di battaglie» di Arturo Pérez-Reverte

e l’ho davvero apprezzato. Tra gli autori più «vecchi» uno dei mie preferiti è Alistair MacLean.

AL – Bene, siamo arrivati alla fine, speriamo di poterti incontrare presto in Italia per firmare qualche copia dei tuoi libri: intanto come sempre ti lascio lo spazio per dire quello che vuoi ai nostri lettori.

BG – Sono davvero grato di avere un editore così valido in Italia e un traduttore di così alto livello come Stefano Di Marino.

Grazie a tutti i lettori per il supporto, spero che l’ultima avventura di Volk vi entusiasmi.

 

 

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3 Responses

  1. il professionista

    Thanks ,Brent. I don’t know if you read italian. the short story at the end of your novel is mine, you’ll see in the italian book.

    per i lettori italiani è sempre un piacere lavorare sui testi di Brent.

  2. RiccardoF

    UN duo migliore non poteva essere pensato nel campo. Complimenti!

  3. f.t.denard

    l’ho letto. L’ho trovato meglio dell’altro. Più completo ed equilibrato con ottime trovate. Solo un dubbio, il tizio che lui uccide/stordisce con una botta in testa, nelle prime pagine, che poi avrà ripercussioni maggiori, anzi, quasi decisive per la trama principale del romanzo, nelle pagine successive/finali, mi sembrava un po’ mal sviluppato… nel senso che appunto un episodio così apparentemente marginale suscita uno sconvolgimento importatissimo nel seguito della trama principale

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