Intervista ad Arno Baker – Prima Parte

gennaio 13th, 2009 by Alessio Lazzati

Cari lettori e lettrici,

Inauguriamo la rubrica “Black Ops” per il 2009 con un’intervista in esclusiva (in due parti) ad Arno Baker, autore del libro “Operazione Nettuno” che potete trovare proprio in questi giorni in edicola. I miei ringraziamenti per quest’intervista vanno ad Arno Baker, a Robert Miller editor della Enigma Books e a tutto il suo staff. Voglio precisare che l’intervista è avvenuta in modalità “offline” grazie a Mr. Miller e quindi non sarà possibile rivolgere  ulteriori domande all’autore.

 

1 – A.L. – Salve Arno, benvenuto sul Blog di Segretissimo Mondadori e grazie per averci concesso questa intervista. Per prima cosa, che ne diresti di presentarti ai lettori italiani? Parlaci un po’ del tuo background…

É un vero piacere poter comunicare direttamente coi lettori italiani. Sono in parte di origine europea (italiano e francese) e in parte americano (di discendenza russa) e sono un insegnante di storia moderna. Ho vissuto a New York sin da bambino, città in cui mi sono trasferito dal vicino Connecticut dove mio padre esercitava la professione di avvocato. Da lui ho ereditato la passione per i dettagli e la ricerca tipiche del suo lavoro e ciò mi è stato di grande aiuto nello scrivere le mie storie.baker2.jpg

Ho sempre viaggiato con regolarità e conosco l’Europa di oggi e anche altre parti del mondo dove, durante le mie visite, mi reco per cercare luoghi storici, monumenti e, quando mi viene concesso uno sguardo ravvicinato e posso spulciare gli archivi, anche biblioteche. Nel corso degli anni mi sono specializzato in vari argomenti storici, tra cui l’Italia del periodo fascista. A partire dal 2005 mi sono recato alla New York Public Library per svolgere un’altra ricerca e mi sono imbattuto in parecchi documenti relativi alla storia d’Italia e specialmente relativi agli italo-americani a New York, sia nel periodo immediatamente precedente che durante la seconda guerra mondiale. Molti di loro erano antifascisti ma altri erano invece simpatizzanti e i due gruppi sono stati ai ferri corti per parecchio tempo. Dal ritrovamento di questo materiale è scaturita la primissima idea per questo romanzo. Cerco sempre situazioni nelle quali sono possibili diversi scenari che in grado di modificare leggermente la nostra conoscenza degli eventi. Per cominciare comunque ho sempre a portata di mano il materiale di base che uso per la mia professione.

2 – A.L.- Quanto del tuo romanzo è storia, e quanto è invece invenzione narrativa?

Sono certo che gli storici della Seconda Guerra Mondiale individuerebbero immediatamente i punti in cui la narrazione si distacca dai fatti: la mia storia ha un punto di partenza reale e mi sono sforzato di rimanere il più realistico possibile, in modo da non far apparire l’invenzione come pura fantasia ma piuttosto come una scoperta di fatti nuovi. Gli storici dicono sempre, a ragione, che la Storia non si può scrivere coi “se”: contano solo i fatti, non le loro eventuali e possibili modificazioni. Il romanzo mi concede la libertà di immaginare quei “se” e costruirci attorno  una storia, mi auguro appassionante. Un amico e collega scrittore in Inghilterra ha letto il mio libro ed è stato in grado di evidenziare tutti i momenti chiave in cui la Storia si sarebbe potuta modificare nel modo in cui avviene nel romanzo. La fine resta la stessa, per cui non si tratta certo di “storia alternativa” quanto piuttosto di una “possibile alterazione”.

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3 – A.L. – Potresti presentarci velocemente i personaggi? Le figure storiche reali avranno un ruolo attivo?

Il racconto è basato su due verità storiche: la spaccatura all’interno della mafia italo-americana, in cui una parte era a favore degli Stati Uniti mentre un gruppo più piccolo seguiva Mussolini avendo mantenuto rapporti più stretti con l’Italia durante il Fascismo, unita al fatto che L’Italia aveva previsto l’ingresso dell’America nel conflitto accanto agli alleati.

I personaggi principali sono: il capitano della Marina Italiana Federico Spada, esperto in sabotaggi e con un’ottima conoscenza degli Stati Uniti: Spada è lui l’uomo chiave, scelto per condurre il team di incursori della Decima MAS nella missione di attacco al porto di New York. Nello schieramento opposto agisce Willy Anderson, l’agente dell’FBI sulle sue tracce. Si tratta di un “novellino”, ma con una caratteristica rara: cresciuto in un quartiere italiano a New Haven, in Connecticut, durante gli anni della Grande Depressione, ha imparato l’italiano di strada, perfezionando poi la lingua durante i suoi anni al college. Per questo motivo venne assegnato alla sorveglianza e allo spionaggio di diplomatici a New York. Ricordiamoci che a quei tempi non esistevano le Nazioni Unite e New York non era certo la città cosmopolita di oggi: gli stranieri erano molto più visibili in quella situazione. Gli altri personaggi sono ugualmente affascinanti spie, diplomatici, gangster, ammiragli, ma anche Benito Mussolini, Galeazzo Ciano, Adolf Hitler, Franklin Roosvelt, J. Edgar Hoover, Josif Stalin e molto altri appaiono nel loro vero ruolo storico. Spesso uso le loro esatte parole, così come le ho rinvenute nei diari e nelle memorie, e in situazioni che si sono verificate realmente ma con i cambiamenti apportatiper finalità narrative.

4 – A.L. – Quali fonti hai utilizzato, e adoperi di solito, per scrivere i tuoi libri?

Comincio sempre dai documenti storici: ad esempio il diario di Ciano, una fonte davvero preziosa, e resoconti che descrivono i personaggi importanti come venivano visti all’epoca da quelli con cui venivano a contatto e che poi ne hanno lasciato testimonianza. La maggior parte di questi testi, di diplomatici e giornalisti, sono disponibili nei vari archivi e nella maggior parte dei casi non sono mai stati pubblicati anche se gli storici vi fanno spesso riferimento. Ho sempre cercato gli originali e ogni volta che ho trovato un dettaglio rivelatore che mostrava il “vero” Mussolini, o Roosvelt oppure Stalin, l’ho inserito nel contesto del mio thriller.

…Continua tra qualche giorno!

 

Posted in Black Ops, Interviste, Segretissimo

8 Responses

  1. Il professionista

    Molto interessante vedere come lavoroa uno scrittore e poi mi sembra che lo spionaggio bellico sia veramente una cosa interessante e uno spunto per dar nuova animalla narrativa di spionaggio insieme alle evoluzioni più moderne…

  2. Casval Som Daikun

    Il fatto che molte azioni pensate non si siano poi realizzate per vari problemi,non evita di descriverle e crearne un ottimo romanzo.
    Il periodo poi merita anche racconti diversi con scenari poco usati,che non siano i soliti romanzi che girano attorno a fatti più famosi.
    Ben venga questo segretissimo.

  3. f.t.denard

    l’ho comprato, ma devo ancora iniziarlo…

  4. altros

    Anche io sono favorevole alle storie di spionaggio bellico ambientante agli inizi del 900 pubblicati su Segretissimo.

    Periodo, ponte tra il passato e moderno, ricco ancora di fascino e di esotismo, i bellissimi IV REICH E IL CAVALIERE DEL VENTO del nostro Stefano Di Marino ne costituiscono una prova.

    A mio avviso abbiamo molti episodi della nostra storia che non vengono sfruttati:
    il periodo del rinascimento (le poche pagine della trilogia di Magdeburg di Altieri ambientate in Italia sono straordinarie)
    il periodo delle guerre coloniali (tipo battaglia di Adua)
    i primi del 900.

    E’ UN VECCHIO DISCORSO

    Ora mi fermo altrimenti vado fuori tema, ma mi piacerebbe conoscere la vostra opinione.

  5. iospia.blog.com

    La storia italìana, è pochissimo studiata…ce ne sarebbe materiale da sfruttare! Altro che la ‘Merica’…

  6. Alessandro RAMI NAVARRINI

    Forse non tutti sanno che la casa editrice ENIGMA BOOKS di New York, una fra le più documentate e informate sulle vicende storiche dell’Italia del secolo scorso, ha già pubblicato negli Stati Uniti “Operation Neptune”, versione in lingua inglese del romanzo di Arno Baker, con un notevolissimo successo di critica e di pubblico. Bravissimo Mr Robert Miller! Adelante, con o sin juicio!

  7. Alessio Lazzati

    Benvenuto sul blog Alessandro. Giusto dare credito a Enigma Books che sta lavorando davvero bene, specializzandosi in una nicchia. Non si tratta di un refuso e ti riferivi al secondo romanzo di Baker “Codename: Kalistrat” che dovrebbe essere uscito a Dicembre. “Operation Neptune” è naturalmente già uscito negli USA… prima che da noi of course.

  8. Daniele Cambiaso

    Sto iniziando ora il romanzo e mi sembra che prometta benissimo. Credo che quello della II g.m. e della prima parte del ‘900 sia un periodo che possa offrire ancora moltissimi spunti per gli scrittori di spy story. Complimenti all’autore e alla redazione di Segretissimo per la scelta!

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