Giallo Mondadori 3183: Ian Morson, “La logica di Falconer”

agosto 30th, 2019 by Redazione
Ian Morson, “La logica di Falconer”, Il Giallo Mondadori n. 3183, settembre 2019

Ian Morson, “La logica di Falconer”, Il Giallo Mondadori n. 3183, settembre 2019

Ian Morson

“La logica di Falconer”

Il Giallo Mondadori 3183

Settembre 2019

 

Preparatevi a tornare nell’Inghilterra della seconda metà del XIII secolo a caccia di misteri e… assassini.!

Dopo “La crociata di Falconer” (Il Giallo Mondadori 3156) e “Il giudizio di Falconer“(Il Giallo Mondadori 3174), ritroviamo William Falconer, maestro reggente della Facoltà delle Arti, che si aggira nel labirinticolo reticolo di viuzze del ghetto ebraico di Oxford, alla ricerca di un misterioso alchimista.

Nel bel mezzo delle allegre e spensierate feste natalizie, Falconer si ritrova a passare accanto a un palco improvvisato durante le prove serali di una compagnia di attori e giocolieri itineranti da poco arrivati in città.

All’improvviso, uno degli attori, quello che indossava la maschera da diavolo, cade a terra fra lo sconcerto dei presenti.

Falconer si sente il sangue gelare nelle vene, e non certo per il freddo invernale, quando scorge una La lama conficcata nella schiena dell’attore… non fa parte della recita.

La mano dell’assassino, però, ha colpito la persona sbagliata. Per impedire un secondo omicidio servirà tutta la capacità deduttiva di Falconer.

 

Ian Morson conosce molto bene la cittadina di Oxford, dove ha studiato lingua e letteratura russa con una borsa di studio. L’autore è membro dei Medieval Murderers, un gruppo di scrittori di gialli e di thriller storici che dal 2015 ha iniziato a pubblicare anche come collettivo.

 

Il volume contiene la nona puntata della Storia del Giallo Mondadori di Mauro Boncompagni, dedicata a “Gli anni Sessanta”.

 

Buona lettura!

 

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25 Responses

  1. walter

    spero escano presto le anticipazioni gialle relative al terzo trimestre…

  2. giuseppe

    Mi associo alla richiesta di Walter e acquisterò certamente la terza indagine di Falconer, un personaggio ben costruito. Ottimi i romanzi della Perry, di Ethel Lina White e di Ruth Rendell, autrici che spero di ritrovare il prossimo anno. Tra gli autori classici assenti da un po’ in collana segnalo in particolare Rufus King, Margaret Millar e Mignon G. Eberhart, di cui esistono ancora romanzi inediti: segnalo qualche titolo, ad esempio “Duenna to a murder” di King, “Mermaid” della Millar , “Wings of fear” e “The patient in cabin C” della Eberhart. Chissà se in futuro potrò leggere alcuni di questi romanzi gialli”dimenticati”. La pubblicazione recente dell’inedito di Devine fa sperare in un loro recupero. Grazie dell’attenzione

  3. Alberto Minazzi

    A ottobre, Woolrich, Luceri e Sherlock: per me, nulla di interessante.

  4. Francesco

    È strano Alberto che non ti piaccia la collana Sherlock: non sono forse romanzi a enigma di stile super classico come quelli che ami leggere? Almeno, così mi era sembrato da alcuni commenti passati su questo blog.

  5. Gneo

    Anche per me il prossimo mese solo Sherlock. Woolrich è inflazionato e Lucenti non vale la spesa.

  6. Alberto Minazzi

    Infatti, Francesco. Amo gli enigmi classici, con pieno fair play negli indizi. Tant’è che mi piacerebbe che, nei commenti anche in questo blog, fosse uno degli aspetti analizzati e commentati. Ma Holmes, non solo negli apocrifi, ma anche in Doyle, non lo trovo per niente “classico”, in tal senso. Poi (ma questa è una sensazione “a pelle”), lo trovo un personaggio insopportabile, a differenza di altre figure pur potenzialmente “odiose” come Poirot o Vance. L’unica interpretazione, anche in video, che mi ha conquistato è quella di Benedict Cumberbacht (ma siamo di fronte a un telefilm del tutto sui generis, che può piacere tantissimo – come a me – o trovarlo indigeribile).

  7. Matteo

    Azzardo una previsione sullo speciale di dicembre: una nuova puntata delle temibili “signorine omicidi” con un romanzo(o racconto) di Woolrich,un romanzo (o racconto) di Wallace, un romanzo (o racconto di Palmer. L’usato sicuro va forte di questi tempi

  8. Piero

    Ho comprato lo Speciale solo perchè è firmato da Mauro e perchè c’è un racconto di Freeman tradotto da lui, un inedito. Il resto lo avevo già in volumetto. Morson non lo comprerò invece. I primi due sono bastati. Non capisco perchè i Doherty non vengano più tradotti e pubblicati da Mondadori. Anche se, poi, è una sua specialità, cominciare le serie e non finirle, come diceva il buon Luca Conti anni fa.

  9. Francesco

    Bene, Alberto, ora ho capito meglio i tuoi gusti. A me Holmes invece è simpatico, come del resto Poirot. Philo Vance, invece, è effettivamente difficile da digerire anche per me. La collana Sherlock non l’acquisto più da qualche tempo (mi sono abbonato solo per un paio d’anni) solo perché non riesco a star dietro a tutto. Non leggo solo gialli e dovrei avere 10 vite per smaltire tutto quello che ho acquistato. Quanto alle serie iniziate dal GM e non finite citate da Piero, si potrebbe scrivere un intero volume. Le politiche editoriali in continuo mutamento e il costo dei diritti di pubblicazione sono due dei fattori responsabili. Personalmente, quello che mi interessa e non viene più pubblicato lo vado a leggere in lingua originale, ma capisco bene la frustrazione.

  10. Stanley

    Comprato perché i primi due mi sono molto piaciuti. Dei veri gialli storici, dove per storico non si intende la semplice ambientazione. Ian Morson è uno studioso ed esperto di storia e non un semplice scrittore. Non lasciatevi fuorviare dai commenti negativi dei soliti lettori fermi al palo. Per gli amanti della storia (quella vera), degli intrighi (quelli veri), dei misteri (quelli veri), se amate i libri scritti bene… comprate ad occhi chiusi i libri di Ian Morson

  11. Carmen

    @Stanley mi è piaciuto il tuo commento così schietto a favore di questo autore e delle sue opere (e anche le frecciata ai blogger amanti della vecchia scuola del giallo). Come puoi notare qui siamo ancora rimasti a John Dickson Carr/Carter Dickson ed epigoni vari! C’e sempre molta resistenza ad accettare il nuovo ed è più facile rintanarsi in territori conosciuti. Non che tutte le novità siano davvero all’altezza… tuttavia, le scelte della redazione per la collana ammiraglia incontrano il mio plauso, Morson compreso.

  12. Piero

    Qui non è problema di nuovo o di vecchio, non stiamo a giocare a rimpiattino: non è il problema delle “frecciate ai blogger amanti della vecchia scuola del giallo”, cioè al sottoscritto, che non conosco tale Stanley (sicuramente nickname e non nome e cognome vero come il mio), nè le sue “verità”. Non so per quale motivo vada a spada tratta di Morson, che è un autore sconosciuto ai più. Il fatto è che il signor Stanley, che difende Morson che è pure scrittore ma minore, che dice “Per gli amanti della storia (quella vera), degli intrighi (quelli veri), dei misteri (quelli veri), se amate i libri scritti bene… comprate ad occhi chiusi i libri di Ian Morson” facendo intendere che le vicende di Doherty siano campate in aria, oppure siano ambientate in tempi assolutamente inventati, beh.. vada a leggere i Doherty, e con lui anche tale Carmen che batte la grancassa, tutti pubblicati da Mondadori. Doherty è un grosso nome. Non è solo un grande scrittore, ma uno storico e direttore del Trinity Catholic High School uno dei più prestigiosi istituti scolastici inglesi. Ha ricevuto per i suoi servigi di storico e docente, e per le vendite dei suoi libri un OBE che Morson non ha ancora ricevuto. Quindi, prima di dire cose inesatte , chi scrive di me vada a informarsi bene su quello che scrivo io. Sappia tale Stanley, che le presunte cavolate scritte da Doherty, perchè per lui non è un vero storico come Morson, a me sono servite come base per un esame in Istituzioni medievali II, 12 anni fa, in cui presi 30 e lode. La proff. di turno prese nota dei romanzi gialli di Doherty in cui scriveva determinate cose, che erano vere, ma conosciute da pochi in Italia. Sto parlando del periodo in cui opera uno dei suoi personaggi, Sir Roger Shallot, cioè Elisabetta I e Giacomo I. Quindi Stanley…prima di scrivere informati. E leggi bene anche quello che ho scritto. Morson non è male, ma dopo che ne hai letti due, hai letto tutto, perchè è un autore che non ha guizzi ma scrive dei gialli storici come tanti altri. Se proprio uno volesse leggere un romanzo giallo storico che non sia di Doherty o di Peter Tremayne (un altro grosso nome mai pubblicato da Mondadori ma da TEA e Hobby & Work prima),con una bella storia, intrigante e appassionante e che soprattutto si legge d’un fiato, perchè ha ritmo e stile, consiglierei il Giallo Mondadori da libreria “Il lupo nell’abbazia” di quel Marcello Simoni premio Bancarella nel 2012, che continua a vendere molto, a riprova del fatto che non sia solo uno scrittore, ma anche uno storico e archeologo.
    E ho detto tutto.

  13. Piero

    Non avrei nessuna remora ad accettare le scelte della redazione se però esse andassero verso le mie. Leggere di uno scrittore minore (da rispettare comunque) che è meglio di uno più blasonato, più decorato dalla regina, più stimato da colleghi storici, è però una cosa che se non fa ridere, fa pensare. Dieci anni fa conbattemmo qui tra amanti hard boiled e amanti giallo classico. Io mi trovai a comandare lo schieramento giallo classico. Ci divertimmo, ma ci fu anche scontro, passione. Fu la base perché dopo il disastro Altieri, si pensasse a ricominciare dal giallo classico. Ora la battaglia non è più contro gli amanti dell’hardboiled, che anzi ora vengono trattati come noi dieci anni fa lo eravamo, cioè bistrattati, ma contro i filistei del giallo classico. Quelli che senza conoscere i fatti, sputano sentenze. I bambini saccenti. A costoro dico di andare a vedere quali siano gli autori di giallo storico rispettati oltre i confini italiani. Il più grande ora è quel Doherty che loro disprezzano, di cui la Mondadori ha pubblicato una quindicina di romanzi..forse di più..ma che ha pubblicato finora oltre un centinaio. Basti dire che la serie Corbett, che non è mai stata pubblicata da Mondadori, ma con quattro titoli da Hobby & Work, è arrivata al ventesimo titolo. Venti inediti. Tra cui il famosissimo Satan at St.Mary. Altro nome conosciuto è Candace Robb il cui personaggio è un monaco erborista, tanto famoso altrove, ma non qui, che ne fu tratta una serie televisiva, andata in onda anche in Italia molti anni fa. Morton invece ha pubblicato fino ad oggi 11 titoli in tutto di cui 9 con Falconer. La Mondadori ha pubblicato 3 dei nove. Se davvero è così pregiato, dovrà per forza rallentare le uscite, altrimenti rischia di non trovare più altri romanzi da pubblicare, mentre con Doherty avrebbe l’imbarazzo della scelta. Ma allora perché? Doherty vendeva e parecchio. Lo so perché Igor era fiero della serie che aveva contribuito a far conoscere e Dazieri andava col vento in poppa. L’unica spiegazione che posso darmi, è che Doherty costi di più di Morson e questo è certo perché Morson è agli inizi e Doherty invece è molto lontano. Siccome Morson è più anziano di Doherty, ne consegue che comunque la produzione sua rimarrà minore, almeno per numeri, a meno che non abbia scoperto la fonte dell’eterna Giovinezza.

  14. Fabio Lotti

    Ognuno legge quello che più gli aggrada. Da vecchiarello rinseccolito con un piede e tre quarti nella tomba ho imparato a mettere sotto gli occhi anche opere che prima erano distanti chilometri dalle mie grazie. Così, per vedere l’effetto che fa, come recita una canzone, e per incuriosirmi lungo territori poco o punto conosciuti. Con effetti a volte sorprendenti. Anche se il classico è il classico…Onore alla passione di tutti, in primis a quella sempre esuberante di Piero.

  15. Piero

    Saluto il grande Fabio, uno dei maestri della nazionale italiana di scacchi, che scriveva come me pezzi qui sul blog anni fa, e continua a scriverne per Sherlock Magazine. Mi ricordo quando, al tempo dei dibattiti con gli hardboileristi come Stefano Di Marino, lui faceva da mediatore. Ah ah ah. Grande Fabio.

  16. Carmen

    Piero, a quanto leggo dai suoi commenti la critica di Stanley l’ha punta sul vivo. Guardi che però Stanley, e qui faccio l’avvocato del diavolo, non ha affatto citato Doherty come autore di “cavolate” storiche. Anzi, non ne ha proprio parlato. Le sue frecciate riguardavano il giallo classico della vecchia scuola. Quanto alla sottoscritta, tale Carmen come mi definisce, stia tranquillo che Doherty l’ho letto e apprezzato, così come Candace Robb e Peter Tremayne. Non sono certo una sprovveduta che acquista gialli da un paio di mesi e se vuole possiamo metterci a battagliare per vedere chi sciorina più nomi e opere.. Sappia inoltre che non esiste nessuna serie televisiva tratta dai gialli della Robb e che il protagonista dei suoi romanzi non è un monaco erborista bensì un arciere che ha per moglie una farmacista. Lei sta confondendo questa autrice con la grandissima Ellis Peters e il suo Fratello Cadfael, protagonista infatti di una stupenda serie tv britannica trasmessa da Rete 4 e La 7.

  17. Gneo

    Quoto Piero.
    Considerare Morson un grande autore di gialli storici vuol dire non avere letto niente d’altro.
    E’ un autore di difficile digestione (e la definizione non è mia ma di un altro frequentatore del blog che per il resto non è mai d’accordo con le mie opinioni).

  18. sonia

    buongirno, mi associo a quanto scritto dal sig. Piero, con una precisazione: Ellis Peters è la creatrice del monaco erborista. Candace Robb è la creatrice di un arciere del re che insieme ad una erborista donna indaga sui delitti che accadono nei vari libri. Comunque consigliate entrambe.Saluti

  19. Jack

    Da amante del giallo storico, non posso pronunciarmi per il momento sui romanzi di Ian Morson perchè, pur avendoli acquistati, non ho ancora trovato il tempo per leggerli (mio fratello Giuseppe invece sì e mi assicura che non sono niente male, anzi.) Niente da dire sul grande Doherty, di cui a suo tempo ho anche apprezzato la serie ambientata nell’antico Egitto con il giudice Amerotke (credo siano ancora inediti gli ultimi due capitoli della saga e cioè “The poisoner of Ptah”, 2007 e “The spies of Sobeck”, 2008) e del quale mi interesserebbero assai i romanzi ambientati nell’antica Roma.
    Visto che sono in argomento, mi permetto di segnalare alla redazione tre scrittori che ambientano i loro “period novels” nell’antica Roma e nell’antica Grecia :
    1) David Wishart (apparso solo una volta in collana col romanzo “Il segreto della necropoli” nel n.981, 2003, che a suo tempo avevo apprezzato. L’autore ha intanto raggiunto quota 20 sempre con protagonista Marcus Corvinus)
    2) Albert A. Bell jr , inedito in Italia : ha scritto 7 romanzi con protagonista Plinio il Giovane
    3) Gary Corby, inedito in Italia : ha scritto 7 romanzi ambientati nell’antica Grecia (visto che Mondadori non pubblica più Margaret Doody …)
    Infine, last but not least, la nostra bravissima Danila Comastri Montanari : aveva esordito proprio sul Giallo Mondadori aggiudicandosi il premio Alberto Tedeschi nel 1990, poi era passata a Hobby & Work e adesso viene di nuovo pubblicata dalla Mondadori, ma in rilegato e negli Oscar, ma non più nel Giallo. Mi chiedo perchè

  20. Francesco

    Ecco scoppiata l’ennesima diatriba tra chi la vuole cotta e chi la vuole cruda. A quanto pare, Morson non piace a chi preferisce e pretende il solito tipo di giallo (storico o meno) con l’impostazione canonica stile anni 20-40, con tanto di mappe del delitto, elenco di sospettati, fair play nell’esposizione di indizi, prove, alibi così da permettere al lettore di giungere alle stesse conclusioni dell’investigatore di turno. Beh, il mondo cambia e il modo di scrivere gialli è variato tantissimo. Tutto sta ad adeguarsi oppure ad andare a cercare (altrove) i propri romanzi preferiti. Polillo, ad esempio, da sempre va a solleticare questi gusti “classicheggianti”, ma non si può pretendere che anche il GM lo faccia. Quanto agli autori “dimenticati” (Doherty e compagnia bella), probabilmente influiscono diversi fattori nella loro assenza sulla collana, non ultimo il fatto che le redazioni cambiano, i budget vengono ridotti e i gusti di chi decide non sono più gli stessi di prima. Quanti autori il Giallo ha inizialmente pubblicato e poi mollato? Decine e decine e ve lo dice uno che acquista regolarmente dai primi anni ‘80 e ha recuperato una buona fetta delle uscite precedenti.

  21. Fabio Lotti

    Leggete di tutto, che siano gialli Mondadori s’intende, e moltiplicatevi!

  22. giuseppe

    Sto terminando la lettura de “La logica di Falconer” di Ian Morson e personalmente lo trovo avvincente sotto il profilo strettamente giallo e storicamente attendibile con un personaggio che mi convince sempre di più. Doherty è certo molto più prolifico, uno dei rari casi in cui la prolificità non va scapito della qualità e a suo tempo avevo letto molti suoi romanzi, anche quelli firmati C.L: Grace. Gialli costruiti molto bene ed originali, anche se da lui mi aspettavo un capolavoro. Stilisticamente superiore ad entrambi ed autore di una pregevole serie di gialli medievali a mio parere è Alan Gordon, di cui in Italia furono pubblicati tre romanzi da Hobby and Work. Autore poco prolifico – la sua serie si compone appena di otto romanzi, l’ultimo dei quali risalente al 2010 – sarebbe da riscoprire. Un saluto a tutti

  23. Piero

    Chiedo venia Sonia, hai perfettamente ragione. Lapsus sul vento della passione. E dire che gli ellis Petersa li ho purer quasi tutti. Ellis Peters, altra scrittrice caduto nel dimenticatoio, ma che scrisse molti polizieschi anche di epoca contemporaneas, non solo medievale. La Mondadori ne pubblicò molti, negli anni settanta

  24. Piero

    Caro Francesco, guarda che Doherty non è di venti quaranta anni fa, ma continua a scrivere. Beato lui! E le piantine non significa che identifichino per forza autori del passato: Soji continua a scrivere e a vendere romanzi e racconti con piantine! Guarda caso solo in Italia non si vendono suoi libri (solo la Giunti ha pubblicato anni fa il suo esordio capolavoro)mentre in Francia, Inghilterra, Russia, sì. Beati loro !

  25. Piero

    Hobby & Work è stata una delel case editrici tra le prime ad aver pubblicato romanzieri tralasciati da altri e ancora non presi in considerazione. Prima che Igor e mauro proponessero Doherty a Dazieri, era già stato scoperto dalla defunta Tecla Dozio della Libreria del Giallo di Milano che per qualche tempo curò la Hobby & Work e poi Todaro. Sotto la guida di Tecla, era stato scoperto e pubblicato anche Peter Tremayne, prima che fosse pubblicato da TEA. Inoltre erano stati pubblicati anche parecchi autori hardboiled, da Willeford a Stuart Kaminsky

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