Il Giallo Mondadori 3147: Il sentiero delle tombe

agosto 30th, 2016 by Moderatore

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Daniel Kind, accademico oxfordiano, e la sua partner comprano un cottage in una vallata sperduta fra le colline per sfuggire alla routine cittadina. Sono i luoghi dove lui trascorreva le vacanze con la famiglia
da bambino, e dove la memoria di un atroce delitto non si è mai cancellata. Il corpo di una turista rinvenuto sulla pietra sacrificale di un antico sito pagano aveva fatto parlare all’epoca di omicidio rituale. Il principale sospettato, Barrie Gilpin, era morto cadendo in un burrone non lontano dalla scena del crimine. Fine della storia, almeno per gli inquirenti. Non per Daniel, figlio del poliziotto incaricato delle indagini. E il fatto che Barrie abitasse a Tarn Cottage, proprio nella casa dove la coppia è venuta a cercare pace e serenità, è un motivo in più per scavare nel passato. Sarà l’ispettore capo Hannah Scarlett, responsabile di una squadra preposta ai casi freddi, a occuparsi ufficialmente della caccia a un assassino che forse è ancora in libertà. Una caccia pericolosa. Perché ci sono segreti che nessuno dovrebbe scoprire, lungo la vecchia strada per il cimitero.

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Posted in Giallo (serie regolare), Le collane del Giallo

8 Responses

  1. Alberto Minazzi

    Tutti “cold cases”, questo mese? Qualcuno sa dirmi se questo è un giallo classico o no? Grazie.

  2. Mauro Boncompagni

    Classicissimo, Alberto.

  3. Alberto Minazzi

    Grazie, Mauro. Venduta una copia (quando arriverà)!

  4. Piero

    Ho inviato l’immagine della copertina a Martin che è rimasto contento. Almeno…

  5. Alberto Minazzi

    Preso! E anche Brown

  6. Gneo

    Edwards mi era sempre sembrato un autore più valido nella descrizione degli ambienti e delle psicologie dei personaggi che non nelle trame.
    Anche questo romanzo lo conferma: 280 pagine per una storia con poco mordente sono un po’ troppe.

  7. Alberto Minazzi

    Sono partito con la lettura: vi dirò il mio giudizio alla fine.

  8. Alberto Minazzi

    Finito. In 23 giorni (e, per quanto non sia un fulmine nella lettura, normalmente, per libri di questa portata, ci metto una settimana, giorno più giorno meno). Ergo, come ho scritto anche altrove: immotivatamente lungo e di conseguenza molto lento. Anche perché, come giallo “classico”, è piuttosto deboluccio. Forse un po’ troppo “contemporaneo” (nel senso dell’affinità con i serial tv che vanno oggi per la maggiore) per i gusti di un amante, quale io sono, degli enigmi della Golden Age.

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