Il Giallo Mondadori 3125: Lacrime innocenti

marzo 1st, 2015 by Moderatore

BOWEN

Guai in vista per Molly Murphy, invitata con il novello sposo Daniel, capitano della polizia di New York, a trascorrere la luna di miele nella tenuta di un pezzo grosso. In realtà l’ospite, Brian Hannan, intende sottoporre al poliziotto un problema che lo assilla, ma si verificano due impedimenti. Primo, Daniel viene messo fuori combattimento da una brutta infreddatura. Secondo, Hannan viene trovato morto ai piedi della scogliera a picco sull’oceano. È caduto, dicono i familiari riuniti nella residenza: un tragico incidente. È stato spinto, pensa Molly, costretta dalle circostanze a vestire nuovamente i panni della detective privata, nonostante la promessa al marito di dedicarsi alla vita coniugale. Qualcuno, insomma, tra le persone con cui condivide la non più lieta permanenza nella ridente cittadina costiera, ha le mani sporche di sangue. Del resto già all’arrivo era stata accolta da un presagio nefasto. In una notte tempestosa, alla luce dei lampi, aveva scorto dietro una finestra della villa il volto di una bambina che rideva. Peccato che il posto fosse deserto, e che la bambina in questione risulti defunta qualche anno prima…

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Posted in Giallo (serie regolare), Le collane del Giallo

9 Responses

  1. Omar

    Autrice molto presente nei GM, e sinceramente me ne rallegro; “L’ultima illusione” e “Sangue reale” sono stati molto carini, leggeri e divertenti e niente affatto sciocchi; spero che quest’altro inedito di Molly Murphy (ma perchè non cominciare a tradurre dal primo libro come con la serie di Georgiana Rannoch?) sia altrettanto piacevole.

  2. Gio

    Io invece non avevo apprezzato i due libri appartenenti alla serie di Lady Georgiana, questo, almeno, a giudicare dalla trama, promette atmosfere alla Dickson Carr; lo leggerò con curiosità. L’ altra serie, ripeto, mi ha deluso parecchio.

  3. Alberto Minazzi

    Preso. Aspetto adesso con impazienza il Blake del prossimo mese…

  4. Marius

    Terminato ora.
    Romanzo sullo stile de ‘L’ultima illusione’, alquanto noiosetto.
    L’autrice avrebbe dovuto sforbiciarlo almeno del 50 per cento.

  5. Gio

    Decisamente questa autrice non fa per me…Rettifico anche il paragone con Carr, che ora mi sembra alquanto blasfemo.

  6. Alberto Minazzi

    Ho iniziato a leggerlo: le prime 70 pagine non mi sembrano niente male…

  7. Omar

    Letto. SInceramente a me è piaciuto non poco, molto carino.

    sul mio blog una recensione di questo romanzo;

    http://assassiniegentiluomini.blogspot.it/2015/03/lacrime-innocenti-di-rhys-bowen.html

  8. Gneo

    La Bowen è soggetta ad alti e bassi, tanto per il ciclo della Murphy quanto per quello di lady Georgiana.
    Il precedente ‘L’ultima illusione’ era un basso, questo invece è un alto.
    Una lettura gradevole, da non perdere.

  9. Alberto Minazzi

    Ho finito la lettura, con qualche difficoltà non legata al libro, ma al poco tempo che mi ha lasciato per leggere mio figlio di due anni e mezzo… Ecco comunque la mia recensione:

    Senza voler apparire “giallisticamente blasfemo”, ho trovato una padronanza nella costruzione della trama, nell’ambientazione (fisica e non temporale, perché non c’è realmente nessuna ragione di aver collocato la vicenda all’inizio del Novecento) e nella stesura del testo che si avvicinano a quelle della Christie. Siamo invece lontani miglia e miglia dalla “Signora del Giallo” per quel che riguarda la parte più squisitamente legata all’enigma.
    I personaggi di questa vicenda familiare, che affonda le sue radici nel passato e porta ad un nuovo dramma nel presente, sono ben delineati, anche se non tutti sufficientemente approfonditi, visto che il libro si sviluppa attorno alla figura di Molly Murphy, cioè l’investigatrice protagonista. E la soluzione è plausibile, anche se manca totalmente di pathos finale, visto che non c’è alcun sovvertimento di indizi (quelli che sono messi a disposizione del lettore sono blandi e ingenuamente unidirezionali) e l’autrice non riesce minmamente a far trasparire dalla scena in cui viene scoperto l’assassino quella tensione che invece dovrebbe caratterizzarla. Come la collocazione temporale, anche la riunione nel corso della quale si svelano le carte è poi puramente fine a se stessa, visto che non manca completamente il gioco di avvicinamento all’illuminazione finale attraverso una serie di “false verità” tipico ad esempio di un Poirot.
    Volendo dare un voto, rispolvererei il vecchio e scolastico “dal 6 al 7”.

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