La colpa (1260)

dicembre 2nd, 2010 by Moderatore

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Unico elemento certo in un omicidio carico di simboli: quel cadavere di donna orribilmente violato. La vittima: un’avvocatessa rabbiosamente impegnata a difendere “l’altra metà del cielo”. Il colpevole: Alfiero Falliverni, uomo bello e di cultura, ambiguo amante della donna. Tra disperati messaggi che nessuno vuole raccogliere, obliqui indizi che nessuno vuole indagare, spetterà ad Aleardo Falliverni, fratello dell'”assassino”, scavare nella più oscura delle verità, fino a scoprire la natura profonda della più terribile pulsione umana: la colpa.

Laura Grimaldi nata a Firenze, ha diretto diverse collane di narrativa di genere e si è occupata di critica letteraria per giornali e riviste. Ha tradotto centinaia di titoli di narrativa e saggistica, ha curato antologie e ha scritto sia saggi che romanzi. Ha ricevuto molti premi e riconoscimenti, tra cui il prestigioso Prix du Polar Européen.

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7 Responses

  1. jonjozz

    Sembra interessante; qualcuno ne sa di più? Me ne consigliate l’acquisto?

  2. GiovanniDG (già AgenteD)

    Questa volta, visto il nome dell’autrice, l’ho comprato prima che uscisse la notizia sul Blog…

  3. aemme

    Splendido romanzo psicologico. Il tema della colpa e delle sue implicazioni è trattato in modo approfondito, così come la vita del carcere vista da chi non ha nessuna coordinata per capirla. Finale amaro e a voler essere ottimista aperto a tutte le soluzioni. Assolutamente da leggere

  4. Daniele

    Questo lo prendo, sembra interessante.

    [OT]
    Sarebbe interessante riavere quest’anno l’editoriale dell’editor con qualche anticipazione.

    Devo dire che questo è stato un anno positivo per il GM :)
    [/OT]

  5. jonjozz

    Mi hai convinto : ).

  6. Marius

    Dopo la lettura ed essendo un romanzo psicologico, mi è venuto spontaneo metterlo a confronto con un altro romanzo del genere pubblicato da poco, vale a dire ‘Memoria di morte’ di Thomas H. Cook.
    Cook è chiaramente di bel altro livello che non la Grimaldi e nel suo romanzo sa coniugare all’indagine psicologica dei personaggi una trama di tutto rispetto.
    Cosa che la Grimaldi non sa fare e di conseguenza l’indagine psicologica risulta fine a se stessa.
    Il finale più o meno aperto poi (e questo vale anche per altri autori) mi dà sempre l’impressione non di una cosa voluta ma dell’incapacità di concludere in modo coerente la trama del romanzo.

  7. Danilo Campanella

    Sette di sera, indeciso su cosa leggere acchiappo questo romanzo dalla pila. Undici di sera: finito, mangiato, fagocitato. Un solo complimento: regge il confronto con il miglior Scerbanenco. Personaggi che escono dalla pagina, prosa elegante, vicenda coinvolgente proprio perché poco marcata. Forse non è un giallo, o forse è più giallo di tanti romanzucoli tutti uguali a se stessi, ma è stata una boccata d’aria fresca.

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