“Il barone” di Joanna Shupe – Passione 197

PASSIONE_197“Una nuova storia d’amore potente e sensuale.”
RT Book Reviews

New York, 1888. Spinta dal bisogno a fingersi una medium, Ava è abile nel convincere il suo ingenuo pubblico di poter comunicare con il mondo degli spiriti. Ma rischia di essere smascherata quando s’imbatte in William Sloane, ricco costruttore di ferrovie, membro di una delle famiglie più rispettate di New York, impegnato in un’importante campagna politica. Nasce tra i due un’attrazione seducente e incontrollabile. Ma come potranno conciliare un istinto così travolgente con le rigide convenzioni sociali che non vedono di buon occhio l’unione fra un uomo e una donna che appartengono a mondi tanto diversi?

 

Note:

IL BARONE ( Baron ) è il secondo romanzo della serie ‘Knickerbocker Club’, così chiamata dal nome dell’esclusivo circolo newyorkese che fa da sfondo alle vicende dei protagonisti.

La serie, che si è aperta con IL MAGNATE ( Magnate ) – nr. 188 della collana I Romanzi Passione, proseguirà con “Mogul”, di prossima pubblicazione.

 

Ambientazione:

America, Stati Uniti, New York, 1888

 

 

 

Commenti
  • Maika

    È tempo di preparare una campagna elettorale convincente, credibile, forte: John Bennett seppur sia il candidato ideale per la guida dello Stato di New York, necessita che la propria immagine venga ripulita da dubbie presenze. Costui, infatti, si lascia troppo spesso “consigliare” da Madame Zolikoff, tra le più famose medium dell’intero paese. L’influenza della donna – e l’eventuale scandalo – potrebbe compromettere il risultato delle elezioni; in virtù di ciò, il futuro vice governatore e amico Sloane non si farà scrupoli ad avvicinare – e non con velate minacce – la donna, costringendola a rinunciare al suo miglior cliente.

    «Era attraente, pensò Will, sempre che a qualcuno piacessero gli imbroglioni e i bugiardi, che lui invece detestava in modo categorico. I capelli biondi mettevano in risalto i bellissimi occhi castano chiaro; il naso era diritto e ben fatto, gli zigomi alti, le sopracciglia arcuate, le labbra piene dipinte di un rosso indecente. Gli piacevano quelle labbra. Parecchio, per la verità. Labbra da far resuscitare un morto.»

    Primo ostacolo per il barone dei treni: davanti a sé si trova una bellissima impostora; tuttavia, tiene bene a mente il proposito di farla sbugiardare dalla commissione competente.

    Una breve conversazione, piena di astio, mette in luce il carattere indomito di lei – risultando totalmente eccitante agli occhi di lui – e la rettitudine dell’uomo d’affari, che non mostra un briciolo si apertura verso chi non appartiene alla sua stessa classe sociale. Ma…

    «Le sue curve e la sua pelle olivastra forse lo incuriosivano come stranezze da Circo Barnum. […] Agli uomini come Will Sloane non piaceva la donna moderna, aggressiva. Di sicuro lui preferiva una creatura docile che restava a casa a sorseggiare tè in attesa del suo ritorno.»

    Una considerazione che calza a pennello, visto che la seconda chance di vittoria, alle elezioni, è data dall’unione perfetta: è giunta l’ora, per uno degli uomini più ricchi di New York, di prendere moglie. Ma il pensiero corre sempre lì, ad Ava, che sicuramente gli avrà fatto una sorta di incantesimo, a suon di frecciatine, battiti di ciglia…

    «Quella ragazza era un mistero… un irritante, splendido, incantevole mistero. […] — Mi fate bruciare di desiderio, Ava.»

    Entrambi si ritrovano vittime di una passione irrefrenabile che deve trovare soddisfazione: si potrebbe provare anche con un solo…

    «”Perché ho allo stesso tempo voglia di baciarvi e di strangolarvi?” — Perché mi fissate la bocca? — E perché voi fissate la mia bocca? — Perché è la cosa più incantevole che abbia mai visto.»

    Un bacio. La miccia che scatena l’inferno, causando notti insonni, rivoltando i loro mondi fatti di consolidate certezze: diventare amanti sarebbe una catastrofe per il futuro di entrambi ma soprattutto per il cuore già ferito della medium. Ava è consapevole di non essere all’altezza di Will; lui, d’altro canto, non riesce che a considerarla – ancora una volta – la pietra dello scandalo, di cui non può più fare a meno.

    Sotto sotto, qualcuno sta tramando affinché la donna esca definitivamente dalla vita dei futuri rappresentanti del governo dello Stato di New York. Minacce, intrighi di potere, irrazionalità, paura e passione, riempiranno la vita dei protagonisti che scoprono un sentimento troppo forte, e che pretende di essere difeso.

    Siamo nel 1888, a New York, nel pieno fermento industriale e politico. William Sloane, conosciuto anche come il barone delle ferrovie, è altezzoso, pieno di sé e sicuro di ciò che desidera dalla vita: accumulare ricchezze. Il suo vivere è il frutto di un padre deplorevole, che lo ha fatto sentire inutile: Will cerca un riscatto, per mostrare a se stesso che il defunto genitore si sbagliava di brutto; ricchezza e potere, che un posto al governo può garantirgli definitivamente. In più, una ragazza di buona famiglia al proprio fianco dipingerebbe un quadro perfetto…

    Ma il destino, al fianco e nel cuore, gli ha piantato nientemeno che un’affascinante medium, con il potere ammaliante di una strega. Una condizione, quella di Madame Zolikoff, che nasce dalla necessità: Ava è uscita distrutta da una storia spiacevole, e deve badare a tre fratelli minori. Un travestimento volto alla realizzazione di un sogno.

    Due anime affini, entrambi ambiziosi e alla ricerca di giustizia, seppur vi sembri una cosa assurda… in fondo Ava è un’ingannatrice, ma lo fa con uno scopo “altruistico”, come avrete già immaginato. Ho trovato interessante il profilo dei protagonisti, che si mostrano gradatamente al lettore, evolvendo sotto ogni aspetto: Ava impara finalmente a fidarsi di un uomo ma soprattutto dei suoi stessi sentimenti; William è “vittima” di un amore che lo cambierà nel profondo. Di quest’ultimo, vi innamorerete immediatamente per il suo aspetto fisico, e cadrete ai suoi piedi quando in una sera troppo afosa noleggerà una carrozza “in più”… il barone della ferrovia sta cedendo al calore della famiglia.

    La storia trova coerenza con il periodo storico e l’ambientazione, e a tal proposito vi consiglio di non fermarvi al punto finale: importanti sono le precisazioni dell’autrice che vi illustrerà certi meccanicismi – poco puliti – della sfera politica. Adoro la penna di Joanna Shupe – sapiente e dinamica – che nutre la narrazione infarcendola di sottotrame che accompagnano il lettore a un climax da cardiopalma… per scemare con gli occhi a cuoricino.

    Avvincente, intenso e passionale: in poche parole super consigliatissimo!

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