“Schiavo del tuo cuore” di Mirta Drake – Extra Passion 137

EXTRA_137Roma, 43 a.C. Viridis è uno schiavo guerriero, determinato a riconquistarsi la libertà attraverso la gloria nell’arena. Diventa così uno dei gladiatori più celebri di Roma, ma la ludus gladiatoria cade in disgrazia e le cose peggiorano ancora quando il suo padrone subisce un attentato. Torna allora nella capitale l’unica figlia del suo signore, Zenobia, con l’intento di risollevare le sorti della ludus, sfidando regole e convenzioni. Prigioniera di un matrimonio infelice, la giovane è decisa a dimostrare al padre che può essere orgoglioso di lei quanto di un figlio maschio. Ma quando incrocia il magnetico sguardo di Viridis, ogni suo piano vacilla sotto le sferzate di un’attrazione tanto proibita quanto pericolosa, una lussuria da tenere segreta a ogni costo…

 

Note:

SCHIAVO DEL TUO CUORE è l’ultimo, avvincente romanzo di Mirta Drake, una delle più apprezzate autrici italiane di romance.

Tra le altre opere dell’autrice già pubblicate da Mondadori, ricordiamo LA SEDUZIONE DEL GHIACCIO, IL FASCINO DEL FUOCO, LA TENTAZIONE DELL’ARIA, LE PROMESSE DELLA TERRA, PIUMA NERA, SOSPIRI E ALCHIMIE, NEI BACI E NELLE TENEBRE e L’INCANTESIMO DI ATLANTIDE nella collana I Romanzi Extra Passion; PER AMORE DI UN CORSARO, nella collana I Romanzi Classic.

 

Ambientazione:

Roma, 43 a.C.

 

Commenti
  • SilverSliver

    Trama super interessante! promette davvero bene, cover compresa. Questa autrice mi ha riavvicinata al mondo dei rosa e non mi delude mai!

  • Maika

    — Credo che ben presto Ottaviano finirà per marciare verso Roma e prendersi con la forza, o forse con la sua proverbiale astuzia, l’incarico consolare. Dopo la battaglia di Modena, in cui sono morti i consoli Gaio Vibio Pansa e Aulo Irzio, e si mormora sia stato Ottaviano stesso a farli eliminare, Roma è allo sbando, coinvolta nella lotta per il potere tra Marco Antonio e Ottaviano. Gli equilibri sono delicati e c’è astio tra Ottaviano, tra l’altro considerato troppo giovane per essere console, e il Senato…

    Roma, 43 a.C., la giovane Zenobia torna a Roma al capezzale del padre, Rutilio Zeno Durmio, vittima di un attentato. L’uomo è un lanista, proprietario di una delle scuole gladiatorie più prestigiose di Roma, e come tale si è fatto dei nemici. È sconosciuta l’identità di colui che lo vuole morto anche se la ferita sembra sia stata provocata dal proprio “pupillo”, il gladiatore che affascina gli amanti dell’arena e le donne: Viridis. Tuttavia, Zenobia vuole andare a fondo sulla faccenda, visto che ha intenzione di rilevare la scuola mantenendo al comando, come Magister, Marzio. Gli uomini del padre e i gladiatori giurano fedeltà alla nuova padrona tranne uno: ancora Viridis. Quest’ultimo particolare conferma, alla domina, la volontà di indagare e incontra il trace per un confronto faccia a faccia. Lo schiavo, però, pone delle condizioni, le stesse che lo legavano al precedente padrone – Zeno – e che, all’apparenza, dovrebbero scagionare Viridis.

    — Pertanto non mi sbagliavo. Ti consideri prezioso al punto da trattare con me? Tu che sei stato la disgrazia di questa scuola?

    — Sono soltanto onesto. Preferisco la morte a una vita priva di obiettivi. Non darei il meglio nell’arena e non ti renderei un buon servigio, se giurassi solo per compiacerti. Uccidimi e troverò la pace, oppure concedimi ciò che chiedo in modo che possa aspirarvi.

    Quale segreto nasconde lo schiavo? Quale obiettivo ha in serbo per il proprio futuro? Zenobia sa; ciò la innervosisce soprattutto perché le motivazioni di Viridis sono comprensibili, ma di più perché quel colloquio pieno di astio le ha rimescolato lo stomaco e un posto un po’ più in basso.

    La romana è infelice, e questo istante ha messo in discussione un altro accordo, quello stipulato tra Flavio, suo cugino, Zeno e il centurione, suo marito, Aulo Appio Messalla. Difatti, il suo matrimonio da bambina si era basato, come spesso accadeva, su un contratto che avrebbe soddisfatto entrambe le parti, anche se il suo cuore sognatore sperava fino alla fine in una storia romantica. Di romantico, purtroppo, c’erano solo i sesterzi che sarebbero passati da una tasca all’altra: Zenobia era solo l’oggetto di un atto di compravendita.

    La “fuga” da Capua, con la fedele ancella/amica Melina, non è altro che un modo per riscattarsi, ricominciare e vendicarsi degli uomini della sua vita, che si sono presi gioco di lei. Non aveva calcolato, però, che il sogno di fanciulla, trovare l’amore, non le era stato negato… e forse gli Dei glielo avevano presentato nei lineamenti marcati e segnati di un gladiatore.

    I lunghi capelli, biondi e ondulati, erano fissati in alto, in cima al capo, alcune treccine partivano dalle tempie e sbucavano dalla bizzarra acconciatura, simile a un nodo, conferendogli un aspetto esotico e selvaggio. Si era tinto le gote di nero, forse un’usanza del suo popolo, e adesso i suoi tratti spigolosi del viso spiccavano, ma non quanto gli occhi di un verde simile a quello degli smeraldi più pregiati.

    Tanta bellezza non passa inosservata, ovviamente, e in Zenobia si fa largo un altro sentimento: la gelosia. Ciò accende anche un altro campanellino d’allarme… che non si tratti solo di una mera attrazione fisica, eppure tra i due, di concreto, non c’è stato ancora nulla. All’uomo, tuttavia, non occorre il suo corpo per ammaliarla; Viridis ora può dimostrarle la sua fedeltà, aprendole gli occhi.

    “Sei solo uno schiavo, un gladiatore. Cos’altro ti aspetti da me?”

    “Vorrei che mi amassi, anche soltanto per un giorno, per sapere cosa si prova e perché tu stessa possa capirlo.”

    Non ci sono solo le ferite del cuore da curare, entrambi hanno degli obiettivi e, a un certo punto, questi coincideranno; quindi, Zenobia e Viridis duelleranno con i loro nemici fino all’ultimo respiro.

    Una frase, azzardata, l’ultima, ma ciò per farvi capire che faranno fronte comune… con la speranza di poter vivere liberamente il proprio amore; tuttavia, tenete in considerazione la presenza di un marito e ben due patti da rispettare.

    Cari lettori, il mio cuore tentenna tra il grande spoiler e il volervi fortemente invogliare per la lettura, e opto per la seconda, perché Schiavo del tuo cuore segna, per Mirta Drake, la novità e, ahimè, rischia di scacciare al primo posto, nel mio cuore, Niklas (diciamo che lotterò per farli convivere, il “nuovo romano” e il vikingo!). Con questo romanzo l’autrice si distingue per la forte presenza del contesto storico; puntuale nei collegamenti con i veri fatti avvenuti nell’antica Roma, siamo spettatori nell’arena quanto nella vita di figure come i lanisti (i macellai) e i gladiatori/schiavi. Come scoprirete dalle curiosità nella post-fazione, la Drake ci dona la prima lanista donna con Zenobia, anche se le mogli, talvolta, lavoravano nell’ombra. Non dimenticate mai di arrivare sempre in fondo, soprattutto nei Romanzi Mondadori, dove tutte le curiosità vengono soddisfatte.

    L’intreccio è ben congegnato, rimescola personaggi – soprattutto secondari – con ruoli atti a dare la svolta. Ho adorato i protagonisti, la passione tra i due, che oltre a quella fisica, è devozione totale, fatta soprattutto di fiducia reciproca. Ancora una volta si parla di “differenze” – e in questo Mirta Drake è maestra (es. L’incantesimo di Ataltide) – che non sono insormontabili, neanche tra una padrona e il suo gladiatore. Sono incantata, innamorata e quando una storia continua a rimbalzare tra i ricordi e il cuore, e suscita emozioni anche ora che sto scrivendo, be’ l’obiettivo è stato centrato.

    La Drake continua a incantare con la sua scrittura; il linguaggio è sempre pertinente al contesto e mostra tutta la ricerca che c’è dietro un romanzo. Lascio a voi entrare nella vita di ogni personaggio senza dilungarmi ancora; l’inganno e la rivalsa sono un po’ i vocaboli principali di questa storia e sfido a voi scovarli associando a essi i volti di antagonisti e attori principali.

    Schiavo del tuo cuore non merita meno di un libro aperto e non posso fare a meno di consigliarvelo ancora e ancora!

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