“Baciami sotto l’albero” di Roberta Ciuffi – Romanzi 935

Cinque storie di grande raffinatezza
nella magica atmosfera del Natale

Nel 1875 a Bagni, cittadina termale alla moda, si intrecciano storie private che fanno capo a una società elegante e aristocratica, circondata da una borghesia snob e invidiosa. Amori antichi che riprendono vita, solitudini che si incontrano e si riconoscono, passioni che divampano nonostante differenze sociali apparentemente insuperabili: una guerra perenne contro un destino che sembra già tracciato. Invece, qualche volta è possibile ribaltarlo, ma solo quando i sentimenti hanno una forza e una fede sufficienti a vincere la paura di mettersi in gioco.

 

    Note:

BACIAMI SOTTO L’ALBERO è la nuova antologia natalizia di Roberta Ciuffi, una tra le più apprezzate scrittrici italiane di romance, autrice di numerose opere di varia ambientazione storica, dal Medioevo all’Ottocento.

Le lettrici potranno trovare al link indicato qui di seguito la videointervista in cui Roberta Ciuffi presenta BACIAMI SOTTO L’ALBERO, e scaricare gratuitamente le prime pagine di “E giunse una stella…”, il primo racconto dell’antologia:

http://blog.librimondadori.it/blogs/iromanzi/2010/11/17/la-nuova-antologia-di-roberta-ciuffi-baciami-sotto-lalbero/

Tra le opere di Roberta Ciuffi già pubblicate in precedenza da Mondadori nella collana I Romanzi, ricordiamo IL RITORNO DEL MARINAIO, DAMIGELLA, FINO IN FONDO AL CUORE, UN MARITO PER REGINA, LA PREDA MAGNIFICA, LA FAVOLA DI BELLA e, nella collana Mystère, LA ROSA DELLE MALETERRE.

    Ambientazione:

Italia, 1875

Commenti
  • GIUSY73

    E’ la piu’ bella copertina dei romanzi di Dicembre e, cosa ancora piu’ gradevole, per un romanzo italiano.

  • elena

    Non vedo l’ora d’averlo tra le mani, l’idea mi stuzzica parecchio!!

  • lib63

    Molto apprezzata la scelta di letture ambientate nel periodo di Natale e molto belle anche le copertine.Complimenti Redazione!!
    Lib63

  • Iris

    Durante le feste è bello leggere un libro con storie ambientate a Natale…non vedo l’ora di leggerlo!

  • Claudia88smile

    Appena l’ho comprato ho avuto già una prima delusione:è tagliato malissimo! Sembra un trapezio,tanto che in alcune pagine mi è difficile interpretare le parole:a ciascun rigo mancano almeno tre lettere di ogni prima parola.
    Speriamo che i contenuti, almeno,siano migliori….

  • Claudia88smile

    E’la prima volta che leggo un’antologia, quindi non sapevo cosa aspettarmi,ma non ero prevenuta nei confronti di questo libro.
    Premesso questo,sarò molto schematica nei commenti:
    1°-“E GIUNSE UNA STELLA”: mon mi ha detto proprio niente, nel senso che mi ha lasciata letteralmente e totalmente indifferente. Il protagonista maschile fà una tempesta in un bicchier d’acqua e tutto si risolve in maniera lampo.
    2°-“UN ANGELO DEL SIGNORE”:Marina, all’inizio, mi è fortemente antipatica…poi mi fà una gran pena,come mi fà pena Massimo (anche se per un verso lo biasimo perchè predica bene e razzola male; io le parole da lui pronunciate a pag 130 non gliele avrei perdonate!)e come mi fà pena l’altra Marina.Alla fine mi è rimasto l’amaro in bocca perchè si è risolto tutto troppo in fretta, quando invece avrei voluto più spiegazioni e chiarimenti da parte di tutti e due i protagonisti;ma soprattutto, personalmente,questa storia ha spento in me qualsiasi tipo di spirito natalizio: troppo dramma!E mi ha notevolmente depresso…
    3°-“LA LUCE RISPLENDE NELLE TENEBRE”:è (a mio parere) il racconto più bello dell’antologia.Mi ha appassionata da subito, sia perchè, finalmente, si dà spazio ad una ragazza di estrazione sociale meno fortunata (e non alle solite nobili, decadute o meno), sia per la redenzione con tanto di rivelazioni finali, che definirei “succose”.Bello veramente!
    4°-“I MAGHI VENUTI DALL’ORIENTE”:di questo racconto ho apprezzato tre cose: il fatto che la protagonista non sia la solita bellona di turno, ma una ragazza normale,con difetti e pregi, come tutte -l’amore tra due persone di cultura diversa, che supera ostacoli e pregiudizi e,infine,mi sono molto piaciute le descrizioni del mondo circense: davvero suggestive!
    5°-“L’ALBA DI UN TEMPO NUOVO”:avrei voluto sapere molto, ma molto, di più!Ci sono così tante cose non dette e, direi,anche essenziali.Come ne “Un angelo del signore”,mi ha dato fastidio una frase del protagonista maschile,che anche qui,non avrei perdonato.(mi riferisco alle parole che vanno dal ventinovesimo al trentaquattresimo rigo di pag 316; la mia reazione è stata: Cosa?!?! Un giorno?!?!)
    In definitiva è un libro piacevole ma,ripeto,che avrei voluto più approfondito in certi punti. Naturalmente le mie valutazioni sono “soggettive” e assolutamente non portate a screditare l’abilità narrativa della scrittrice,che tra l’altro è ineccepibile. E cosa non da poco, è da premiare per il coraggio nella scelta delle protagoniste: non le solite ingenue, ma donne vissute e, nel caso di Marina e Odette,definite “perdute”.

  • lib63

    @Claudia88smile

    Quando ho letto che la tua copia era tagliata male mi è preso un colpo.Purtroppo è ancora viva in me la mancanza del finale del libro di qualche tempo fa Western…non mi ricordo il titolo.Devo dire però che la mia copia è ben tagliata e impaginata,quindi suppongo tu sia incappata in una copia fallata.
    Lib63

  • Claudia88smile

    @ lib63
    Si, è vero. Domandando un pò in giro, ad amiche varie,ho notato che soltanto io sono stata sfortunata nella mia copia.Purtroppo non ho potuto nemmeno cambiarlo perchè, con mio grande rammarico,l’edicolante aveva già esaurito tutte le copie disponibili…

  • franca

    Non amo le antologie (l’unica è un film di Claude Lelouch ,Bolero, che consiglio ma che non centra nulla). Come dicevo non amo le antologie e questa non mi è piaciuta: tutto troppo abbozzato. Quando leggo il chi, dove, quando, come, perchè (e aggiungo io il dopo)per me sono fondamentali. lA LUCE RISPLENDE NELLE TENEBRE è il racconto che a parer mio poteva diventare qualcosa di più, e spero che lo diventi, i personaggi si prestano ad altri sviluppi come da classico romance.
    Ho trovato anche un errore,e se mi sbaglio chiedo scusa all’autrice,: a pag. 16 Giacomo ricorda che con Marina erano stati amanti e poi diventati amici; a pag. 83 Marina pensando all’amicizia con Giacomo ricorda che non c’èra stato altro. Come la mettiamo? Erano amanti diventati amici o erano amici e basta?

  • Claudia88smile

    @ franca
    Forse Marina, per “farsi compagnia”,intende “andare a letto” e per “non c’è mai stato altro”, intende che la relazione non si è mai sviluppata al di fuori delle lenzuola e, quindi, è stata senza risvolti sentimentali….puro e semplice sesso, come direbbero tanti.

  • franca

    @ Claudia
    Si avevo preso in considerazione che potesse essere questa la spiegazione però non mi convince. La lunga frequentazione del romance mi fa dire che di solito le autrici non lasciano ad interpretazioni personali le lettrici ma sono sempre esaustive.
    Naturalmente può essere anche come dici tu.

  • matesi

    Il mio parere è molto diverso dai precedenti, Secondo me, si tratta di un’eccellente antologia in cui i singoli racconti si incastrano quasi perfettamente come i tasselli di un mosaico e viene fuori una rappresentazione di grande varietà, in cui i destini si sciolgono e si allacciano senza annoiare mai il lettore. La Ciuffi raggiunge qui forse il suo risultato narrativamente migliore: un romanzo di gusto tipicamente italiano, ma dalla caratura internazionale.
    La copertina non è molto adatta al volume perché fa pensare alla vicenda di due coppie, anziché ad una storia corale.

  • GIUSY73

    Io sono a meta’ di : LA LUCE RISPENDE NELLE TENEBRE e trovo il libro una gradita novita’!! Lo stile della CIUFFI mi piace moltissimo…le storie si mischiano l’una con l’altra in modo omogeneo e scorrevole, e l’approfondimento psicologio mi fa apprezzare i vari personaggi che hanno pregi e difetti come e’ giusto che sia ..( certi eroi di certe scrittrici sono troppo perfetti per i miei gusti!! e anche alcuni personaggi secondari non hanno spessore). qui’ ho trovato tutto cio’ che io cerco in un romanzo, ma la cosa piu’ bella e’ che voglio continuare a leggere perche’ mi incuriosisce e mi coinvolge.
    Proseguo con piacere nella lettura… alla fine lascero’ un altro commento.

  • GIUSY73

    Innanzi tutto ringrazio Roberta Ciuffi per aver dedicato il libro a noi lettrici e per averci augurato un felice Natale…Da parte mia, UN BUON NATALE anche a lei!!
    Le faccio anche i complimenti per l’antologia che ho apprezzato e divorato. La storia che mi ha colpito di piu’ e': I Maghi venuti dall’Oriente. Ho ammirato il coraggio di Dorotea e la sua voglia di dare una svolta decisiva alla sua vita, di voler “vivere” davvero e non essere solo spettatrice della propria vita… ha capito che non e’ mai troppo tardi, per cambiare, e che a volte siamo noi le artefici del nostro destino. In tutto il libro, il senso della famiglia (che poi e’ lo spitiro del Natale) si e’ sentito fortissimo e a me ha trasmesso il senso del perdono di MARINA, che da’ una seconda possibilita’ al suo matrimonio, la voglia di gioire,( nonostante tutte le avversita’) di FLORA,…la speranza di DELIA in un nuovo inizio e quella di un nuovo futuro, per DALMA. Cinque donne straordinarie che hanno incontrato (o rinnovato)l’amore, nel periodo piu’ bello dell’anno, e che con le loro vicissitudini mi fanno pensare: senza una famiglia non facciamo parte di niente.

    BUON NATALE A TUTTE!!!

  • matesi

    A proposito di sviste e maschilismo.

    SPOILER
    La svista mi pare innegabile: evidentemente, quando ha scritto il primo racconto (che mi pare sia stato il primo in assoluto) l’autrice non aveva ancora messo bene a fuoco la figura di Marina. E forse non aveva ancora deciso di farne la protagonista di un altro racconto. Suggerirei, in una prossima edizione, di togliere l’accenno di pag. 16, visto che in “Un angelo del Signore” Marina mi ha dato l’impressione di non aver mai commesso davvero adulterio.
    Quanto alle osservazioni sul maschilismo dei personaggi (e quindi dell’autrice), penso di non sbagliare dicendo che le lettrici in questione devono essere giovani. Io invece non lo sono più da tempo e vi racconterò la mia esperienza.
    Vengo da una grande (peraltro affettuosissima) famiglia patriarcale di vecchio stampo e vi garantisco che ancora 40-50 anni fa la reputazione di una donna era cosa fragilissima. C’era una morale per gli uomini ed una per le donne. Mai i miei parenti avrebbero compreso né perdonato un bacio ad un altro uomo che non fosse tuo marito.
    Provate a retrodatare questa mentalità al 1875 e vi sarà chiaro che la Ciuffi ha addolcito di molto il maschilismo d’epoca.
    Basta menzionare la vicenda di Sibilla Aleramo: negli ultimi anni del secolo, fu costretta a sposare il suo stupratore (come richiedevano i principi d’onore di allora; e come continuarono a richiedere almeno fino a Franca Viola). Quando poi, non sorprendentemente, il matrimonio con un uomo interessato, rozzo e violento si rivelò insopportabile e la donna abbandonò il tetto coniugale per un altro uomo, dovette affrontare i rigori della legge (allora tutta a favore dell’uomo) e fu per esempio separata dal figlio fino alla maggiore età. Un figlio che poi la rinnegò, perché cresciuto nell’imitazione della mentalità paterna.
    Credetemi, oggi non si ha la minima idea di che cos’era il maschilismo della società italiana prima del benemerito 1968.

  • Libera

    Voce dissenziente la mia, almeno rispetto a questo coro, dato che il libro mi è piaciuto. Certo concentrare tante storie nel solito spazio era ovvio che portava a racconti abbastanza veloci. Romanzi brevi se presi separatamente… ma… a dire la verità io li ho letti come un romanzo unico visto da varie sfaccettature. Diversi punti di vista per la stessa sceneggiatura. E come un’opera teatrale i vari racconti hanno messo in atto le diverse storie. Ogni scena presentava lo stesso avvio scenografico e protagonisti diversi.
    Nel secondo racconto non mi vergogno a dirlo che ho pianto per il dolore di Masrina ma soprattutto per la sua scelta di rinascita.
    Molto tenero il terzo racconto con una coppia originale e un bel finale.
    Complimenti all’autrice per il coraggio di cimentarsi in un’antologia e per aver scelto personaggi così particolari eppur nuovi, un po’ esotici alcuni ma tutti facili all’immedesimazione.

  • Claudia88smile

    @ matesi
    Su Franca Viola ti dò assolutamente ragione: è una donna straordinaria che, in una società di estremo “bigottismo”, ha avuto il coraggio di ribellarsi da un’imposizione “immonda”.
    Per quanto riguarda Sibilla Aleramo devo dissentire: questa donna, pur essendo stata costretta ad un matrimonio riparatore e ad abbandonare il tetto coniugale, non si è disturbata poi molto a tenere private le sue “numerosissime” relazioni verso quella società,classificata da lei stessa come gretta e ipocrita.
    Il figlio poi, è vero che la rinnegò,ma per un motivo ben semplice: lei cambiava partner continuamente e, senza sembrare retrogada, nelle sue avventure si annoverano anche nomi femminili, come Eleonora Duse,Lina Poletti..
    Con questo non voglio dire che abbia fatto male a ribellarsi ad una condizione di inferiorità (per usare un buonismo), ma non mi si venga a fare come esempio di donna succube (verso il marito, la società..)Sibilla Aleramo: lei di certo ha recuperato “pienamente” i suoi anni bui.

  • Antonella

    Veramente un bel romanzo! Molto bella l’idea dei cinque racconti collegati fra loro che insieme formano un affresco di persongaggi in un ristretto periodo di tempo e con lo spirito natalizio come protagonista. Ci sono probabilmente meno “fatti” rispetto ad un romanzo ma così risaltano i sentimenti che sono la cosa più importante.
    Complimenti a Roberta Ciuffi e Buon Natale!

  • mau

    che dire… boh…dei racconti più che vero romanzo, non so dare giudizio solo che dopo il terzo ..non ho avuto più volgòlia di leggere gli altri!! Della Ciuffi mi è piaciuto solo “il marito di Regina”. ciao a tutte|

  • Cristina

    Quest’antologia di racconti natalizi è bellissima! Credo che sia uno dei lavori più riusciti di Roberta Ciuffi. Capisco anche chi trova soddisfazione in un romanzo, ma questa è un’antologia di racconti, è implicito dunque nella sua natura che abbia queste caratteristiche di brevità, che anzi, a mio avviso, a differenza di altre che ho avuto modo di leggere in questi anni, non limitano la vicenda a un paio di scene, ma danno una visione d’insieme caratteristica e molto originale. Ho infatti molto apprezzato che ogni racconto contenga collegamenti con gli altri, e che ci sia una conclusione che li raggruppi tutti. Devo dire inoltre che ho apprezzato anche che l’amore sia tale per tutti coloro che lo sentono, e che lo provano, a prescindere dalle loro doti, ricchezze e status sociale. La piccola Flora e Dorotea Colucci ne sono esempi lampanti. Lo spessore dei personaggi è curato in ogni dettaglio, e finalmente l’aspetto storico ci viene proposto con leggerezza, senza sembrare un noioso trattato di nozioni, descrizioni e date. Credo che questa bella storia d’amore, che si dirama in tante scene con diversi protagonisti, offra uno spettacolo straordinario di romanticismo, di buoni sentimenti, e di amore. La società italiana di fine secolo è dipinta sapientemente, ma sono le vicende vissute dai vari personaggi che mi hanno emozionato, commosso, fatto sorridere e strappato qualche lacrima.
    Concludo con una frase dell’antologia che mi è piaciuta moltissimo, e che ho trovato molto significativa: Alcune persone appartengono al posto in cui sono nate. Altre devono trovarlo. Altre infine non appartengono a nessun posto che abbia terra solida sotto i piedi: appartengono al vento.

  • matesi

    @ Claudia88smile
    Devo confessare che anch’io provo orrore per la promiscuità e, quanto alla bisessualità, non ho ancora capito se si tratti di una diversità o di una perversione.
    Ho menzionato la Aleramo solo in riferimento alla prima parte della sua vita e solo per esemplificare le difficoltà legali e il maschilismo che doveva affrontare una donna all’epoca.
    Posso aggiungere che negli anni Settanta la scrittrice divenne un’icona del femminismo in ascesa, grazie ad un memorabile sceneggiato televisivo che ne faceva un’eroina e che, significativamente, taceva sul fatto che motivo scatenante della separazione fu l’amore per l’intellettuale Cena. Ammetto che, quando scoprii tutte le relazioni seguenti, anch’io rimasi piuttosto sconcertata.
    Quanto ai rapporti con il figlio, la versione cui ho accennato fu fornita, se ricordo bene, da Dacia Maraini.
    Non ho mai approfondito ulteriormente la questione su cui, evidentemente, tu hai raccolto un’interpretazione differente.
    Ciao.

  • Claudia88smile

    @ matesi
    Non volevo sembrare polemica: ho poco più di vent’anni e, forse è vero che, non avendo vissuto in un’ epoca dove il volere maschile era legge, tendo un pò troppo a criticare le protagoniste di libri che mi sembrano (a mio parere)eccessivamente sottomesse verso gli uomini.
    Detto questo,voglio premettere che ho “conosciuto”la Aleramo sui libri di scuola ma, molto genericamente (si può dire all’acqua di rose)poi, dacchè mi interessava sapere di più di quella che mi sembrava una “grande donna”,ho cominciato a documentarmi per conto mio e, ciò che me l’ha resa estremamente “antipatica” sono state delle sue parole,durante gli ultimi anni della sua vita,per quanto riguarda il femminismo; ha chiaramente rinnegato quegli anni, definendoli “un’avventura da adolescenti”…
    Dunque mi compiaccio che le sia stato affibiato il soprannome di “lavatoio sessuale della cultura italiana”,non tanto per il suo comportamento promiscuo (anche perchè sono del parere che l’amore sia universale e, se una donna o un uomo si innamorano di una persona del loro stesso sesso, non c’è assolutamente nulla di male, a patto però, che ci sia un limite al numero di relazioni; e la penso così anche per la sfera etero) ma per la sua ipocrisia. Penso che se ti comporti in una certa maniera devi accettarne le conseguenze.
    Comunque, per quanto mi riguarda, preferisco Anna Kuliscioff.
    Ciao!

  • Claudia88smile

    @ matesi
    Dimenticavo:sulla Aleramo ho letto “La santa e la spudorata” e “Sibilla aleramo:gli anni scandalo di -Una donna-“, oltre che un saggio sul femminismo all’università, di cui non ricordo il nome.
    Ciao!

  • matesi

    @ Claudia88smile
    Carissima, mi pare normale che tutti noi siamo influenzati dalle nostre esperienze e quindi ignoriamo almeno in parte cosa succedeva addirittura prima che nascessimo. Personalmente apprezzo molto il tuo femminismo, che mi pare un po’ in calo di questi tempi, in cui si torna a valutare una donna solo per il suo aspetto fisico o addirittura si mercifica il proprio corpo senza scrupolo.
    Mi ha fatto molto piacere discutere la questione con una persona giovane come te. A presto e buon Natale.

  • Claudia88smile

    @ matesi
    Anche a me ha fatto piacere parlare con te;trovo molto gradevole potermi confrontare con persone che approvano,ma soprattutto capiscono il mio punto di vista.
    Ci hai preso in pieno: sono una femminista convinta (di quelle toste, che non si fanno passare nulla sotto il naso…)e mi piace parlare, con gli ultimi esseri umani sensati, che preferiscono una donna intelligente e con la voglia di imparare e confrontarsi ad una (purtroppo, come hai detto tu, sempre in crescita)pseudodonna, co atteggiamenti da ochetta e, con la convinzione che basti un bel visino e una gonna corta per fare carriera.
    Ci sentiamo. Buon Natale!!!

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