7 commenti

  1. Pubblicato il 4 febbraio 2009 at 01:10 | Permalink

    Io forse sono il meno indicato per aggiungere commenti a questo post, in quanto ho avuto la fortuna di avere dei genitori molto presenti.
    Per me questa è sempre stata la normalità.
    Mi rendo conto sempre più spesso, che questa non è una codizione comune per tutte le famiglie.

    Hai fatto bene, caro Prof, ad affrontare questo tema, specialmente tu che te ne intendi di ragazzi, famiglie ed educazione.

    La riporva di questo interesse e della tua sensibilità è il riscontro che hai avuto dal convegno di Firenze, con e-mail come quelle che ci hai pubblicato.

    Bye,
    Charles

  2. Pubblicato il 4 febbraio 2009 at 10:30 | Permalink

    Io ci sono! Forse fin troppo..ma permettimi di dire che(dal mio discreto osservatorio),la testimonianza della studentessa di Firenze è una “perla” sempre più rara.Personalmente, mi misuro ogni giorno con difficoltà di vario tipo, che in sostanza si riconducono tutte al non volere il dialogo, alla distanza,che diventa”non esserci”fisicamente.Eppure io ci sono! Ci sono per ascoltare,prima d’ogni cosa;per comprendere e condividere,poi.
    Davanti a tanti muri,ogni piccola breccia è una conquista enorme che si può perdere un attimo dopo..Ma io ci sono!Per “i ribelli che sono il sale della terra”,e per quelli che lo sono, senza ancora saperlo.

  3. Pubblicato il 4 febbraio 2009 at 14:26 | Permalink

    Eccomi!Io ci sono sempre!Anche mio marito!Anche i figli fra loro!Ognuno col suo meglio ,ognuno a modo suo!

  4. Pubblicato il 4 febbraio 2009 at 17:08 | Permalink

    Credo che ci sia bisogno di parlare, oltre che di “presenza” soprattutto di “vera presenza”.
    Ci sono genitori che sono presenti, anche ventiquattro ore su ventiquattro, ma che trsformano la loro presenza da “verso i figli” a “verso loro stessi”.
    Si tratta di quell’amore egoista che troppo spesso aleggia in tante famiglie, in tanti matrimoni, in tante coppie.
    Ma , per fortuna, ci sono genitori come quelli della studentessa di cui hai pubblicato la mail, che sono presenti nel vero senso della parola.
    E speriamo che siano tanti.
    Ciao!
    Carmen

  5. Pubblicato il 4 febbraio 2009 at 20:25 | Permalink

    charles: io provo a capire qualcosa e a dare un piccolo contributo, almeno alla riflessione.

    franca: a volte la presenza sarà forzosamente silenziosa, ma anche quella ha il suo valore.

    vanda: proprio così, come negli Incredibili!

    carmen: anche io me lo auguro e per fortuna ne incontro tanti!

  6. Pubblicato il 5 febbraio 2009 at 07:07 | Permalink

    Esatto per noi gli Incredibili sono un mito!
    Ho la figurina di Elastic girl nel portafoglio,dono dei figli per i momenti difficili!!!

  7. Pubblicato il 5 febbraio 2009 at 12:20 | Permalink

    Ci sono anch’io: come genitore del
    Prof non posso esimermi dal dire la mia: se il Prof ha questa sensibilità verso questi problemi e se ne fa un dovere di comunicarli agli altri per aiutarli a crescere vuol dire che io e mamma e.r. siamo stati sempre presenti nella sua adolescenza, ma soprattutto continuiamo ad esserlo ancora oggi che lui è un adulto
    capace di ricambiare con il suo affetto ciò che ha ricevuto. Non
    puoi pretendere da un figlio nulla se non sei stato tu il primo a dare. Grazie Prof e a presto,
    Baffopapà

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