6 commenti

  1. Pubblicato il 7 novembre 2008 at 15:15 | Permalink

    C’ero anch’io al magnifico incontro con Prof2.0, a cui sono profondamente grata, e sono rimasta colpita dall’incertezza, dalla paura, dal senso di smarrimento quasi, che traspariva dalle domande di tante mamme (i papà presenti stavano zitti): “come fare?…”
    Sono andata a casa riflettendo sulla paura che intride questa Shit City, questa mia gente, genitori e figli, maestri ed allievi… Da dove venga tanta paura è abbastanza chiaro, ma non m’importa dirlo qui.
    M’importa invece, e tantissimo, la possibilità di dare sollievo e sostegno; m’importa che i cuori trovino conforto e fiducia. Come?
    L’unica risposta mi sembra possa venire dall’amicizia. Per favore, gente, tutti! approssimiamoci a chi ci sta a fianco. Condividiamo il buono che siamo ed abbiamo, aiutiamoci a vivere, appoggiamoci l’uno all’altro! Non è un appello moralistico, il mio, non è volemose bbène. Non c’è, semplicemente, un altro modo di essere umani!
    Io stessa ero arrivata alla serata, piena d’interesse e curiosità, ma col cuore gravato da un problema personale molto doloroso. E lì ho trovato per caso un’amica che – senza fare niente di particolare: solo col suo ascolto -, mi ha lasciato sfogare, e mi ha mostrato affetto e appoggio. Quanto coraggio mi ha infuso!
    E quando a fine serata quelle mamme tempestavano Prof2.0 coi loro “…come?”, io fremevo e scalpitavo, pensando: io questa sua difficoltà l’ho già incontrata!, e l’ho affrontata così e così… se quella signora fosse mia amica potrei aiutarla…
    E’ solo la solitudine, questo maledetto individualismo, a rendere la vita così tremendamente difficile!

  2. Pubblicato il 7 novembre 2008 at 17:49 | Permalink

    Pokankuni: grazie veramente di tutto. Questo tuo commento è meraviglioso. Grazie anche per il pronto soccorso linguistico di ieri sera.
    Potremmo fare gli incontri insieme così mi dai una mano con le risposte!
    Quanto è vero che parlare, confrontarsi, trovarsi insieme spezza la paura del futuro, degli errori, di non farcela e soprattutto offre consigli, sostegno, soluzioni.
    Grazie!

  3. Pubblicato il 7 novembre 2008 at 19:53 | Permalink

    Caro Prof da piccoli tu e i tuoi fratelli chiedevate a me e a mamma con curiosità mista a timore se il mestiere di Orientatore Familiare
    si ereditasse. La lettura di questo
    avvincente post mi ha dato la certezza che la risposta a quella domanda non poteva che essere affermativa.
    Mi toccherà venire a ripetizione da te,
    grazie Papà

  4. Pubblicato il 7 novembre 2008 at 20:28 | Permalink

    Prof2.0, tu alle domande di fine incontro hai risposto benissimo. Non intendevo certo dire che avrei risposto meglio di te, bensì che c’era qualcosa di innaturale in quelle domande e quell’ansia: testimonianze da famiglie isolate, lontane da ogni altra esperienza familiare nel tempo e nello spazio, così che ogni problema incontrato diventa enorme, assoluto.
    Inoltre non ti conviene farmi partecipare con te agli incontri, perchè quando qualcuno dice che i computer sono odiosi e inutili divento stranamente aggressiva e manesca.
    E poi, io voglio fare solo la doppiatrice ufficiale di Calvin
    ;o)

  5. Me
    Pubblicato il 7 novembre 2008 at 22:07 | Permalink

    Beh a quell’incontro c’ero anche io.
    E anche se con il Prof ci conosciamo da un pò di tempo solo superficialmente anche io devo dire che mi sono portato il mio “bottino” a casa: quella sera ho raccontato molto dettagliatamente ciò che Prof aveva detto a quell’incontro nel cuor del mediterraneo, quella sera mi ero inventato “la mia cena”.
    Genitori, dovete sapere che anche ai figli certe volte scoccia vedere i propri genitori incollati alla TV, mangiando la minestra come se fossimo tutti quanti degli automi programmati per cenare magari alla stessa ora: si finisce la cena, si sparecchia e poi tutti per i fatti propri.
    E anche adesso, molto lontano da casa, i “pranzi” e le “cene” bisogna inventarseli (come anche i “dopopranzi” e le “dopocene”)

  6. Pubblicato il 7 novembre 2008 at 22:13 | Permalink

    Baffo: credo che più che l’orientamento familiare si erediti la vita di una famiglia unita e il desiderio di propagarla. Quindi il grazie va a te.

    pokankuni: è vero, bisogna ripartire dalla amicizia con le persone e fra le famiglie. Per quanto riguarda Calvin siamo d’accordo!

    me: grazie. sai una cosa noi figli dovremmo obbligare i genitori rimanere giovani mettendoli in crisi in modo garbato…

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