“Ritorno a Cuxton” di Robin Winter – Classic 1218

CLASSIC_1218Il vero amore
trova sempre la strada di casa

Costretta a lasciare Londra per evitare uno scandalo, Elizabeth si rifugia presso la dimora di famiglia a Cuxton, nel Kent, dove scopre però che l’incuria ha reso la casa inagibile. Ricorre così a Thomas Cooper, un manovale molto abile. Nonostante gli sforzi dell’uomo per apparire scortese, Elizabeth si accorge che i suoi modi non sono affatto quelli di un manovale. Intanto Robert Russell, il mascalzone da cui è fuggita, ricatta il padre della ragazza: se sua figlia non lo sposerà, lui si prenderà la loro casa a Cuxton. Disperata, la giovane pare non avere altra scelta. A meno che il signor Cooper, sotto quella corazza, non nasconda per lei un sentimento più profondo…

 

Note:

RITORNO A CUXTON è il romanzo con cui Robin Winter, nuova e promettente voce del romance italiano, esordisce in collana.

 

Ambientazione:

Inghilterra, 1884 ( epoca vittoriana )

Commenti
  • Silvia

    Molto incuriosita! Sarà mio.

  • Maika

    1884, Cuxton, Inghilterra.

    Dalla frenetica Londra alla tranquilla Cuxton: Elizabeth si trova costretta a lasciare l’amata famiglia per non soccombere allo scandalo in cui è rimasta coinvolta, e si rifugia nell’antica proprietà di famiglia. Ha dei ricordi talmente tanto sfocati delle vacanze estive in campagna che farà la prima tappa nella locanda del paese, per chiedere ragguagli; anche con le poche informazioni fornite non sarà difficile per l’oste indirizzarla nella giusta destinazione. Solo che prima di lasciare quel posto nota…

    “Seduto in un angolo c’era un uomo. Una candela gli illuminava soltanto una parte del volto. Aveva lunghi capelli legati sulla nuca e le guance coperte da un velo di barba. […] I suoi occhi, di un marrone intenso, vagavano per la stanza senza posarsi su niente, come se seguissero il volo di farfalle invisibili, finché all’improvviso incrociarono quelli di Elizabeth.”

    La ragazza non conosce l’amore, può dire per la prima volta di aver provato un istinto positivo nei confronti di un uomo, distante da ciò che nutre per quell’ignobile che le ha tolto la dignità. Ma Elizabeth è forte, determinata seppur della vita sappia poco e di meno apprezzi tutto ciò che è mondano; proprio per questo motivo non teme la tranquillità di Cuxton. L’arrivo alla villa è destabilizzante, sotto ogni aspetto; lo sfarzo e la maestosità esteriore celano, però, tante falle, dovute soprattutto alle incurie del tempo: occorre urgentemente un manovale per i lavori più urgenti, tipo far arrivare l’acqua al pozzo e non permettere che quella piovana entri dal tetto. Dopo varie ricerche, il candidato migliore – nonostante la cattiva nomea – sembra essere Thomas Cooper (una figura già conosciuta!). Ma di supporto alla giovane Carter ci saranno anche una governante e la signora Le Blanc. Iniziano i lavori di ristrutturazione ed Elizabeth sente di dover essere di aiuto all’uomo assunto, anche se deve governare il tramestio nello stomaco.

    La vicinanza crea brutti scherzi, grazie anche agli intoppi occorsi durante i vari interventi in casa. La tensione fisica è palpabile e riescono a sfuggirvi grazie ai fantasmi che si presentano a tormentarli… ma alla fine cedono alla passione; Elizabeth può giurare di aver finalmente conosciuto l’amore, mentre Thomas prova a tornare sui propri passi, scappando! Una rocambolesca corsa contro il tempo per la Carter che se da un lato le manca Thomas sente di dover abbandonare anche quel luogo…

    Lo farà davvero? Riusciranno a incontrarsi di nuovo? Cooper farà i conti con i propri sentimenti?

    Mi sono avvicinata a questo romanzo con una grossa curiosità, grazie anche al mistero nel quale è avvolta l’autrice, e che già si è fatta spazio nei social con la sua gentilezza.

    Ho incontrato Elizabeth su di un treno mentre fuggiva in seguito a uno scandalo; nell’ottocento, diciamolo, bastava poco a rovinare una ragazza di buona famiglia e vi assicuro che alle spalle c’è n’è una tra le più influenti di Londra: i Carter. Come ogni romanzo che si rispetti, la protagonista si svelerà pian piano e potrebbe – per questo motivo – risultare credibile agli occhi del lettore, anche senza chaperon: fugge e nella foga parte con pochi beni materiali in una valigia ma con un malloppo di soldi che le permetterà di sistemarsi. Elizabeth cerca di ricostruirsi un futuro; difatti è caparbia, coraggiosa e passionale, forse troppo… già, una nota – quest’ultima – che mi ha stonato un po’, per una ragazza immune (fino ad allora) all’amore ma soprattutto considerati i tempi. Avrei digerito meglio questo particolare se spiegato con un piccolo espediente…

    Più convincente lo è Thomas, animo gentile, con le spalle larghe pronte a sobbarcarsi i suoi guai e quelli degli altri. Un bel colpo di scena e la tensione narrativa si alza come ci aspetta; difatti, la struttura del romanzo risulta buona e la lettura è scorrevole grazie alla scrittura molto fresca, ma ahimé forse lo è troppo per il genere storico.

    Vedo del potenziale che deve però sbocciare; tuttavia le note storiche finali denotano studio e ricerca. Non vuol essere una recensione negativa, piuttosto di stimolo, specialmente se ci sarà l’idea di creare una storia intorno alla sorella di Elizabeth: un bel peperino che potrebbe riservare tante sorprese! Auguro buon lavoro a Robin Winter.

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