Ricordo di Paola Picasso

Paola_PicassoÈ con profonda tristezza e commozione che pubblichiamo oggi questo ricordo a più voci dedicato a Paola Picasso, una delle autrici storiche delle nostre collane. Paola ci ha lasciati ieri, ma il suo lavoro, la sua passione e la sua fantasia continueranno per sempre a scaldare i cuori e la mente delle sue lettrici e dei suoi lettori.

Abbiamo deciso dunque di affidare questo omaggio a chi l’ha conosciuta, amata e stimata, alle autrici che con lei hanno reso grande e importante l’avventura dei nostri Romanzi.

In ordine alfabetico pubblichiamo dunque queste brevi testimonianze, allargando l’abbraccio della Redazione ai suoi familiari e ai suoi cari.

 

La Redazione

 

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Paola era un’autrice eccezionale che aveva toccato tutti i temi possibili della vita in un grande mosaico di racconti, romanzi, fiabe e opere teatrali. Questo è risaputo. Ma la donna era ugualmente eccezionale perché racchiudeva in se stessa l’identica creatività e ricchezza dei suoi scritti.

Quello che mi colpiva di più era il suo modo vulcanico di affrontare il lavoro e la vita. Era ancora dentro un progetto e già la sua mente si proiettava al successivo, e poi ancora, e ancora, riempiendo ogni singolo attimo di brillante operosità. Non aveva pause o spazi vuoti, per lei vivere equivaleva a creare.

Si prendeva cura delle piante del suo giardino, amava l’esercizio fisico e raccontava delle sue nuotate quotidiane, amava giocare a bridge e amava gli animali, parlandone in modo fantasioso, come se fossero protagonisti di storie affascinanti. Ma qualsiasi cosa le fosse accaduta diventava affascinante nei suoi racconti perché sapeva usare le parole in modo divino. Amava profondamente la sua famiglia e vedeva suo marito, comandante della pattuglia acrobatica, come l’eroe del più bello dei suoi romanzi.

Paola era istintiva ma anche razionale, battagliera ma anche pacificatrice. Era entusiasta, briosa, tenace, ironica, impaziente, generosa, accogliente, orgogliosissima. Sono davvero infiniti gli aggettivi che si adattano alla ricchezza della sua personalità.

Ciao inimitabile Paola, sei ancora qui con tutti noi.

 

Ornella Albanese

 

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Ciao Paola,

è difficile trovare parole per dire in che misura mi abbia spiazzato, e addolorato, sapere che te ne sei andata. Quasi in punta di piedi, con discrezione, in un soffio che ha spento quel concentrato di vibrante energia che tu eri. Quella tua passione, quella tua forza che fino all’ultimo ti ha reso la Donna volitiva che sei stata, capace di darsi con generosità a chiunque avesse bisogno di aiuto, sono una perdita che ci fa restare ammutoliti. Ammiravo quella fucina di progetti che era la tua mente, e so bene che nell’altrove si diletteranno ad ascoltare i tuoi racconti…  mi consola pensare che le tantissime storie che hai scritto restano qui, tangibile testimonianza di una creatività che era senza confini, un’eredità artistica a cui fare tanto di cappello. Averti conosciuta, apprezzare la tua presenza anche virtuale, mi rallegra pur nella sensazione di smarrimento che provo. Conserverò nel cuore ogni ricordo dei nostri incontri, delle cose che ci siamo dette, delle risate fatte insieme, e anche delle arrabbiature che certi aspetti della vita hanno suscitato in entrambe.

Mi mancherai, carissima amica, sei una delle persone migliori che io ho avuto il piacere di frequentare, e che non dimenticherò.

 

Mariangela Camocardi

 

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Ricordo quando conobbi Paola a un convegno sul Romance, circa quindici anni fa. Mi trovai davanti al mio mito in carne ed ossa, ero emozionata nel dirle che la consideravo un punto di riferimento fin dai miei esordi di scrittrice, quando andavo a caccia di quei libri dove il suo nome era scritto più grande del titolo, perché le lettrici amavano lei, oltre ai suoi romanzi, la Picasso che parlava di letteratura romantica al Maurizio Costanzo Show. “Mica mi darai del lei! Siamo colleghe!” disse con la risata roca, poi volle sapere cosa stavo scrivendo e mi raccontò dei suoi progetti. Paola era generosa, sempre disponibile alla condivisione, ed era una donna brillante; il suo talento per la scrittura e la sua creatività si alimentavano a vicenda. Considero un grande privilegio aver lavorato insieme a Paola Picasso, ma soprattutto averla avuta come amica.

 

Maria Teresa Casella

 

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Paola Picasso mi ricordava una di quelle attrici del passato, che so, Patty Duke, Lauren Bacall… Aveva uno stile inimitabile, con la sua voce roca e il sigarillo tra le dita, la figura slanciata, l’eleganza naturale, i mille racconti, le furie passionali e le impennate orgogliose, il bridge. Incantava, sentirla parlare dei periodi d’oro del romance, della strada che in fondo aveva aperto a tutte noi. Ha scritto milioni di pagine, era velocissima, dotata di una fantasia fervidissima e sempre in moto.

“Io sono orgogliosissima” l’ho sentita ripetere non so quante volte, quando, offesa per la scarsa considerazione, si sbatteva una porta alle spalle, pronta a cominciare daccapo da qualche altra parte. Con qualche nuovo progetto, storia, saga. Ma il ricordo che ho più caro di lei è la sua infinita generosità. Lei mi disse una volta che il suo scopo nella vita era stato cambiare la vita degli altri e riuscì a portarmi vari esempi a conferma. In un periodo economicamente molto difficile, per me, si fece avanti a offrirmi un prestito, lasciandomi sbalordita. Ci eravamo viste solo due volte! Rifiutai e allora lei trovò un altro modo per aiutarmi, di cui le sono ancora grata. Al dolore della perdita si aggiunge l’aver tanto rimandato quella telefonata che adesso non le farò più.

Chiudo con questa frase che ho trovato in una delle tante mail che ci siamo scambiate.

“In fondo c’è sempre la luce. Scusami se mi sono intromessa, ma ormai mi conosci. Se vedo un problema, cerco di dare una mano a risolverlo. Magari sbagliando. Un giorno qualcuno mi inviterà a farmi gli affari miei e io…non ubbidirò.”

 

Roberta Ciuffi

 

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Paola non c’è più e con lei se n’è andata la sua poesia e la sua gioia di vivere. Ero convinta che sarebbe vissuta almeno cento anni e sono rimasta quasi stupita che così non sia stato.

Nonostante questo brutto momento, ricordando il suo entusiasmo e la sua gioia di vivere mi trovo a sorridere.

Era una persona generosa. Una brava scrittrice che amava in modo particolare raccontare di bimbi e animali. Amava la natura e le piaceva ricordare gli eventi strani e poetici che accadevano del suo giardino.  Mi diceva che parlava con i suoi fiori e con i suoi alberi,  che forse proprio per questo crescevano così belli. Ricordo la storia di un uccellino a cui aveva offerto cibo per settimane, che un giorno si era posato su di lei quasi a volerla ringraziare prima di andarsene via per sempre.

Era speciale anche sotto altri aspetti. Era sempre lei che cercava di fare da paciere se nascevano piccoli screzi quando con altre autrici scrivevamo le antologie per Mondadori e di questo le sono grata.

Ho perso un’amica, ma so resterà per sempre nel mio cuore.

 

Miriam Formenti

 

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Sei giorni fa, Paola ha commentato un mio post nel gruppo Babette Brown legge per voi.

Ciao Maria, concordo pienamente con l’analisi che hai fatto. Soprattutto il paragrafo in cui parli delle recensioni negative fatte per costringerti ad abbassare la cresta. Ne so qualcosa. In quanto all’età è davvero vergognoso che molte persone continuino a pensare che i vecchi sono inutili e non producono. Si guardassero intorno! Tanto per ricordarlo, se muore un vecchio muore un pezzo di storia. Inoltre, ci sono infiniti esempi di uomini e donne vecchi che sono ancora attivi, amati e richiesti. Sono molto incaxxata anch’io. Ma sono caparbia anch’io e non mollerò finché respiro. Ti abbraccio, cara Maria, e ti mando un mondo di auguri.

Non mollerò finché respiro: questo è il mio ultimo ricordo di PdO (Paoletta d’oro), lei mi chiamava SdM (stella di mare). Il primo? La prima LaVeR fiorentina. La meno giovane del gruppo era la più entusiasta. E l’entusiasmo era la caratteristica con cui affrontava ogni nuova impresa. Fra il primo ricordo e l’ultimo la ricordo a Milano per il numero MILLE della collana Classic, arrivata nonostante la lontananza, in stivali (gambe da brividi di invidia!) e scarpe di ricambio, in borsa, perché aveva dimenticato di averle.

In realtà a me sembra strano che non ci sia più, sarà altrove. Un altrove di natura incontaminata, di lettrici e lettori, di animali da proteggere e coccolare. Ecco, è andata altrove sulle ali delle Frecce Tricolori a raggiungere il suo pilota del cuore.

 

Maria Masella

Commenti
  • Irene Pecikar

    Ricordo di aver conosciuto meglio Paola Picasso per una recensione di uno dei suoi libri e una breve intervista che le feci per Romance Magazine e il blog Tutto sui libri, da lì ci sentivamo ogni tanto ed era una persona splendida. Ho amato i suoi romanzi. Sapeva catturare l’essenza delle cose e conoscenza l’anima e l’amore. Rimarrà sempre nel mio cuore.

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