Classici del Giallo 1445, Anthony Berkeley, “Il problema del signor Priesley”

maggio 29th, 2021 by Redazione
Anthony Berkeley, “Il problema del signor Priesley”, Classici del Giallo n. 1445, giugno 2021

Anthony Berkeley, “Il problema del signor Priesley”, Classici del Giallo n. 1445, giugno 2021

Anthony Berkeley, “Il problema del signor Priesley”, Classici del Giallo n. 1445, giugno 2021

 

Cosa farebbe una persona normalissima se avesse incidentalmente ucciso qualcuno… e non esistesse alcuna prova per incriminarlo?

Si consegnerebbe lo stesso alle autorità o fuggirebbe via?

Una bevuta tra amici appassionati di criminologia si trasforma ben presto nell’elaborazione di un esperimento psicologico, e il signor Matthew Priestley, scapolo impenitente dalla vita assolutamente noiosa, diventa l’inconsapevole protagonista di un’elabora messinscena.

Una giovane ragazza affascinante lo scambia per qualcun altro e lo coinvolge in un furto “a fin di bene” nella casa di uno dei complici dello scherzo. Ma quando il proprietario si affaccia, i proiettili (a salve) volano e l’uomo stramazza al suolo. E Priestley pensa di averlo ucciso davvero!

Ben presto, la strana situazione assume il fascino di quell’avventura emozionante che la vita non gli aveva mai regalato, mescolando eros e thanatos, brivido e passione.

“Il cadavere si diede una veloce occhiata in giro e proruppe in un suono strozzato, ma non parlò. Non aveva motivo di farlo, dato che era morto.”

Tutto fila liscio, finché un poliziotto non si interessa alla vicenda, con conseguenze inimmaginabili… e molto divertenti!

 


Anthony Berkeley, pseudonimo del britannico Anthony Berkeley Cox (1893–1971), è tra i grandi autori dell’epoca d’oro del poliziesco. Dopo aver preso parte alla Prima guerra mondiale, ha iniziato a collaborare come giornalista con importanti testate, attività che per tutta la vita ha affiancato a quella di giallista. È stato tra i fondatori del Detection Club, e si è firmato anche Francis Iles e A. Monmouth Platts. Il suo personaggio più famoso è l’investigatore Roger Sheringham, protagonista di una decina di romanzi.

 

All’interno, il racconto “Le scarpe rosse” di Luigi Boccia, vincitore ex aequo del premio GialloLuna NeroNotte 2020. Ecco cosa ci anticipa l’autore:

C’è una domanda che mi fa riflettere ultimamente: è la società moderna che genera quelli che chiamiamo mostri? Analizzando alcuni episodi di cronaca degli ultimi anni mi sono reso conto che spesso gli assassini sono vittime di una società “sbagliata”, vittime che a loro volta uccidono perché l’omicidio rappresenta una punizione e un riscatto nei confronti di un’intera comunità che non ha saputo in qualche modo proteggerli da traumi e violenze. Quasi sempre sono i bambini a pagare in un mondo costruito dagli adulti a loro immagine e somiglianza, dove a soccombere sono i più deboli che si trasformano così in facili prede.
L’ispettore Flavio Argento ha lavorato a quarantasette casi di minori scomparsi negli ultimi venti anni, ma i terribili omicidi su cui sta indagando sono così atipici che sembrano sfidare la scienza forense e lo trascineranno verso un finale inaspettato e senza precedenti…

 

E per i 40 anni del Premio TedeschiVincenzo Vizzini racconta la storia del premio nella puntata dedicata a “I vincitori 1995–1997″.

 

Buona lettura!

 

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8 Responses

  1. Carlo

    Complimenti vivissimi alla Redazione per questa graditissima scelta di pubblicare un inedito di un grande autore. Parallelamente alla splendida decisione di continuare a ripubblicare alcune “Palmine”ritengo che siate al “top”.Grazie

  2. Fabrizio

    Un Berkeley inedito è sempre un Berkeley, quindi da prendere al volo e ad occhi chiusi (appena arriva in edicola lo faccio). Domandone (di cui temo la risposta…) Ma Trial and Error? Troppo lungo per il giallo? Ormai nel 2021 certe cose dovremmo sdoganarle, come ad esempio la “mole” del libro.

  3. Redazione

    Ciao @Fabrizio,
    grazie della segnalazione.
    Buona serata!

  4. Mariano

    @Fabrizio, mi associo alla segnalazione. Trial and Error e’ un volume corposo ma è anche una sorta di sacro Graal degli inediti… per averlo credo che gli appassionati spenderebbero volentieri anche qualcosa in più, ad esempio per un’edizione da libreria.

  5. Matteo

    “Trial and Error”, come “Gaudy Night” della Sayers, è troppo fuori standard, temo… spero comunque di poterlo leggere prima o poi

  6. Franco

    Tra i fuori standard io aggiungerei anche “Sudden Death” di Freeman Wills Crofts.

  7. Gneo

    Terminato ora.Non granché.
    Più che un giallo è un gialletto-rosa.
    Saranno contenti gli appassionati della collana Harmony.

  8. Fabrizio

    Gneo grazie per la recensione. spiace per il commento, però ho empre apprezzato le tue valutazioni per questo trovo che un Berkeley harmony sia un peccato, ma l’autore dei “cioccolatini” con me ha tanto di quel credito che lo leggerò. Grazie

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