Tutte le iniziative Mondadori per gli aspiranti scrittori

ottobre 9th, 2011 by Moderatore

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Diffondiamo un primo elenco delle nuove iniziative che Franco Forte, il nuovo editor delle collane edicola Mondadori, sta organizzando con diversi partner di rilevo per dare la possibilità a tutti gli autori di proporsi alle collane Mondadori, ed esprimersi ai massimi livelli. Ecco le iniziative di cui possiamo già parlare (tutte senza alcun versamento di tasse di iscrizione, a parte il Gran Giallo Città di Cattolica per decisione dell’organizzazione) e che aggiorneremo a mano a mano che ci saranno novità:

Iniziative per racconti gialli, thriller, noir e mystery

Premio Grado Giallo Mondadori: in collaborazione con il Festival Grado Giallo. Il vincitore sarà premiato durante il festival annuale e uscirà sui Gialli Mondadori di ottobre. Il bando completo sarà disponibile da novembre.

Premio Giallo Mensa: in collaborazione con l’associazione Mensa, dedicata all’enigmistica e ai giochi d’intelligenza (e di cui Isaac Asimov è stato vicepresidente a livello Mondiale). Il vincitore sarà premiato durante il Congresso Annuale del Mensa e pubblicato sul Giallo Mondadori di settembre. Il bando completo sarà disponibile da novembre.

Premio Nebbia Gialla: in collaborazione con il Festival Nebbia Gialla. Il vincitore sarà premiato durante il festival annuale e uscirà sui Gialli Mondadori di febbraio. Il bando completo sarà disponibile da novembre.

Premio Gran Giallo Città di Cattolica: una realtà già attiva da molto tempo, ma che vedrà da quest’anno una più ampia partecipazione del Giallo Mondadori, soprattutto per la promozione degli autori finalisti e del vincitore.

Iniziative per racconti spy story, action e combact

Premio Giallo Latino: in collaborazione con il Festival Giallo Latino. Il vincitore sarà premiato durante il festival annuale e uscirà su Segretissimo di ottobre di ogni anno. Il bando completo sarà disponibile da novembre.

Iniziative per racconti romance

Premio Romance: collaborazione tra i Romanzi Mondadori e la rivista Romance Magazine, per racconti romance. Il vincitore sarà pubblicato in appendice a I Romanzi Mondadori. Il bando completo sarà disponibile da novembre.

Iniziative per racconti di fantascienza

Premio Stella Doppia: in collaborazione con il portale Fantascienza.com, il più importante e seguito sito italiano del fantastico. Il vincitore uscirà su Urania e poi, insieme agli altri finalisti, su Fantascienza.com. Il bando completo sarà disponibile da novembre.

Redazione

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29 Responses

  1. Andrea Franco

    Davvero ottimo! E poi la competizione è una delle migliori “palestre”, no?

  2. Luca Conti

    Con tutto il rispetto per gli aspiranti scrittori (che comunque nel nostro Paese sono già troppi, e non hanno davvero bisogno di ulteriori incoraggiamenti) sarebbe forse il caso che il nuovo editor illustrasse sul blog del GM anche le iniziative rivolte ai lettori…

  3. Fabio Lotti

    Ma qualche iniziativa sugli aspiranti lettori, no? Qui tutti scrivono ma chi legge?

  4. AngoloNero

    Ciao Dario, una rettifica: credo che il vincitore del premio GialloMensa venga pubblicato sul Giallo Mondadori di Novembre, non di Settembre.

    Inoltre il Mensa non è solo un’associazione di enigmistica e giochi… Ma di questo magari parleremo più in là :)

    Ciao,
    Alessandra

  5. Luca Conti

    Andrea: se la competizione e la letteratura hanno qualcosa in comune, non so cos’è. Non stiamo parlando di tennis o di atletica leggera o di scacchi.

    Gran parte degli aspiranti scrittori pronti a inondare di racconti i vari concorsi organizzati dai festival giallistici italiani (e tutti quanti ne hanno uno) non ha la minima idea di come funzionino i complessi meccanismi del genere. Questo problema è sotto gli occhi di tutti: basta considerare il livello medio della produzione italiana recente, che fa accapponare la pelle.

    Gli autori non si tirano su a forza di concorsi. Se proprio un editore vuole investire sui nuovi scrittori, apra una rivista dedicata ai racconti, la affidi a un editor (o a un comitato di redazione) di accertata competenza e pubblichi – ricompensandoli – quelli che veramente meritano.

    La Rivista di Ellery Queen lo fa da settant’anni ed è ancora viva e vegeta. Quante centinaia di autori avrà scoperto?

    Ma lo sai qual è il problema? Che una rivista di racconti in Italia non durerebbe lo spazio di un mattino, perché tutti scrivono ma nessuno legge, perché il pubblico dei lettori non è stato più coltivato offrendogli prodotti e traduzioni e saggi di qualità, perché è molto più semplice e meno costoso solleticare la vanità degli aspiranti autori piuttosto che lavorarci assieme.

    In sintesi, finché non si ritornerà a investire sul GM per farne un prodotto di alto livello, non si andrà da nessuna parte. La palestra dell’aspirante scrittore è anche la lettura – in forma adeguata – dei capolavori del genere.

  6. Andrea Franco

    Luca, non sono completamente d’accordo. Vero, si deve lavorare sugli autori, ma la competizione è uno stimolo per chi ha già qualcosa da dire e trova un’occasione per migliorarsi. Chiaro, ci saranno sempre centinaia di autori non pronti al grande salto, ma il lavoro più grande l’autore lo fa da solo, leggendo, scrivendo e cercando occasioni per confrontarsi con altri colleghi.
    Naturalmente un concorso è solo un punto di partenza, poi ci vuole tanto altro. Ma per esperienza ti dico che queste occasioni fanno rimboccare le maniche a tanti autori bravi che cercano ancora la porta giusta. E questi sapranno di certo migliorarsi, per non perdere l’occasione. Tutti gli altri fanno solo numero, come in ogni altra cosa, che sia narrativa o altro. Dici giusto: la palestra è anche la lettura. Ma non solo. I concorsi non sono la soluzione, ma parte del processo di formazione, anche se non tutti gli scrittori seguono lo stesso percorso, ovviamente. Personalmente vedo con favore questi concorsi, perché è anche un modo per cercare scrittori abili. E comunque, riviste che pubblicano racconti ce ne sono, magari non molte, magari non vendono tantissimo, non so, ma ci sono. L’autore che vuole crescere le “palestre” le trova. :-) un saluto!

  7. Fabio Lotti

    Mi intrometto solo per chiedere a Luca (altrimenti non so come contattarlo) se ha smesso di lavorare al suo blog perché ormai da tempo è fermo e non mi ha dato risposta.
    Grazie e spero nella bontà di Dario.

  8. Luca Conti

    Piero, purtroppo ho qualche problema di salute e, di conseguenza, il poco tempo che mi rimane viene giocoforza occupato dal lavoro. Spero di poterlo aggiornare presto, ma non so quando.

    Grazie, ciao
    luca

  9. Joe Kurtz

    Speriamo che non sia una replica dei “Carabinieri in giallo”…

  10. AgenteD

    Be’, scusate ma io sono completamente d’accordo con Luca Conti.
    Io sono un lettore e vorrei essere coccolato come tale. Vorei che, per l’appunto, s’investisse nella lettura: che escano collane curate da editor che fanno un percorso guidato di lettura, con presentazione, collegamenti fra le varie opere, traduzione attuali e integrali. Possibile che “I Clasici del Giallo” presenti traduzioni vecchie di oltre 50 anni e/o ampiamente tagliate? Perchè non può uscire qualcosa come Urania Collezione anche per i Gialli? Perchè non riprendere “I Capolavori di Segretissimo”, affidandone la cura a un esperto, per esempio Stefano Di Marino, che presenti l’opera, la storicizzi e ce ne faccia una lettura guidata? Perchè non “potenziare” le uscite di SAS facendole uscire, anzichè in un ordine casuale come adesso, per aree geografiche e per periodi storici (ovviamente in traduzioni integrali, senza censure)? SAS esce dagli sessanta, ce ne sarebbe di materiale, il lettore potrebbe imparare la storia divertendosi!
    Ecco, questo vorrebbe il lettore: in Italia, come già detto, di aspiranti scrittori ce ne sono già (forse) troppi e di premi abbastanza. E poi che significato può avere un premio?. magari lo vince un racconto/romanzo medicre che vince solo perchè è meno mediocre degli altri…

  11. Giulio Banfi

    A mio avviso tutte queste iniziative hanno uno scopo ben preciso: far parlare di queste collane presso il pubblico genrico e distratto, che magari le conosce, ma non compra. Per di più, se guardate i bandi dei premi già diffusi (il Premio Romance e il Premio Stella Doppia), si vede che per partecipare gli autori devono acquistare copie dei Gialli, di Sgeretissimo, di Urania e delle collane, da cui ritagliare un Certificato di Partecipazione, da inserie nella busta insieme ai racocnti. Insomma, mi pare una chiara strategia promozionale, un modo per far parlare, e al contempo per “costringere” i tanti che scrivono a comprare i libri delle collane Mondadori in edicola, se vogliono partecipare, E direi che non mi pare una strategia stupida, anzi…. è un modo per far acquistare i libri e magari far scoprire autori e collane a un pubblico che di solito preferisce solo scrivere e proporre le proprie opere anziché leggere (o almeno acquistare i libri). Se tutto questo porterà un aumento dlele vendite, allora la redazione avrà la possibilità di muoversi meglio, strumenti migliori per fare tutto quello che i lettori si aspettano (come per esempio pubblicare romanzi più corposi con le traduzioni integrali, che però costano).
    Se poi, oltre a tutto questo, ci creano anche spazi di pubblicazione per qualche buon autore italiano…. non mi pare sia un danno, anzi.

  12. Antonino Fazio

    Vorrei far notare che le aspettative su ciò che si vorrebbe venisse pubblicato (e come) non collidono con la presenza o l’assenza di un premio letterario. Tutti i bandi annunciati nel post riguardano peraltro singoli racconti (non romanzi) da pubblicare in appendice (come già avviene). L’unica antologia prevista non è gialla e non riguarda la Mondadori (verrà pubblicata su Fantascienza. com).
    Le preoccupazioni espresse mi sembrano dunque ampiamente infondate.

  13. Fabio Lotti

    Luca, spero che ti rimetta presto ma sono Fabio…:)

  14. Luca Conti

    Fabio, questo spiega alla perfezione come sono messo:-)

  15. Luca Conti

    Antonino, spero che non sia un delitto di lesa maestà dire che, come lettore ormai quarantennale del GM (ho cominciato molto presto), mi sarei aspettato, dal nuovo responsabile della collana, una sorta di dichiarazione di intenti rivolta in primis a chi il GM lo compra, e poi, eventualmente, a chi ha velleità di autore. Questo, beninteso, senza nulla togliere a Franco Forte, di cui ho la massima stima professionale e umana (anche se non lo conosco di persona).

    Tutto qui. Faccio notare che, nello scrivere queste cose, mi spoglio dei “panni curiali” (come diceva il mio concittadino Machiavelli) di traduttore e addetto ai lavori per indossare quelli del semplice appassionato nonché sostenitore della collana dal lontano 1972; e, se penso che sono ormai 39 anni che non perdo un numero del GM, forse mi sono conquistato (acquistato?) la possibilità di esprimere qualche vaga opinione su come, a mio avviso, dovrebbe funzionare la testata.

    Per quanto mi riguarda, la fiducia al GM la concedo da quando avevo dieci anni di età e ho continuato a farlo, nei momenti belli e in quelli un po’ più oscuri; per questo credo che l’Editore dovrebbe prendere un po’ più in considerazione gli stimoli che vengono, per così dire, dalla base.

    Gli scrittori, o gli aspiranti tali, fanno un mestiere; i lettori ne fanno un altro. Ma senza lettori non esistono scrittori, contrariamente a quella che sembra essere la convinzione attuale.

  16. il professionista

    Sono d’accordo con Giulio.
    Mi sembra che ci siano troppi aspiranti scrittori che mandano racconti e romanzi a concorsi vari e poi…non hanno mai letto un numero della collana. L’ho detto in altra sede e lo ripeto qui. Per scrivere buoni Gialli, buone storie di spionaggio e certamente anche Romance…bisogna conoscere la materia e i suoi meccanismi. Se prima di partecipare uno magari ha l’umiltà di leggere un po’ di romanzi del genere in cui si cimenta ,non credo faccia male. E magari scopre anche che gli piacciono e diventa un lettore…

  17. Antonino Fazio

    @il professionista. La tua è un’osservazione di buon senso. Non mi pare del resto che queste iniziative contraddicano l’assunto secondo cui lo scrittore si forma inanzi tutto leggendo (e poi provando a scrivere, aggiungo io). Giulio infatti fa notare come questi bandi incoraggino gli autori a leggere, oltre che a scrivere.
    Questa osservazione è anche la mia risposta a Luca, che peraltro dice una cosa sacrosanta, vale a dire che, per coltivare i lettori, occorre far vedere che li si rispetta. Io direi che un po’ di tempo lo si dovrebbe dare. Se il tentativo di allargare il bacino dei lettori funziona, sicuramente questo si tradurrà in una migliore possibilità di curare le collane e i lettori più affezionati.

  18. Fabio Lotti

    Leggete e moltiplicatevi!

  19. Piero

    Pur essendo d’accordo una volta tanto con Stefano, io direi ad Antonino che quello che lui auspica potrebbe essere auspicato anche al contrario; cioè che se si curassero maggiormente le collane ed i lettori più affezionati (come dice Luca), sicuramente si allargherebbe il bacino dei lettori. E il beneficio sarebbe a pioggia per tutti.
    Son un altro che non capisce il perchè non sia mai stato voluto un curatore per le collane gialle mondadori, sulla falsa riga di Lippi per Urania, che sarebbe potuto essere benissimo lui, dato che oltre che di fantascienza è un intenditore di gialli. Vedete un po’ cosa ha architettato per l’uscita in Urania Collezione 105 di Jacques Spitz, “L’occhio del Purgatorio”… : in appendice vi sono addirittura 3 articoli illuminanti.

  20. Diego Di Dio

    Concordo con il professionista e con Giulio. Diciamo che la “formula” adottata da questi concorsi/selezioni editoriali ha un doppio vantaggio, secondo me.
    Primo: quello più ovvio, lo scoutign. Vale a dire la ricerca di autori di talento che sappiano portare ai massimi livelli il giallo/thriller italiano (Piccola nota: Luca Conti, sono curioso; perché dici che il livello medio dei gialli italiani degli ultimi tempi fa accapponare la pelle?)

    Secondo: quello indiretto. “Obbligando” chi vuole partecipare all’acquisto dei volumi di GM e Urania e Segretissimo, si incrementano le vendite (e questa, checché se ne dica, è l’unica via per produrre utili, che è poi lo scopo primario di un’azienda) ma, al contempo, si “procacciano” nuovi lettori. Il che può avere anche un effetti fidelizzante: gli aspiranti autori di oggi, che magari in circostanze “normali” non avrebbero acquistato questi volumi da edicola, ora lo fanno per un interesse personale, ma può darsi che, trovandosi a leggere questi libri, apprezzino la qualità degli scritti Mondadori e, nel tempo, siano indotti a dare maggiore attenzione alle collane da edicola suddette. Quindi: scouting di autori + ricerca di nuovi potenziali lettori. Ripeto: per me la formula non è peregrina.

  21. Luca Conti

    Diego, se dico che il livello medio della produzione italiana è molto basso è perché ne sono seriamente convinto, visto che per lavoro mi capita di leggere gran parte di ciò che viene pubblicato (più una valanga di manoscritti, non hai idea quanti) e ogni volta mi rendo conto che, al di là degli enormi problemi di scrittura e dell’improbabilità dei dialoghi, un’infinità di autori e aspiranti tali non conosce nemmeno l’ABC del giallo (classico, hard-boiled, thriller, non importa il genere).

    E comunque parlo di livello medio, non delle punte di eccellenza, che sono e restano pochissime.

  22. Piero

    Ma le vendite non si incrementano solo con espedienti estemporanei, ma andando incontro alle aspettative dei lettori.
    Basta con le rivoluzioni ideologiche!
    Il cambiamento non dev’essere mai troppo repentino nè tantomeno essere troppo forte; e bisogna avere molta accortezza nei cambiamenti. Avendo sempre un occhio a quello che l’altra parte ( i lettori) fa: se l’altra parte non ti segue, farai sempre bene a cambiare strada per tempo – quello che fece Dazieri.
    Ma quante vendite in più si vorranno fare così? Duecento copie? La Mondadori si accontenta di duecento nuovi lettori, sempre che non vi sia gente che prima già acquistava?
    C’è bisogno di un cambiamento di rotta! Che non si vedrà prima di quattro-cinque mesi, questo è sicuro, perchè ci saranno sempre le cose acquistate da Altieri che dovranno essere poste in vendita.
    Forte dovrà capirlo prima o poi: se vuole cominciare a vendere, almeno a tenere il passo, dovrà cominciare a riproporre il settore che sotto Altieri è stato tralasciato, cioè Il Giallo classico e l’Hard-boiled classico. Detesto fare nomi, perchè ho il sommo rispetto di chi scrive, ma diamine, nessuno mi potrà mai dire che un autore italiano dell’ultima leva possa mai valere Berkeley o Brand o McCloy o anche Chase! Laddove la Mondadori si è defilata, altri si sono proposti.
    E a chi dice che questa è l’unica via per incrementare le vendite, dico la mia: ma dobbiamo SOLO prestare attenzione ai nuovi lettori o ANCHE curare i vecchi? Perchè vedete, il rilancio delle vendite si fa solo accontentando tutti, TUTTI, non solo alcuni; e tutti i gusti. TUTTI. Non solo alcuni. Altrimenti voglio vedere chi sarebbe mai felice di nuova gente che si aggiungesse, quando altra si defilasse. E se n’è defilata, tanta, ma tanta. Altrimenti Altieri sarebbe rimasto al suo posto, delle collane storiche non sarebbero state fatte fuori, e non ci sarebbe stata la minaccia velata di chiudere baracca e burattini. Svegliatevi signori perchè soldi non ne arriveranno più o quasi (e mettete anche in pentola gli oltre cinquecento milioni di euro che Mondadori ha pagato al CIR di De Benedetti, e che ora depositando il ricorso in Cassazione si aspetta di recuperare. Ma li recupererà?). Ponetevi anche questi interrogativi. Se si vogliono recuperare le vendite, bisogna anche avere il coraggio di fare un passo indietro, e anche due.
    Io la vedo così.

  23. Piero

    Volete proporre dei nuovi nomi? Fatelo! Ma diamine anche cercando di non strafare! Qui pare che l’unica via sia quella giusta: si prende sempre più ciò che è contemporaneo tralasciando sempre più quello che è di qualche tempo fa.
    E soprattutto si fa dell’oscurantismo.
    Continuate a farlo pure. Ma le vendite andranno giù.
    Volete recuperare le vendite? Dovete ricominciare ad acquistare alle aste i romanzi che valgono di autori che valgono, e tradurli.
    E smetterla di buttare soldi mettendo in appendice racconti o articoli che potrebbero trovare spazio qui sul Blog. La ragione è semplice: perchè qui non si paga, mentre anch’io penso come Luca che quegli articoli, quei racconti vengano pagati. Se allora questo accade, ho diritto di sapere, perchè IO SONO LETTORE DEI GIALLI MONDADORI dal 1974, per quale ragione invece quei soldi non si risparmino, e non si utilizzino invece per tradurre sempre nuove cose di grandi autori DEL PASSATO E DEL PRESENTE.
    E invece, al posto, si curino i volumi, dotandoli di un apparato critico di tutto rispetto, cosa di cui potrebbero occuparsi Mauro Boncompagni e Igor Longo.
    Cosa che fa già Lippi per Urania.

  24. Massimo

    Non vorrei sembrare lapalissiano, ma tutti i grandi scrittori, del passato come del presente, erano sconosciuti prima di essere famosi. E, così come accade ora, il 90% degli scrittori del passato, come del presente, non vale niente. E’ una legge di natura. Gli editori non fanno miracoli.
    Senza contare che, mi pare, i Classici del Giallo ripropongono sempre e solo classici del passato. Quindi i gusti di tutti dovrebbero essere più o meno accontentati, no?

  25. lupo

    Ciao, scusate se mi intrometto. Piero, cosa intendi per “oscurantismo”?
    Comunque, se mi è concesso un commento, credo che spesso la qualità dei prodotti pubblicati – anche stranieri – presenti delle lacune strutturali e contenutistiche molto marcate. Non ritengo che sia un problema di “provenienza” dei testi, ma piuttosoto una questione di mere difficoltà di approvvigionamento: non dev’essere facile trovare materiale valido per tutte quelle pubblicazioni mensili. La ricerca nel nuovo può legittimamente rappresentare un tentativo “coraggioso” di innovare; certo, talvolta più accuratezza non guasterebbe. Lupo.

  26. Piero

    Intendo per oscurantismo la tendenza a non accettare preconcettualmente un determinato pensiero, in quanto contrario ad una concezione imperante che si lega al passato.
    Per me però sarebbe innovativo, ora come ora, per riportare il Giallo Mondadori ai fasti di qualche anno fa, il compiere un passo indietro e recuperare una fetta di pubblico che si è persi. E’ un’idea certamente non in linea con la concezione classica di oscurantismo, ma ora come ora non è detto che il reazionario non sia più rivoluzionario del rivoluzionario diventato reazionario.
    La ricerca del nuovo è sicuramente un terreno da esplorare sistematicamenete, a patto però che si punti sul nuovo di qualità, e non sulla novità per partito preso.
    Io a certe novità che sono state pubblicate negli ultimi anni, avrei centomila volte preferito cose appartenenti al passato, di qualità sempre e inedite.
    Del resto tutto ciò che non si conosce è sempre nuovo, o no?

  27. Piero

    Per esempio ora come ora per me è oscurantista il rifiutare preconcettualmente la pubblicazione di un bell’Innes dei bei tempi, o di una McCloy, o di una Ngaio Marsh, o di un Alan Green, o anche di un Clifford Orr.
    O di una grande scrittrice come Gladys Mitchell, assolutamente sconosciuta al pubblico mondadoriano, ed invece nel mondo anglosassone ritenuta una delel figure più importanti del novecento.
    Ecco perchè vorrei amichevolmente consigliare a Forte, sempre che accetti un consiglio, a farsi consigliare da chi da molti anni è consulente a Mondadori, per es. Boncompagni, che non è certamente restio a considerare il nuovo ma aè anche legato all’antico. Sarebbe ora di rivalutare le perle che Mondadori ha nel suo forziere, prima che qualcun altro gliele rubi. O no?
    Cavolo non si può proprio dire che il sottoscritto non ami il nuovo, ma..c’è nuovo e nuovo! Ora per es, sto leggendo un bellissimo noir d’atmosfera, “L’uomo con la faccia da assassino”, di Matti Ronkä, pubblicato da Iperborea.
    E assieme sto rileggendo un vecchio Craig Rice (un’altra grande scrittrice del passato, a metà tra Hard-boiled e Giallo Classico), Il cadavere esce di scena, ed anche un bellissimo Giallo classico, l’ultimo Lovesey tradotto da Boncompagni ed uscito questo mese in edicola ne I Gialli Mondadori.
    L’importante è leggere roba di qualità.

  28. Antonino Fazio

    @Piero. Se la questione si riduce alla qualità, non c’è dubbio che questo sia il punto cruciale. Ma, in questo caso, non si tratta più di scegliere tra italiani e stranieri, o tra novità e classici. Si tratta semplicemente (e chi non sarebbe d’accordo?) di pubblicare bei romanzi.
    Aggiungo un’osservazione: pubblicare o ripubblicare classici (ma non c’è già, per fortuna, una collana apposita?) può essere importante per chi non li ha letti. Chi, come te, li conosce tutti perché dovrebbe volerli stampati o ristampati? Ma forse non stai parlando da lettore, stai dando solo un suggerimento.
    E comunque, intendiamoci, io adoro i classici, ed è anche evidente che a pubblicare un classico si va sul sicuro… :-)

  29. Francesca P.

    Salve!
    Questi concorsi sono anche l’unica via attraverso cui i nuovi autori possono tentare di accedere alla grande editoria, che notoriamente non accetta esordienti. Ci sono tanti autori che rimangono emergenti per sempre non per mancanza di talento, ma perché sono privi di “agganci” e di fortuna. Autori che hanno pubblicato diverse cose, che però conoscono in pochi perché la media e la piccola editoria non hanno una distribuzione capillare in libreria: essi quindi rimangono sconosciuti ai più perché nessuno ti cerca, se nessuno ti conosce, e nessuno può conoscerti, se i tuoi libri non hanno alta visibilità.
    Grazie dunque a chi organizza questi concorsi.
    E… buona lettura a tutti!

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