Urania 1612: Cuori strappati

novembre 3rd, 2014

cuorioprevUn uomo armato di bisturi si aggira per le strade di Ambrosia, cercando le case dei suoi pazienti che si augurano di non incontrarlo affatto, o almeno di non incontrarlo oggi. È un chirurgo che dopo ogni operazione scompare, ma si fa rivedere presto perché lavora a un progetto più ambizioso. Pochi sanno che i pazienti (anche i più spaventati) sono in realtà “vittime” del tutto consenzienti, o che un’inquietante teoria sulla fine del tempo abbia a che fare con quelle che sembrano le gesta di un criminale; eppure, dopo l’ennesimo “cuore strappato” qualcuno si è messo in cerca della verità. Una donna vuole vederci chiaro, anche
se l’esperimento sembra arrivato ormai al termine e manca così poco allo scoccare dell’Ora Degna…

GLAUCO DE BONA Nato a Belluno nel 1973, vive a Longarone e ha pubblicato alcuni romanzi fantastici (Il milionesimo clone, 2005; L’estrema frontiera, 2008; La trinità nera, 2013) ma anche poesia e narrativa breve (I guardiani e altri racconti, 2006). Ha già partecipato al premio Urania in passato, aspettando l’occasione migliore per vincerlo.

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I Capolavori di Urania 1611: Angelo meccanico

ottobre 2nd, 2014

ANGELOLa baia di San Francisco affollata di cadaveri abbracciati, ali d’angelo tatuate sulla pelle. Uomini alle prese con l’inaudito: Tanner, Carlucci e gli altri sanno che l’equazione in grado di risolvere l’incognita contiene troppe varianti… Nel mondo di tecnologie corrotte e macchine proteiformi dove vivono, qualcuno cerca di giocare una carta estrema per riscrivere col sangue la storia della città. “La San Francisco di Richard Paul Russo, a metà del XXI secolo, è popolata da angeli assassini, cyborg, e poliziotti dal karma molto negativo. Una città disperatamente romantica”
(Ursula K. Le Guin).

RICHARD PAUL RUSSO È nato in California nel 1954 ma vive a Seattle, nello stato di Washington, insieme alla moglie. Ha pubblicato il primo racconto nel 1981 su “Amazing Stories” e il primo romanzo, Inner Eclipse, nel
1988. Nell’89 ha vinto il premio Philip K. Dick con Subterranean Gallery, il suo secondo romanzo. Questo onore gli è toccato ancora nel 2001 con L’astronave dei dannati (Ship of Fools), pubblicato in “Urania” n. 1451. Altri romanzi tradotti in italiano sono Cyberblues – La missione di Carlucci (n.ž1374) e Frank Carlucci, investigatore (suppl. “Urania” n. 11, 2000).

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Il vincitore del premio Urania 2013

settembre 5th, 2014

L’edizione 2013 del premio Urania ha visto la partecipazione di oltre sessanta concorrenti, con alcune opere di sicuro merito. Altre, fuori tema per argomento o non abbastanza rifinite da poter consentire una pubblicazione, sono state archiviate dalla giuria selezionatrice.

I finalisti sono stati tre:

Le avventure del Nibbio Nebbioso e della Gatta di Ghisa di Daniele  Gabrieli;

Rocco, Marte e l’universo di Lorenzo Iacobellis;

Cuori strappati (ex Cardio) di Glauco De Bona.

La direzione di Urania, pur apprezzando l’originalità linguistica di Daniele Gabrieli e l’umorismo di Lorenzo Iacobellis, non ha ritenuto che le loro opere avessero raggiunto la forma ottimale, pur concentrandosi su una promettente versione grottesca del genere. Ha perciò assegnato il primo premio di questa edizione a

                                Cuori strappati di Glauco De Bona

che sarà pubblicato nel numero di novembre e premiato a Trieste, nello stesso mese, durante l’edizione 2014 del festival Science + Fiction. Una storia ricca di intrigo ambientata ad Ambrosia, la metropoli del futuro, e dedicata al risorgere dei culti maya per ottenere l’immortalità di una casta onnipotente. Il romanzo apre davanti ai nostri occhi un quadro agghiacciante di sacrifici umani, esperimenti “off-limits” e crudeli privilegi sociali, mettendo in scena un gruppo di personaggi che non si faranno dimenticare facilmente.

La redazione ringrazia i partecipanti e in particolare i finalisti, dando appuntamento a tutti per la prossima edizione.

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Urania 1610: Uomini in rosso

settembre 5th, 2014

uominiprev“Nella grande ammiraglia dell’Unione Universale, l’Intrepid, le uniformi hanno il colore della gloria.” Non credeteci. Hanno il colore dell’opportunismo, e chi comanda non porterà mai una casacca rossa. Chi comanda è al sicuro sui ponti più alti, mentre chi va incontro al nemico –­quando è il momento di affrontare l’ignoto, di rischiare la vita – sono sempre i sacrificabili. Quelli col petto rosso di coraggio, come dicono i bandi d’arruolamento, quelli col petto rosso di sangue. Andrew Dahl scoprirà tutto questo a bordo dell’Intrepid, dove lo hanno assegnato al prestigioso laboratorio di Xenobiologia. Perché nella missione c’è qualcosa di profondamente sbagliato, qualcosa che sa di inumano… più ancora dell’anatomia dei corpi alieni.

JOHN SCALZI Nato nel 1969 a Fairfield, in California, è stato giornalista umoristico e redattore di America Online, ma dal 1998 è scrittore a tempo pieno. Ha pubblicato Redshirts (Premio Hugo 2013) dopo essersi affermato con la serie di Old Man’s War, della quale fanno parte romanzi come Morire per vivere (2005) e Le brigate fantasma (2006). È anche un prolifico autore di saggistica in campo scientifico e divulgativo.

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I Capolavori di Urania 1609: Apocalisse su Argo

agosto 1st, 2014

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“Mi chiamo Jason e sono il più perfetto computer mai concepito. Guido la mia nave diretto a un pianeta lontano, affrontando le incognite di questo braccio della galassia per fondare una nuova colonia umana nello spazio. Ma la dottoressa Chandler, uno degli astrofisici, è mor- ta l’altro ieri. Suicidio, ho stabilito, anche se il marito è convinto che Diana sia stata ammazzata. Da me. Eppure sono il computer, dovrei saperlo, e soprattutto essere al di sopra di ogni sospetto. Qui non siamo in un vecchio film di fantascienza… Ho fatto rapporto e vorrei concludere che la cosa è inconcepibile, ma siccome ho più di una personalità (serve a gestire le varie funzioni) ho il dovere di approfondire. Se ci saranno altri morti? Al momen- to, la cosa è imprevedibile.”

 

ROBERT J. SAWYER Nato in Canada nel 1960, con il romanzo Killer online (1995) ha vinto il premio Nebula. Di lui “Urania” ha pubblicato Starplex (1996), Mutazione pericolosa (1997), I transumani (1998), Mindscan (2005), La genesi della specie (2002, premio Hugo 2003), Fuga dal pianeta degli umani (2003), Rollback (2007), WWW 1: Risveglio (2009), WWW 2: In guardia (2010) e WWW 3: La mente (2011). Apocalisse su Argo (1990), un grande thriller fantascientifico, è stato uno dei suoi maggiori successi.

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Urania Horror 6: I vermi conquistatori

luglio 2nd, 2014

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Un mondo sommerso da piogge incessanti, dove la terraferma assume l’aspetto di isole nella corrente; una landa d’in- cubo già semidevastata dall’emersione di creature gigantesche che si sono risvegliate dopo un sonno di eoni nel cuore della terra… Ecco lo scenario in cui Teddy Garnett e il suo amico Carl si trovano a tentare di sopravvivere. Ciechi, colossali e affamati, i vermi conquistatori non hanno altro scopo che divorare gli uomini e distruggerne case e villaggi con spietata deter- minazione. Come conseguenza della loro uscita dalle voragini, terremoti e inondazioni hanno rinnovato la maledizione del Diluvio. Una tesa vicenda horror per un grande romanzo apocalittico.

 

BRIAN KEENE Nato nel 1967 e cresciuto in Pennsylvania e West Virginia, ha vinto due volte il premio Bram Stoker. Uno dei suoi romanzi più famosi, The Rising, è noto per aver risvegliato l’interesse nel filone zombi, quando ormai questo genere era in declino. The Conqueror Worms è uscito in edi- zione originale nel 2006.

 

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Urania Collezione 138: Forbici vince carta vince pietra

luglio 2nd, 2014

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Ethan Ring è un esperto di grafica che incappa in un segreto così tremendo da non poter più es- sere tenuto nascosto. L’alfabeto di immagini generate al computer che lui ha contribuito a creare, ispirandosi alle Sefiroth ebraiche, possiede stra- ordinari poteri: i suoi simboli sono in grado di guarire, cancellare ricordi, provocare l’estasi e uccidere senza rimorso. Prigioniero di un contratto capestro con il governo europeo, Ethan intravede un’ultima possibilità di sfuggire alle forze distruttive che hanno occupato la sua anima. Ma dovrà affrontare un territorio pieno di insidie e un viaggio senza fine, forse senza ritorno. Riproponiamo il capolavoro di Ian McDonald nella traduzione inte- grale di Antonio Caronia.

IAN McDONALD Nato nel 1960, per metà scozzese e metà irlandese, è vissuto quasi sempre a Belfast. Nel 1991 ha vinto il premio Philip K. Dick con il romanzo King of Morning, Queen of Day e nel 2007 lo Hugo per il raccon- to “La moglie del djinn”. I suoi testi più noti sono Necroville (un horror del 1994), Forbici vince carta vince pietra, dello stesso anno, I confini dell’evo- luzione (1995) e Il fiume degli dei (River of Gods, 2004, uscito in “Urania Jumbo” n. 40), candidato allo Hugo e vincitore del premio assegnto dalla British Science Fiction Society.

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Giovanni “X” De Matteo Torna su “Urania”

giugno 26th, 2014

 

Una candida conversazione

con il Premio Urania laureato

a proposito del nostro futuro

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Com’è nata l’idea di Corpi spenti e quanto tempo hai impiegato a scriverlo?

Subito dopo l’uscita di Sezione π², chiacchierando con il compagno di penna Fernando Fazzari, mi sono trovato a considerare l’ampiezza dello scenario che avevo cominciato a delineare. Mi ripromisi di approfondire l’impatto sociale di un’ipotetica Singolarità Tecnologica, in grado di estendere la natura umana oltre i suoi limiti fisici, andando a investigare soprattutto gli angoli più nascosti, quelli in cui si annida la nostra parte più animale e primitiva. Trascorsero tuttavia più di due anni prima che mi decidessi a mettermi seriamente al lavoro. Era l’inizio del 2010. A maggio 2011 avevo una prima stesura, su cui condussi più passaggi di revisione tra l’estate e l’autunno successivi. Per la fine di quell’anno il romanzo era fuori di casa, in cerca di impiego.

 

Che cosa rappresenta per te la Sezione Pi Quadro e che funzione hanno, nella tua immaginazione, i personaggi che la compongono?

Dei guastafeste, in un mondo in cui le convenzioni e le convenienze spingono chiunque altri ad allinearsi con le direttive del potere. Di primo acchito sono una squadra di personaggi male assortiti, con i loro vizi e tormenti più o meno privati. Ma in una polizia corrotta e mercenaria, questo manipolo di rinnegati, sbandati e scansafatiche diventa l’ultima guarnigione in difesa di un ideale di giustizia ormai quasi del tutto dimenticato.

 

I tuoi non sono i primi romanzi in cui la città di Napoli – e, in senso più ampio, il meridione d’Italia – hanno un ruolo fantascientifico, ma certo sono tra i più popolari. Vedi nel Sud altre potenzialità, scenari per nuovi romanzi?

Il Sud è come il Texas, per dirla alla Lansdale: uno stato mentale. Ha un potenziale enorme, che va al di là della semplice scenografia, in quanto rappresenta un territorio di frontiera (il centro del Mediterraneo) e un contesto marginale lambito dalle direttrici dello sviluppo. Per questo offre un punto di vista privilegiato sui cambiamenti che coinvolgono la nostra società e si presta a sviluppi narrativi dei tipi più diversi. Incarna meglio di altri posti l’assenza di quello che Sterling chiama “il senso del futuro”, e questo lo rende ancora più interessante come ambientazione fantascientifica.

 

In Corpi spenti, una bella fetta del sud è sul punto di staccarsi dal resto del paese. Come mai negli ultimi venti-trent’anni si è parlato tanto di “disunità”?

Il discorso delle due velocità dell’Italia è stato sbandierato per anni, senza tuttavia che nessuno si interessasse davvero ad adottare misure strutturali per compensare questo divario. Difficile credere che non ci sia stato qualche tipo di interesse da tutelare, unito all’incompetenza in cui eccellono i nostri politicanti. Nel romanzo metto in scena quello che chiamo “Secessione Controllata”, inteso a gestire il problema nel modo più semplice che sia dato ai governanti, cioè sbarazzandosene. Una sorta di “strategia della lucertola”, con il paese che si lascia dietro una parte di sé per avere salva la vita di fronte alla crisi.

 

Come riconduci Corpi spenti al filone più vasto della narrativa speculativa contemporanea? E al connettivismo?

Corpi spenti trasfigura in chiave distopica il nostro presente: l’autonomia del Mezzogiorno diventa l’occasione per creare una sorta di zona franca, che sconfina nell’incubo delle megalopoli cinesi e delle maquiladoras sorte sul confine messicano. Corruzione, connivenza delle autorità, criminalità organizzata, femminicidio, dipingono il ritratto di un Mezzogiorno ridotto a una “riserva di caccia”, in cui generalmente è il più forte a prevalere. Inoltre il nucleo tematico del romanzo si richiama direttamente al postumanesimo, interrogandosi su come evolverà la società per effetto delle onde di progresso sempre più ravvicinate innescate da uno sviluppo fuori controllo.

Venendo al connettivismo, il movimento nasce con l’intento di attuare una sintesi tra le diverse anime della fantascienza: quella più speculativa, quella più attenta al sociale, quella più interessata alle ricadute del progresso scientifico, quella che cerca di proiettarsi al di là dell’umanità come oggi la conosciamo. Ho cercato di operare la stessa sintesi sulla materia che è alla base di Corpi spenti.

 

A che punto si trova oggi il movimento connettivista?

Quest’anno ricorrerà il decimo anniversario della pubblicazione della prima versione del Manifesto e la passione non ci ha ancora abbandonati. Continuiamo a mettere in cantiere nuovi progetti. Next (la rivista curata da Sandro Battisti, che nel 2011 si è aggiudicata il Premio Italia), la webzine  HYPERLINK “http://www.next-station.org” www.next-station.org che curo insieme a Salvatore Proietti, i nostri rispettivi blog, le antologie tematiche le altre iniziative non solo editoriali che ci vedono in prima linea, costituiscono solo la punta dell’iceberg.

 

La fantascienza italiana sbarcherà alla prossima Worldcon di Londra, tu stesso interverrai ad un panel con Arielle Saiber. Pensi che questo influirà positivamente sullo sviluppo del genere?

Siamo ancora in attesa di conoscere se l’organizzazione approverà o meno la nostra proposta. Tenere un panel sul connettivismo sarebbe un’opportunità unica, ma in ogni caso saremo a Londra per sfruttare l’occasione di una WorldCon sulla soglia di casa nostra. Uno scrittore di fantascienza che voglia davvero guardare al futuro deve imparare a guardare al di là delle barriere, a partire da quella linguistica.

 

Infine, a cosa stai lavorando adesso?

Sono da poco all’opera sul seguito di Terminal Shock, la novella hard sci-fi di ambientazione spaziale pubblicata lo scorso anno in e-book da Mezzotints. E c’è sempre qualche racconto in attesa di sviluppi, a cui cerco di dedicarmi nei ritagli di tempo.

 

(A cura di G.L.)

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Urania Collezione 137: Le argentee teste d’uovo

giugno 5th, 2014

leiberprevIn un futuro ormai prossimo, gli scrittori si limiteranno a firmare le opere composte elettronicamente dai mulini-a-parole (e a recitare in pubblico i ruoli imposti dalle biografie sulle alette di copertina). Solo i colleghi robot sapranno scrivere sul serio, ma com’è ovvio, per un pubblico di robot. Questo fino al giorno in cui gli scrittori inferociti distruggeranno i mulini-a-parole, salvo poi dover affrontare una grave crisi di creatività. In tanto caos mediatico, l’Editrice Razzi è l’unica a restare imperturbabile: forse perché custodisce il grande segreto del secolo precedente, il Divorzio Psicosomatico di Daniel Zukertort. E infatti, in una nursery segreta vivono ancora le trenta argentee Teste d’Uovo la cui esistenza potrebbe sconvolgere sia il mondo della finzione che quello della realtà.

 FRITZ LEIBER Nato a Chicago nel 1910 e morto a San Francisco nel 1992, ha lasciato un segno indelebile nella sf, nella fantasy e nell’horror americani. Ha vinto il premio Hugo con Il grande tempo (1958) ed è famoso per la serie fantasy che ha come protagonista il lontano mondo di Nehwon (il ciclo di Lankhmar o delle Spade, 1939-1988). Tra i suoi capolavori: L’alba delle tenebre (1943), Scacco al tempo (1953), Il verde millennio (1953), Le argentee teste d’uovo (1961), Novilunio (1964) e Il fantasma del Texas (1968). Da ricordare anche le antologie Cronache dallo spazio: il meglio di Fritz Leiber (1990) e Occhi d’ombra (1991).

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Urania collana 1607: Corpi spenti

giugno 5th, 2014

dematteoprevNel 2049 sono cominciate le operazioni della Sezione Investigativa Speciale di Polizia Psicografica, un gruppo di agenti che possono estrarre informazioni dai morti, recuperandone la memoria. Sono i necromantI e il loro uomo di punta, Vincenzo Briganti, ha risolto nel 2059 il caso battezzato ufficiosamente Post Mortem (ma pubblicato su “Urania” come Sezione ²). Ora siamo nel 2061, anno del bicentenario dell’Unità italiana, e la Bassitalia sta per secedere dal resto del paese “come una coda di lucertola”. Sulla manovra gravano pesanti ipoteche, perché qualcuno pensa di trasformare il Territorio Autonomo del Mezzogiorno in una vera e propria riserva di caccia per i signori della nuova società feudale. Briganti e i suoi colleghi avranno poco meno di un mese per scoprire tutti gli intrighi ed evitare che il Territorio si trasformi in un ghetto tecnologico per schiavi del lavoro… o molto peggio.

GIOVANNI DE MATTEO Nato nel 1981, è ingegnere elettronico ed è tra gli iniziatori del connettivismo, il movimento che ha ereditato la vena speculativa del cyberpunk. Nel 2005 ha vinto la seconda edizione del premio Robot con il racconto “Viaggio ai confini della notte” e nel 2006 ha pubblicato la raccolta personale Revenant Storie di ritorni e di ritornanti. Nel 2007 ha curato, con Marco Zolin, l’antologia-manifesto Supernova Express e ha vinto il premio Urania con Sezione ². Nel 2013 ha pubblicato in e-book il romanzo breve Terminal Shock: 2184 – Labirinti Alieni.

 

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