Dispacci

Addio a Ben Bova

dicembre 1st, 2020

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Ben Bova (1932 - 2020)

Ben Bova (1932 – 2020)

Questo 2020 così distopico si porta via un altro grande della fantascienza.

Benjamin William Bova, nato a Filadelfia nel 1932, uno dei più prolifici romanzieri, antologisti ed editor della fantascienza statunitense, si è spento domenica 29 novembre a Naples, Stati Uniti, all’età di 88 anni a causa di ictus e complicazioni per il Covid-19.

Dopo la morte di John W. Campbell, Ben Bova assunse la direzione della rivista Analog e in seguito di Omni, il prestigioso mensile fondato da Bob Guccione. Pluripremiato, vinse sei Premi Hugo per la curatela di antologie, il premio Clarke alla carriera e il premio Campbell per Titan nel 2006. È stato inoltre presidente della Science Fiction and Fantasy Writers of America e presidente emerito della National Space Society.

Nelle sue storie ha narrato in anticipo molti traguardi dell’umanità come la corsa alla Luna, i satelliti solari, la clonazione umana, Internet, la realtà virtuale e gli e-book.

Ben Bova, "Orion", Urania Collezione n. 132, marzo 2018

Ben Bova, “Orion”, Urania Collezione n. 132, marzo 2018

Tra i suoi romanzi pubblicati su Urania ricordiamo: “Duellomacchina”“I condannati di Messina”, “L’astronave dei 20.000”, “Ritorno dall’esilio”, “THX 1138”, basato sulla sceneggiatura di George Lucas, “Giove chiama Terra”, “Ritorno da Giove” e il ciclo di Orion, di recente tornato su Urania Collezione (“Orion”Urania Collezione n. 182).

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In ricordo di Vittorio Catani

novembre 24th, 2020

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Vittorio Catani

Vittorio Catani

Ci ha lasciati ieri, 23 novembre 2020, l’amato scrittore di fantascienza Vittorio Catani (Lecce, 17 luglio 1940 – Bari, 23 novembre 2020).

Nato a Lecce nel 1940 e vissuto a Bari, è stato una vera e propria colonna della fantascienza italiana, vincitore di numerosi premi, tra cui il primo Premio Urania e diciassette Premi Italia per la fantascienza.

Prolifico autore di racconti, raccolti nel 2007 nel volume “L’essenza del futuro”, dei suoi romanzi ricordiamo: “Il Quinto principio” (Supplemento n. 39 a Urania n. 1533), e “Gli universi di Moras”, quello che gli valse il Premio Urania nell’ormai lontano 1990.

 

Il ricordo di Franco Forte

 

«Vittorio Catani è stato una colonna della science fiction italiana, sia come autore sia come curatore di antologie, ma anche come fan appassionato, che ho avuto modo di conoscere fin da quando, poco più che maggiorenne, frequentavo le Italcon in giro per l’Italia, insieme ad altre centinaia di “fuori di testa che passavano il tempo a trastullarsi con le idiozie della fantascienza”, come qualcuno ci accusava in quegli anni.
Vittorio è stato per me un collega, un amico, un punto di riferimento, grazie alle cose bellissime che ha scritto. Ma c’è soprattutto un particolare che ricordo con forza, e che è stato un vero e proprio punto di svolta per la mia carriera di autore. Devo infatti a Vittorio Catani (e in parte anche a un altro grande della sf come Lino Aldani) se all’improvviso sono riuscito a fare lo scarto che mi ha portato dalla scrittura raffazzonata e dilettantesca che si alimentava di passione ed entusiasmo e poco più, a quella professionale e ponderata che mi ha consentito di arrivare ai massimi livelli dell’editoria.
Il tutto è cominciato quando Vittorio mi rifiutò un racconto per una antologia che stava preparando. Proprio così: il suo rifiuto, anzi, la motivazione del suo rifiuto, mi ha cambiato e mi ha fatto capire molte cose, spalancandomi gli occhi su un errore che commettevo nella mia scrittura, e che non mi consentiva di aprirmi a nuovi orizzonti, per migliorare e rendere i miei scritti più attrattivi per il lettore.
Non starò qui a spiegare di che cosa si trattava, perché dovrei farvi leggere la prima versione di quel racconto, quella rifiutata da Vittorio, e poi la successiva, riscritta dopo la sua motivazione, che mi ha letteralmente folgorato sulla via per Damasco. Dirò solo che si riferiva a quella che è la tecnica più complessa della scrittura (e di cui gli scrittori esordienti sono generalmente all’oscuro), ovvero la gestione del Punto di Vista.
Il rifiuto di Vittorio servì a scaldarmi l’anima: prima con il classico e tronfio atteggiamento dello scrittore esordiente che non accetta i rifiuti e, soprattutto, non vuole sentirsi dire che non sa scrivere come immagina; e poi con l’improvvisa consapevolezza che aveva ragione, eccome, e che da quel momento la mia scrittura poteva evolvere come non avevo mai creduto fosse possibile.
E infatti da quel giorno, da quando ho preso consapevolezza di quanto le bastonate sul coppino di Vittorio fossero corrette, per me le cose sono cambiate, e una dopo l’altra sono arrivate le vere soddisfazioni per chi ambisce a pubblicare a certi livelli.

Lasciatemi dunque ricordare Vittorio Catani non solo come un amico e un compagno d’avventura nel folle mondo della fantascienza, ma anche come uno dei maestri che mi hanno saputo indirizzare sulla strada giusta da percorrere per soddisfare i lettori come da sempre sognavo di fare.

Un retaggio che adesso io cerco di trasmettere agli altri, quando posso, senza mai dimenticare chi è stato il primo ad avermi aperto gli occhi. Ancora grazie, Vittorio…»  

 

Il ricordo di Enzo Verrengia

«Chissà se ora che si è spento nel corpo Vittorio Catani, in un altro stato dell’essere, visiterà Gli universi di Moras, le infinite realtà parallele da lui ipotizzate nel romanzo così intitolato con cui vinse il Premio Urania nel 1989 e l’anno successivo fu il primo italiano a venire pubblicato sulla storica rivista della Mondadori.

Sta di fatto che lui non si fermò mai a scenari riduttivi, inutilmente cervellotici e molto arzigogolati a vuoto di troppa fantascienza italiana del passato. Fin dagli inizi precocissimi, Catani evocò ed esplorò l’inconoscibile. Gli si addicevano fondali stellari o mutamenti epocali degli di Asimov, Clarke, Heinlein e i grandi maestri. Anche quando in una miniatura indimenticabile come “Replay di un amore”, narrava di un’anima trasferita nel computer per consentire a un sentimento di proseguire sotto forma di bit, Catani affrontava il tema con un rigore epistemologico lontanissimo dagli sperimentalismi fini a se stessi e l’azzeramento del linguaggio in gerghi generazionali. Tanto che il suo ultimo romanzo importante, “Il Quinto Principio”, è una summa del suo pensiero avvenirista, profondamente radicato nella speculazione scientifica, che delinea la presenza di una forza termodinamica occulta destinata alla distruzione delle basi stesse del reale.

“Catani è tra i pochi autori che io conosca capace di portare fino alle estreme conseguenze le proprie idee. Come si dice, lo scrittore pugliese è tra i pochi che non hanno mai paura di avere coraggio.” Un riconoscimento etico risolto in straordinario paradosso. Lo scriveva Ugo Malaguti, altro nume tutelare della fantascienza italofona, nell’introduzione a “L’essenza del futuro”, la monumentale antologia dedicata anni fa a Vittorio Catani nella quale interveniva anche un altro padre fondatore della fantascienza italiana, Lino Aldani: “L’aspetto che più colpisce della narrativa di Catani è la costante ricerca di un punto armonico di fusione tra il pessimismo delle sue configurazioni del futuro e la sua commovente speranza, esilissima, sicut parva lucernula, eppure imperitura, in qualcosa che tuttavia può intervenire a modificare tanta paventata negatività.”

A sua volta, lui dichiarò in un’intervista: “In Italia la fantascienza era ferma a modelli ottocenteschi (Verne anzitutto), facilmente slittava verso il fantastico o il soprannaturale. Negli anni ’50 apparvero i vari Asimov, Williamson o Van Vogt, e sembrò che sorgessero dal nulla. Mancava da noi la tradizione americana della narrativa popolare”.

Sì, perché l’intento della migliore fantascienza resta sempre quello di allargare gli orizzonti del pensiero nel più vasto pubblico di lettori possibile. Senza per questo assecondare le cosiddette “tendenze”.

Dietro tutto questo si profilava la figura concreta di Vittorio Catani. Nato a Lecce ma da sempre radicato a Bari, una capitale del meridione differente dalle altre. Avvantaggiata dal trovarsi sulle rotte verso e dal Levante, felice commistione di terziario, commercio e sviluppo. Non a caso, nei suoi dintorni sorge Tecnopolis, la città dell’informatica. Dal suo ufficio di direttore di banca in Viale Unità d’Italia, Catani conciliava l’impegno professionale con la vocazione creativa. Per il suo appartamento nel quartiere di Poggiofranco transitò, fra gli altri, John Brunner. Era l’epoca del fandom. Catani fondò proprio a Bari la rivista amatoriale THX1138, che pubblicò autori poi affermatisi.

E c’erano le convention, dove era possibile fare incontri mirabolanti, come quello che lo scomparso raccontava essere avvenuto una volta a Rimini con Robert Silverberg, che cercava disperatamente un bagno. Senza dimenticare una performance a Montepulciano nel 1986, allorché alla premiazione di un concorso per racconti fantastici, Alberto Moravia redarguì Luce D’Eramo per avere affrontato con il romanzo “Partiranno” un argomento fantascientifico: alieni sulla Terra. Catani guidò la pattuglia indignata che abbandonò la sala.

Una ricaduta importante della vittoria al Premio Urania fu la sua lunga collaborazione al quotidiano La Gazzetta del Mezzogiorno, per il quale, oltre ad articoli di futurologia, curò una rubrica di costume, “Accadde… domani”, in cui si sbizzarriva a sviluppare le derive più originali della scienza, della società e del comportamento collettivo.

Sorprendeva che tanta energia intellettuale albergasse nella sua figura di gentiluomo, esile, contenuto e sobrio, che purtroppo da qualche anno era in dissolvenza terminale.»

 

Il nostro saluto e la nostra solidarietà vanno alla sua famiglia e a tutti gli affezionati di Urania.

Buon viaggio verso il prossimo, misterioso, universo parallelo.

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Urania Jumbo diventa mensile!

giugno 20th, 2020

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Luna crescente, Urania Jumbo n.6

Urania Jumbo diventa mensile!

 
Cari lettori, è con grande soddisfazione che vi anticipiamo una notizia che riguarda il 2021: la nostra collana Urania Jumbo passerà alla periodicità mensile.

Si tratta di un passo obbligato, visto il grande successo che questa costola di Urania sta facendo registrare fin dalla sua nascita, che nel tempo ci ha consentito di passare da semestrale (due titoli l’anno) a quadrimestrale (tre titoli l’anno), poi a bimestrale (sei titoli l’anno) e adesso, finalmente, a mensile, con dodici uscite nel corso dell’anno.

Un segno di maturità per una collana partita un po’ in sordina, ma che ha certificato la voglia dei lettori di leggere grandi romanzi in edizione integrale, senza problematiche dovute alla mole dei volumi e proposti con traduzioni accurate e una veste grafica accattivante.

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Il vincitore del Premio Urania edizione 2019

maggio 11th, 2020

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PREMIO URANIA 2019

IL VINCITORE 

 

Si è conclusa l’edizione 2019 del Premio Urania.

La redazione di “Urania”, dopo avere esaminato i romanzi finalisti all’edizione 2019 del Premio Urania, ovvero:

– “Capitalpunk” di Lorenzo Davia
– “Per sempre i giorni” di Davide Del Popolo Riolo
– “Missione oltre la stella madre” di Furio LC Rex
– “Aquarius” di Claudio Vastano

ha stabilito che il vincitore è:

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Isaac Asimov: i sette romanzi del Ciclo della Fondazione in un nuovo Drago

aprile 6th, 2020

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Mondadori-Asimov
 
 

Riportiamo una notizia per gli appassionati di Asimov, di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita e in questi giorni quello della morte, 28 anni fa (Petroviči, 2 gennaio 1920 – New York, 6 aprile 1992).

Nel 2020 l’intero ciclo della Fondazione di Isaac Asimov uscirà in un nuovo Drago Oscar Mondadori, un volume spaziale, in senso letterale.
Il Drago raccoglierà i sette romanzi che compongono il ciclo:

1. Preludio alla Fondazione
2. Fondazione anno zero
3. Prima Fondazione
4. Fondazione e Impero
5. Seconda Fondazione
6. L’orlo della Fondazione
7. Fondazione e Terra.

Speriamo di aggiornarvi presto.

Intanto ecco qui il link a un approfondimento: https://www.oscarmondadori.it/approfondimenti/isaac-asimov-ciclo-della-fondazione-in-un-nuovo-drago/

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Arthur C. Clarke “Racconti” – Oscar Draghi Urania

febbraio 7th, 2020

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Oscar Vault

a cura di Beppe Roncari

“Racconti” di Arthur C. Clarke

 

Arthur C. Clarke, "Racconti"

Arthur C. Clarke, “Racconti”, Oscar Draghi Urania,
11 febbraio 2020

“I tentativi di distinguere la fantascienza dal fantasy hanno fatto scorrere molto sangue. Io ho suggerito una definizione operativa: la fantascienza è qualcosa che potrebbe accadere, ma che di solito preferireste di no. Il fantasy è invece qualcosa che non potrebbe accadere, anche se spesso lo desiderereste.”

È questa l’ingegnosa distinzione suggerita da Clarke nella Prefazione dei suoi “Racconti”, già usciti in edicola in quattro volumi su Urania Collezione sotto il titolo di “Terra e Spazio” e ora per la prima volta raccolti in un unico volume su Oscar Draghi Urania, a cura di Franco Forte, primo libro di questa nuova collana, impreziosito da molti materiali inediti, che non avevano trovato spazio nei fascicoli di Urania.

Clarke, agnostico ma appassionato di filosofia, non si offenderebbe se applicassimo una distinzione dello stesso genere fra scienza e metafisica. La scienza indaga ciò che può accadere: la matematica, la fisica, la chimica, la struttura stessa della realtà. La metafisica affronta il sovrannaturale, l’inspiegabile, ciò che di per sé non potrebbe accadere, e che tuttavia è sommamente desiderabile.

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Siamo Draghi sulle spalle di Giganti

gennaio 19th, 2020

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Arthur C. Clarke, "Racconti"

Arthur C. Clarke, “Racconti”, Oscar Draghi Urania,
18 febbraio 2020

SIAMO DRAGHI SULLE SPALLE DI GIGANTI!

 

Cari amici appassionati di fantascienza, che emozione!

Dopo le tante novità già annunciate, oggi vi presentiamo la nuova collana da libreria “Draghi Urania”, una costola della collana Oscar Draghi che tanto si è già fatta apprezzare dai lettori (basti pensare ai “Draghi” del Trono di Spade, o a quelli di Lovecraft, di Sherlock Holmes, di Elric di Melnobonè, solo per citarne alcuni), interamente dedicata alla fantascienza.

Si parte con una delle colonne portanti di Urania e di tutta la science fiction internazionale, Sir Arthur C. Clarke, e si continuerà nel corso del 2020 con autori del calibro di Frank Herbert, Harlan Ellison e Iain M. Banks, che tanti di voi ci chiedono a gran voce. Altri autori di grandissimo profilo seguiranno in futuro, mentre possiamo anticipare che stiamo lavorando su un secondo importante progetto che riguarda il marchio Urania nel canale libreria e di cui speriamo di parlarvi presto in modo più approfondito.

Come potete vedere in una delle immagini in fondo di questo blogpost, l’iniziativa “Draghi Urania” guarda con devota ammirazione ai numi tutelari della fantascienza mondadoriana, nonché della nostra storica collana: Carlo Fruttero e Franco Lucentini, con cui tutti noi abbiamo contratto un inestinguibile debito culturale, prima che editoriale.

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In memoria di Mike Resnick

gennaio 12th, 2020

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Mike Resnick

Mike Resnick nel 2008

La notte fra l’8 e il 9 gennaio 2020 ci ha lasciato Mike (Diamond) Resnick, grande autore di scifi d’avventura, nato a Chicago il 5 marzo 1942.

Così ne parlava il compianto Giuseppe Lippi qualche anno fa: LINK.

Vogliamo ricordarlo anche riproponendovi le copertine della trilogia dei Dead Enders (i “Senza Speranza”) recentemente pubblicata sulla nostra collana, ambientata nel Birthright Universe, da lui creato nel 1982 con il romanzo “Birthright: The Book of Man”.

Urania 1662: Mike Resnick, “Orion: La Fortezza”

Mike Resnick, "Orion: La Fortezza"

Mike Resnick, “Orion: La Fortezza”, Urania n. 1662, gennaio 2019

EBOOK DISPONIBILE

Urania 1666: Mike Resnick, “Antares: La Prigione”

Mike Resnick, "Antares: La Prigione"

Mike Resnick, “Antares: La Prigione”, Urania n. 1666, maggio 2019

EBOOK DISPONIBILE

Urania 1670: Mike Resnick, “Cassiopea: Il Castello”

Mike Resnick, "Cassiopea: Il Castello"

Mike Resnick, “Cassiopea: Il Castello”, Urania n. 1670, settembre 2019

EBOOK DISPONIBILE

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URANIA A CURVATURA 2020

dicembre 22nd, 2019

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Se il 2019 è stato per noi della redazione di Urania una sorta di viaggio sulle montagne russe, per tutto quello che è accaduto (anche di tragico, come la scomparsa del nostro Giuseppe Lippi), il 2020 si prospetta molto interessante e fitto di novità, sempre all’insegna di un motto che ci guida ormai da tempo: massima qualità per cercare di accontentare tutti i lettori.

È su questo che si stanno concentrando i nostri sforzi, pur con tutte le difficoltà dovute al complesso mondo della distribuzione nelle edicole (su cui purtroppo non abbiamo nessuna possibilità di intervento, se non facendo continuamente segnalazioni dei disservizi che i lettori stessi ci comunicano), all’impossibilità di acquisire alcune opere a causa di richieste economiche troppo elevate e con l’eterno problema di dover scegliere volumi che non abbiano foliazioni troppo corpose, a causa dei costi di traduzione, lavorazione e stampa, che non ci permettono di poter proporre tutto ciò che vorremmo, se non nella collana Urania Jumbo (che però può proporre pochi titoli all’anno).

Ed è proprio dal Jumbo che arriva la prima bella novità per il 2020, come ormai molti sanno: da gennaio la collana diventa bimestrale, e dunque proporrà sei titoli l’anno, anziché i quattro a cui vi avevamo abituati. Sono solo due fascicoli in più all’anno, ma personalmente lo reputo un primo importante passo in attesa di far compiere a Urania Jumbo il balzo successivo, per arrivare al più presto alla periodicità mensile. Un traguardo che potremo raggiungere solo se i lettori dimostreranno concretamente di apprezzare questa collana, e dunque è in questo senso che stiamo lavorando, per cercare di garantire la massima qualità delle proposte che possano tenere alta l’attenzione del pubblico.

Lasciatemi dunque partire dal Jumbo per fare una panoramica delle uscite previste per il 2020 (senza dare date di uscita, però, perché il programma è sempre in fieri, ovvero può conoscere spostamenti e variazioni in qualsiasi momento, spesso al di là delle nostre intenzioni, per problemi contrattuali, sovrapposizioni di uscite con altre collane Mondadori, emergenze e opportunità dell’ultimo minuto).

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“Nella Quarta Dimensione” con Cixin Liu

dicembre 5th, 2019

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a cura di Beppe Roncari

“Nella quarta dimensione” con Cixin Liu

 

Cixin Liu, "Nella Quarta Dimensione"

Cixin Liu, “Nella Quarta Dimensione”

“Tutti quelli che lo avevano sperimentato affermavano che la sensazione di trovarsi in uno spazio a quattro dimensioni era indescrivibile. Sostenevano che era l’unica cosa conosciuta dall’uomo fino a quel momento che sfuggiva completamente a ogni espressione del linguaggio.
Di solito, per spiegarlo, si ricorreva a una analogia: bastava immaginare una specie vivente bidimensionale all’interno di una foto. Per quanto ricca e colorata potesse essere l’immagine, gli esseri piatti vedevano soltanto il profilo delle cose che li circondavano. Ai loro occhi, il mondo appariva come una serie di linee di svariate lunghezze. Soltanto quando fossero stati prelevati dalla foto e portati nello spazio tridimensionale, gli esseri avrebbero visto l’immagine nella sua interezza.”

Invertendo le premesse di “Flatlandia” di Edwin A. Abbott, “Nella Quarta Dimensione” di Cixin Liu ci fa esplorare un universo più vasto e ricco di quello che mai ci saremmo potuti immaginare. Il libro porta a compimento la trilogia del “Passato della Terra”, inaugurata da “Il Problema dei Tre Corpi” e “La Materia del Cosmo”, tutti pubblicati da Mondadori Oscar Fantastica.

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