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Archivio articoli contenenti il tag: ‘minifantasy’

La fine?!?

scritto il ottobre 25th, 2010 da alphabetcity

Carissimi e fantasiosissimi ragazzi drago, l’ultima puntata sta per scorrere di fornte ai vostri occhi… Curiosi?

Il nostro genellaggio continua e perciò la prima parte di questa attesissima decima puntata la potrete trovare su Licia Fantasy!

Ho molto altro da dirvi, ma immagino quanto voi siate curiosi e quindi lascio le chiacchere per dopo la lettura! :)

Solo i saggi occhi di Camlost videro la scena, solo i suoi occhi atti a comprendere le scienze arcane videro la fitta rete di fili che il destino stava  tessendo con crudeltà e precisione. Un filo, una trama. Una trama, un sogno. E, per Tilly, un sogno, un incubo. La fatica stava per avere la meglio su Kevrah quando la grotta gli apparve dinnanzi come per incanto illuminata di rosso da una luna impietosa. Si avvicinò all’antro tremante e stremato mentre la sua protetta nel sonno si agitava a tal punto che anche solo tenerla in braccio era diventata una impresa impossibile. Ainwen si rivelò uscendo dall’ombra, strane e profonde rughe solcavano quel viso che fino a un attimo prima era apparso giovane e radioso: “Ho infranto il patto che avevo con Guglielmina e che tutti gli abitanti del mondo magico mi invidiavano senza sapere quanta crudeltà quella donna fosse in grado di covare dentro di sé. Non sono più sua serva, aiutandoti mi sono ribellata e la vita fugge da me come avrebbe dovuto fare man mano in questi anni. Tra pochi minuti sarò solo polvere” I capelli le si fecero bianchi e radi, la voce divenne un rantolo sottile: “Se vuoi davvero aiutare Tilly dovrai spargere sui tuoi occhi la polvere magica del vecchio Camlost e ti ritroverai nell’incubo della guardiana. Potrai aiutarla, sarai persino più potente di Guglielmina, ma…” un rantolo le spezzò il fiato in gola: “Ma?” le fece eco Kevrah impaziente: “Ma tutto ha un prezzo ragazzo” il viso invecchiato stava perdendo sottili starti di epidermide e lasciava intravedere le ossa del cranio: “Dovrai rinunciare alla tua libertà mezzelfo. Per sempre”. Quella che era stata la più bella strega del regno si tramutò in polvere spazzata via da una folata di vento.
Kevrah sgranò gli occhi: era paralizzato. Pallido in volto e con la bocca spalancata rimase fermo e muto per un istante che parve non avere mai fine. Tilly continuava a lamentarsi e a delirare.

Stava soffocando. Nessuna speranza, nessuna alternativa. Stava soffocando. Stanca di divincolarsi Tilde pensò al suo triste destino. Proprio in quel momento la zia mollò la presa:

“Ora che hai capito chi è la più potente tra noi hai due scelte: morire o consegnarti a me. Avanti piccina, fai la scelta giusta”

“…”

“Prendi pure fiato. La tua resa sarà epocale, voglio sentirti scandire le parole”

“…”

“Ti suggerisco una frase semplice del tipo: sarò la tua umile schiava”

“Non mi avrai mai vecchia strega!”

Una lampo di luce squarciò il cielo. Tilde si ritrovò catapultata sulla cima di un monte con di fronte la sua nemica giurata: “Sono io che comando insulsa marmocchia!” furono le sue ultime parole prima di lanciarsi in una folla corsa verso il nulla. Quando i piedi della donna si staccarono da terra la figura della vecchina scomparve per lasciare posto a quella di un enorme drago violaceo nero. Le sue fauci, i suoi artigli e l’odio nei suoi occhi rossi di rettile fecero indietreggiare la ragazzina che, terrorizzata, urlò con tutto il fiato che aveva in gola.  Il drago le si parò di fronte e la folata di vento causata dal movimento delle sue ali spinse la sua preda verso il precipizio. È la fine pensò. E lo pensò indietreggiando verso il baratro. Tilly, con le lacrime agli occhi, nella sua disperazione si decise. “Non mi avrai!” E di colpo saltò. Ma un altro drago ne impedì la caduta. Le sue scaglie emanavano una luce potente e prima di accasciarsi sulla sua schiena la ragazzina sussurrò abbozzando un sorriso: “Kevrah…” In un attimo i due furono in piedi l’uno accanto all’altra pronti a lottare per difendere Onyrism. Le fiamme del drago lucente invasero l’intera scena, per la prima volta Kevrah rivolse il muso verso la compagna e il suo sguardo le disse tutto in un istante.
Solo in quel momento Tilly intuì per quanto tempo lui doveva averla osservata nei sogni, mentre cresceva e come quell’incontro nel giardino, avvenuto pochissimo tempo prima, per lui fosse stato solo l’ultimo passo di una lunga serie di eventi cercati e desiderati.
Lei era più importante della libertà a cui Kevrah anelava.
Kevrah, il mezzelfo era innamorato di lei.
E per questo amore ora lui rinunciava a tutto pur di salvarla.

Tilde si risvegliò ai bordi della cascata con accanto il vecchio Camlost: “Sei stata brava ragazza e questa è la tua ricompensa!” A pochi passi da lei Earine le sorrideva finalmente libera dalle acque: “Per fare in modo di poter interferire sulla tua educazione, anche se ciò non mi era concesso, ho accettato una maledizione che mi imprigionava in questo luogo. Ma ora, ora che Guglielmina ha preso il mio posto restando per sempre intrappolata, sono libera, libera di chiamarti figlia e di donarti il cristallo”. La ragazzina toccò la pietra magica e si sentì improvvisamente piena di una nuova energia. Il mondo intorno a lei si riempì di voci: poteva sentire i sogni di tutto il regno, poteva avvertirne l’immenso potere. Da quel momento solo i sogni che lei avrebbe avvertito come profondamente sinceri e pieni d’amore si sarebbero realizzati. Ma la felicità passò in fretta dal suo volto: “Kevrah? Kevrah dove sei?”. Il vecchio Camlost le mise una mano sulla spalla: “Potrai venire qui a trovarlo, ogni volta che vorrai. Ora questo fiume è la sua casa, la sua finestra
su questo mondo, la sua prigione.”
Tilly restò li a lungo, a piangere e gli sbuffi vaporosi di acqua parevano prendersi gioco di lei. Kevrah la prendeva in giro anche ora.

Nel suo cuore la ragazza sapeva che, però, non tutto era perduto. La guardiana dei sogni non avrebbe mai lasciato che uno dei desideri più puri mai espressi dalla notte dei tempi cadesse nel vuoto rimanendo inascoltato. Tilly avrebbe lottato per riavere la sua guardia, il suo amico, il suo amore…

Cosa?!?! Diranno alcuni di voi: perché il finale è aperto?

Semplice: perché arriverà venerdì insieme all’annuncio del nuovo contest in associazione con Licia Fantasy! L’idea è questa: dato che questo nostro Minifantasy verrà consegnato a Licia in persona, non è il caso di disegnare una cover adatta? Cominciate aspolverare matite e pennarelli cari ragazzi drago e… intanto decidete se preferite un finale aperto oppure l’happy end suggerito nei commenti alla nona puntata, o, ancora, sbizzarritevi di nuovo!!!

:) VI ASPETTO!!!

Pubblicato in Contest | | 86 Commenti »

La Guardiana dei sogni…

scritto il ottobre 19th, 2010 da alphabetcity

Cari ragazzi drago, PRIMA DI LEGGERE QUESTA PUNTATA correte subito sul sito Licia Fantasy

Ovviamente, non solo perché è un altro bel blog che ha a che fare con il mondo di Licia Troisi ma perché, in occasione di queste ultime due puntate del contest abbiamo istituito un gemellaggio!

Quindi la prima parte di questa nona puntata non la troverete qui sotto ma proprio su Licia Fantasy, mentre la seconda parte è quella che potete leggere qui di seguito!

Tutto questo anche perché i nostri amici di Licia Fantasy si sono offerti di lanciare un contest che troverà il disegno per la cover del nostro minifantasy! Non pensate che sia fantastico? (La prossima volta vi farò avere maggiori dettagli, ma già non sto nella pelle!)

Dunque ora vi lascio alla penultima parte delle avventure di Tilde… (ma ricordatevi prima di leggere l’inizio del racconto su Licia Fantasy! -scusate se mi ripeto! 😉 – )

… Quando arrivarono nel fitto della foresta i due ragazzini erano bagnati fino all’osso. Come al solito Camlost si fece trovare di spalle. “Tornate pure sulla vostra strada viandanti. Qui non c’è e non ci sarà nulla per voi. Il mio sapere non è a disposizione di chi vuole sovvertire i princìpi secolari di questa terra magica: nessun mezzelfo è mai stato sciolto dal suo voto da quando la mia secolare memoria è in grado di ricordare! Questa è la regola.”
“E chi l’ha scritta questa regola?” chiese Tilly animosamente “Chi ha stabilito che questa regola sia immutabile? Come può rispedirci al mittente senza neanche degnarci di uno sguardo? Avanti, si volti e si renda conto che io sono qui per voi, per il vostro mondo, per i vostri sogni. I sogni sono ciò che dà colore alla vita…” Stava perdendo di nuovo le forze, ma non voleva mollare: “Quindi ora la pianti di fare resistenza e ci aiuti”. Camlost sgranò gli occhi e aprì la bocca per ribattere a tanta insolenza ma Tilly era un fiume in piena, ne aveva le tasche piene di queste creature antiche come le montagne e altrettanto immobili nelle loro prese di posizione: “Lei non capisce, è solo un vecchio in mezzo ad una foresta antica. Io ho perso mia nonna e tutto ciò che credevo fosse reale nella mia vita si è dimostrato una menzogna, un inganno, persino mia zia non è altro che una traditrice”.

Quest’ultima affermazione destò l’interesse del saggio che finalmente si voltò mostrando il suo volto rugoso: “Quella donna ha tradito di nuovo? Questo cambia tutto, avvicinati, ragazza dal carattere focoso…lascia che io legga nel tuo animo la storia che porti con te…”

Furono minuti di grande pace, ogni creatura vivente restò in silenzio, si udiva solo lo scrosciare della pioggia in lontananza. Camlost conobbe Tilly attraverso le immagini che il suo cuore conservava con un misto tra dolore e tenerezza: la culla colpita dall’incantesimo, i quadri della nonna, il racconto dell’elfa e la tavolozza. La ragazzina si sentiva riavere, lo sguardo del vecchio la rinvigoriva di secondo in secondo, rendendole sopportabile l’eccesso di energia che affatica eccessivamente un umano quando si trova in un mondo magico a cui ancora non sente di appartenere.

“Tilde, vuoi veramente diventare la Guardiana dei sogni di Onyrism?”

“È il mio destino”

“Ma tu lo desideri davvero?”

“Voglio diventare colei che mia nonna sperava sarei diventata. Lo voglio con tutta me stessa.”

“E sia! Domani mattina riceverai il cristallo che ti consacrerà Guardiana per tutta la vita”

Camlost si portò una mano sul cuore, estrasse da una tasca segreta della polvere magica e la soffiò su Tilde. Lei sprofondò in un sonno profondo e cadde a terra.

“Cosa le hia fatto? Sei forse impazzito? È la punizione per aver tentato di sovvertire delle sciocche regole?” Kevrah si lanciò al capezzale della sua compagna e continuò: “ Come ti sei permesaso di farle questo? Dovevi aiutarla a sopportare l’energia magica di questo posto, dovevi addestrarla… Guglielmina regnerà su tutti noi e realizzerà solo i sogni che più la aggraderanno dando sfogo alla sua immensa sete di potere; e tutto questo solo perché tu, stupido vecchio presuntuoso e retrogrado, non potevi permettere che un mezzelfo come me assaporasse la libertà che dovrebbe spettare di diritto ad ogni creatura!”

“Ogni Guardiana deve superare una prova, un addestramento. La giovane Tilde sta avendo il suo. Puoi starle accanto se vuoi e se supererà la notte tu avrai il tuo premio. Lascio un pizzico si polvere magica su questa pietra, conservala, potrebbe esserti d’aiuto. Ma tu fai pure come preferisci, dopo tutto, questo è solo il parere di un vecchio retrogrado.”

Kevrah non potè scusarsi. Camlost era scomparso.

Questa volta niente A e B per voi! Cari ragazzi drago, ci si avvia alla conclusione definitiva: sbizzarritevi! Come sappiamo, Guglielmina invierà un incubo a Tilly (era l’opzione A della scorsa volta e vi era molto piaciuta) ma cosa accadrà di preciso? Come può Kevrah aiutare Tilly? Ruscirà il mezzelfo ad avere la sua libertà? come mai la mamma di tilly è stata confinata in una cascata? Questo ha a che fare con il ruolo della ragazza? Cosa metterà in funzione la pietra? Che fine farà la zia Guglielmina? Queste e altre domande (tutte quelle che volete!) aspettano solo voi e la vostra imbattibile fantasia!

Pubblicato in Contest | | 186 Commenti »

Terza puntata: cosa accadrà a Tilde?

scritto il agosto 30th, 2010 da alphabetcity

Eccoci di nuovo qui! Noto con gioia (e con molta soddisfazione personale!!!) che le due opzioni vi colpiscono più o meno equamente e quindi la proposta di Fabio è stata accettata visto che aveva anche riscosso un discreto successo! Ecco dunque il risultato della fusione.

 

Poche ore dopo Tilly prese a girarsi e a rigirarsi nel letto. Non aveva mai sofferto d’insonnia, mai un incubo o un brusco salto avevano turbato le sue notti, mai un pianto, neanche da piccola. E ora proprio non riusciva a dormire. L’immagine della culla la tormentava e aveva ancora addosso la sensazione spiacevole provocatale dalle parole della zia.

Si alzò di scatto, a piedi nudi e senza neanche indossare vestaglia e pantofole uscì dalla stanza e si ritrovò a camminare con passi lunghi e rapidi verso il corridoio. Una volta entrata nella camera dei dipinti, un istinto inspiegabile la guidò fino all’esatto centro della stanza dove scorse una piccola macchiolina di colore bluastro. Si chinò per toccarla e al  primo contatto della sue dita con il gelo del pavimento sprofondò in un sonno profondo. Il freddo del marmo si trasformò ben presto in una strana sensazione di umido: era acqua. Si trovava sotto la superficie di un fiume ma riusciva perfettamente a respirare. Quasi distrutta da un’incomprensibile quanto improvvisa stanchezza non riuscì a muovere un solo dito e, così, si limitò a guardare. Scorse sulla superficie una creatura orribile e inquietante che, accingendosi ad entrare nell’acqua si illuminva di una luce pallida e accecante trasformandosi in una ragazza dai lineamenti ancora non perfettamente percettibili ma bellissimi. Intanto una musica dolce suonava, sembrava provenire da una radura lontana. Tilde aprì gli occhi di scatto, preda di un’irrefrenabile necessità di agire e in un attimo ritornò nella sua stanza. Via la camicia da notte da scolaretta, via le due trecce che la mamma si ostinava a farle portare per ordinare le onde dei suoi lunghi capelli. Scarpe da ginnastica, leggings e un maglietta lunga a pois, la sua preferita, uscì nel corridoio e corse a perdifiato fino allo studio del nonno, forzò la serratura e, come posseduta da un istinto irrefrenabile, si lanciò ai piedi della gigantesca cassettiera in mogano senza neanche accendere la luce. Un pallido raggio di luna la aiutò a raggiungere l’interruttore della lampada della scrivania. La ragazzina cominciò a rovistare con forza all’interno dell’ultimo cassetto: “Trovato!” quasi urlò per l’emozione mentre rovesciava per terra decine e decine di fotografie e pezzi di carta contenuti in una cartellina viola con su scritto “proprietà”. Dopo una ventina di minuti di ricerche un brivido le percorse la schiena: la villa in Toscana esisteva davvero. Foto, indirizzo, vari documenti dell’acquisto, bollette, curriculum vitae della servitù, non mancava niente. Tilde si alzò e aprì la finestra per fare entrare un po’ d’aria, un’ombra si mosse nel giardino sotto di lei. Incredibile: sembrava la zia Guglielmina, e non era sola.

 

E ora passiamo al terzo episodio! Questa volta vorrei che vi scatenasse, che nei commenti non vi limitaste a scegliere A o B ma che aggiungeste di pugno vostro un po’ di suggerimenti come già stanno facendo alcuni di voi. Quindi quelle che seguiranno l’introduzione saranno una parte A e una parte B un po’ più brevi del solito e alla fine vi farò delle domande ben precise sperando di stuzzicarvi e (ovviamente!) anche di divertirvi!!!

 

Per quanto cercasse di sporgersi per vedere chi fosse il misterioso interlocutore della zia, la ragazzina non riusciva a distinguere alcun lineamento con il semplice aiuto della luce della luna. Neanche l’acustica era ottima, Tilly non poté a sentire niente, o quasi; alcune parole della zia la colpirono in pieno: “Capisci bene che se la ragazza ritrovasse la capacità di sognare per noi sarebbe la fine e dovremmo arrenderci alla sovranità della nuova predestinata…”. Una doccia fredda, gelata, glaciale, la investì e la costrinse ad accucciarsi a terra: “Non ho mai sognato, io non ho mai sognato, non ho mai sognato e neanche ho mai badato a questa mia stranezza…” A questo punto le tornò in mente l’immagine della culla, sentiva di essere lei quella bimba in fasce, sentiva che le era stato fatto qualcosa. Che Guglielmina stesse parlando con lo stesso essere misterioso di cui si intravedeva la presenza nel dipinto della nonna?!? Non c’era tempo da perdere, bisognava passare all’azione immediatamente e la prima cosa da fare era convincere la mamma a portarla nella villa in Toscana che, secondo quel che risultava dai documenti, non era affatto stata venduta.

Bastarono uno sciopero della fame all’ora di colazione e un’innocente bugia sulla nonna che la aveva promesso di portarla a trascorrere qualche giorno proprio in quella villa, per convincere la mamma a fare la valige e partire, ma nessun capriccio e nessuna scusa riuscirono a far rimanere la zia a casa. Tilde, preoccupata, curiosa ed eccitata nello stesso tempo, si ritrovò in viaggio in men che non si dica.

Qualche ora fu sufficiente per arrivare a destinazione e sistemare i bagagli. Alla ragazzina venne data quella che, come le raccontarono i domestici, era stata la sua stanza fino all’età di tre anni e che, effettivamente, all’interno aveva un letto da bambina in cui entrava a malapena e una culla identica a quella del ritratto.

 

Se sceglierai A Tilde scoprirà la porta magica che porta ad un altro mondo. Descrivi questo mondo e le creature magiche che lo popolano.

 

Se sceglierai B Tilde rovistando tra i vecchi oggetti della sua stanza troverà una tavolozza magica e una lettera della nonna scritta molti anni prima.

 

Altre idee? Per esempio, qual è lo scopo ultimo della missione di Tilly? A cosa è predestinata? Perché la zia non vuole sottostare al volere della predestinata? Che potere potrebbe avere Tilly di presciso? Diamo corpo alla nostra fantasia perché dalla prossima puntata entreremo nell’ambito del fantasy vero e proprio!

 

P.S: quelli di voi che volessero cimentarsi del disegno, possono mandare la loro opera, disegnata al cimputer o scansionata, all’indirizzo: contest@laragazzadrago.it

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