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La Guardiana dei sogni…

scritto il Ottobre 19th, 2010 da alphabetcity

Cari ragazzi drago, PRIMA DI LEGGERE QUESTA PUNTATA correte subito sul sito Licia Fantasy

Ovviamente, non solo perché è un altro bel blog che ha a che fare con il mondo di Licia Troisi ma perché, in occasione di queste ultime due puntate del contest abbiamo istituito un gemellaggio!

Quindi la prima parte di questa nona puntata non la troverete qui sotto ma proprio su Licia Fantasy, mentre la seconda parte è quella che potete leggere qui di seguito!

Tutto questo anche perché i nostri amici di Licia Fantasy si sono offerti di lanciare un contest che troverà il disegno per la cover del nostro minifantasy! Non pensate che sia fantastico? (La prossima volta vi farò avere maggiori dettagli, ma già non sto nella pelle!)

Dunque ora vi lascio alla penultima parte delle avventure di Tilde… (ma ricordatevi prima di leggere l’inizio del racconto su Licia Fantasy! -scusate se mi ripeto! ;) - )

… Quando arrivarono nel fitto della foresta i due ragazzini erano bagnati fino all’osso. Come al solito Camlost si fece trovare di spalle. “Tornate pure sulla vostra strada viandanti. Qui non c’è e non ci sarà nulla per voi. Il mio sapere non è a disposizione di chi vuole sovvertire i princìpi secolari di questa terra magica: nessun mezzelfo è mai stato sciolto dal suo voto da quando la mia secolare memoria è in grado di ricordare! Questa è la regola.”
“E chi l’ha scritta questa regola?” chiese Tilly animosamente “Chi ha stabilito che questa regola sia immutabile? Come può rispedirci al mittente senza neanche degnarci di uno sguardo? Avanti, si volti e si renda conto che io sono qui per voi, per il vostro mondo, per i vostri sogni. I sogni sono ciò che dà colore alla vita…” Stava perdendo di nuovo le forze, ma non voleva mollare: “Quindi ora la pianti di fare resistenza e ci aiuti”. Camlost sgranò gli occhi e aprì la bocca per ribattere a tanta insolenza ma Tilly era un fiume in piena, ne aveva le tasche piene di queste creature antiche come le montagne e altrettanto immobili nelle loro prese di posizione: “Lei non capisce, è solo un vecchio in mezzo ad una foresta antica. Io ho perso mia nonna e tutto ciò che credevo fosse reale nella mia vita si è dimostrato una menzogna, un inganno, persino mia zia non è altro che una traditrice”.

Quest’ultima affermazione destò l’interesse del saggio che finalmente si voltò mostrando il suo volto rugoso: “Quella donna ha tradito di nuovo? Questo cambia tutto, avvicinati, ragazza dal carattere focoso…lascia che io legga nel tuo animo la storia che porti con te…”

Furono minuti di grande pace, ogni creatura vivente restò in silenzio, si udiva solo lo scrosciare della pioggia in lontananza. Camlost conobbe Tilly attraverso le immagini che il suo cuore conservava con un misto tra dolore e tenerezza: la culla colpita dall’incantesimo, i quadri della nonna, il racconto dell’elfa e la tavolozza. La ragazzina si sentiva riavere, lo sguardo del vecchio la rinvigoriva di secondo in secondo, rendendole sopportabile l’eccesso di energia che affatica eccessivamente un umano quando si trova in un mondo magico a cui ancora non sente di appartenere.

“Tilde, vuoi veramente diventare la Guardiana dei sogni di Onyrism?”

“È il mio destino”

“Ma tu lo desideri davvero?”

“Voglio diventare colei che mia nonna sperava sarei diventata. Lo voglio con tutta me stessa.”

“E sia! Domani mattina riceverai il cristallo che ti consacrerà Guardiana per tutta la vita”

Camlost si portò una mano sul cuore, estrasse da una tasca segreta della polvere magica e la soffiò su Tilde. Lei sprofondò in un sonno profondo e cadde a terra.

“Cosa le hia fatto? Sei forse impazzito? È la punizione per aver tentato di sovvertire delle sciocche regole?” Kevrah si lanciò al capezzale della sua compagna e continuò: “ Come ti sei permesaso di farle questo? Dovevi aiutarla a sopportare l’energia magica di questo posto, dovevi addestrarla… Guglielmina regnerà su tutti noi e realizzerà solo i sogni che più la aggraderanno dando sfogo alla sua immensa sete di potere; e tutto questo solo perché tu, stupido vecchio presuntuoso e retrogrado, non potevi permettere che un mezzelfo come me assaporasse la libertà che dovrebbe spettare di diritto ad ogni creatura!”

“Ogni Guardiana deve superare una prova, un addestramento. La giovane Tilde sta avendo il suo. Puoi starle accanto se vuoi e se supererà la notte tu avrai il tuo premio. Lascio un pizzico si polvere magica su questa pietra, conservala, potrebbe esserti d’aiuto. Ma tu fai pure come preferisci, dopo tutto, questo è solo il parere di un vecchio retrogrado.”

Kevrah non potè scusarsi. Camlost era scomparso.

Questa volta niente A e B per voi! Cari ragazzi drago, ci si avvia alla conclusione definitiva: sbizzarritevi! Come sappiamo, Guglielmina invierà un incubo a Tilly (era l’opzione A della scorsa volta e vi era molto piaciuta) ma cosa accadrà di preciso? Come può Kevrah aiutare Tilly? Ruscirà il mezzelfo ad avere la sua libertà? come mai la mamma di tilly è stata confinata in una cascata? Questo ha a che fare con il ruolo della ragazza? Cosa metterà in funzione la pietra? Che fine farà la zia Guglielmina? Queste e altre domande (tutte quelle che volete!) aspettano solo voi e la vostra imbattibile fantasia!

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21 Commenti a “La Guardiana dei sogni…”

  1. Lorenzo Says:
    Ottobre 19th, 2010 at 17:07

    bellissimo come al solito questo racconto.
    dunque, la zia Guglielma, potrebbe far vedere delle illusioni a tilly nell’ incubo, in cui Kevrah è in pericolo di vita. Una volta che si è svegliata, decide di andare nel luogo che aveva visto nell’ incubo, ma anzicchè trovare kevrah, troverà la zia Guglielma.
    Mentre tilly sta affrontando la zia Guglielma( magari stanno avendo un dialogo) kevrah, potrebbe andare alla cascata, e utilizzare la polvere fatata per far tornare la madre di tilly. Che era stata inprigionata, per il so stesso volere. Quella punizione, poteva essere per la zia GUglielma, ma la sorella decise di sacrificarsi e rimanere imprigionata.
    Quando kevrah libera la madre, grazie alla polvere si trovano nel luogo dove ci sono tilly e la zia.
    potrebbe esserci sempre un dialogo fra la zia e la sorella, nel frattempo arrivano tutte le reature di quel mondo magico, insieme al saggio Camlost.
    alla improvviso, la zia potrebbe afferare tilly con la gola.
    ma all’ improvviso, il cristallo di tilly si attiva, imprigionandola zia guglielma.
    aalla fine, la zia Verrà esiliata nella cascata, dove sua sorrella aveva patito tanto. Kevrah, torna libero, razie al suo gesto eroico, ma decide ugualmente di rimanere accanto a tilly.
    Tylli sarà la guardiana dei sogni, e inizierà questa nuova avventura insieme alla madre e a kevrah.

    spero di essere stato utile :D. non vedo l’ ora che arrivi lunedì :D. Ciao amici :)

  2. Lorenzo Says:
    Ottobre 19th, 2010 at 17:08

    scusate solo ora rileggendo ci sono un pò di errori scusate tanto :(

  3. vilma Says:
    Ottobre 20th, 2010 at 15:11

    CIAO!!!!!!!!!!!
    che bella questa nona puntata del mini fantasy!!!
    la zia guglielmina “entra” letteralmente nel sogno di Tilly.
    la ragazza si ritrova nel luogo a cui sembra essere indissolubilmente legata, la radura con la cascata, si avvicina all’acqua spinta dalla voglia irrefrenabile di nuotare oltre la cascata in cerca di sua madre.
    intravede una figura al di là delle acque tumultuose e sorridente si immerge nel fiume.
    arriva affannata al di là della cascata e si sente afferrare alle spalle. La zia Guglielmina è lì, la tiene stretta in una morsa d’acciaio e le sussurrà.. ” sei una sciocca, bambina mia”poi prorompe in una fragorosa risata che fa tremare la grotta..Tilly grida. Guglielmina le spinge la testa sotto l’acqua..
    Tilly si agita freneticamente, muove la testa convulsamente sembra che soffochi.. Kevhra prova a svegliarla.. non ci riesce.. la chiama, le accarezza la fronte ma lei è in un totale stato di trance.. la frustrazione di non poterle essere d’aiuto rischia di devastare il povero ragazzo… Kevhra.. grida il nome di Camlost, chiede il suo aiuto ma il vecchio non risponde… il guerriero piange…lacrime amare…poi all’improvviso si ricorda della polvere magica.. un sorriso rischiare il suo bel viso affranto dal dolore. si cosparge la polvere sul viso…
    tilly è stanca di lottare.. sta per abbandonarsi all’oblio quando sente sua zia urlare e vede l’acqua tingersi di rosso..la presa di guglielmina si allenta ma lei non ha la forza di resistere alla corrente dell’acqua.. cade..
    dopo aver sferrato un colpo di spada alla vecchia megera.. kehvra vede Tilly cadere nell’acqua.. si disfa in un lampo dell’arma e della cotta di maglia elfica e si tuffa per soccorrerla…la corrente è forte… Tilly gli sta sfuggendo.. per la prima volta nella sua vita decide di usare i poteri magici che gli avevano donato le ninfe..pronuncia alcune parole arcane e l’acqua sembra fermarsi.. raggiunge la ragazza, l’afferra, la tiene stretta a se e nuota velocemente verso la riva..l’acqua riprende il suo moto perpetuo..
    sono salvi..
    giungono a riva..
    il giovane guerriero sdraia la ragazza sull’erba e tenta di rianimarla..
    copre la sua bocca con le sue labbra e le passa l’aria che la riporta alla vita..
    strappata dalle braccia della morte Tilly tossisce, sputando acqua e sangue…
    si guarda intorno confusa.. vede Kevhra.. lo abbraccia e scoppia a piangere..
    lui la stringe forte a se per confortarla.. dopo alcuni minuti la ragazza si calma..( qui conoscendo Tilly ci starebbe un piccolo intermezzo del tipo… si divincola frettolosamente dall’abbraccio arrossendo dalla punta dei piedi alla radice dei capelli, si accorge che la maglietta bagnata è trasparente e inveisce contro il povero Kevhra il quale per azzittirla la bacia appassionatamente…)
    una volta ristabilita la calma, Tilly chiede di guglielmina e il ragazzo le cominica che è morta..
    sono ancora nel sogno…
    Tilly si guarda intorno e all’improvviso sente una dolce melodia provenire al di là degli alberi..
    i due ragazzi si dirigono verso la fonte della musica..
    si trovano difronte alla bella fanciulla del quadro della nonna, la piccola fatina gli svolazza intorno..
    la giovane fanciulla si rivolge a Tilly e le dice.. ” sei in ritardo..”
    Tilly la guarda confusa..
    lei sorride..mette una mano in tasca e ne estrae un piccolo cristallo multicolore…
    sorride e le dice…
    ” per ricevere il cristallo dei sogni.. devi disegnare la sua essenza..”
    Tilly si ricorda le parole della lettera di sua nonna..
    una nuova consapevolezza si fa strada in lei..
    pensa alla tavolozza,ai pennelli e tutto le appare fra le mani..
    ora deve trovare i colori…
    (il suggerimento dell’altra volta)
    sulla superficie dell’acqua inizia a disegnare…
    entra in contatto con lo spirito del cristallo.. è lui che guida la sua mano e i suoi pensieri…
    lei si lascia trasportare dalle emozioni che riceve..
    il disegno sulla superficie dell’acqua prende forma..
    un cristallo multicolore identico a quello che le aveva mostrato la ragazza le appare davanti ..l’unica differenza: la grandezza… Tilly guarda ad occhi sgranati il suo lavoro..
    poi si sveglia.. si ritrova sul giaciglio di Camlost con kevhra adaggiato sulle sue ginocchia.. il vecchio saggio le sorride.. e le dice” brava..” ora sei la degna guardiana dei sogni di onyrism..

    scusate.. come al solito mi lascio un pò troppo trasportare dall’entusiasmo… eheheh..
    ciao a tutti

  4. alphabetcity Says:
    Ottobre 20th, 2010 at 16:01

    Che bello… Grazie a tutti per i complimenti e per la fantasia e l’impegno che ci state mettendo! Intanto leggo e prendo nota per l’ultimo capitolo!

    P.S. Cosa ne pensate del gemellaggio?

  5. Lorenzo Says:
    Ottobre 20th, 2010 at 20:57

    CREDO CHE IL GEMELLAGGIO SIA FANTASTICO, COSì SI FA ANCHE UN Pò DI PUBBLICITà :D.
    VILMA DEVO DIRE CHE IL TUO FINALE, MI HA AFFASCINATO MOLTO COMPLIMENTI DAVVERO :D

  6. Fabio V Says:
    Ottobre 23rd, 2010 at 14:18

    Il sonno magico di Tilly si faceva sempre più agitato e Kevrah toccandole la fronte si accorse che la temperatura le era salita.
    Con il passare delle ore la disperazione si faceva strada nel cuore del giovane. Tilly stava sempre peggio e lui non aveva idea di come aiutarla o di come utilizzare la polvere magica.
    Poi sentì una voce, un sottile sussurro alitato all’orecchio. “Portala da me”, “portala alla cascata dei sogni perduti”.
    “Chi sei?” Kevrah si scoprì a urlare al nulla. Stanco, zuppo dell’umidità della foresta e con un’espressione spiritata dipinta sul volto, nulla in lui ricordava il giovane spavaldo che si era presentato a Tilly nel giardino.
    Era spaventato e, per quanto odiasse ammetterlo, si era affezionato a quella piccola insolente testa dura.
    “Mantieni la calma e portala da me”, la voce nella sua testa fece eco ai suoi pensieri più cupi.
    “E porta anche la polvere magica”.
    Cercando di controllarsi Kevrah strappò un pezzo di stoffa dalla propria maglia e ci adagiò su il sasso
    con la polvere, lo richiuse con cura e lo fece sparire in una delle sue tasche, poi sollevò tra le braccia Tilly che nel suo delirio continuava a borbottare frasi incoerenti e si mise in marcia.

    Una luna dai riflessi di rame illuminava la piccola radura in cui Guglielmina stava tessendo le trame del proprio incantesimo. Agli occhi di un inesperto viandante sarebbe apparsa come una pazza che a occhi chiusi muoveva le proprie mani nellimpalpabile latte della nebbia notturna.
    Occhi in grado di percepire le scienze arcane avrebbero invece visto la fitta rete di fili che stava tessendo e muovendo.
    Un filo, una trama. Una trama, un sogno.
    E, per Tilly, un sogno, un incubo.

    Kevrah iniziava a non farcela più. La fatica iniziava a pesare e a proposito di fatica Kevrah non avrebbe mai detto che Tilly potesse pesare tanto..
    Infine raggiunse la cascata. La sentì prima di vederla. Un basso e sordo ruggito nella notte illuminata di rosso da una luna impietosa.
    Arrivò stremato innanzi al piccolo stagno che la cascata formava nel punto in cui precipitava con vigore.
    Tilly nel sonno si agitava a tal punto che anche solo tenerla in braccio era diventata una impresa impossibile.
    La adagiò sulla riva e alzandosi ansimando urlò: “eccomi! Cosa devo fare ora?”
    La risposta non si fece attendere a lungo.
    “Se vuoi davvero aiutare Tilly dovrai versare la polvere magica in queste acque e dovrai immergerti in esse, ma..”,
    la voce parve esitare, “devi sapere a cosa andrai incontro prima”.
    “Cosa intendi dire?” rispose Kevrah, “Chi sei tu?”
    La voce riprese a parlare venata di tristezza, “il mio nome è Anwen, molto tempo fa commisi l’errore di credere alle parole di Guglielmina e ora sono incatenata a un incantesimo che le permette di usare i miei poteri a suo piacimento. Se farai quello che ti dico mi libererai dalla mia prigionia, ma tutto ha un prezzo Kevrah”
    “Se io ti libero Guglielmina perderà i suoi poteri?” domandò Kevrah e poi sentendo Tilly lamentarsi nel delirio della sua febbre aggiunse “Tilly sarà salva?”
    “Si, Kevrah, Tilly sarà salva e, si, Guglielmina perderà abbastanza potere da impedirle di fare del male alla tua piccola amica”.
    “Allora cosa stiamo aspettando?” la voce di Kevrah suonò disperata.
    “Devi sapere che immergendoti nelle acque dopo avervi versato la polvere magica di Camlot tu mi libererai ma prenderai il mio posto in questa prigione.
    Dovrai rinunciare alla tua libertà Kevrah. Per sempre”.
    Kevrah sgranò gli occhi. Pallido in volto e con la bocca spalancata rimase fermo e muto per un istante che parve non avere mai fine.

    Cosa doveva fare, Tilly continuava a lamentarsi e a delirare, le parole di Anwen gli riecheggiavano in testa paralizzandolo.
    Cadde in ginocchio, con la bocca ancora aperta, sulle rive della cascata e calde lacrime iniziarono a scendere lungo le sue guance.

    Tilly correva a perdifiato. I rami della foresta le sferzavano il viso e parevano protendersi verso di lei per ghermirla.
    Sentiva il suo inseguitore vicino. Il rumore dei rami spezzati e divelti lo testimoniava e anche se non poteva vederlo sapeva che stava per essere raggiunta.
    Scappava da ore interminabili, forse giorni, il tempo li dove si trovava aveva perso ogni suo significato.
    Quando ormai stava per arrendersi la foresta terminò.

    Un vicolo cieco

    La disperazione si iniziò a impadronire di lei era arrivata a un precipizio, sotto di lei le rocce si perdevano in un pozzo profondo e scuro.
    Con un frantumarsi di legno anche il suo inseguitore era arrivato.
    Tilly si voltò, era in trappola.
    Almeno vedrò in faccia chi sei, si disse.
    Ma nulla avrebbe potuto prepararla a quello che vide.
    Un Drago, enorme, di un colore putrido, violaceo nero. Le sue fauci aperte e sbavanti avrebbero potuto far impazzire di paura chiunque, ma la rabbia e l’odio che poteva leggere nei suoi occhi rossi di rettile riuscivano a infondere un terrore ancora peggiore.
    E in quello sguardo, non sapeva come, ma Tilly riconobbe Guglielmina.
    E’ la fine pensò.
    E lo pensò indietreggiando verso il baratro.
    L’orrida creatura parve ridere di un sogghigno malevolo. Lentamente si avvicinò, sicura che la sua agognata preda fosse ormai in trappola.
    Tilly, con le lacrime agli occhi, nella sua disperazione si decise. “Non mi avrai!”
    E di colpo si voltò per saltare nella voragine.
    Poi tutto accadde all’improvviso.
    Una terribile folata di vento respinse Tilly all’indietro facendola cadere seduta sul bordo del burrone.
    Ma Tilly non ebbe il tempo di rimanere sorpresa da questo perchè quel che vide le mozzò letteralmente il fiato
    Un altro Drago era apparso. Pareva fermo a mezz’aria, proprio oltre il bordo delle rocce.
    Le sue scaglie mandavano bagliore ramati e quando Tilly vide i suoi occhi una sola parola le venne alle labbra.
    “Kevrah!”
    Il drago atterrò dolcemente piazzandosi tra lei e Guglielmina.
    Fu solo allora che Tilly notò che in piedi sulla schiena del drago vi era una donna.
    Bella di una bellezza fredda e terribile, si voltò solo un attimo a guardarla e poi rivolse di nuovo la sua attenzione al drago nero.
    “E’ tanto tempo che aspetto questo giorno, Guglielmina”.
    “Anwen” sibilò tra i denti l’enorme rettile. “Come hai osato!”
    Con un agile balzo Anwen saltò giù dalla schiena di Kevrah e fu accanto a Tilly.
    “Fossi in te non mi preoccuperei troppo di me quanto del mio focoso amico, cara Guglielmina. io sono qui solo per portare via la ragazza.”
    Il drago nero provò ad avanzare, ma Kevrah fece un passo e mostrò tutta la dentatura di Drago in un ruggito che convinse Guglielmina a fermarsi.
    Anwen afferrò Tilly per un braccio e la tirò su in piedi “Vieni, dobbiamo sbrigarci, non c’è molto tempo”.
    “Kevrah!”. Tilly urlò, cercando di andare verso di lui mentre la strega la teneva ancora per il braccio.
    Per la prima volta Kevrah rivolse il muso verso di lei e il suo sguardo le disse tutto in un istante.
    Solo in quel momento Tilly intuì per quanto tempo lui doveva averla osservata nei sogni, mentre cresceva e come quell’incontro nel giardino, avvenuto pochissimo tempo prima, per lui era l’ultimo passo di una lunga serie che lo portavano a lei.
    Era lei la libertà a cui Kevrah anelava.
    Kevrah, il mezzelfo era innamorato di lei.
    E per questo amore ora lui rinunciava a tutto pur di salvarla.
    Non ci fu bisogno di parole. Tilly comprese tutto, anche quello che lei aveva nel cuore.
    Poi Anwen iniziò a pronunciare una formula magica.
    Guglielmina con un ruggito si laciò verso d lei e l’ultima immagine che vide, prima che la scena si scioglesse come uno degli acquarelli di sua nonna, fu Kevrah che balzava sul Drago Nero trascinandolo con se nell’abisso.
    Avvinghiati in un abbraccio mortale.

    Si risvegliò urlando ai bordi di una cascata, con il fiato corto come se avesse corso una maratona.
    Forse, pensò, forse ho sognato tutto.
    Quasi a risponderle un fruscio di vesti accanto a lei le rivelò che non era sola.
    Anwen aveva uno sguardo triste, il rumore della cascata era assordante, ma quando parlò le sue parole arrivarono in fondo al cuore di Tilly e li stettero pesanti come un macigno.
    Potrai venire qui a trovarlo, ogni volta che vorrai. Ora questa cascata è la sua casa, la sua finestra
    su questo mondo, la sua prigione.
    Tilly restò li a lungo, a piangere e gli sbuffi vaporosi di acqua parevano prendersi gioco di lei. Kevrah la prendeva in giro anche ora.

    Passò il tempo e Tilly accettò tutto quel che venne come una foglia accetta la pioggia e il sole, facendo in modo che tutto scorresse via su di lei come se stesse accadendo a qualcun’altro.
    Aveva superato la prova e il mese che seguì servì a prepararla al suo compito, quel compito per cui
    Kevrah si era sacrificato.
    Il mondo di Onyrism riunì i suoi saggi, Camlot, Anwen e molte altre creature fatate si inchinarono di
    fronte alla nuova Guardiana dei Sogni.
    Tilly era stata alla cascata dei Sogni Perduti solo quel primo giorno e aveva sentito nelle carezze dei vapori e degli sbuffi d’acqua le carezze di Kevrah, ma lui non le aveva parlato, nè era, evidentemente in grado di mostrarsi in qualche modo.
    Il Corpo di Guglielmina era stato trovato in stato catatonico in una piccola radura non lontano da li, segno evidente di chi aveva avuto la meglio nel duro confronto tra i due draghi. Non avrebbe mai più costituito un pericolo per nessuno.
    Quella notte la luna era piena e illuminava a giorno le terre di Onyrism.
    Tilly con passo leggero attraverso i prati e i boschi e giunse ai piedi della cascata.
    Scese scalza fin dentro l’acqua.
    Kevrah lo so che sei qui e puoi sentirmi pensò.
    Tu hai sacrificato quanto il tuo sogno più caro, la libertà, per me.
    Che ironia, questa è davvero la cascata dei Sogni Perduti, come recita il suo nome.
    Poi a voce alta, a sovrastare il rombo della cascata Tilly urlò “io sono la Guardiana dei Sogni ora!
    Se questo ha un qualche significato. Kevrah mezzelfo, che il tuo sogno si avveri. Ora!”
    Tese le braccia in alto, verso la cascata e pian piano il suo rumore si affievolì. L’cqua smise di scendere ungo le rocce.
    Dove prima vi era la caduta d’acqua ora si poteva vedere l’antro di una caverna.
    Tilly stette li, in attesa, ad osservare.
    “Ce ne hai messo di tempo”, fece eco dal profondo buio della caverna una voce allegra e scanzonata.
    Poco dopo Kevrah si affacciò sorridente. Tilly aveva le lacrime agli occhi mentre avanzava in quello che ora era un basso placido laghetto.
    “Ho trovato traffico, sai com’è” fece lei di rimando.
    Kevrah saltò nell’acqua dalla bocca della caverna e vi affondò fino alla vita.
    Un leggero velo di nuvole corse a coprire la luna di Onyrism quasi a nascondere il loro tenero abbraccio e i loro sogni finalmente ritrovati.

  7. Ada Says:
    Ottobre 24th, 2010 at 16:53

    Wow. A me piace un saacco l’idea di vilma. Solo che mi piacerebbe un pò più di scoraggiamento da parte di Tilly, e come finale preferisco quello di Fabio V. Sembra che io abbia letto solo i commenti,ma non è vero,è solo che dopo aver letto tutti i commenti tutte le idee che avevo si dissolvono misteriosamente.. che ci posso fare? :-) E che cosa è la cover????
    P.S.
    Anche l’idea di Lorenzo è carina!

  8. Lorenzo Says:
    Ottobre 24th, 2010 at 20:39

    anche a me piace il finale di fabio V. :D lunedì sapremo la verità

  9. Gius.M. Says:
    Ottobre 25th, 2010 at 16:05

    Scusate il ritardo!! ho letto velocemente tutti i commenti e… si anche a me piace quello di fabio V. magari si potrebbe unire a qualche elemento del finale di vilma… ripeto pultroppo li ho dovuti leggere un po velocemente quindi può essere che qualcosa mi è sfuggito, magari durante la battaglia finale la zia guglielmina con gli incubi potrebbe fargli vedere che Kevrah è morto

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