Terza puntata: cosa accadrà a Tilde?
scritto il Agosto 30th, 2010 da alphabetcity
Eccoci di nuovo qui! Noto con gioia (e con molta soddisfazione personale!!!) che le due opzioni vi colpiscono più o meno equamente e quindi la proposta di Fabio è stata accettata visto che aveva anche riscosso un discreto successo! Ecco dunque il risultato della fusione.
Poche ore dopo Tilly prese a girarsi e a rigirarsi nel letto. Non aveva mai sofferto d’insonnia, mai un incubo o un brusco salto avevano turbato le sue notti, mai un pianto, neanche da piccola. E ora proprio non riusciva a dormire. L’immagine della culla la tormentava e aveva ancora addosso la sensazione spiacevole provocatale dalle parole della zia.
Si alzò di scatto, a piedi nudi e senza neanche indossare vestaglia e pantofole uscì dalla stanza e si ritrovò a camminare con passi lunghi e rapidi verso il corridoio. Una volta entrata nella camera dei dipinti, un istinto inspiegabile la guidò fino all’esatto centro della stanza dove scorse una piccola macchiolina di colore bluastro. Si chinò per toccarla e al primo contatto della sue dita con il gelo del pavimento sprofondò in un sonno profondo. Il freddo del marmo si trasformò ben presto in una strana sensazione di umido: era acqua. Si trovava sotto la superficie di un fiume ma riusciva perfettamente a respirare. Quasi distrutta da un’incomprensibile quanto improvvisa stanchezza non riuscì a muovere un solo dito e, così, si limitò a guardare. Scorse sulla superficie una creatura orribile e inquietante che, accingendosi ad entrare nell’acqua si illuminva di una luce pallida e accecante trasformandosi in una ragazza dai lineamenti ancora non perfettamente percettibili ma bellissimi. Intanto una musica dolce suonava, sembrava provenire da una radura lontana. Tilde aprì gli occhi di scatto, preda di un’irrefrenabile necessità di agire e in un attimo ritornò nella sua stanza. Via la camicia da notte da scolaretta, via le due trecce che la mamma si ostinava a farle portare per ordinare le onde dei suoi lunghi capelli. Scarpe da ginnastica, leggings e un maglietta lunga a pois, la sua preferita, uscì nel corridoio e corse a perdifiato fino allo studio del nonno, forzò la serratura e, come posseduta da un istinto irrefrenabile, si lanciò ai piedi della gigantesca cassettiera in mogano senza neanche accendere la luce. Un pallido raggio di luna la aiutò a raggiungere l’interruttore della lampada della scrivania. La ragazzina cominciò a rovistare con forza all’interno dell’ultimo cassetto: “Trovato!” quasi urlò per l’emozione mentre rovesciava per terra decine e decine di fotografie e pezzi di carta contenuti in una cartellina viola con su scritto “proprietà”. Dopo una ventina di minuti di ricerche un brivido le percorse la schiena: la villa in Toscana esisteva davvero. Foto, indirizzo, vari documenti dell’acquisto, bollette, curriculum vitae della servitù, non mancava niente. Tilde si alzò e aprì la finestra per fare entrare un po’ d’aria, un’ombra si mosse nel giardino sotto di lei. Incredibile: sembrava la zia Guglielmina, e non era sola.
E ora passiamo al terzo episodio! Questa volta vorrei che vi scatenasse, che nei commenti non vi limitaste a scegliere A o B ma che aggiungeste di pugno vostro un po’ di suggerimenti come già stanno facendo alcuni di voi. Quindi quelle che seguiranno l’introduzione saranno una parte A e una parte B un po’ più brevi del solito e alla fine vi farò delle domande ben precise sperando di stuzzicarvi e (ovviamente!) anche di divertirvi!!!
Per quanto cercasse di sporgersi per vedere chi fosse il misterioso interlocutore della zia, la ragazzina non riusciva a distinguere alcun lineamento con il semplice aiuto della luce della luna. Neanche l’acustica era ottima, Tilly non poté a sentire niente, o quasi; alcune parole della zia la colpirono in pieno: “Capisci bene che se la ragazza ritrovasse la capacità di sognare per noi sarebbe la fine e dovremmo arrenderci alla sovranità della nuova predestinata…”. Una doccia fredda, gelata, glaciale, la investì e la costrinse ad accucciarsi a terra: “Non ho mai sognato, io non ho mai sognato, non ho mai sognato e neanche ho mai badato a questa mia stranezza…” A questo punto le tornò in mente l’immagine della culla, sentiva di essere lei quella bimba in fasce, sentiva che le era stato fatto qualcosa. Che Guglielmina stesse parlando con lo stesso essere misterioso di cui si intravedeva la presenza nel dipinto della nonna?!? Non c’era tempo da perdere, bisognava passare all’azione immediatamente e la prima cosa da fare era convincere la mamma a portarla nella villa in Toscana che, secondo quel che risultava dai documenti, non era affatto stata venduta.
Bastarono uno sciopero della fame all’ora di colazione e un’innocente bugia sulla nonna che la aveva promesso di portarla a trascorrere qualche giorno proprio in quella villa, per convincere la mamma a fare la valige e partire, ma nessun capriccio e nessuna scusa riuscirono a far rimanere la zia a casa. Tilde, preoccupata, curiosa ed eccitata nello stesso tempo, si ritrovò in viaggio in men che non si dica.
Qualche ora fu sufficiente per arrivare a destinazione e sistemare i bagagli. Alla ragazzina venne data quella che, come le raccontarono i domestici, era stata la sua stanza fino all’età di tre anni e che, effettivamente, all’interno aveva un letto da bambina in cui entrava a malapena e una culla identica a quella del ritratto.
Se sceglierai A Tilde scoprirà la porta magica che porta ad un altro mondo. Descrivi questo mondo e le creature magiche che lo popolano.
Se sceglierai B Tilde rovistando tra i vecchi oggetti della sua stanza troverà una tavolozza magica e una lettera della nonna scritta molti anni prima.
Altre idee? Per esempio, qual è lo scopo ultimo della missione di Tilly? A cosa è predestinata? Perché la zia non vuole sottostare al volere della predestinata? Che potere potrebbe avere Tilly di presciso? Diamo corpo alla nostra fantasia perché dalla prossima puntata entreremo nell’ambito del fantasy vero e proprio!
P.S: quelli di voi che volessero cimentarsi del disegno, possono mandare la loro opera, disegnata al cimputer o scansionata, all’indirizzo: contest@laragazzadrago.it
Tags: La ragazza drago - La clessidra di Aldibah, la ragazza drago 3, libro, Licia Troisi, minifantasy, mondadori, racconto fantasy
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Agosto 30th, 2010 at 16:31
Mi piace molto la “B”… la storia della tavolozza è bellissima… nella lettera della nonna si potrebbe mettere le “istruzioni” per la tavolozza, come va usata. Mentre per la storia della zia..Si comporta cosi perchè è invidiosa che (prima la mamma di Tilly e poi Tilly stessa) abbiano questo potere e se entro una certa data (magari il diciottesimo compleanno o qualcosa cosi) Tilly non ricorda di essere la predestinata il potere potrebbe passare a qualcun’altro.. ad esempio la zia. (ok è un pò sciocca come idea ma mi è venuta in mente subito quando ho letto il racconto):):)
Agosto 30th, 2010 at 22:11
io preferisco la B. Magari lo scopo ultimo è solo quello di ricordare perchè se Tilde non ci riesce il mondo potrebbe diventare come uno dei quadri della nonna pronto a cambiare all’improvviso…sempre che sia magia…
la zia non vuole sottostare al volere della predestinata perchè ci furono delle persone con lo stesso dono di Tilli,che potrebbe essere quello di vedere nel futuro o nel passeto attraverso i sogni, che però lo usavano per far del male.
Non mi viene nient’altro in mente,ma spero che quello che ho scritto possa essere d’aiuto
Agosto 31st, 2010 at 11:44
I scelgo la B… potrebbe trovare la tavolozza magica che contiene dei colori magici che era appartenuta a sua nonna…la lettera che trova insieme alla tavolozza potrebbe spiegare come usare i colori… grazie a questi colori riesce a entrare in qualsiasi mondo disegni… il potere di tilde potrebbe essere proprio questo: aprire delle porte magiche per altri mondi… la zia potrebbe essere la cattiva potrebbe volere la tavolozza e usarla per aprire delle porte magiche e conquistare quei mondi… lei grazie all’aiuto di qualcuno (che potrebbe essere la creatura che era insieme a lei) è già riuscita ad andare in quei mondi è li sta conquistando… ma deve trovare la tavolozza per impedire che tilly la fermi… lo scopo di tilly è proprio fermare la zia… spero che quello che ho scritto possa essere d’aiuto…
Agosto 31st, 2010 at 17:47
“Mia cara Tilly, ricorda sempre che un mondo senza sogni è una tela senza colori e un sognatore che si smarrisce è un pitore senza tavolozza”.
Questa la frase criptica che Tilde trova insieme agli oggetti.
La sua mente inizia a lavorare velocemente per capire il messaggio della nonna.
Certo, il mondo, il suo mondo, in quei giorni non se la passava troppo bene e lo si poteva definire davvero un mondo grigio, fatto di gente ogni giorno sempre più grigia.
Ma chi sarebbe il sognatore che si è smarrito?
Forse lei?
Se così fosse il messaggio della nonna poteva essere interpretato come “ritrova i tuoi sogni perduti”. Ma perchè? A quale scopo? E in tal caso la tavolozza e i colori che ruolo avevano in tutto questo?
E sopratutto: come si fa a sforzarsi a sognare?
Settembre 1st, 2010 at 16:48
scusate ma la tavolozza che apre porte per altri mondi sembra un pò barbie raperonzola.. dipingeva i luoghi e riusciva ad uscire dalla torre..
l’idea della porta nella pietra nascosta dalle rose rampicanti resta la mia preferita..
tilde potrebbe trovare la lettera nella culla, con il messaggio criptico che ha suggerito fabio..
insieme ad un disegno rappresentante la famosa porta..
quella notte per la prima volta nella sua vita Tilly sognerà.. vedrà l’elfo cieco e la ragazza della cascata con una bimba fra le braccia. poi vedrà l’elfo consegnare la bimba ad una donna (la nonna), vedrà la donna che scappa attraverso la porta seguita da altre due figure..(la zia)( una persona ammantata di cui non si capisce l’identità)
i tre parlano ma in una lingua che tilde non capisce, la zia fa per prendere la bimba ma la nonna le colpisce la mano con un pugnale.. mentre la porta magica si chiude inesorabilmente alle loro spalle..
al risveglio tilly dovrà scoprire se la zia ha la cicatrice.. e trovare la porta..
mentre cerca nell’enorme giardino viene sorpresa dalla figura ammantata..
Settembre 1st, 2010 at 16:57
riguardo al rapporto zia/ nonna
loro sono la madre della ragazza della cascata e la madre dell’elfo..
la zia dunque..voleva tenere tilly nel loro mondo per ottenere i suoi poteri in un antico rituale e usarli per sconfiggere il cattivo di turno..
la nonna, seguendo il volere dell’elfo vuole tenere la bimba lontano dal suo mondo fino a che non sarà pronta per affrontare il suo destino..
…la figura ammantata.. è la ragazza della cascata.. la vera mamma di tilde..
Settembre 1st, 2010 at 20:17
nell’idea che mi era venuta, in effetti non pensavo a una apertura fisica di altri mondi, ossia a porte attraversabili.
Proviamo a immaginare che nel mondo di Tilde sia successa una cosa che sfugge a tutti e nessuno nota.
Pensiamo per un secondo che per davvero nessuno possa più sognare e che i quadri in movimento altro non siano che i sogni delle persone.
Ma se anche il disegnatore viene meno o si è smarrito…
Settembre 3rd, 2010 at 16:59
da quanto tempo che non vengo quìì troppo tempo xD e l estate sta finendo anche qst estate sta fineno uffìì la scuola inizia il 13 da me e da voi ??? Quanto mi è mancato qst sito
Settembre 5th, 2010 at 21:15
Sn stata super impegnata in qst gg per la scuola (che inizia per me il 15) e nn ho avuto il tempo di pensare a qualche idea … cmq io voto per B l’idea della tavolozza è più carina..=)=)=) nella prossima puntata mi impegnerò di più..
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