_gat._anonymizeIp(); pageTracker._initData(); pageTracker._trackPageview();

L’ultimo…

scritto il luglio 23rd, 2010 da alphabetcity

Come potete vedere, o meglio legger, anche Maria aveva scritto un racconto troppo lungo!

Vi lascio alle sue parole ma prima vi dò appuntamento a lunedì con L’ANNUNCIO DEL NUOVO CONTEST!!!

Non mancate… ci conto…

 

 Bianco. Tutto bianco intorno a me. Ero circondata dal nulla. Poi mi accorsi di qualcosa di fianco a me, una figura sfocata. Ci misi un po’ a metterla a fuoco. Era una ragazza. Avrà avuto al massimo 15 anni, il viso ancora da bambina era troppo pallido, e gli occhi… occhi che guardavano un tutto e un niente che non c’era. Voci che provenivano da quella ragazza mi inondavano la testa, erano strazianti: pianti, grida, lamenti… la ragazza sei tu! Disse una di quelle voci. Poi tutto si fermò e si fece buio, un pozzo scuro senza fine; l’unica figura abbagliante era davanti a me.

<<è il tuo destino.>> disse la figura, portava una collana di lapislazzuli al collo, ricami che non conoscevo  erano impressi su quel manufatto. La guardai un istante.

<<chi siete?>>chiesi con un filo di voce.

<<tu sei la prescelta, è il tuo destino>> questa volta mi prese la mano ci mise un oggetto, anch’esso sbiadito, come offuscato. Sembrava qualcosa di blu, era intenso, bruciava a contatto con la mia pelle.

<<chi siete?>> gridai ritraendo la mano. Le tenebre iniziavano ad avere la meglio. L’oggetto era una collana con una pietra, sopra c’era inciso il simbolo di una runa antica. La ragazza continuava a guardarmi, aveva dei lineamenti bellissimi quasi come un angelo; ma quello sguardo, quel pallore la rendevano troppo triste, infelice per quel che gli era successo, gli occhi, cosi giovani erano bloccati sull’oggetto che adesso, non so come, si era posato sul mio collo.

<<sono…>>

Mi svegliai urlando fino a farmi male alla gola. Mi coprii gli occhi e con le mani sentii di averli bagnati. Mi guardai attorno, ero in una radura splendida, tutta tappezzata di fiori e contornata da cespugli. Sentii un rumore, mi accorsi che non ero sola.

<<chi c’è?>> gridai. Silenzio.

<<esci fuori!>> dissi avanzando di qualche passo. Silenzio.

Presi il pugnale che avevo alla cintura, e senza badarci tanto saltai addosso a un ragazzo. Era lui che faceva rumore. Fu un movimento rapido, gli saltai addosso e gli misi il pugnale alla gola. Era anche lui giovane, poco più grande di me. Il viso era coperto da capelli castani un po’ lunghetti e ricci, ma la cosa che mi stupì erano le orecchie: avevano una strana forma appuntita.

 << chi se…>> la frase mi morì in gola. La collana, quella del sogno, era lì, che mi pendeva dal collo. E il simbolo: spiccava sul blu intenso della pietra. Il pugnale mi cadde dalle mani. Non potevo crederci, non volevo crederci. In fondo era solo un sogno. Mi appoggia ad un albero e iniziai a piangere. Non era possibile, io non  avevo mai vista quella collana se non in sogno.

Il ragazzo si avvicinò e si sedette vicino a me e mi abbracciò lasciando che gli macchiassi tutta la casacca. Era molto dolce, soprattutto per il fatto che, dopo avergli puntato alla gola un pugnale ed averlo quasi ucciso non fosse scappato ma, fosse rimasto a consolarmi pur non sapendo chi fossi.

<<scusa, non volevo spaventarti>> disse. <<io sono Fares.>> aggiunse. Non so perché ero appoggiata a lui, ma qualcosa dentro di me mi diceva che potevo fidarmi. Accese il fuoco, rimanemmo zitti per un po’, poi senza che mi chiedesse niente gli raccontai del sogno, della collana e del simbolo. Lui ascoltava senza dire niente, lasciando che mi sfogassi. Quando finii mi sentii più leggera. <<scusa, non so perché ne sto parlando, comunque cosa ci facevi nel bosco?>>

<< sono un cavaliere, o meglio. Stavo andando a nord per un pattugliamento approfondito quando ti ho sentita gridare e allora…>> arrossii. Avevo gridato così tanto?

<<pattugliamento?>> chiesi. Ma adesso che ci pensavo non so dove mi trovavo e cosa ci facessi li.

<<si, il re ha chiesto a cinque cavalieri di drago di pattugliare l’area dall’alto, vedi è molto malato e non vuole correre rischi di attacchi dalle altre terre>> disse. <<comunque non mi hai detto come ti chiami>>

<<Re? Comunque io non ho un nome>> risposi. <<mio padre quando seppe che mia madre era incinta la lasciò e lei morì durante il parto>>

<<mi dispiace. Comunque se vuoi un nome lo possiamo rimediare>> disse tralasciando la domanda riguardo al re.

<<non so>> ero un po’ confusa. Da quando ero stata abbandonata tutti mi chiamavano orfana, e ora un tizio sconosciuto voleva aiutarmi a ricostruirmi un’identità.

<<Maria?>> chiesi, in fondo era un nome abbastanza usato.

<<Ma che nome è? >> disse. <<che te ne pare di Zahira?>> chiese illuminato.

<<non so, direi di si>> dissi un po’ confusa, il mio nome era Maria. Stetti al gioco e decisi che in fin dei conti mi piaceva come nome, aveva un che di strano ma mi piaceva. Soprattutto anche perché mi aveva aiutato lui a trovarlo, era davvero carino.

<< grazie>> risposi rossa di vergogna fino alla radice dei capelli. << senti magari quando riparti non è che posso venire con te? >>

<< certo>> rispose sorridendo. Lo guardai e un sorriso spontaneo mi sfuggì dalle labbra.

Qualcosa si mosse dentro di me, come se il cuore iniziasse a riscaldarsi dopo anni e anni di ghiaccio assoluto. Lo guardai meglio, e per la prima volta notai che aveva un’arma. Una spada. Alla fine dell’elsa c’era una mezzaluna che proseguiva e andava a formare la lama che era incisa con simboli strani. <<posso vederla?>> chiesi senza pensarci.

Mi guardò perplesso. <<che cosa?>> chiese.

<< la spada>> risposi. Aveva qualcosa di familiare quella lama, o meglio i simboli su di essa.

Me la porse. La presi in mano e iniziai a maneggiarla. <<sai usarla vedo>> affermò.

<< non tanto>> dissi ammirando i simboli sulla lama. In effetti era la prima volta che ne impugnavo una.

<< se ti va, intanto che andiamo a nord ti insegno a usarla>>

<< volentieri>> dissi con un sorriso a trentadue denti. Ho sempre amato le spade, fin da quando ero bambina.

La notte passò velocemente, non riuscii a dormire molto. Ripensavo alla spada, ai simboli sulla lama. Li avevo già visti da qualche parte., ne ero sicura. Presi a giocherellare con la collana senza pensarci, la guardai di sfuggita ma mi bloccai di colpo… il simbolo che era sulla lama era lo stesso della collana!

<<Fares, Chi ti ha dato la spada?>> gridai.

<<l’esercito elfo, io ne faccio parte. Sono una guardia reale. Sai dove siamo?>> chiese dubbioso. Feci di no con la testa, l’unica cosa che sapevo era che quella collana aveva qualcosa a che fare con la spada di Fares.

<< Siamo nelle terre Elfiche. Re Elelith è il sovrano>> disse.

<< e il simbolo della spada cosa rappresenta?>> chiesi, dovevo saperlo. Lui mi guardo perplesso un attimo, sospettava qualcosa forse, ma cosa poteva sospettare se io non sapevo nulla.

<< la magia del nostro popolo –quella di un tempo, la magia antica. Adesso è del tutto sparita- ed è anche il simbolo reale>> affermò.

<< è lo stesso simbolo della mia collana…>> dissi, tirandomi via la collana e porgendogliela. Rimase interdetto alla vista di quel medaglione, occhi e bocca spalancati.

<< che cos’hai? Lo hai già visto?>> chiesi preoccupata dalla sua reazione.

La guardo ancora qualche secondo che pareva eterno ma quando infine decise di rispondermi rimasi di stucco.

<< era il ciondolo della regina>> disse guardandomi sbalordito.

<< è impossibile, ti ho appena detto come l’ho avuto>> dissi ed era veramente impossibile, io non centravo niente con tutta questa storia della magia e della famiglia reale. Lo guardai perplessa, aveva ancora in mano la collana e ricambiava il mio sguardo con un misto di preoccupazione e stupore quando qualcosa catturò la mia attenzione. Era immobile, fermo come una statua. All’inizio pensavo che mi prendesse in giro, poi lo guardai meglio. Non respirava!

<< Fares? Fares?>> continuavo a scuoterlo e a ripetere preoccupata. Ma notai una cosa guardando in alto. Un uccellino era fermo a mezz’aria; immobile con le ali spalancate che volava nella radura.

<< che diamine sta succedendo qui?>> sussurrai in preda alle lacrime.  Tutto era immobile, fermo. Come se il tempo si fosse fermato e io fossi l’unica cosa che potesse ancora muoversi. Le lacrime ormai erano scese e tutto era iniziato a girare, tutti i colori si legavano tra di loro quando alla fine spuntò un quadrante nero.

<< che cosa…>> non finii la frase che ricordai tutto. Tolsi il baschetto e mi ritrovai in una stanza con Salvatore che mi guardava preoccupato. Il videogame aveva qualcosa che non andava. Cavolo però se era reale giocarci. Sembrava davvero che fossi in quel mondo irreale tra elfi spade e… insomma in quel posto.

<< stai bene?>> chiese aiutandomi ad alzarmi. Lo guardai qualche secondo e sorrisi. << sei un genio lo sai? È stupendo!>>  si tranquillizzò istantaneamente.

<< hai finito il livello Mery, domani se vuoi continuiamo>> disse mettendo a posto il caschetto.

<< ovvio che continuiamo>> dissi e tutti e due ci dirigemmo verso la porta. << aspetta ho dimenticato la borsa>> dissi fermandomi. << sempre la solita eh, inizio ad andare in cucina>> disse e iniziò a scendere le scale. Andai a riprendermi la borsa ma qualcosa attirò la mia attenzione: sulla borsa c’era una busta. La presi: nessuno la aveva mandata. Aprendola non trovai nessuna lettera ma una collana. Blu con sopra incisa una runa. Salvatore doveva avermi giocato qualche brutto scherzo, ma in fin dei conti speravo che fosse davvero qualcosa di magico.

Tags: , , , , , , , ,


Pubblicato in I vostri racconti | | 11 Commenti »

11 Commenti a “L’ultimo…”

  1. Andrea Francesca Says:
    luglio 24th, 2010 at 17:21

    Ancge questo non male, ma troppo lungo…
    Troppo narrativo, non c’è nulla che rimane in sospeso e quindila cosa si è prolungata oltre il limite.

  2. レザージャケット Says:
    marzo 27th, 2012 at 09:23

    Some of the suggestions you have given have enabled me to apply my own thought process to afford a greater understanding of the issue. Some info that is provided on the Web is not very useful but yours has been worthwhile. I appreiciate this task for sharing this information. Hope, you keep updating it very frequently.

  3. artist oil portrait Says:
    agosto 2nd, 2012 at 08:50

    Thanks for sharing this opinion. Regards for you. Good job! Very helpful information This is a cool blogging platform.

  4. moncler sito ufficiale Says:
    ottobre 23rd, 2012 at 10:41

    From classic yet understated styles that rely on neutral colors and designs to truly eye popping and innovative styles that feature the latest looks for timepieces, you are sure to find just what you need for all of your important occasions.

  5. get facebook Says:
    maggio 10th, 2013 at 19:28

    We need to get this today at least on the party of the real mean to share that.

  6. Posizionamento motori di ricerca Says:
    giugno 16th, 2015 at 13:34

    Grazie per aver condiviso questo parere. Saluti per voi. Buon lavoro! Informazioni molto utili Questa è una piattaforma di blogging fresco.

  7. John Smith Says:
    giugno 16th, 2015 at 13:35

    Grazie per aver condiviso questo parere. Saluti per voi. Buon lavoro! Informazioni molto utili Questa è una piattaforma di blogging fresco. Posizionamento motori di ricerca

  8. buy facebook contest votes Says:
    luglio 24th, 2015 at 17:10

    I like to say bundle of thanks for sharing this post. you have done what a great post. keep sharing such kinds of articles here.

  9. buy facebook contest votes Says:
    luglio 24th, 2015 at 17:11

    I am so happy with this web content and this one is really really awasome share

    buy online votes for contest

  10. 일본야동 Says:
    luglio 3rd, 2020 at 12:23

    I am interested in this area if you are a great site but know some community forums. 일본야동

  11. 릴게임 Says:
    luglio 3rd, 2020 at 12:24

    I really appreciate your blog,it means a lot for me. 릴게임