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Scontri…

scritto il luglio 15th, 2010 da alphabetcity

Prima di salutarvi e di darvi appuntamento a domani vi lasciamo con due racconti un po’ particoalri che, ognuno a suo modo, ci offrono un punto di vista fantasioso sugli scontri.

 

Andrea ci racconta come è nato uno tra i fiori più belli del mondo…

 

Silfio e Rosa

Le nuove anime nacquero, come sempre, nell’angolo più buio dell’universo. Apparvero subito come luci delicate, poi presero ad ingrandirsi trasformandosi, come migliaia d’altre anime prima di loro, in stelle. Per accedere a quel paradiso che era la Terra, dovevano prima superare il cielo.

La loro vita futura sarebbe dipesa dalla loro condotta presente. Il sacro Consiglio Celeste avrebbe deciso le sorti di tutte.

Rosa e Silfio, nate lo stesso giorno, avevano vissuto come stelle per lo stesso periodo.

Silfio splendeva di notte e riposava di giorno, come una buona stella dovrebbe fare. Se sulla Terra c’era nebbia brillava più intensamente, se la Luna era calante sfavillava con delicatezza… era, insomma, una stella modello.

Rosa, al contrario, brillava quando le pareva. Dormiva fino a notte inoltrata e la sua luce si accendeva ad intermittenze.

Le sorti delle due anime parevano scontate ma, per un errore burocratico, non fu così.

Rosa, una volta sulla Terra, si ritrovò a doversi prendere cura di un corpo umano, mentre Silfio si ritrovò nel corpo di un arbusto simile ad un grosso finocchio.

Rosa divenne una fanciulla di rara bellezza e tutti gli sguardi erano per lei. Silfio non veniva mai considerata. Rosa si divertiva, Silfio si disperava e covava odio.

Che senso aveva avuto splendere così tanto, rispettare tutte le regole, aiutare la Luna ad apparire sempre bella, se poi si veniva così ripagate? Molto meglio fare come Rosa! Divertirsi sia prima che dopo, tanto…

 

Un giorno, mentre Silfio si disperava, le passò davanti una strana creatura. Sembrava una formica, ma era più grossa e più bella. Aveva delle antenne luminose e profumava di lavanda.

“Buongiorno” la chiamò Siflio.

“‘giorno” rispose, indifferente, l’esserino.

“Cosa siete?”

“Ma ovvio! Sono una fata!”

“Una fata?”

“Sì!”

“E cosa sarebbe una fata?” chiese incuriosita.

“Beh, potremmo riassumere dicendo che sono una creatura magica.”

“Oh! Davvero?”

“Sì.”

“E potresti esaudire i miei desideri?”

“Sì, potrei.”

“Bene!”

“Ho detto che potrei, non che lo farò!”

Silfio, delusa, incominciò a piangere. Pianse così tanto che la fata fu costretta a promettere di aiutarla.

“Io voglio scambiare il corpo con quello di Rosa!” dichiarò decisa Silfio.

“E chi è Rosa?”

“La ragazza più bella del villaggio.”

“E sei sicura di questo tuo desiderio?”

“Sicurissima!”

Allora la fata chiuse gli occhi, si sfregò le mani e, in un istante, Silfio si ritrovò nel corpo di Rosa e Rosa nel corpo di Silfio.

 

Silfio non era mai stata così contenta. Tutti la ammiravano, le portavano doni e la trattavano come una regina. Passava le giornate promettendo baci in cambio di favori e le serate ballando fino a notte fonda. Durante uno di questi balli, si presentò un cavaliere mai visto prima. Era alto e molto affascinante.

“Finalmente vi ho trovata!” disse il ragazzo.

“Mi cercavate?”

“Sì.”

“Perché sono bella?”

“Sì, perché siete bella… e lo siete ingiustamente.”

“Cosa?” Silfio si bloccò di colpo.

“Voi, Rosa, avete ricevuto questo corpo per errore e io sono qui per porre rimedio!”

“Come?”

“Non fate la furba! Siete stata una cattiva anima e siete stata premiata col corpo che spettava a Silfio. Il Consiglio Celeste mi ha mandato qui per effettuare il cambio.”

“Il cambio?”

“Sì.” E non ci fu più tempo di parlare, perché Silfio venne trasformata in un fiore dai petali rossi, mentre a Rosa, scambiata per Silfio, venne donato un corpo umano.

“Siete ancora troppo bella!” concluse, andandosene, il cavaliere.

 

Per Marianna, invece, lo scontro e la lotta sono un vero corpo a corpo senza esclusione di colpi.

 

Un’intima lotta

 

Corro, non so più da quanto tempo, schiava e naufraga dell’oscurità. Ho completamente perso il senso del tempo e dello spazio. La mente lascia spazio a un unico pensiero, distruggere l’Ombra.

La mia spada risplende di una luce sinistra e avida di sangue. Poi, il nero che mi circonda si schiarisce. Un tempio. Possenti colonne mi accerchiano, e mattonelle scure, sbiadite dal tempo e dalla polvere. Solo aria intrisa di fumo si infiltra tra le colonne ornate di fregi antichi. So che è lì, mi aspetta ed è pronta ad annientarmi. Lei intanto mi squadra, con i suoi occhi fatti di inconsistenza, confusi con il suo corpo, un corpo che non è null’altro che un’ombra, una massa scura dai contorni a me più che familiari. Sono i miei lineamenti. Ha la mia altezza, le stesse orecchie appuntite, gli stessi fluidi capelli.
È la parte oscura di me, quella che mi rode come ruggine, un parassita che mi induce lentamente alla follia. Devo combatterla e spezzare il filo che ci lega.   

È seduta su un trono di pietra logoro e consunto, pieno di crepe che mi ricordano la mia lotta di scacciarla, le notti passate insonni cercando di liberarmene. Ma lei è ancora lì. Si alza e muove qualche passo verso di me. Una quiete opprimente cala sulla sala, la battaglia attende di essere combattuta.                

 

 

Cominciamo a lottare, ma lei è abile, almeno quanto me e schiva i colpi, quasi come un fulmine. Ci scontriamo ancora, in successioni di colpi davvero allucinanti, ma la situazione non cambia. Siamo troppo simili. Eppure lei è un’ombra, ha l’oscurità nelle sue mani, un potere tanto grande quanto fasullo, perché fatto solo di paure e rancori…Ma perché non se n’è servita? Mi faccio una domanda quasi illogica, e subito l’Ombra davanti a me si mobilita, la lama nera della sua spada si conficca al centro della mia fronte diafana e la trapassa.

 

Non urlo, ma dopo qualche secondo le palpebre mi si chiudono pesanti e cado in un’altra dimensione, in un oblio scuro e senza fondo. Un senso di freddo comincia a spandersi nel mio corpo come un serpente. Tremo. Poi qualcosa esplode e un rumore acuto nella testa mi fa riaprire gli occhi :mi trovo in una bolla di vetro e intorno a me c’è solo un turbinio di immagini sfocate, elfi, boschi, mare, angosce, paure, morte. Vari eventi rievocano la mia vita dolorosa, quella a cui sono riuscita a scampare con difficoltà. A ogni ricordo riaffiorano i sensi di colpa. Mi lascio vincere da tutto e mentre il turbine di immagini ancora mi accompagna in un viaggio senza fine appare come in flash l’immagine di un’ombra. L’Ombra. Adesso ricordo tutto. Questo è il suo gioco e io la sto assecondando, sto morendo per lei. Non riuscirò a salvare nessuno, renderò solo inutile il sacrificio di mio padre.

Non posso far vincere l’Ombra.

La bolla nella quale sono rinchiusa si rompe e dal mio corpo prende ad irradiarsi una luce bianca. Non so da dove viene, ma è la fonte del mio coraggio riacquistato. Tutto scompare, e in un attimo ritorno nel tempio. L’Ombra, si dimena, infuriata, sconfitta. Mi avvicino e gli conficco nel petto la spada. La luce bianca investe anche lei e spezza il suo corpo come un vaso di cristallo, schegge nere volano ovunque e si dissolvono come fumo. L’Ombra è sconfitta. Mi sento nuovamente troppo debole per stare in piedi ed esultare. Le ginocchia cedono e si piegano. La testa riprende a girarmi, mi distendo. Sprofondo in una dimensione diversa, strana, sono pervasa da un senso di soddisfazione. Sono felice. Mi perdo in quest’atmosfera di pace e tranquillità. In essa mi crogiolo per attimi interminabili…

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Pubblicato in I vostri racconti | | 15 Commenti »

15 Commenti a “Scontri…”

  1. Marianna Says:
    luglio 15th, 2010 at 22:23

    finalmente hanno pubblicato anche il mio racconto… =)=)=)=) Fa parte di un libro che ho pubblicato sul sito ilmiolibro.it se vi va di darli un’okkiata 😉 …sia kiama “dalla voce degli elfi”. Ho dovuto ridurlo molto in realtà… :( . E’ il sogno di un’elfo e simboleggia la lotta quotidiana che ognuno di noi intraprende contro se stessi, contro la propria…”Ombra”…spero vi piaccia!!!

  2. Andrea Francesca Says:
    luglio 16th, 2010 at 13:10

    A me piace il significato simbolico, ovvero la lotta contro se stessi..
    Brava marianna

  3. Marianna Says:
    luglio 16th, 2010 at 16:17

    tenkiù!!
    😉

  4. Andrea Francesca Says:
    luglio 19th, 2010 at 09:08

    Andrea: molto bello, preciso in alcuni punti e confuso in altri ma molto. Sei riuscito ad attirare l’attenzione anche se il racconto ha bisogno non di un seguito ma di un “prologo” di spiegazione iniziale.
    Complimenti cmq

  5. Andrea Says:
    luglio 21st, 2010 at 16:10

    Grazie Andrea Francesca. Probabilmente hai ragione, infatti appena scritta la storia era troppo lunga ed ho dovuto tagliare molto per rispettare il bando.

    Contento ti sia piaciuta, in futuro la allungherò. 😉

  6. carmine Says:
    luglio 25th, 2010 at 11:31

    bellissimo stupendo.
    mi è piaciuta la lotta.

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