Crea un oggetto magico ed entra nel mondo de La ragazza drago - Licia annuncia la vincitrice!!!

scritto il Agosto 26th, 2009 da alphabetcity

Benritrovati!!! Siamo appena tornati dalle nostre vacanze e anche se il sole continua a picchiare duro e la voglia di mare non è passata, ci siamo rimessi subito a lavoro.
Durante il mese di agosto ci è giunta la risposta di Licia e noi siamo felicissimi di pubblicare la sua email in cui ci dice chi ha scelto tra tutti gli artwork pubblicati e i motivi della sua decisione:

“Ciao a tutti. Innanzitutto, scusate se ci ho messo così tanto tempo per prendere la mia decisione, ma, come immaginerete, la scelta non è stata per niente facile e l’argomento piuttosto delicato, senza contare che come al solito sono oberata di lavoro. In ogni caso, meglio tardi che mai :P.
Innanzitutto, grazie a tutti per la partecipazione e l’impegno; avete fatto uno splendido lavoro, siete stati molto creativi e ho visto cose davvero molto molto belle uscire fuori da questo contest.
Secondo, cerco di spiegarvi un po’ i criteri con cui ho scelto il vincitore: poiché si tratta di qualcosa che inserirò nel mio prossimo libro, per forza di cose non ho potuto concentrarmi solo sulla bellezza dei vostri disegni e dei vostri lavori, ma anche e soprattutto su qualcosa che “sentissi mio”, che mi ispirasse per la storia che sto pian piano costruendo e che possibilmente andasse ad inserirsi il più possibile nel solco della trama che ho già tracciato. Per questo ho deciso di scegliere la clessidra di Francesca. Innanzitutto mi è piaciuto il disegno, il drago e la viverna sono davvero molto belli. La descrizione mi ha intrigata fin da subito perché mi ha acceso una lampadina in testa: l’oggetto trovava infatti un inserimento perfetto all’interno della trama che ho in mente al momento. Ho anche apprezzato la descrizione molto particolareggiata, ma anche il fatto che Francesca mi abbia lasciato molto margine libero per reinterpretare l’oggetto a mio piacimento, e questa è una cosa assai importante per me.
In conclusione, complimenti a tutti, siete stati fantastici, e grazie per questa ennesima dimostrazione d’affetto. Un grazie particolare ovviamente a Francesca per avermi fornito questo utilissimo spunto.
A presto!”
Licia Troisi

E questo è il disegno della Clessidra di Francesca Rosaria Sommino:

Clessidra

Congratulazioni a Francesca! Non aggiungiamo altro perché è stato già detto tutto da Licia.
…e adesso scatenatevi con i commenti!

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Scrivi un racconto e incontra Licia - Annunciamo la vincitrice!!!

scritto il Luglio 24th, 2009 da alphabetcity

Buongiorno a tutte/i,

iniziamo questo momento tanto atteso col ringraziarvi.

Siamo stati felicissimi di creare e seguire questo blog, leggere i vostri commenti appassionati, rispondere alle vostre numerosissime email (a volte senza neppure un mittente ;P), e vivere nei mille mondi immaginati da voi. Ci siamo divertiti a leggere i racconti fantasiosi e ad ammirare delle vere e proprie opere fantasy.

Grazie.

Sappiamo che tra di voi scrittori in erba ce n’è qualcuno al quale un giorno potrebbero dedicare un intero blog, com’è avvenuto per Licia. Non mollate e coltivate sempre la creatività, ricordate che l’impegno e la costanza sono molto più importanti della bravura o della fortuna, anzi queste sono le conseguenze della perseveranza.

Ma basta con le chiacchiere e veniamo all’annuncio dei vincitori per il primo contest de La ragazza drago:

Migliore racconto del contest “Scrivi il tuo fantasy e incontra Licia Troisi!” è Ossimoro!

Complimenti quindi a Carmela Lopez. Sei stata bravissima, il tuo racconto è ben scritto, riesce a incuriosire sin dalle prime righe sviluppando una trama di largo respiro, ma per la quale hai saputo rispettare al meglio il limite delle battute consentite; il finale è altrettanto soddisfacente.

Ti ricordiamo che, secondo regolamento, avrai diritto a incontrare Licia Troisi di persona e di farti fotografare accanto a lei durante una tappa del tour di presentazione del romanzo! Per questo sarai contattata dal nostro staff!
Adesso goditi la gloria :)

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Per quanto riguarda il secondo contest (il cui premio vi ricordiamo è davvero speciale perché finirà in un libro di Licia!), aspettiamo ancora qualche giorno. Licia è da poco tornata dalle vacanze e aspettiamo di conoscere il suo parere.

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I vostri artwork - l’unione fa la forza!

scritto il Luglio 23rd, 2009 da alphabetcity

Eccoci alla pubblicazione dell’ultimo artwork finalizzato alla partecipazione del contest sulla creazione di un oggetto magico destinato alle prossime avventure di Sofia e dei suoi compagni. L’oggetto di chiama Lama di Cerastes ed è stato inventato da due menti creative. Infatti il disegno è opera di Matteo, mentre il testo di accompagnamento è stato scritto da Silvia:

La lama di Cerastes

“La Lama di Cerastes
La leggenda della Lama di Cerastes si perde nei tempi antichi in cui la lotta tra draghi e viverne non era ancora al culmine e la razza umana era nata da poco. In quei tempi, infatti, gli umani incominciavano a colonizzare il nostro mondo, ad espandersi, ad avanzare tecnologicamente con la creazione delle prime, rudimentali armi. Nonostante questa nuova razza non avesse il minimo potere magico, essa diventò in breve tempo talmente numerosa da poter intralciare le antiche specie dei draghi e delle viverne. Tra di essi non si riusciva a trovare un accordo per affrontare la situazione: fra i draghi si diffuse l’ideale di offrire protezione agli esseri umani e creare così un’alleanza; tra le viverne la soluzione che aveva più sostenitori era quella di promettere un’alleanza agli uomini, sfruttarli per vincere la guerra contro i draghi e poi sterminarli. Vi era però un altro pensiero, che raccoglieva consensi tra pochi elementi di ambo le parti: un’alleanza tra draghi e viverne mirata ad eliminare la minaccia umana. Tuttavia questi esseri si ritrovarono isolati, considerati dei reietti, dei folli, da eliminare a qualunque costo. In breve tempo rimasero solamente due creature: una viverna ed un drago , consapevoli che presto sarebbero stati scovati e giustiziati ; per mantenere in vita l’ideale per cui avevano lottato e presto sarebbero morti, aveva un’unica speranza: l’unione delle loro due razze, l’anello di congiunzione tra i due nemici. Venne così alla luce un essere di cui mai nessuno avrebbe potuto immaginare la nascita, nelle cui vene si mischiava il sangue rosso e brillante e quello nero e vischioso.
Una creatura che non era un drago né una viverna.
Il suo nome era Cerastes . Egli assistette alla morte di coloro che lo avevano dato alla luce nella speranza che riuscisse a portare avanti il loro obiettivo, ma così non fu. Cerastes crebbe nella rabbia verso coloro che avevano giustiziato i suoi genitori, e nel disprezzo di entrambe le razze a cui apparteneva solo in parte. I draghi non vollero accoglierlo, vedendo in lui il male e temendo di avere tra di loro una spia; le viverne lo ripudiarono, ritenendolo un debole a causa del sangue di drago che scorreva nelle sue vene.
Vi era però la terza razza, quella degli umani, che si ritrovavano a fronteggiare esseri con poteri immensi armati solo di archi e frecce. Essi videro in lui un alleato potente, e cercarono la sua protezione senza esitare. In molte battaglie Cerastes li salvò, fin quando egli non cadde, colpito al cuore dagli artigli di una viverna . Mentre il sangue scorreva dal suo petto, l’essere volle fare un ultimo dono alla razza umana che lo aveva accettato. Chiamò a sé il suo servo più fidato, Samarsk, e gli sussurrò poche parole. Dopodiché il suo occhio della mente, incorniciato da venature metalliche, si separò dalla sua fronte ed iniziò a fondersi. Molti uomini che combatterono in quella battaglia raccontarono di aver visto nella fuga, accanto al corpo di Cerastes,due spade gemelle che brillavano di una luce intensa; quello che non videro fu che subito dopo al loro posto era comparsa un’unica spada con un fregio sull’elsa.
Un fregio che rappresentava una creatura che non era un drago né una viverna.

Per liberare il completo potenziale della Lama di Cerastes è necessario che due persone con gli stessi ideali la afferrino contemporaneamente : dal terreno in mezzo a loro spunterà una rosa e la spada si sdoppierà nelle Lame Gemelle; in molti le hanno cercate senza sospettare che fossero sigillate in un’unica spada. Oltre ad essere armi più potenti del normale (resistono al fuoco e sono in grado di perforare la pelle di draghi e viverne), il vero motivo per cui si cercava di impossessarsene è il loro potere più grande: se le due persone che le hanno liberate del sigillo si colpiscono a vicenda, dalla rosa sboccia uno spirito; esso è l’emanazione delle vere essenze dei due portatori fuse tra di loro, tuttavia questo può accadere solamente se entrambi hanno piena fiducia nell’altro ed in quello che stanno facendo; in caso contrario l’evocazione fallirebbe e le due persone rimarrebbero uccise dal colpo.
Lo spirito ha a disposizione la potenza magica e fisica di entrambi notevolmente aumentata, ma viene alimentato dalla forza spiritica e vitale di chi lo evoca; dei normali esseri umani senza alcun potere magico potrebbero sostenerlo per appena pochi minuti per poi consumare tutta la loro energia e morire. Se ciò dovesse accadere le Lame Gemelle si ricomporrebbero nuovamente in un’unica spada.”

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I vostri artwork - un potere incredibile

scritto il Luglio 22nd, 2009 da alphabetcity

L’oggetto magico di Francesca è accompagnato da una lunghissima descrizione, ma va bene così poiché a differenza del precedente contest non vi erano limiti di lunghezza.

La Clessidra

Clessidra

Descrizione fisica:
La struttura che sorregge la clessidra è completamente costruita in legno, ovviamente tratto dall’Albero del Mondo (voglio ricordare che questo albero non è come tutti gli altri e che quindi rigenererà presto i rami utilizzati per costruire la clessidra).
Come potete osservare nella foto, sulla sinistra vi è un drago con le ali aperte e la cui coda si attorciglia lungo l’asse; a destra, invece, c’è una viverna, anch’essa con la coda completamente attorcigliata lungo l’asse, ma in una posizione, per così dire, “scomoda” rispetto al drago… Infatti la viverna è capovolta, è a testa in giù (come vedete il drago ha davanti a sé la coda uncinata della sua acerrima nemica).
ATTENZIONE: questa strana posizione ha un significato ben preciso che spiegherò più avanti…
Comunque, tornando alla descrizione, gli assi portanti assumono le sembianze di due tronchi, le cui radici o rami si intrecciano a formare le base inferiore e superiore della struttura. Più o meno al centro dei due tronchi si snoda un ramo in senso orizzontale che permette di sorreggere la clessidra. Quest’ultima è costruita con la resina dell’Albero del Mondo e perciò avrà un lieve color ambrato.
Lungo il tronco a sinistra (cioè dalla parte del drago) si arrampicano foglie e fiori. Dall’altro lato, invece, quello destro (e cioè quello della viverna) il tronco sembra esser privo di vita (nel disegno non sono riuscita a dare questo effetto), nessuna foglia o fiore ad ornarlo… Inoltre per mancanza di tempo non sono riuscita a disegnare dei rovi secchi e pieni di spine che si intrecciano attorno ad esso. Però fate come se ci siano.
Un’ultima precisazione riguarda la clessidra che di per se non è molto grande, e che può essere girata con una semplice spinta delle dita, essa cioè è libera di girare autonomamente senza dover essere costretti a capovolgere l’intera struttura che la sostiene.
Infine, come potete vedere dal disegno, non l’ho colorato un po’ per mancanza di tempo, un po’ per paura di rovinarlo e un po’ perché sono indecisa su una piccola cosa…
Non so se lasciare tutto con il colore naturale del legno (in modo che la clessidra abbia un aspetto più antico e arcano) o se dipingere il drago, la viverna e tutto il resto con i propri colori…
Credo però di essere più incline alla prima opzione, ma non ne sono pienamente convinta… Quindi lascio a Licia la scelta! Però qualora venisse deciso di dipingere il tutto ci tengo a che il drago sia verde proprio come Thuban, mentre per la viverna non mi pare che occorra precisarne il colore, dato che il nero è l’unico che le si addice.

Descrizione poteri:
Come ho già spiegato in precedenza, questa clessidra è al di fuori del comune…
Innanzitutto quella posizione “scomoda” in cui si trova la viverna si ha quando la clessidra è utilizzata dai Draconiani (infatti è come se il drago si trovasse in una posizione superiore, come se schiacciasse la viverna). La sabbia contenuta nella clessidra sarà in questo caso bianca e dorata (come la resina) e il suo potere potrà essere utilizzato solo a fin di bene (cioè quando la clessidra si trova in questa posizione non può essere utilizzata per scopi malefici).
Al contrario, se la struttura della clessidra viene rigirata completamente in modo che sia la viverna in una posizione superiore rispetto al drago, allora significa che è in mani nemiche, il suo potere sarà malvagio, e la sabbia si trasformerà in nera.
Ora però vi starete chiedendo: ma qual è il potere della clessidra?
È chiaro che normalmente essa sia il simbolo dello scorrere del tempo. Dunque mi sembra ovvio che il suo potere debba avere a che fare proprio con questo.
Però anche in questo caso sono indecisa… Le possibilità sono tante…
Ad esempio non so se permettere di tornare indietro nel tempo, o andare avanti, o entrambe le cose; non so se consentire di farlo scorrere più velocemente o più lentamente; se permettere di fermarlo (anche se in quest’ultimo caso sarebbe in contraddizione con il significato della clessidra: lo scorrere del tempo)…
Insomma non riesco decidere… È difficile pensare cosa potrebbe essere più utile a Sofia e a tutti i Draconiani. Allo stesso tempo però devo tener conto che si tratta di un oggetto che può essere utilizzato anche dai nemici… E non vorrei mai creare un’arma troppo potente per Nidhoggr! Ma neanche meno utile a Sofia, Lidja, Fabio… Io tifo per loro! Sono dalla parte dei buoni!
Però di una cosa sono certa… Qualunque sia il potere della clessidra, questo deve avere dei limiti (come ogni cosa d’altronde!).
Quindi se ad esempio la clessidra permettesse di tornare indietro nel tempo, ciò potrebbe avvenire solo per un tempo determinato (10 minuti, 1 ora, 1 giorno al massimo); se invece consentisse di fermarlo, allora mi sembra giusto che questo avvenga per un brevissimo tempo. Questi limiti sarebbero valevoli per entrambe le parti: Draconiani e viverne.
Inoltre credo sia giusto prevedere anche delle conseguenze, nel senso che non si può utilizzare la clessidra senza rinunciare a qualcosa, o comunque senza subire alcuna conseguenza…
In fondo poter “giocare” con il tempo, altera l’equilibrio delle cose… E quindi per ripristinarlo la clessidra chiede qualcosa in cambio…
Quindi poniamo il caso che, se Sofia si trovi nei due casi precedenti (tornare indietro o fermare il tempo), perché ha bisogno di recuperare un frutto perduto o salvare qualcuno, dovrà, per tutta la durata dell’effetto del potere della clessidra, rinunciare ai poteri di Thuban che vivono dentro di lei… Dovrà cioè contare solo sulle proprie forze.
Oppure se Sofia ottiene ciò che vuole con l’aiuto della clessidra, non è detto che non perda qualcos’altro a cui tiene. Ad esempio riesce a salvare il frutto, ma non riesce ad impedire la cattura di uno dei suoi amici…
O ancora, pensando a qualcosa di più tragico, Sofia ricorre alla clessidra per tornare indietro nel tempo e salvare la vita di Fabio. Ci riesce, ma magari perde qualcun altro, tornando così al punto di partenza…
Lo so, sono ipotesi poco favorevoli ai nostri amici, e sono stata io per prima a dire di non volerli svantaggiare troppo… Però non può andare sempre tutto per il verso giusto…
E poi anche i nemici avranno gli stessi problemi!
Comunque per risolvere il problema della mia indecisione sui poteri, ho deciso anche in questo caso di lasciare la scelta a Licia! Qualora scegliesse il mio oggetto, mi pare ovvio!
Io ho lanciato delle idee che lei può accogliere o meno… È libera di modificarle, di inventare un potere completamente nuovo e diverso… Con la sua fantasia sarà sicuramente in grado di trovarne uno migliore e meno scontato del mio! Quindi a lei la libertà di farlo!
In fondo è già una sorta di forzatura quella di scegliere di inserire un oggetto che lei non ha previsto, anche se può decidere quanto usarlo, quanta importanza dargli. Quindi preferisco lasciarle scegliere anche come usarlo. E poi ripeto, confido nella sua straordinaria fantasia!
Il tutto sempre che il mio oggetto venga scelto…
Infine credo che da ciò che ho scritto si possa intuire che ho molte idee da cui poter far nascere una fanfiction, ma il tempo mi manca… Oggi è il 17 luglio!
Forse non ho il tempo per scriverla, ma posso perlomeno lanciare qualche idea come ho fatto per i poteri…
Avevo pensato che i nostri amici abbiano bisogno della clessidra per salvare il professor Schlafen, che è stato catturato dai nemici per far leva sui loro sentimenti e richiedere una sorta di scambio con un frutto. Per la prima volta non potranno contare sull’appoggio del professore. All’inizio si sentono quasi spaesati senza una guida… Ma ancora una volta sarà l’enorme forza e coraggio di Lidja a riscuoterli!
E infatti sarà proprio lei a trovare in biblioteca un antico libro in cui si parla della clessidra e dove essa si trova (magari Licia conosce qualche posto reale che potrebbe fungere come luogo in cui la clessidra è custodita. A me piacerebbe che debbano intraprendere un viaggio, magari anche andare all’estero… Ma hanno poco tempo).
Giunti in possesso della clessidra la utilizzeranno per tornare indietro nel tempo e salvare il professore. Ci riescono, ma senza poter fare affidamento sui loro poteri (e quindi il tutto sarà molto difficile!), e però proprio per questo Nidhoggr si impossesserà della clessidra, e uno di loro perderà la vita… Trovandosi quindi in una situazione peggiore di prima. Forse ho un po’ esagerato…
E infatti, dato che non riuscirei a sopportare tutto questo, quando saranno i nemici ad utilizzare la clessidra per impadronirsi dei frutti, a subire delle conseguenze saranno loro… Infatti essi non conoscono del tutto i limiti e le conseguenze della clessidra. Non sanno di rinunciare ai loro poteri. Così, tornati indietro nel tempo, Sofia, Lidja e Fabio, non essendo stavolta privi dei loro poteri, riusciranno a salvare il prof, non perdere il frutto e ad evitare la morte di uno di loro.

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I vostri artwork e una piccola precisazione

scritto il Luglio 21st, 2009 da alphabetcity

Forse nel post di ieri non si capiva benissimo, ma il blog della Ragazza drago non verrà affatto oscurato, nè terminerà di esistere. Potrete ancora continuare a leggere i racconti e vedere i vostri artwork, ma noi ci fermeremo prima della pausa estiva anche per concludere i contest.

Oggi vi mostriamo il lavoro di Camilla, il Dente di drago:

Dente di drago

“Il disegno raffigura un ciondolo magico contenente il dente di un drago a cui
é stato incastonato uno smeraldo di incommensurabile valore. Esso dona a chi lo
indossa il potere di dominare gli elementi ( scatenare tuoni, tempeste,
lanciare palle di fuoco, ghiacciare dei laghi ecc…) L’oggetto è destinato ad
una persona dall’animo puro e innocente che vuole combattere il male o far del
bene alla terra e agli uomini, attenzione! se finisce in mani malvage o se
usato per scopi maligni l’oggetto potrebbe non funzionare o addirittura
ribellarsi al proprio possessore incenerendolo!”

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I vostri artwork - pietre non comuni

scritto il Luglio 20th, 2009 da alphabetcity

Buongiorno!

Siamo giunti alla settimana conclusiva del nostro amato blog, la scorsa settimana sono giunti altri bei lavori che finiremo di pubblicare in pochi giorni. Molti chiedono la conferma di ricezione a ogni email inviata, ma non possiamo rispondere anche per verificare l’invio di ogni singola email. Comunque non vi preoccupate! Stavolta non abbiamo avuto nessun sovraccarico della casella di posta elettronica, quindi non dovrebbero esserci gli stessi problemi dell’ultima volta.

Ma ora proseguiamo con i lavori giunti in redazione e passiamo ad Annalisa e le sue Pietre del Mistero:

Le pietre del Mistero. Disegnato da: Annalisa


 ”è stata ricavata dalla gemma dell’albero del mondo e dal frutto che ne permette il fuzionamento
la gemma di sofia è una giada
quella di Lidya è un rubino
e quella di Fabio è un topazio
dentro alla pietra c’è una foglia dell’albero del mondo ed è molto preziosa
se si trovano i rami di Thuban,Rastaban e di Eltanin
possono formare una gemma che fa acquisire a i ragazzi nuovi straordinari poteri”

 

Le pietre del Mistero. Disegnato da: Annalisa

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I vostri artwork - altre due nuove proposte!

scritto il Luglio 17th, 2009 da alphabetcity

Oggi, come ben sapete, è l’ultimo giorno utile per inviare i vostri fantastici artwork. Che si sbrighino i ritardatari!

Le novità sono che abbiamo finito a pubblicare tutti i racconti (alcuni erano davvero troppo lunghi per questo blog…) e che continueremo a mostrarvi gli ultimi artwork pervenuti in redazione, ma soprattutto… la prossima settimana saprete i vincitori di entrambi i contest! Sì sa, il meglio viene alla fine.

Ecco a voi due nuovi disegni, iniziamo con La spada che porta fortuna di Elena:

La spada che porta fortuna

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Passiamo al Bracciale del drago, di Sabrina (ecco, come vedi è arrivato in redazione, tranquilla, noi rispettiamo l’ordine di arrivo delle email):

“Il bracciale del drago (la parola ”drago” può essere
sostituita col nome di un drago)
Descrizione: Il bracciale del drago è in oro e copre il braccio di
chi lo indossa dal polso al gomito. Sulla sua superficie vi è un
bassorilievo rappresentante un drago molto realistico il cui occhio non
è altro che una pietra color rosso fuoco dai grandi poteri.
La pietra potrebbe contenere l’anima di un drago oppure semplicemente
i suoi poteri, come il dominio dei quattro elementi, poteri telepatici
o telecinetici e altro.
Questo bracciale dona a chi lo indossa la possibilità di utilizzare
questi poteri. I poteri sono più forti se usati da una persona più
capace nelle arti magiche.
Inoltre questo bracciale non può essere distrutto fino a quando
l’anima del drago che vi risiede vi rimane dentro.”

Il bracciale del drago

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I vostri artwork - la corona del drago

scritto il Luglio 16th, 2009 da alphabetcity

Elena ci ha inviato il suo disegno rappresentante La corona del drago e ce lo descrive così:

Questo oggetto serve per potenziare i poteri di Sofia e degli altri draconiani. Il neo viene adagiato in una parte che è contenuta nella bocca del drago e così aumenta il potenziale di Sofia. Questa corona è fatta di squame di drago.

La corona del drago

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I vostri racconti - due destini

scritto il Luglio 16th, 2009 da alphabetcity

Altri due racconti: Il destino ingiusto di Carola

Era arrivato il momento, finalmente. Dopo quattro anni di agonie, pensieri di vendette incompiute e dolorosi rimorsi. Troppe persone erano morte per proteggerlo da quell’essere malvagio. Sua madre, per prima, aveva cercato di non farlo venire alla luce per risparmiargli un destino orribile sotto la tirannia di quella creatura venuta dall’inferno, poi alcuni dei suoi fratelli avevano cercato di proteggerlo dato che, sebbene tutte le imprese della madre, era venuto al mondo con forza prepotente. Morti, tutti morti, e lui sentiva le loro anime gravare giorno dopo giorno sulle sue giovani spalle. Dreik aveva superato la ventina da poco e già aveva deciso di introdursi nella fortezza del malvagio per ucciderlo una volta per tutte e sperare un futuro sereno con la ragazza che amava, Leira; voleva vendicare tutte le migliaia di vittime che il mostro aveva ucciso, cibandosi del loro dolore e della loro sofferenza. Basta. Aveva viaggiato per tutti i Regni e aveva sperimentato sulla sua pelle la sofferenza delle vittime che avevano avuto la malasorte di entrare nel cammino di Lui, Karatoz, l’Oscuro. Aveva poi deciso, si era diretto alla fortezza e ora, finalmente, l’aveva trovato.
« Allora c’è ancora uno stolto deciso a fermarmi? Ottimo avevo appunto bisogno di un’anima fresca di cui cibarmi!» Disse quello. Il mantello nero e lacero ricopriva un corpo allungato e secco all’invero simile. Era alto sui due metri forse, ma il corpo era una via di mezzo tra fumo e brandelli di pelle nera. Il viso era completamente oscurato dal cappuccio ma due pupille rosse come il Fuoco bruciavano nel mezzo animate da una forza oscura incomprensibile. Non è un uomo, né uno spirito, è l’unione tra i due, il risultato di un mago folle e degli esseri del male.
«Cos’è? Ora hai paura? Ti do tre secondi dopo di ché sei finito, lo sai vero che una volta morto la tua amata lucciola non avrà scampo?Venendo qui hai condannato anche lei!» In quel momento tra loro due apparve una ragazza dai capelli rosso fuoco, un armamento come vestiario completamente legata da capo a piedi. Uno schiocco di dita di Karatoz e lei si materializzo al suo fianco. Spalancò gli occhi e urlò una muta richiesta d’aiuto al ragazzo.
«NO! Fermo! E’ con me che devi vedertela, lasciala!» E senza attendere altro si scagliò su di lui con la spada in mano. Lui era disarmato ma il ragazzo sapeva che era un inganno, difatti all’ultimo gli si materializzò in mano uno spadone nero e ondulato. Parò senza problemi e la lotta ebbe inizio.
Tondo, tondo, parata, affondo, parata, affondo, tondo.. era una lotta senza esclusioni di colpi ed entrambi volevano la morte dell’altro. Poi un attimo di distrazione e la punta dello spadone si conficcò nella spalla del ragazzo che cadde a terra, si rialzò subito ma un coltello lo colpì alla gamba sinistra. Portò il peso sulla destra e parò il colpo successivo. Riuscì a tenere botta per altri due passaggi, dopo di ché crollò a terra svenuto, coperto di sudore e sangue delle ferite accumulate. Subito una luce abbagliante esplose nell’aria e per qualche secondo Karatoz rimase come imbambolato al suo posto, quando la luce svanì vide che era stata la ragazza a provocarla, con un incantesimo che l’aveva liberata dalle funi. Ci era voluta un po’ di pazienza perché fare magie imprigionati era complicato, ma ce l’aveva fatta. Il malvagio non ci diede peso e si buttò sul ragazzo a terra ma Leira con uno scatto si mise tra loro, impugnò il pugnale e cominciò a duellare al posto di Dreik. Era brava, ma non abbastanza.
«Ti ucciderò con calma, piccola scema» infatti la colpiva di punta lasciandola piena di ferite superficiali ma dolorose. Anche Karatoz era stato colpito ma non tanto significantemente. Dreik gli aveva procurato un taglio alla gamba, mente Leira una ferita di punta al petto, ma era inutile, Karatoz sembrava instancabile. Poi all’improvviso un mugolio e il ragazzo l’affiancò. Leira decise di fare una pausa per curarsi ma inciampò in una pietra e cadde a terra. Karatoz le lanciò un pugnale di cristallo. Lei non lo vide perché era concentrata a rialzarsi, allora Dreik le si parò davanti e ricevette il pugnale in pieno petto. «NOO!!» Scema, scema, Leira sei una stupida!
Il malvagio rise di perfidia «Stupida mocciosa! L’hai ucciso!» e con una giravolta sparì.
«Non sei stata tu…» boccheggiò Dreik «Ma la prossima volta sta più attenta, ok?» un debole e tirato sorriso gli disegnò le labbra «..Non..non piangere..io ti amo..non ti preoccupare non mi fa mal…» e, tra le braccia della sua gioia di vita, emanò il suo ultimo alito di vita.

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I segreti del Mundus Natii di Teresa:

Era una sera cupa a Liberty road, era possibile distinguere soltanto le case, grazie alle piccole lanterne appese fuori dalle porte, che rendevano quel paesaggio meno sinistro. Una ragazza al numero 19 osservava quello spettacolo, in attesa di vedere qualcuno o di assistere a qualcosa di eccezionale, ma in realtà quella era una sera come le tante altre che si erano susseguite per tutta la stagione calda… o forse no.
La ragazza stringeva in mano una lettere e dai suoi occhi verde brillante scivolò giù una lacrima rigandole il viso. Una luce bianca e accecante invase la stanza, fu tale la potenza e la forza di questa aurea bianca che la ragazza non riuscì a tenere gli occhi aperti. All’improvviso tutto sembrò così tranquillo, una pace invase la fanciulla che si lasciò trasportare da quella magnifica sensazione di benessere.
La ragazza aprì i suoi occhi lentamente, riusciva a fatica a mettere a fuoco ciò che la circondava, ma era sicura che ciò che scrutava non fosse la sua stanza, eppure lei era convita di aver chiuso gli occhi solo per un istante. I suoi sensi lentamente ripresero a svegliarsi e adesso ne era certa quella non era la sua stanza, non era la sua casa, ma soprattutto non aveva mai visto un luogo come quello.
Si accorse di non indossare i suoi indumenti ma una bellissima camicia da notte bianca, e si trovava in un confortevolissimo letto a baldacchino bianco e dorato, come quello di una principessa. La ragazza non riusciva a smettere di pensare a tutto quello che stava osservando non sapendo se fosse un sogno o la realtà.
Improvvisamente la porta della stanza, anch’essa dorata, si aprì ed entrò una donna minuta.
La ragazza fece per parlare ma notò che nessun suono uscì dalle sue labbra, e con suo sommo stupore si accorse anche di non riuscire a compiere nessun tipo movimento.
-Non si preoccupi mia signora è normale non riuscire a parlare e a muoversi.- Disse la donna notando lo stupore della ragazza. – Io sono Elva la sua serva, e sono qui per soddisfare ogni sua esigenza, mia signora.- La donna concluse il suo discorso facendo un inchino profondo.
La ragazza guardava stupita quella donna minuta, ora se possibile era ancora più confusa di prima. Quella donna era alle sue dipendenze, impossibile pensò , deve essere per forza un sogno, ma mentre questi pensieri le frullavano per la mente la donna ruppe il silenzio.
-Mia signora mi spiace disturbarla, ma è mio dovere informarla che l’attendono e quindi dovrebbe alzarsi dal letto e cambiarsi.- Disse Elva avvicinandosi al letto e scostando le soffici lenzuola di seta che ricoprivano la ragazza. Questa scese dal letto con notevole difficoltà, ma dopo un po’ riuscì a tenersi su sulle proprie gambe. Elva le sfilò la camicia da notte e le fece indossare una bellissima tunica verde acqua con in vita una preziosa cinta d’orata. Ora era pronta, ma ancora non riusciva a parlare, la ragazza aveva tante di quelle domande da fare, che non sapeva da dove iniziare, ma finché la voce non gli sarebbe tornata il problema non sarebbe stato da dove iniziare, ma il come iniziare.
Elva fece alzare la fanciulla e la condusse fuori dalla stanza, le due si incamminarono lungo un corridoio di dimensioni gigantesche, dopo un po’ la ragazza incominciò a risentire del tragitto, ma doveva continuare, perché era sicura che chi l’attendeva avrebbe potuto darle tutte le risposte a cui non sapeva dare una spiegazione logica. Elva si fermò dinanzi ad una porta e fece cenno alla ragazza di proseguire.
Un brivido percorse la schiena della fanciulla, fino a quel momento non aveva mai pensato a qualcosa di negativo, ma un milione di domande si aggiunsero alle altre che voleva chiedere fino all’istante precedente; e se chi mi stesse aspettando volesse farmi del male? Questa era sicuramente la domanda più persistente nella sua testa. La ragazza era immobile davanti alla porta, quando questa si aprì dinanzi a se. Le comparve un uomo sulla trentina di bell’aspetto con gli occhi del suo stesso colore però con i capelli biondi a differenza dei suoi che erano castani. Questi si avvicinò con un sorriso rassicurante.
-Entra pure, non ti preoccupare, non mordo mica io? – Fece l’uomo con fare socievole. – Adesso mi sa che puoi parlare, e credo che ne avrai di domande da farmi, Giulia. - Disse l’uomo andando incontro alla ragazza.
Quell’uomo conosceva il suo nome, ma come era possibile? Ma forse a pensarci bene, quella era la cosa più normale di tutto quello che le era successo nelle ultime ore. Giulia cercò di parlare e con suo sommo sollievo ci riuscì. – Ho un milione di domande da farti, primo Dove mi trovo? Secondo tu chi sei? Cosa è successo? Come sai il mio nome? E potrei proseguire per ore credo.- Disse Giulia tutto di un fiato.
-Hai ragione hai un bel po’ di domande ed anche tutte giustificate. Vediamo… inizio col dirti che conosco il tuo nome perché io sono tuo fratello.- Giulia lo guardò stupita, quell’uomo aveva quasi il doppio della sua età, e poi le era stata adottata quando aveva solo 2 anni.
- So che questa notizia è … una grossa notizia.- Continuò il ragazzo. - E te la dico così su due piedi, ma diciamo che questa era la parte più semplice da spiegarti. –
Giulia guardò l’uomo e gli fece cenno di si con la testa per fargli intendere che lei stava seguendo il discorso, ma adesso non parlava non perché non avesse la voce, ma perché era sconvolta dalle notizie che quello sconosciuto, che si era definito suo fratello le stava fornendo.
-Questo luogo, non è la terra dove tu hai vissuto, questo è un mondo parallelo, chiamato Mundus Natii , è il mondo da dove ha avuto origine il luogo che tu chiami Terra.- L’uomo notò un’espressione di incredulità farsi largo sul volto della ragazza ma decise di continuare senza fermarsi. – Io mi chiamo Nestor e sono il re del Mundus Natii e tu essendo mia sorella sei una principessa.- Nestor fece un bel respiro e continuò. - Ma le notizie per te non finiscono qui: Il tuo vero nome è Netea, e nessuno di noi due è umano, siamo elfi. -
Al suono di quelle ultime parole Giulia ne ebbe abbastanza quell’uomo era un pazzo che l’aveva rapita e portata in un castello, era l’unica spiegazione possibile. La ragazza scattò verso la porta aperta ma questa si richiuse improvvisamente.
– Fammi uscire da qui, riportami a casa!!!- urlò Netea.
-Ti giuro che quello che ho detto è la verità e adesso lo vedrai con i tuoi occhi. -
Nella stanza entrò un ragazzo dall’aspetto abbastanza inquietante, e incominciò a parlare in una lingua a Netea sconosciuta, ma al contempo familiare. All’improvviso la stessa luce accecante che aveva colpito Netea nella sua stanza la avvolse nuovamente, ma questa volta riaprendo gli occhi nulla era cambiato.
-E allora cosa dovrei vedere con i miei occhi i vostri trucchetti di magia??- disse la ragazza ma poi vide che qualcosa di diverso c’era. Nestor aveva i capelli lunghi e delle orecchie a punta che si intravedevano uscire dai suoi capelli, e aveva un aspetto quasi divino. Poi notò qualcosa di strano anche su di lei si sentiva più alta e i suoi muscoli le sembravano più tonici ed energici, poi vide i suoi capelli erano neri come la pece con ciocche viola che spuntavano qua e là, poi con una mano tremante andò a toccarsi le orecchie e capì allora che quello sconosciuto non aveva mentito.
Passarono due mesi da quella sera e Netea dal suo arrivo aveva scoperto tante cose. I suoi genitori erano morti in battaglia, uccisi da un potente mago di nome Notuars, lo stesso che aveva minacciato la sua vita e aveva costretto i suoi genitori a inviarla sulla terra affinché fosse al riparo. Ma sarebbe stata al sicuro fino ai suoi 16 anni e dato che li aveva compiuti, Nestor era andata a riprenderla. Ora il suo compito era quello di allenarsi sia nell’arte del combattimento che in quella della magia, perché il suo scopo finale sarebbe stato la conquista del suo drago.
La leggenda narra che alla nascita di ogni erede al trono nasca un drago e che questi sia alle dipendenze solo del nascituro. Ma Il principe per riuscire a conquistare la fiducia del suo drago avrebbe dovuto sostenere diverse prove.
Mentre Netea, seduta alla sua scrivania pensava a tutto quello che le era capitato negli untimi tempi, sentì uno strano rumore, si volse di scatto puntando la sua spada alla gola di un ragazzo.
-Chi sei? Parla!- Fece Netea avvicinando la lama al collo del ragazzo.
-Sono uno dei buoni, sono qui per dirti tutta la verità.- Il ragazzo fissò negli occhi Netea e proseguì. - Nestor non è ciò che dice di essere.-
La mano e la spada di Netea incominciarono a tremare. La ragazza si sentì, dopo due mesi, nuovamente smarrita.

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I vostri oggetti magici - tagliatempo!

scritto il Luglio 15th, 2009 da alphabetcity

Marianna ci ha inviato un bel disegno con tanto di descrizione al suo interno. Ma era così grande che lo abbiamo dovuto suddividere in tre parti, per rendere agevole la lettura dei testi al suo interno. Quindi sappiate che in orgine questi tre disegni erano accostati in orizzontale in un unico foglio. L’oggetto di Marianna si chiama Tagliatempo:

Tagliatempo, la prima parte

Tagliatempo, la seconda parte

Tagliatempo, la terza parte


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