Inappetenza da libri

Da una mail di una prof relativa al post del 17 novembre “Matematica della lettura”:”Non c’è bisogno di una riforma… Ho sempre dedicato un’ora alla lettura in classe, in modo libero e naturale come consiglia Pennac. Si fa come per l’inappetenza… tanti libri: non una lista, ma una cattedra sommersa di libri. Ognuno sceglie il suo e segna su di un foglio “chi comincia deve anche finire la lettura” o almeno giustificare l’interruzione. Si crea un clima da “biblioteca”: tutti leggono, prof compreso, alla fine… entra spaventato il bidello: Ma che succede …si è sentito male qualcuno ? Passo la mia esperienza: provare per credere. Una collega”

Grazie collega! Se avete voglia e tempo raccontatemi cosa facevano i vostri prof per farvi leggere (o non leggere…) e se altri prof vogliono regalare i loro consigli è il momento di farlo!

4 commenti

  1. Pubblicato il 21 novembre 2008 at 11:11 | Permalink

    La mia professoressa,invitandoci a leggere,e leggendo spesso in classe stralci non solo di libri che suggeriva lei,ma anche di quelli che si accorgeva stavamo leggendo per conto nostro,ripeteva spesso:
    “Leggete,quanto più possibile,non pensate di star facendo un favore al libro,è il libro che ne rende uno a voi.”
    Ciao,Claire.

  2. Pubblicato il 23 novembre 2008 at 11:09 | Permalink

    claire: lo ripeto sempre per i classici. “Non siamo noi a leggere i classici, ma loro che leggono noi”.

  3. Pubblicato il 1 dicembre 2008 at 22:40 | Permalink

    Io mi ricordo cosa facevano per non farci leggere… imporre un libro, in assoluto il modo più efficace. Almeno per la maggior parte della classe e dei libri. Per qualche libro, per esempio Ivanhoe di W. Scott, ricordo che mentre il prof interrogava io andavo avanti perchè non potevo più aspettare…

    P.S.: ti faccio i miei complimenti per il blog pieno, denso, di contenuto e di vita. Trovato per caso, non lo mollo più. Grazie

  4. Pubblicato il 2 dicembre 2008 at 14:49 | Permalink

    Mario: bentrovato e benvenuto a Shit City, allargane i confini di Shit City con il tuo contributo! Condivido con te l’esperienza dell’andare avanti mentre il prof perde tempo a interrogare…
    A presto

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Leo è un sedicenne come tanti: ama le chiacchiere con gli amici, il calcetto, le scorribande in motorino. Le ore passate a scuola sono uno strazio, i professori “una specie non protetta che speri si estingua presto”.

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