Buonanotte fiorellino

Prof 2.0 ha amato una canzone sin da piccolo: “Buonanotte Fiorellino”. Scritta nel 1975 da F. De Gregori. Quando era bambino, la ascoltava dalla voce tutta degregoriana di un amico, sotto stelle vangoghiane e vicino acque che univano la Sicilia all’Africa. In quelle estive notti, blu di mare e di cielo, alcune famiglie si riunivano a cantare e ascoltare, le tv erano spente, anzi non c’erano… La musica sostava nell’aria salmastra quasi trasformata in qualcosa di solido e capace di rimanere sospeso. Prof era solo un bambino e ad una certa ora doveva andare a dormire, ma non gli andava, come tutti i bambini… soprattutto se altri rimanevano lì ad ascoltare. Allora c’era un tacito accordo: quando quella canzone veniva cantata era il momento di andare a dormire, senza bisogno che papà o mamma dicessero nulla. Come si trattasse di una scelta spontanea, perchè quella canzone era (ed è) la più bella. Il resto avrebbe svilito quella bellezza e non sarebbe stato solo mio. Così Prof poteva andare a nanna accompagnato da quelle parole, che non capiva del tutto, ma che parlavano di amore e dolore mescolati insieme. E mescolati in un modo che rimestava il sangue a quel bambino. Parlava di una donna lontana e ormai irraggiungibile a cui il cantante aveva dedicato la canzone. Ed ecco una storia entrare nel cuore di un bambino attraverso una canzone. Una storia di dolore e di amore. Di dolore per la perdita e di amore indistruttibile nonostante la perdita. E prof imparava amore e dolore da questa storia. E inoltre scopriva il potere delle parole, che riuscivano a dire quel dolore, che riuscivano a dire quell’amore e lo regalavano, in forma comprensibile, a chiunque le ascoltasse. Una educazione sentimentale che prof non dimenticherà mai. Ha da poco scoperto che quella della morte della donna, a cui sarebbe dedicata la canzone, è solo una leggenda metropolitana. Poco male. Prof è cresciuto con quella storia, vera o falsa che fosse, non importa. C’era l’amore, c’era il dolore, e c’era la parola che riusciva a raccontarli.
Per favore qualche sera, spegnete la tv e non smettete di raccontare storie ai vostri figli se li avete o se li avrete. Sceglietele bene: sapranno il mondo prima e meglio…

14 commenti

  1. Pubblicato il 23 giugno 2008 at 18:09 | Permalink

    Quando ero bambina, e anche dopo, amavo ascoltare questa canzone. Non so perchè ma la frase che mi colpiva di più era “la coperta è gelata e l’estate è finita
    buonanotte, questa notte è per te”.
    Mi piace tantissimo De Gregori.
    Mi piace “la leva calcistica della classe ’68” e mi piace “La storia siamo noi”. Tuttavia, se dovessi cantare una canzone di De Gregori a qualcuno, ne sceglierei un’altra, più recente. So che piace anche a te… “Rosa di Primavera, isola in mezzo al mare
    Lampada nella sera, Stella Polare…”. No?

  2. Pubblicato il 23 giugno 2008 at 18:32 | Permalink

    Mi hai fatto fare un “bel” salto indietro nei ricordi di un tempo:
    grandi serate di musica sotto le
    stelle menfitane…

    grazie, Pà

  3. Pubblicato il 23 giugno 2008 at 19:05 | Permalink

    c’ero anch’io. Grazie Prof, di questi ricordi. Ci vediamo in Inghilterra.

  4. Pubblicato il 23 giugno 2008 at 20:37 | Permalink

    Ape: come fai a saperlo?

    Baffo e Gigi: come dimenticare quegli anni???

  5. Pubblicato il 23 giugno 2008 at 21:37 | Permalink

    L’hai anche messa sull’i-pod del blog!!!

  6. Pubblicato il 23 giugno 2008 at 21:58 | Permalink

    Hai ragione…

  7. Pubblicato il 24 giugno 2008 at 06:47 | Permalink

    … Perciò il poeta immaginò che Orfeo
    potesse smuovere con la sua lira
    alberi, pietre, fiumi
    perché nulla è sì duro ed insensibile,
    e imbevuto di rabbia
    cui la musica, almeno nell’ascolto,
    non riesca a mutare la natura.
    L’uomo che non ha musica nell’animo
    né si commuove alle dolci armonie,
    è nato ai tradimenti, alle rapine,
    al malaffare, ha foschi e tenebrosi
    come la notte i moti dello spirito
    e più neri dell’Erebo gli affetti.
    Mai fidarsi di uomini siffatti.
    Ascoltiamo la musica.
    (Shakespeare, Il mercante di Venezia)

  8. Pubblicato il 24 giugno 2008 at 13:16 | Permalink

    ho sempre considerato la musica la colonna sonora delle storie d’amore e mi dispiace quando una coppia alla domanda “qual’è la vostra canzone” tentenna nella risposta oppure guarda quasi stranita.
    Ape e bibidibobidi qual’è la vostra canzone?

  9. Pubblicato il 24 giugno 2008 at 14:07 | Permalink

    Il mare, la sabbia, le stelle, i tramonti, gli scarabei sono ancora lì, e il canzoniere non è tanto aggiornato da tralasciare Buonanotte fiorellino quando facciamo il falò di Ferragosto. Venire per credere ( ci mancano solo i bambini, urge una nuova leva da far sognare. Che qualcuno provveda, please)

  10. Pubblicato il 24 giugno 2008 at 16:16 | Permalink

    bidibibodibibu: non mi ricordavo il passo. Grazie mille! bellissimo!

    mamma e.r.: amore senza musica? film senza colonna sonora…

    biancaneve: sono tornato in quei luoghi l’anno scorso dopo 20 anni e i miei ricordi erano lì, intatti, sospesi nell’aria… Difendete quel piccolo paradiso!

  11. Pubblicato il 30 giugno 2008 at 07:29 | Permalink

    Cara Mamma E.R. rispondo qui, nello spazio di Prof.2.0.
    Qual ‘è la colonna sonora del mio matrimonio? Sicuramente Renato
    Zero!!! per tanti motivi:
    1. perchè è stato il primo concerto insieme;
    2. perchè lo canto talmente tanto a tutte le ore che in casa non si può ascoltare altro;
    3. perchè pur non piacendo a mio marito, ha imparato i testi a memoria!!!
    E poi, c’è una canzone bellissima, che si chiama “Inventi”, e che racchiude tante verità su di noi:

    “inventi le mie forme
    lo stile e’ quello tuo
    poso per ore davanti a te
    mi dipingi di
    sole anche se non c’e’

    a un tratto trovo me.

    inventi quei colori
    le ombre su di me
    poi chiudo gli occhi
    sul nome mio
    quel che inventi lo sogni
    son sempre io

    mi sento dentro te.

    poi, mi scopro li a
    volare il cielo su di me
    mentre la mia mano
    cerca te.
    arrossisci un po’
    ma tu non vuoi
    mandarmi via
    inventi la poesia
    inventi la poesia.
    inventi quella luce
    ma sono gli occhi miei
    mentre ti guardo io non so piu’

    dove finisco io e cominci tu

    il sogno, la realta’.
    ogni volta io rinasco
    nei pensieri tuoi
    colorato e folle
    piu’ che mai.
    arrossisci un po’
    ma tu non vuoi
    mandarmi via
    inventi la poesia.

    Spero di non essere stata troppo lunga.
    Tanti abbracci, a presto.

  12. Pubblicato il 30 giugno 2008 at 12:16 | Permalink

    Grazie, a nome mio e di mamma E.R.!

  13. Pubblicato il 17 settembre 2008 at 13:57 | Permalink

    Prof..
    Che bello che anche lei ha la mia stessa passione per questa canzone.. me la cantava mio padre prima di andare a letto..è veramente splendida.
    “Tra i tuoi fiocchi di neve, le tue foglie di tè.
    Buonanotte, questa notte è per te.”
    Questa è la mia strofa preferita, mi ricorda quando ero bambina..

  14. Pubblicato il 17 settembre 2008 at 14:56 | Permalink

    Sono contento di aver portato alla tua memoria un ricordo simile al mio.
    “Gli uccellini nel vento non si fanno mai male, hanno ali più grandi di te, e dall’alba al tramonto sono soli nel sole”. Questi sono i versi che preferisco io.
    Poi se vorrai mi dirai chi sei. A presto.

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