“La maledizione del deserto” di Michela Piazza e Pamela Boiocchi – Passione 213

PASSIONE_213Un oscuro segreto
legherà per sempre i loro cuori

Il grande sogno di Isadora Honeyfield è quello di lasciare un segno nella storia dell’archeologia, anche se nessuno dei suoi colleghi uomini sembra prenderla sul serio. Stanca di essere trattata con sufficienza, Isadora decide di cercare in Egitto una tomba sconosciuta con l’intento di provare il suo valore. Ma una violenta tempesta di sabbia la separa dalle sue guide e solo il fortunoso incontro con un uomo dagli occhi impari la salverà. Questo affascinante gentiluomo è Caleb Cox, un avventuriero o forse un pericoloso predone. Lui si offre di aiutarla a realizzare la sua scoperta, ma lei potrà davvero fidarsi di un uomo tanto misterioso quanto magnetico?

 

Note:

LA MALEDIZIONE DEL DESERTO è il nuovo, avvincente romanzo del duo di autrici italiane Michela Piazza e Pamela Boiocchi.

Tra le opere di Michela Piazza e Pamela Boiocchi già pubblicate nella collana I Romanzi Passione, ricordiamo IL BASTARDO DEI MOGHUL e IL GUERRIERO E LA NOVIZIA.

 

Ambientazione:

Egitto, 1898

 

 

Commenti
  • Valentina Piazza

    Aspetto con ansia questi nuovo romanzo di Pamela Boiocchi e Michela Piazza!

  • Stefania

    Wow, che bella copertina è che trama Intrigante.
    Non vedo l’ora di leggerlo!

  • Daniela Cavallaro

    Che meraviglia???
    Aspettavo un’altro romanzo delle bravissime frizzanti autrici Michela Piazza e Pamela Boiocchi????????
    Stupenda la cover???e dalla trama si intravede che sarà una storia piena di avventura,passione?????ma soprattutto tanto amore❤❤❤❤❤

    Grazie Redazione Mondadori❣☺

  • Isabella

    Trama super intrigante! Adoro queste autrici

  • Maika

    Egitto, Aprile 1898

    Isadora Honeyfield si sente frustrata dalla situazione che si è venuta a creare. Desiderava con tutto il cuore accompagnare suo zio Artur Honeyfield nella spedizione in Egitto, e sognava, come Amelia Edwards – la fondatrice dell’Egypt Exploration Fund – di diventare famosa grazie ai reperti scovati da lei… Per questo, dopo giorni a sentirsi una “serva”, si avventura con due guide – pagate profumatamente – alla ricerca del “tesoro” nel Deserto Bianco.

    — Ti avevo detto che non avremmo dovuto accettare di condurla nel luogo proibito. Nessuna cifra vale l’ira del deserto!

    — Presto, veloci! Arriva il samoon, il “vento velenoso”.

    Un posto maledetto. Dora si stava avviando verso la fine, e la tempesta di sabbia è solo l’inizio delle sventure, forse un avviso a stare lontana.

    Quando la ragazza inglese si risveglia dal torpore realizza di essere sola in mezzo al deserto, tradita dai due Qufti. L’unica speranza di vita si materializza in un uomo dagli occhi impari… un berbero, un brigante, un tiranno o solo un uomo che vuole approfittarsi di lei, facendola diventare la sua schiava. Lui non parla, lei però lo martella di domande e lo assilla con lunghi monologhi; tanto non conoscerà neanche l’inglese e sarà fiato sprecato, meglio, magari risparmiare le energie per il caldo torrido dell’Egitto.

    — Coraggio, entra. Sono famelico.

    Ma allora l’uomo parla inglese; una bella constatazione, che se da una parte è un sollievo, dall’altra fa sentire Dora una stupida perché per tutto il tempo pensava di parlare al vento invece è stata del tutto ignorata da chi poteva comprenderla. Non è un beduino, allora? Eh no, se ne accorge quando le parti intime sono all’aria…

    Non temete, non si accoppiano così presto, è giusto una presentazione! Infatti, se prima Dora credeva di non aver nulla in comune con quel selvaggio, ora comprende di poter condividere tanto con quell’uomo, anzi tutto, perché se aspira a diventare una famosa egittologa, lui è la chiave per realizzare i suoi desideri, davvero tutti!

    — Il vostro nome? — Caleb. — E avrete anche un cognome, suppongo. — Sì, anche se mio padre non era poi questo grande esempio e non sono orgoglioso di portare avanti la sua stirpe. Comunque, è Cox. Per servirvi, milady.

    La nuova compagnia le fa scoprire posti e culture meravigliose anche nel deserto, prima di arrivare al quel “tesoro” che donerà loro tanta fama. Ma abbracciare quei reperti significa anche andare incontro a morte certa.

    Dora fa il rientro in patria con un pugno di mosche. Ha scampato mille pericoli e ne è uscita indenne ma con il cuore infranto. Il Deserto Bianco l’ha fatta sentire grande e soprattutto amata, ma il sogno se n’è andato come tanti granelli di sabbia al vento. Eppure, a Londra, si trova a fronteggiare un’altra tempesta – contro la quale può vincere! – che non ha più l’aspetto selvaggio ma che mantiene un paio di occhi impari!

    Inganno e maledizione, questo è Caleb Cox? Tocca a voi scoprirlo.

    Forse è la milionesima volta che uso questa frase, diventata un vero cliché, ma leggere un romanzo di Pamela Boiocchi e Michela Piazza è come comprare un biglietto per un viaggio verso una meta sconosciuta con due soli indizi: avventura e amore! Ogni volta è una sorpresa che non si ripete mai, perché ogni leggenda che si cela dietro i loro romanzi è totalmente nuova, originale, che trae spunto dalla cultura del luogo di origine. L’Egitto, quindi il deserto, calza a pennello per Isadora e Caleb, egittologi in cerca di fama. Attenzione, per fama intendo quella buona; entrambi vogliono solo condividere con il Mondo il loro sapere e quindi ciò che riescono a portare alla luce. Non sono arrivisti, non farebbero mai del male a nessuno per mettere in risalto i propri nomi. Ma purtroppo non è per tutti così e quello che può sembrare un dettaglio è il punto di snodo del romanzo; a intrecciarvisi, tuttavia, la maledizione, che non rende solo accattivante il titolo, c’è, esiste, e i protagonisti la sentono sulla propria pelle.

    Dora e Caleb affrontano le difficoltà come una squadra, anche quando l’amore non è del tutto sbocciato o quando, poi, incontra la “maretta”. Sono umani, con pregi, fragilità e mancanze; sono veri, e per questo mi sono piaciuti molto. Isadora è affidata allo zio, dopo la scomparsa dei genitori, ma lui la considera una donna, quindi niente, solo atta a procreare all’interno di un buon matrimonio. Di Caleb si sa meno, alla fine esce la figura di una persona della sua famiglia, e vi dirò, anche se le Peperoncine non l’hanno mai fatto, spero che a questo romanzo segui una storia dedicata a Calypso; il suo nome esotico potrebbe regalare alle autrici dei buoni spunti per una nuova vicenda in una diversissima ambientazione!

    Che dire, il romanzo si divora, è amabile, a tratti divertente… con tanta passione!

    Cari lettori, questo è un viaggio che s’ha da fare!

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