“L’incantesimo di Atlantide” di Mirta Drake – Extra Passion 131

EXTRA_131Caleb Flannery è un giovane squattrinato e solitario che vive in un povero quartiere di Philadelphia. Per uno scherzo del destino inizia a intrattenere un rapporto epistolare con la giovane bigliettaia di un circo londinese, Zafrina. Per far colpo, Caleb le scrive della sua ricca e affascinante vita mondana. Ma non sa che anche lei gli ha mentito, perché non è affatto una bigliettaia, bensì l’attrazione principale del circo: un Freak Show dove Zafrina, a causa di una leggera malformazione, si esibisce nel ruolo di “sirena”. Quando Caleb è costretto a raggiungere l’Inghilterra, decide di recarsi da lei e la verità viene a galla. Ben presto, nella magica atmosfera di un circo dove niente è ciò che sembra, il loro amore epistolare si trasforma in una passione irresistibile. Basterà questo sentimento a unire tra loro mondi così diversi?

 

Note:

L’INCANTESIMO DI ATLANTIDE è l’ultimo, avvincente romanzo di Mirta Drake, una delle più apprezzate autrici italiane di romance.

Si tratta del terzo romanzo della serie ‘The Winters’. Il precedenti romanzi della serie, SOSPIRI E ALCHIMIE e NEI BACI E NELLE TENEBRE, sono già stati pubblicati nella collana I Romanzi Extra Passion – nr. 117 e 123 rispettivamente.

Tra le altre opere dell’autrice già pubblicate da Mondadori, ricordiamo LA SEDUZIONE DEL GHIACCIO, IL FASCINO DEL FUOCO, LA TENTAZIONE DELL’ARIA, LE PROMESSE DELLA TERRA e PIUMA NERA nella collana I Romanzi Extra Passion; PER AMORE DI UN CORSARO, nella collana I Romanzi Classic.

 

Ambientazione:

America + Inghilterra, 1850

 

Commenti
  • Silvyz

    Sono stata conquistata da questo libro in cui c’è molto di più di un “rosa”. Ci sono tematiche importanti, affrontate con sagacia, spirito d’inventiva e una trama perfettamente equilibrata. Non è stata solamente la magia del circo a conquistarmi, ma i personaggi (e non solo quelli principali) così fuori dagli schemi e caratterizzati alla perfezione. Ho trovato gradevole e ben contestualizzato l’arrivo dei Winters convocati da Madame e il loro ruolo nell’evolversi della trama. L’intreccio è davvero entusiasmante. Ho sorriso trovando un aggancio ai libri, sempre romance, di un’altra serie dell’autrice in un crossover appena accennato che sorprende e strizza l’occhio al lettore attento. (IO!!!) Bellissimo e consigliato. Pieno di ironia, pathos e costruito alla perfezione. Un piccolo capolavoro!

  • Mary77

    Philadelphia – Londra 1850

    Credete al destino e alla magia delle parole?

    Un’amicizia epistolare nata per caso, un sentimento che lettera dopo lettera inizia a prendere piede, ma quando si ha paura di mostrarsi per ciò che si è, si tende a stravolgere la realtà.
    “Entrambi avevano creato universi immaginari l’una per l’altro, alterando la realtà in modo da sentirsi più sicuri e descrivendo ciò che avrebbero desiderato essere… o non essere. E adesso quei due mondi fantastici, invece di incontrarsi si erano scontrati.”
    Caleb è diverso dagli altri, la madre glielo ricorda spesso, e non intende in senso dispregiativo. Gli dice che è prezioso, speciale.

    Ma la vita che conduce a Devil’s Pocket non è quella desiderata, e sarà grazie alla madre e a una verità che non immaginava, che avrà il coraggio di prendere una nave e raggiungere Zafrina a Londra.

    Ma cosa penserà di lui quando scoprirà che non è il ricco americano che si era finto nelle lettere?

    Durante il viaggio in nave, Caleb fa la conoscenza del signor Brautigan, un inglese che, con i suoi modi gentili, sa infondere al ragazzo il coraggio per rivelare la verità a Zafrina.

    Arrivato al Phenomena Circus, Caleb ha una sorpresa, perché alla biglietteria non c’è Zafrina.

    Anche Zafrina non ha detto la verità a Caleb, ma nella sua ultima lettera ha avuto il coraggio di raccontargli ogni cosa: lei non è la bigliettaia del circo, lei è una delle attrazioni principali, è la Principessa di Atlantide, come è stata battezzata da lady Claudette, proprietaria del circo, colei che l’ha anche cresciuta. Purtroppo quella lettera Caleb non l’ha mai letta perché era già in viaggio, ma questo lei non lo sa ancora.

    Zafrina soffre di una rara malattia della pelle, l’ittiosi, a causa della quale la pelle della sua schiena non è liscia ma presenta delle scaglie, simili alle squame dei pesci.

    In quel circo non è presente nessun animale, le attrazioni sono i “diversi”, coloro i quali presentano delle stranezze, i famosi fenomeni da baraccone.

    Il loro primo incontro sarà strano e allo stesso tempo hot. Immaginate lo sgomento di Caleb quando entrando in un capannone trova la “sua” Zafrina dentro una vasca, con le sembianze di una sirena.

    E Zafrina? Anche lei non può credere ai suoi occhi, perché tante volte aveva immaginato l’arrivo dell’americano, ma di certo non si aspettava di incontrarlo in quelle condizioni.
    “L’uomo dei suoi sogni più inverosimili si era materializzato e lei voleva toccarlo, sentirlo, abbeverarsi del suo tepore, nascondersi tra le sue braccia, baciarlo ed essere baciata. Toccarlo ed essere toccato.”
    È così felice che lui l’abbia raggiunta, da non riuscire a ragionare o trattenersi, così si tuffa tra le sue braccia e Caleb, spinto da una forza speciale, si ritrova a stringere a sé la donna che per mesi ha solo sognato.

    Un bacio fa sognare e vibrare le corde del cuore, ma per i due non è semplice.
    Tra segreti, bugie e misteri da risolvere, si trovano a fare i conti con quel muscolo al centro del petto, che sembra andare in una sola direzione.

    Le incomprensioni che li dividono sono tali da far pensare ai due protagonisti che forse è meglio non continuare, ma i nuovi amici riescono a dar loro i giusti consigli, soprattutto un certo Devlin, che ho adorato rivedere tra queste pagine.

    Io non vado avanti perché rischierei di fare spoiler. Lascio a voi il compito di proseguire e immergervi tra le pagine de L’incantesimo di Atlantide, lasciandovi affascinare dal meraviglioso mondo circense e dai suoi protagonisti.

    Non è il primo romanzo che leggo di Mirta, ma ogni volta riesce a stupirmi e a regalarmi emozioni che sanno lasciare il segno nel cuore.

    Una lettura oserei dire particolare, diversa rispetto alle precedenti della serie Winters. Ogni ingrediente è dosato alla perfezione, riuscendo a creare un’atmosfera speciale, dove mistero, suspense e batticuore danno vita a una storia che incanta il lettore tra le pagine.

    Tutti i vari personaggi sono ben delineati e di ciascuno Mirta rivela l’anima. In questo lei è una vera maestra.
    È meraviglioso leggere, pagina dopo pagina, chi sono, cosa provano e cogliere di ciascuno di loro l’essenza.

    Caleb e Zafrina, beh loro sono l’anima viva del romanzo. Di entrambi l’autrice, con maestria, riesce a farci percepire la paura, l’essere diversi, la voglia di amare ed essere amati.

    Entrambi si sentono profondamente diversi dal resto del mondo, per un motivo o per un altro. Hanno avuto un’infanzia difficile e una vita complicata, spesso costellata dalle delusioni e, soprattutto, sono sognatori.

    Caleb all’inizio si presenta insicuro, le sue “stranezze” sembrano mettere un freno ai suoi pensieri, ma è l’amore che nutre per Zafrina a fare uscire la sua vera anima.

    Zafrina è l’eterna sognatrice romantica, entrare in empatia con lei è un attimo.
    Crede nelle favole e nelle storie a lieto fine, anche se Caleb non è il protagonista di quelle storie. È semplicemente un giovane dal cuore puro come un eroe, con mani da contadino e un futuro ancora da scrivere.
    “Caleb Flannery …Era un mondo tutto da scoprire. Poco alla volta.”
    Ci penserà lei ad aiutarlo a scrivere quelle pagine bianche del suo futuro?

    Meraviglioso e inaspettato, poi, aver ritrovato tra le pagine del romanzo Opal, Ambergold, Nicandro Giordano ed Everett Chandler, conosciuti nei precedenti romanzi.

    L’incantesimo di Atlantide è un romanzo che parla di diversità.
    La diversità a volte appare come una barriera che si oppone tra le persone, e solo chi non apre la mente ha paura del “diverso”.
    La diversità è ricchezza e Mirta in questo romanzo ci dimostra che l’essere diversi non ci rende
    immuni al dolore o all’amore.
    Anzi, i “diversi” hanno una sensibilità che li rende “unici”, “speciali” e Caleb e Zafrina ne sono la prova.
    “Non trincerarti dietro la tua presunta diversità soltanto perché temi di soffrire. Si, l’amore è anche sofferenza… e rinunciarvi per paura di soffrire è come non camminare per il terrore di cadere. Ti sbuccerai le ginocchia, qualche volta, e una di quelle volte ne sarà valsa la pena.”

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