80 e non sentirli

giugno 22nd, 2009

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Cari lettori del Giallo, raggiungendo questo link avrete maggiori informazioni circa l’iniziativa di cui Vi avevamo accennato pochi giorni fa:

http://www.librimondadori.it/web/mondadori/speciali/giallo-mondadori

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Buon compleanno, Giallo Mondadori!

giugno 10th, 2009

Cari lettori del Giallo. In occasione degli 80 anni del Giallo Mondadori, verranno proposti, a partire dal 16 Giugno, alcuni dei capisaldi del genere al prezzo di 9,00 euro.

 Lascio però che ad introdurvi l’iniziativa sia Igor Longo:

Ottanta candeline rendono una torta di compleanno piuttosto affollata. Se poi sono candelotti di dinamite, e ognuno di essi  è il simbolo di un anno di delitti e di misteri,sarà facile dedurre che il festeggiato è un tipo veramente particolare,da prendere con le molle.E, nella sua lunga e onorata carriera, il nostro buon vecchio Giallo ne ha fatte veramente di tutti i colori, anche se in realtà non ha mai abbandonato quel giallo canarino che lo ha caratterizzato sin dalla nascita,nel lontano 1929,persino  quando le sirene mediatiche hanno cominciato a parlare di  noir,senza a dire il vero mai spiegarci di che cosa realmente si tratti. Noi del Giallo però abbiamo le idee chiare. Col nostro colore rivendichiamo un’universalità che realmente può abbracciare ogni tendenza del mystery,dai complessi rompicapi del whodunnit ai thriller mozzafiato  agli hard-boiled della Scuola dei Duri.E che si può indifferentemente estendere oltralpe e oltreoceano,in Oriente come in Scandinavia,senza barriere e senza confini,senza neppure trascurare i nostri autori italiani, che cominciano finalmente a distinguersi onorevolmente e a trovare un loro meritato posto accanto ai colleghi anglosassoni. Chi cominciò tutto fu un raffinato esteta di lungimirante angolofilia di nome Lorenzo Montano,e le sue scelte permisero già negli anni Trenta di comprendere nella collana dal cerchio  scarlatto il Gotha del poliziesco: Agatha Christie,Ellery Queen,Edgar Wallace, S S Van Dine…E Rex Stout molto prima di Tino Buazzelli,Erle Stanley Gardner molto prima di Raymond Burr, Georges Simenon molto prima di Gabin e Cervi. Poi ci fu il Dopoguerra. E ci fu Alberto Tedeschi,il riservato gentiluomo che ebbe il compito di traghettare la collana nella modernità,che regalò ai lettori Cornell Woolrich e Ed McBain,Brett Halliday e James Hadley Chase.E che seppe soprattutto trovare in Carlo Jacono, il Robert McGinnis nazionale, l’illustratore adatto per tradurre in immagini sinuose ed eleganti quei sogni di avventure a stelle e strisce di cui era affamata l’Italia  liberata dai GI. Da allora il mondo è cambiato, ed è molto cambiato anche il poliziesco.

Al timone del Giallo si sono succeduti degli acuti ed esperti intellettuali come Oreste Del Buono,Laura Grimaldi,Gian Franco Orsi, nomi che ho imparato a conoscere e a rispettare  da ragazzino,quando cominciavo a passare dai Gialli  Dei Ragazzi dei Tre Investigatori e dai cartoon di Scooby Doo a quei raffinati enigmi che ogni settimana il Giallo mi offriva in edicola,come se fosse un festoso natale che si ripeteva ogni martedì con allarmante e frenetica periodicità.E come si poteva non collezionarli tutti,non seguire i consigli éclairés di Mauro Boncompagni,che cominciava a diffondere con le sue prefazioni e le sue traduzioni nomi allora misconosciuti come John Dickson Carr o John Sladek o Peter Lovesey? E poi sono arrivati i direttori che ho avuto l’immenso piacere di conoscere personalmente,combattendo con loro la dura battaglia settimanale per un miglior Giallo: 

Stefano Magagnoli,quell’acuto gentleman del Libro,che trattava ogni titolo con la raffinatezza del bibliofilo,dell’uomo di cultura che vuole che ogni testo che passa tra le sue mani sia veramente degno di essere letto ed amato,e che possa figurare senza vergogna sui propri scaffali tra un In Folio e un In Ottavo. 

Sandrone Dazieri, quell’ironico e sornione Bad Boy, che trattava ogni titolo con la satira iconoclasta del monello cui è concesso tutto e che sa di poter smitizzare persino i miti in cui crede lui stesso,con l’intelligenza di chi non ha pregiudizi nè preconcetti.

E poi… Poi c’è stato il terremoto, lo tsunami.Un’ondata sismica all’ottavo grado della scala Richter che si esprime in uno slang metropolitano da Navy Seal in tenuta mimetica da combattimento e che ha preso d’assalto la nostra piccola Armata Brancaleone di  impareggiabili redattrici e  svampiti consulenti, rivoluzionando usi, costumi e linguaggio. Di Sergio Altieri non si può dire altro. Così, se sentite Grazia Griffini, soave  esperta di Anne Perry e Dorothy Sayers,descrivere un libro (peraltro con compunta discrezione) col gergo non propriamente oxoniano di una sergente maggiore dei marines,non vuol dire che la sua ultima,ottima scoperta,Dorothy B Hughes,le abbia dato alle testa,o che sia in crisi d’astinenza da M.R.Rinehart. Semplicemente World is Changed,and Sergio Changed it for Us. 

Ma prima di celebrare il presente,e i tanti nuovi autori che stiamo lanciando,il dovere ci impone di celebrare il passato. Gli Oscar hanno pensato di farlo con una brillante iniziativa:selezionare alcuni titoli emblematici che hanno fatto la storia del mystery,cercando di ripercorrere  con voi le pietre miliari di un cammino che,speriamo, non abbia mai fine.Ogni titolo è un’opera fondamentale,da conoscere assolutamente,o riscoprire:

I 39 SCALINI di JOHN BUCHAN,che non è stato solo il romanzo da cui fu tratto uno dei  primi capolavori di Hitchcock,ma anche la prima vera Spy Story della letteratura,e una fonte d’ispirazione per moltissimi autori(vedi ad esempio,il Ken Follett della Cruna dell’Ago). 

ASSASSINIO SULL’ORIENT EXPRESS,uno degli inarrivabili capolavori di AGATHA CHRISTIE,con una trama ancora oggi rivoluzionaria ed esplosiva,e un mirabile esempio di costruzione narrativa: una serie di tredici interrogatori non permette soltanto ad Hercule Poirot di scoprire cos’è successo sul celeberrimo wagon lit bloccato sui Balcani da una bufera di neve,ma anche di sezionare psicologia e costumi di un’intera società,in tutti i suoi molteplici aspetti e manifestazioni,un esercizio  di bravura che la grande Agatha ripeterà poi in altri capolavori come Dieci Piccoli Indiani o Poirot sul Nilo,ma mai con una simile, nitida secchezza. 

IL MASTINO DEI BASKERVILLE di Sir Arthur Conan Doyle,che non è solo l’indagine più famosa del più famoso di tutti i detective,il formidabile Sherlock Holmes, ma anche il giallo più volte tradotto sul piccolo e grande schermo (pensate che nella mia vasta collezione di DVD ne possiedo ben quattordici edizioni diverse,di cui una sovietica,una teatrale francese e una australiana a cartoni animati). 

IL FALCO MALTESE di DASHIELL HAMMETT, il primo capolavoro della Scuola dei Duri,ancora insuperato,e forse insuperabile: i connotati fondamentali del’hard boiled,la Dark Lady  seducente e infida,il PI col bourbon nel cassetto,il finale  misognino e devastante derivano tutti  direttamente dal fondamentale romanzo di Hammett. 

IL GATTO DALLE MOLTE CODE di ELLERY QUEEN, uno dei romanzi più intensi e più originali della coppia di autori americani, e soprattutto il primo autentico esempio di Serial Killer moderno della storia della letteratura,alcuni decenni prima di Thomas Harris,  nonchè  uno splendido spaccato critico e appassionato della vita nella Grande Mela. 

NERO WOLFE CONTRO L’FBI di Rex Stout,il romanzo in cui la personale way of life del ciclopico detective della Trentacinquesima Ovest viene maggiormente analizzata e messa in discussione,travalicando gli stessi limiti del mystery.Il mito di Nero viene soprattutto da questo romanzo,e non a caso fu il primo a essere adattato nella memorabile serie di sceneggiati con Buazzelli e Paolo Ferrari. 

LA LEGGE DEI QUATTRO di EDGAR WALLACE,tanto per cambiare una serie di novelle, che ci presentano i  Quattro Giusti,i memorabili giustizieri Wallaciani intenti a punire canaglie e delinquenti d’alto bordo con sistemi cinicamente poco ortodossi,anticipando la voga moderna degli inafferrabili vendicatori come il Darkman di Sam Raimi o la virago massacratrice di Kill Bill. E infine,un’altra giustiziera,

LA SPOSA IN NERO di Cornell Woolrich,un altra epopea della vendetta dalla singolarissima costruzione a incastro e  dalle molteplici soluzioni a sorpresa,che affascinò un regista dai gusti difficili ed estetizzanti come Truffaut:in una serie di segmenti solo apparentemente separati il lettore assiste alle machiavelliche vendette di una donna misteriosa contro gli uomini che le hanno ucciso il marito.Ma quale dei personaggi di ogni segmento è la bella vendicatrice?

 Che ve ne pare di tutti questi grossi calibri? Non è un bel modo per festeggiare un compleanno,quando si invitano tanti ospiti d’onore d’eccezione? Moltissimi auguri, buon vecchio Giallo Mondadori. E tremila di questi numeri! 

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