Menti oscure (3054)

aprile 2nd, 2012

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Un urlo terrificante, animalesco, che risuona tra le case e si perde nei boschi. Chi lo ha sentito giura che non aveva niente di umano. Simon Ziele, detective della polizia di Dobson, non lo ha udito personalmente, eppure non riesce a liberarsene. Si è trasferito in questa sonnolenta cittadina a venticinque chilometri da New York dopo la tragica scomparsa della fidanzata Hannah, morta nell’affondamento di un vapore. È successo nel 1904, appena l’anno scorso. Simon ha cercato di lasciarsi alle spalle i brutti ricordi, ma quel fantasma torna a ossessionarlo. Perché ora c’è il caso di Sarah Wingate, barbaramente uccisa nella sua camera da letto in questo pomeriggio cupo di novembre. È stata lei a urlare, prima di finire la sua esistenza in un lago di sangue. Una ragazza come Hannah, proprio come lei… Le indagini porteranno Simon fino ad Alistair Sinclair, docente di Criminologia alla Columbia University. Forse lui potrà aiutarlo a risolvere il caso. Ma chi lo aiuterà a fuggire dai suoi demoni? 

 

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Il Giallo Mondadori in ebook

maggio 29th, 2012

Care lettrici e lettori,

Come avrete già visto da varie segnalazioni sul web e dai commenti apparsi in questo blog, finalmente le collane da edicola Mondadori sono disponibili in formato elettronico in tutti gli store presenti sul web.

Sui blog troverete delle categorie separate per quel che riguarda le uscite in digitale delle varie collane

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I Classici de Il Giallo Mondadori 1400: La notte ha mille occhi

settembre 4th, 2017


Quando si continua a ripetere più e più volte una certa azione, prima o poi qualcosa accade. Potrebbe testimoniarlo Tom Shawn, della squadra Omicidi di New York. Ogni notte verso l’una smonta dal servizio e cammina lungo il fiume, fantasticando mentre guarda le stelle, così luminose, così cariche di sogni. Finché una notte delle tante, l’unica che mai dimenticherà, qualcosa accade. Delle banconote per terra, poi un anello, lo guidano fino a una borsetta abbandonata sul parapetto del ponte, il contenuto sparpagliato tutt’intorno. Perché la proprietaria abbia voluto disfarsene, Shawn lo capisce con atroce chiarezza vedendola, in piedi sul parapetto, togliersi le scarpe e gettare via l’ultima sigaretta. Precipitarsi d’istinto ad afferrarla un attimo prima del gesto fatale significa però mutare ineluttabilmente, oltre al destino della ragazza più bella che lui abbia mai incontrato, anche il proprio. Mentre le stelle, così oscure, così cariche di incubi, stanno a guardare.
Cornell Woolrich (1903-1968) è uno dei grandissimi del giallo americano. Nei romanzi e racconti scritti nel corso di un’esistenza travagliata, vivendo per anni rinchiuso negli alberghi di Manhattan, ha saputo come nessun altro innestare sui meccanismi del suspense il senso di solitudine dell’individuo in balia di un mondo spietato e incomprensibile, la disperazione per l’amore frustrato, l’angoscia e il puro terrore, che rappresentano la sua cifra inconfondibile. Si è firmato anche con lo pseudonimo di William Irish.

EBOOK DISPONIBILE

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Il Giallo Mondadori 3156: La crociata di Falconer

maggio 17th, 2017

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Oxford, 1264. Lo studente Thomas Symon, appena arrivato all’università, riceve un inatteso benvenuto imbattendosi nel cadavere di una ragazza dalla gola squarciata. Fortuna vuole che, prima di ritrovarsi
accusato del delitto, venga portato in salvo dal maestro reggente William Falconer. Pur menomato da una vista molto debole, Falconer è un detective ante litteram. Allievo di Roger Bacon, da lui ha appreso che la scienza è materia d’indagine e non di mera speculazione verbale. E ora ha un caso di omicidio sul quale esercitare le sue facoltà. La vittima, uccisa in una serata di nebbia fittissima, non può aver incontrato
casualmente il suo destino. L’agguato dev’esserle stato teso  con premeditazione: opera di un comune ladro o altre forze oscure sono in gioco? In un’era cupa e turbolenta, sull’orlo di una guerra civile tra il sovrano e i suoi oppositori aristocratici, non gli sarà facile affermare la supremazia della ragione. Fedele ai dettami del suo mentore, cercherà di confermare ogni teoria tramite l’osservazione. Senza mai dimenticare che, per risolvere l’enigma, più che avere buoni occhi conterà la logica aristotelica.

All’interno, il racconto “Sorriso di morte” di Massimo Lunati.

EBOOK DISPONIBILE

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Il Giallo Mondadori 3096: Nessuno è come sembra

dicembre 4th, 2013

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Lusso, ricchezza, immagine sono tutto a Miami, città rutilante in cui nulla è come appare. Specchio perfetto per un social network che impazza ricalcando sul web gli stessi riti e le stesse ipocrisie. Ma il delitto no, quello è autentico. È carne e sangue. Un killer semina morte sul confine tra questi due universi paralleli nei quali si intrecciano amicizie e si tendono trappole. Il capo della polizia non vuole cedere il caso all’FBI e chiama Luca Altieri, professore di antropologia di origini italiane, esperto di comportamenti umani. Le domande a cui Luca deve rispondere sono agghiaccianti. Perché l’assassino lascia morire le vittime per dissanguamento? Perché ne aspetta il decesso per infierire ancora sui cadaveri? Quale messaggio nasconde in questo raccapricciante cerimoniale? L’esperienza vale fino a un certo punto per risolvere l’enigma, in un’indagine che si svolge solo in parte nel mondo reale. Dietro il velo ingannevole di un social network, nelle oscure profondità della rete, tutti gli utenti sono potenziali assassini.

EBOOK NON DISPONIBILE

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La semplicissima arte del delitto III

agosto 5th, 2010

Tra corna, canini in fuori, bambini violentati, mallopponi scandinavi, il caldo boia, il freddo bestia, la pioggia pallosa…

 

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Come dice il proverbio non c’è due senza tre. Un po’ come quei film di successo che al primo ne seguono almeno un paio. Di solito più brutti del precedente. Qui non siamo partiti neppure dal successo e dunque sapete cosa vi aspetta.

Non so se riuscirò ad essere pungente come nel passato. Devo dire la verità. Jonathan, nipotino di poco più di un anno, mi ha chiaramente rimbecillito e dunque ammorbidito. Lo dovreste vedere quando lo porto per i prati a prendere i fiori con le sue manine grassocce, o quando osserva attento e curioso le lunghe litanie di formiche che se ne vanno in qua e là. Ha cominciato da poco a camminare barcollando che sembra cada da un momento all’altro come la torre di Pisa, ma lui continua imperterrito. Se cade davvero una lieve smorfia, un accenno di pianto e poi via a caracollare di nuovo sulle gambe robuste, a battere le mani, a sputacchiare e sbrodolare una lingua tutta sua ancora incomprensibile…

Per essere corretto dico subito che riprendo  e rinforzo anche qualche pezzo scritto per “Corpi freddi” (http://corpifreddi.blogspot.com/)  e “Sugarpulp” (http://www.sugarpulp.it/)  con un caldo invito a frequentarli. Vi ci troverete bene. Un saluto a Enzone e Giacomo, i responsabili dei blog.

Incominciamo. La marea gialla continua. Perfino nei titoli dei quotidiani: “Il mondo è un giallo”, “Il realismo si è tinto di noir”. Per qualcuno, vedi Nicola Villa, solo quella straniera che l’italiana non esiste proprio. Suo  l’articolo, appunto, “Il giallo italiano non esiste” pescato nell’”Angolo nero” della nostra brava Alessandra Buccheri (andate a darci un’occhiata). Villa non la fa tanto lunga, riprendendo un concetto di una certa “giò” che su aNobii aveva lamentato l’inconsistenza e dunque l’inesistenza del giallo italiano sempre ripetitivo e sempre uguale a se stesso. Con i soliti personaggi e le solite trame.

Nel senso, come ho già scritto proprio su questo blog, che non c’è città o sperduto paesino di campagna che non abbia il suo bel commissario o la sua bella commissaria tanto che, prima o poi, mi prefiguravo anche quello di quartiere che venisse ad arrestarmi “per avere ucciso con un colpo ben assestato di ciabatta il ragnetto che pendeva schifosetto nel mio piccolo studio”. Tutti scrivono romanzi polizieschi. Dai più infimi ai più noti e dunque il giallo italiano è ben vivo e vegeto e non c’è bisogno di scomodare Augusto De Angelis quando, negli anni Trenta, si mise in testa di realizzarlo “Io ho voluto e voglio fare un romanzo poliziesco italiano”. Ci riuscì, eccome. Ed ecco le conseguenze…

Aumenta tutto. Aumentano i blog e i siti dedicati alla letteratura poliziesca (positivo); aumentano i concorsi (trovato pure un GialloBirra, niente male in estate) e i premi che te li offrono al bar (appunto) e te li tirano dietro anche ai semafori (occhio a non prenderli in testa se vi sporgete dal finestrino); aumentano le sigle con l’ultima nata post noir o post-noir o postnoir (mettetevi d’accordo!) dal connubio Montanari-Varesani (se non ricordo male) a volte se ne sentisse la mancanza; aumentando gli scrittori e gli pseudoscrittori  (soprattutto questi) aumentano, di conseguenza, le antologie piene zeppe di nomi conosciuti e sconosciuti dove è più facile rispondere alla domanda che si fa sempre più consistente rispetto all’offerta. Dieci? Quindici? Macché, facciamo pure una trentina e il gioco è fatto. Non ce l’ho con le antologie, via, si fa per dire, e pure il sottoscritto ne ha curata una con questi numeri. E farà parte, come autore, di Riso nero, una raccolta di racconti brevi giallo-comici della Delos Books. Dunque figuriamoci se voglio fare lo spiritosetto. E’ che trovare lavoro a tutti non è mica facile. Anche se la sopra citata casa editrice si è data da fare, invitando 365 (trecentosessantacinque!) facitor di parole a scrivere un breve racconto relativo all’erotismo, al sesso e all’eros in tutte le sue sfaccettature. Titolo dell’antologia Racconti erotici per un anno. Tiè! Se un racconto al giorno leva il medico di torno, come sentenzia il nuovo proverbio, l’antologia andrà a ruba.

Però qualche merito a questo boom del giallo va dato, oltre alla sua bellezza intrinseca. Pensiamo un po’ alla geografia, tra l’altro vero tallone di Achille durante il mio excursus scolastico tutto preso come ero dalla storia. Quanti luoghi particolari del nostro paese abbiamo ultimamente conosciuto attraverso il romanzo poliziesco! E a quante altre civiltà ben lontane da noi ci siamo accostati senza l’assillo dello studio! Ricordo le più recenti avventure di Vish Puri nell’India, di Darko Dawson nel Ghana, di Peter Decker nel quartiere ebraico di Los Angeles…Un incontro etnico- culturale- geografico di tutto rispetto. Non parlo, poi, della storia che non finirei più. Solo su Siena sono sbocciati all’improvviso diversi lavori ambientati soprattutto nel Medioevo e nel Rinascimento (non tutti impeccabili, ma insomma…). Può costituire addirittura un efficace antidepressivo secondo una mia modesta, ma non certo velleitaria, interpretazione psicologica (http://www.milanonera.com/?p=2251 ).

Aumentano le recensioni iperboliche. Un po’ me le cerco come succedeva da ragazzo quando ritornavo a casa con qualche livido addosso e subito me ne compariva qualcun altro di stampo familiare. In fin dei conti che cosa me ne importa. Eppure sono fatto così. Vedo qualcosa che non mi torna. Dico la mia, magari in maniera troppo forte, mi becco una reprimenda, mi dispiace, giuro di non incasinarmi più, passa un po’ di tempo e siamo punto e a capo. Nei cromosomi, come si suole dire. Per interesse naturale e interesse pratico giro quasi tutti i giorni fra molti blog (tengo una rubrica a proposito su Thriller Magazine) e leggo una marea di recensioni. Un tripudio di bravi, bene, bis, una sfilza di ottimo ed eccellente da far venire il capogiro, frutto magari istintivo ( speriamo) di simpatie ed amicizie. Elogi sperticati di lavori che, a mio parere, possono ritenersi accettabili e niente di più, talvolta pure buoni, raramente eccezionali. C’è quasi una sorta di innata difesa dell’autore nostrano (e non solo nostrano), come se fosse bisognoso di cura e protezione continua. Posizione legittima, si capisce, e in parte da comprendere anche perché per molto tempo nel nostro paese ha tirato un’aria fortemente esterofila. Ma ora credo che il giallo italiano sia cresciuto e sia forte abbastanza per camminare da solo. Poi, magari, la colpa è del mio metro di giudizio troppo stitico e allora tutto quello che ho detto va a puttana. Pardon a escort (effetto Jonathan).

Si arriva perfino al grottesco, con il lettore (l’autore stesso mascherato?) a sostenere ragionamenti assurdi. Il linguaggio è carente ma rende meglio il contenuto, cioè ”che paradossalmente questo stile decisamente dilettantistico conferisce ancora più realismo ai personaggi investigatori altrettanto dilettanti e improvvisati”. Come a dire che la brutta scrittura si adegua ai brutti personaggi. Quando si dice una ferrea logica…

A volte qualcuno mette pure in dubbio che i libri vengano letti come il nostro Stefano Di Marino il quale, intervistato su Liberidiscrivere, sottolinea a proposito delle recensioni dei suoi lavori, ”Ricordo con piacere quelle in cui ho capito che il recensore aveva letto il romanzo… Sic transit gloria mundi…preferisco le lettere dei lettori”. Non c’è più religione.

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Tracce d’America (AA.VV)

settembre 19th, 2008

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Una panoramica, livida e dolorosa, su un paese in conflitto con il mondo e con se stesso. “Dargli scorci metropolitani di New York alla natura selvaggia dei canyon del Nevada, dal lusso artificiale delle navi da crociera e degli hotel di Las Vegas alle roventi praterie del Texas, “Tracce d’America” è come un dossier sulle più oscure inclinazioni dell’animo umano e sulle devastanti conseguenze del crimine, nascoste dietro il velo dell’apparente tranquillità della realtà americana.” Un’antologia cinica e spietata in cui si cimentano maestri del calibro di Ed McBain, Jeffery Deaver, Elmore Leonard e James Lee Burke. 427 pagine ad alto tasso adrenalinico, 19 racconti selezionti da Scott Turow, 1 sola esperienza indimenticabile.

In tutte le librerie nella collana “Mondadori Omnibus”

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