Il Giallo Mondadori Sherlock 68: Daniele Pisani, “Sherlock Holmes e il furto della Gioconda”

marzo 26th, 2020 by Redazione
Daniele Pisani, “Sherlock Holmes e il furto della Gioconda”, Il Giallo Mondadori Sherlock n. 68, aprile 2020

Daniele Pisani, “Sherlock Holmes e il furto della Gioconda”, Il Giallo Mondadori Sherlock n. 68, aprile 2020

Daniele Pisani, “Sherlock Holmes e il furto della Gioconda”, Il Giallo Mondadori Sherlock n. 68, aprile 2020

 

Il numero 221B di Baker street è vuoto.

Sherlock Holmes si è ritirato in campagna, e un malinconico dottor Watson ripensa ai bei tempi passati nel suo appartamento di Queen Anne Street, quando all’improvviso riceve una visita inaspettata.

Si tratta del Commissario Capo Lestrade e di Louse Lépine, prefetto della polizia francese, e il motivo della visita è un caso… fuori dall’ordinario: qualcuno ha rubato la Gioconda.

E se è vero che senza Sherlock Holmes Londra è ancora più grigia, senza la Monna Lisa, il Louvre lo è anche di più, avendo perso la sua stella più luminosa.

Di fronte al furto dell’opera d’arte più famosa del mondo, il vecchio duo Holmes-Watson non potrà che tornare in azione.

 

Ma ora lasciamo la parola all’autore, Daniele Pisani:

 

“Ambientato nel 1913, tra Londra, Parigi e Firenze, è il racconto di come il capolavoro leonardesco sia stato recuperato e il ladro arrestato grazie a Holmes. Occorre dire che non mi sono preso nessuna licenza. Si sa chi ha rubato la Gioconda, è storia ufficiale, e si conoscono le modalità, gli indizi lasciati, le false piste e molto altro. Nel romanzo c’è tutto, riportato fedelmente, offerto al lettore nella veste più accattivante possibile. Ciò che ho fatto è stato prendere questi ingredienti e far muovere Holmes, dalla prima all’ultima pagina, in maniera credibile senza modificare la Storia, di modo che, chiuso il libro, il lettore abbia la dolce illusione che a ritrovare la Gioconda sia stato davvero Sherlock Holmes. E perché no, dico io. Parallelamente all’indagine, poi, sviluppo anche diversi temi emozionali, tra cui uno che mi è molto caro: siamo nel 1913, Holmes e Watson non sono più giovincelli, questa potrebbe essere la loro ultima avventura. Inoltre, con l’età, Holmes potrebbe sentire il bisogno di un degno successore…”

 

Corrobora il romanzo l’articolo “Sherlock Holmes a caccia del capolavoro leonardesco scomparso dal Louvre” di Luigi Pachì, nella rubrica Sotto la lente di Sherlock.

 

Buona lettura!

 

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