I Classici de Il Giallo Mondadori 1411: L’occhio di gatto

agosto 1st, 2018 by Moderatore

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Austin Freeman

L’occhio di gatto

I Classici de Il Giallo Mondadori 1411

Agosto 2018

 

Tutto ha inizio una sera. L’avvocato Robert Anstey è diretto a casa quando, in una zona isolata, soccorre una ragazza accoltellata da un ignoto aggressore. L’uomo stava fuggendo dalla scena di un delitto, la cui vittima è un noto collezionista di reliquie storiche. Dal suo museo privato sono stati trafugati alcuni gioielli, tra i quali un pendente con un occhio di gatto che si dice essere legato a una vecchia superstizione. Sconcertato dall’alone di mistero che ammanta la vicenda, così anomala rispetto a ordinari fatti criminali, Anstey auspica l’intervento dell’amico e collega John Thorndyke, massima autorità in campo medico-legale e grande penalista. Non sarà facile, per un campione del razionalismo come lui, condurre un’indagine che sembra sconfinare sempre più nei territori dell’occulto e del
soprannaturale. Ma lo sosterrà la certezza che ogni puzzle, per quanto ostico, deve avere una soluzione logica.

R. Austin Freeman (1862-1943), giallista britannico, dopo aver lavorato da giovane in una farmacia è diventato chirurgo, ha servito come medico nelle colonie africane ed è stato ufficiale sanitario, per poi prendere parte alla Grande Guerra. Si è dedicato parallelamente alla narrativa poliziesca, introducendo nell’indagine il metodo scientifico. È l’inventore della detective story “rovesciata”, nella quale il colpevole è noto e la suspense si focalizza sulla ricerca della soluzione. Il suo personaggio più popolare
è il dottor John Thorndyke, investigatore forense protagonista di una lunga serie di romanzi e racconti.

 

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Posted in I Classici del Giallo, Le collane del Giallo

5 Responses

  1. giuseppe

    A proposito di inediti di autori famosi, lancio un appello riguardo un’icona del Giallo Mondadori, l’Agatha Christie d’America, ovvero Mignon G. Eberhart, indimenticabile creatrice dell’infermiera Sara Keate ( dicui auspico la ristampa dell’ottimo “Tre galloni d’oro” apparso nel numero 367 della collana nel lontano febbraio 1954 e mai ristampato). Esistono inediti della famosa scrittrice: mi riferisco in particolare a “Wings of fear” che risale al 1945, periodo tra i più fecondi della scrittrice americana e in epoca più recente a “The patient in. cabin C”, “The Bayou Road”. “Family Fortune”. C’è anche un misterioso “The house by the sea”. Altri due romanzi meriterebbero davvero di essere riscoperti perchè apparsi in italiano presso altri editori: si tratta di “Cinque passaggeri da Lisbona” pubblicato nei Romanzi del Corriere e di “Non ti voltare” pubblicato nella collana Gialloromanzo dell’editrice Athena.Nella speranza che il mio appello venga preso in considerazione, saluto tutti cordialmente.

  2. Stefano

    A proposito di misteri che sfociano nel soprannaturale, gialli classici, camere chiuse e crimini impossibili. John Pugmire, per la casa editrice americana LRI, ristamperà dopo ormai 28 anni la celebre antologia di Bob Adey sulle camere chiuse, la Bibbia di questo sotto-genere letterario. È una notizia meravigliosa per tutti gli appassionati, anche per chi, come me (e credo di essere uno dei non molti in Italia), possiede già l’edizione originale (pagata fior di denari).

    Detto questo, un classico di Richard Austin Freeman, finalmente tradotto in Italia.

  3. Alberto Minazzi

    Preso! È il giallo numero 1400 nella mia libreria! Presto lo inizierò a leggere. Per ora ho letto l'”editoriale” di Costanzo: che c’entra col giallo una riflessione sui tatuaggi? Non si potrebbe far pagare il libro qualche centesimo in meno ed evitare di gettare soldi per queste pagine che credo non interessino a nessuno?
    PS: Ottima l’uscita del Classico di settembre (anche se è un titolo che ho già): La sfinge dormiente è il primo Carr che ho letto e acquistato, tanti anni fa.

  4. Francesco

    Caro Alberto, mi sembra di capire che siano in molti i frequentatori di questo blog a interrogarsi sull’utilità dell’editoriale di Costanzo. Se almeno qualche volta commentasse i recenti titoli usciti nella collana, gli autori pubblicati o le tendenze attuali della narrativa poliziesca… Ho come l’impressione che non legga nemmeno le opere edite mese dopo mese. Complimenti invece alla redazione per il recupero di un inedito di Austin Freeman, di cui da ragazzo avevo apprezzato tanto l’Occhio di Osiride e L’affare d’Arblay. Keep up the good work!

  5. Alberto Minazzi

    Finita la lettura. Ecco la mia recensione (pubblicata anche su aNobii):

    Avevo grandi aspettative, da questo inedito di Freeman, ma sono rimasto piuttosto deluso e gli do sole due stelle. Il primo giudizio che mi è venuto in mente è “irrimediabilmente datato”: datato nello stile di scrittura (nonostante la buona traduzione, il libro raramente riesce a essere coinvolgente), datato nell’impostazione “holmesiana” (il narratore/aiutante del protagonista è chiaramente inquadrabile tra i tanti “Watson” un po’ ottusi della letteratura di genere), datato (tra le righe) in tante situazioni “sociali” che fanno sentire il passaggio del tempo. La forza di certi capolavori (da Carr alla Christie) è proprio quella di restare valide letture (e ottimi esempi di giallo) anche dopo tanti anni; qui (e penso che, un domani, anche i vari Ncis o Csi dei giorni nostri pagheranno questo dazio…), l’impostazione prettamente scientifica si scontra con le innumerevoli evoluzioni avute in questo campo. Anche la parte enigmatica, comunque, risulta debole: sia per l’identità (tutto sommato marginale) di chi ha commesso il crimine, sia per un apparato indiziario che c’è ma, in questo caso, è troppo tecnico. Così come elitaria (richiedendo conoscenze ben al di là delle potenzialità di un lettore medio) è a mio parere la soluzione del sub-enigma, legato al messaggio “in codice” per arrivare all’eredità. Ripeto: speravo meglio.

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