Il Giallo Mondadori 3169: Il pozzo della morte

luglio 2nd, 2018 by Moderatore

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Ruth Rendell 

Il pozzo della morte

Il Giallo Mondadori 3169

Luglio 2018

 

L’inevitabile è accaduto. Anche per l’ispettore capo Reginald Wexford è venuto il momento di ritirarsi. Adesso che è un cittadino qualunque, la sua vita scorre tranquilla fra libri, passeggiate e tanta musica.
Troppo tranquilla per chi è stato un poliziotto fino a sei mesi prima. Ecco allora arrivargli in soccorso, come il salvagente lanciato a un naufrago, una richiesta di consulenza per un caso di omicidio. Nel
pozzo per il carbone di una storica villa in stile georgiano, a St John’s Wood, sono stati rinvenuti i cadaveri decomposti di due uomini e due donne, non identificati. Nelle tasche dell’uomo più giovane, gioielli di valore tra cui fili di perle, un diamante e una collana di zaffiri. I corpi sono rimasti nascosti là sotto per anni, e risalire a chi possa aver creato l’agghiacciante sepolcro sarà un’impresa molto ardua.
Ma non manca la volontà di raccogliere la sfida. Tornare sul campo è per Wexford come essere trasportato indietro nel tempo al suo primo giorno di lavoro. La stessa ansia, la stessa eccitazione. E, forse, qualche pericolo in più che non si aspetta. La cosa certa è che, per lui, il momento di ritirarsi non è ancora giunto davvero.

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Posted in Giallo (serie regolare)

10 Responses

  1. giuseppe

    Ringrazio Mauro Boncompagni per le risposte e ne approfitto per fare un’ulteriore domanda: visto che il prossimo anno il Giallo Mondadori festeggia ben novanta anni di uscite dal lontano 1929, mi aspetto un’annata strepitosa. Puoi gentilmente anticiparci quali autori celebreranno l’evento e quali romanzi sono assolutamente da non perdere? Al lettore Gneo, che lamenta la mancanza di romanzi d’azione o noir che dir si voglia nella collana, propongo la mia seguente riflessione: il Giallo Mondadori durante la sua longeva vita ha privilegiatoil giallo d’indagine classico rispetto a gialli hard boiled per diversi motivi( secondo me chi compra gialli sono soprattutto donne che non gradiscono gialli troppo violenti) e ogni qualvolta qualche editor ( ad esempio Laura Grimaldi e soprattutto Alan D. Altieri) ha voluto imprimere alla collana un’impronta decisamente “noir”è andato incontro ad esiti fallimentari, con crollo delle vendite e dimezzamento delle uscite. Detto ciò, non ho nulla contro autori come Ed Mc Bain, Ross Mc Donald, Raymond Chandler, David Goodis, Day Keene, Ed Lacy, John Ball ed altri di cui ho letto con piacere numerosi romanzi. Lo stesso Bill Pronzini, in coppia con la moglie Marcia Muller, praticamente sconosciuta in Italia, non ha saputo resistere alla tentazione di cimentarsi con il giallo d’ambientazione storica ed ha prodotto una serie di cinque romanzi, ancora inedita in Italia, ambientati nella San Francisco di fine 800. Ecco un’idea per la redazione ed il curatore. Cordiali saluti a tutti

  2. Gianluca Carinci

    Sono pienamente d’accordo con Giuseppe per quanto riguarda il poliziesco: la stragrande maggioranza dei lettori (me compreso) predilige il giallo classico, e per quanto trovo giusto dover dare spazio anche ai romanzi hard-boiled, bisogna comunque rendersi conto che non si può affidare ad essi un ruolo preminente, perché ciò andrebbe contro gli interessi dei lettori e della collana stessa. Quindi ben vengano i Chandler, i Parker, gli Hammett e compagnia bella, purché le loro uscite non sovrastino quelle degli autori del giallo deduttivo. E d’altronde il Giallo Mondadori sta facendo così da anni, proprio per non scontentare nemmeno quella minoranza che predilige invece il poliziesco d’azione.
    Anzi, colgo l’occasione per fare una domanda: anni fa si era parlato della necessità di dover ristampare i romanzi di C. Daly King; Che fine ha fatto questa iniziativa? Sono riuscito a procurarmi solo un libro di tale autore e, avendolo trovato magistrale, ed essendo particolarmente appassionato di misteri “impossibili”, non vedo l’ora di poter leggere gli altri cinque.

  3. marcor

    Questo mese è veramente ricco: ce n’è per tutti i gusti!!
    Grazie.

  4. Alberto Minazzi

    Anch’io (e sono tutt’altro che donna) leggo e amo praticamente solo i gialli classici. Una soluzione per contemperare le diverse esigenze potrebbe essere quella di rispolverare un’autrice come Craig Rice, che contempera alla perfezione giallo d’azione e giallo ad enigma. Intanto, ad agosto, avremo l’annunciato Freeman e l’ennesima Bowen.

  5. gneo

    Anch’io preferisco il giallo classico, ma quello vero nella tradizione della Christie, di Ellery Queen, di Stout, di Gardner ecc.
    Il giallo classico che viene presentato di continuo oggi (quello della Perry, della Bowen, della Jennings tanto per intenderci) è qualcosa di spurio che con quello vero ha poco a che spartire.
    Le trame sono elementari e poco coinvolgenti e servono solo di pretesto per descrizioni d’ambiente per lo più prolisse e noiose.
    Queste autrici che personalmente non ritengo di livello eccezionale sarebbero anche accettabili se non fossero proposte dieci mesi su dodici (gli altri due mesi sono occupati da scrittori italiani di non eccelso livello).
    quindi ben vengano autori come Pronzini e la moglie, Daly King e Craig Rice altrimenti parecchi lettori si vedranno costretti a seguire le orme del sottoscritto che ha acquistato su ebay un centinaio di gialli del 1954/55/56 trovando una marea di autori dimenticati con romanzi di livello medio-alto
    Buone letture.
    Gneo

  6. albertspy

    Concordo pienamente con quanto affermato da gneo. Nel momento del bisogno ci sono valide alternative e cosi’ abbiamo l’opportunita’ di non pensare a tutte queste… dame con veletta. Sappiate pubblicare autori diversi x venire incontro ai gusti di ogni vostro storico lettore.

  7. giuseppe

    Non sono d’accordo col giudizio negativo di Gneo su Anne Perry, che secondo me scrive gialli d’ambientazione storica di livello superiore alla media. Consiglio a tutti di procurarsi e leggere i romanzi che la scrittrice inglese ha ambientato durante la prima guerra mondiale (in Italia sono stati pubblicati da Fanucci e uno da Hobby and Work. L’ultimo della serie purtroopo è ancora inedito). Questo mese continua la saga di Reg Wexford della grande Rendell: mi risulta ancora inedito il 24° della serie, ovvero “No man’s Nightingale”, ma spero che il Giallo Mondadori pubblichi anche “La strada delle farfalle” apparso solo in libreria ed esaurito anche negli Oscar; Paul Harding manca da troppo tempo, ma la ristampa nello speciale di luglio fa ben sperare in un recupero almeno della serie di fratello Athelstan. Un altro autore assente da parecchio tempo è Charles Todd, dicui avevo apprezzato a suo tempo diversi romanzi. C’è qualche speranza di rileggerlo? Buone letture estive a tutti

  8. Mattia Conzato

    Il fascino di “Il pozzo della morte” risiede nell’atmosfera più che nell’intrigo poliziesco di per sè. La resa dei personaggi e gli squarci sulla società sono magnifici. Anche se l’indagine si dipana lentamente e tra un gran numero di personaggi, il romanzo ha un buon ritmo grazie ad una scrittura spesso incisiva.
    Spero che vengano pubblicati altri romanzi dell’autrice, non solo inediti, ma anche opere non più ristampate da tempo. Gli scritti di Ruth Rendell sono numerosi e vari.

  9. Francesco

    Io invece amo proprio le ambientazioni e lo scavo psicologico dei personaggi, ragione per cui ho una predilezione per molte autrici pubblicate in questa collana e altrove. I romanzi incentrati unicamente sull’enigma mi piacevano quand’ero un ragazzo, poi mi hanno un po’ stufato. Spesso hanno personaggi tagliati con l’accetta che non riesci a distinguere l’uno dall’altro e un’ambientazione asettica e impersonale. Certo, la trama in un giallo è fondamentale ma non deve prevalere sul resto. Leggo, come gneo, anche vecchi gialli pubblicati 40-60 anni fa nelle edizioni mondadoriane (e anche di altri editori), ma ahimè spesso sono infarciti di errori, espressioni desuete, calchi dall’inglese, ecc. Meglio una Jennings di oggi in un bell’italiano curato che una Craig Rice di fine anni 50 in un’edizione non integrale e con una traduzione poco godibile.

  10. ophiucus75

    Su Ruth Rendell non si discute… romanzi come PAURA DI UCCIDERE o LA MORTE NON SA LEGGERE sono assoluti capolavori di indagine psicologica e thriller magistrali, la serie di Wexford è volutamente più lenta e metodica ma il livello è sempre alto. Spero, terminati gli inediti, si riprendano le ristampe nei Classici.

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