I Classici de Il Giallo Mondadori 1410: L’origine del male

luglio 2nd, 2018 by Moderatore

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Ellery Queen 

Le origini del male

I classici de Il Giallo Mondadori 1410

Luglio 2018

Un cane senza vita è una visione molto triste, ma certo non tale da destare sospetti. Se tuttavia il povero animale viene deposto sulla soglia di una casa e il macabro dono si rivela fatale per un uomo, allora la faccenda è davvero insolita, degna dell’attenzione di Ellery Queen. A Hollywood per scrivere un libro in santa pace, ma sempre sensibile al richiamo degli enigmi più complicati, Ellery troverà pane per i suoi denti dando la caccia a un misterioso anonimo che invia bizzarri messaggi non proprio con le migliori intenzioni. Tonno all’arsenico, un’ecatombe di rane e rospi, un portafoglio in pelle di coccodrillo, un libro bruciato: una serie di avvertimenti minacciosi che pare non avere fine, forse criptiche allusioni a un qualche segreto del passato che solo i destinatari sono in grado di cogliere. Sulla base di elementi così eterogenei e all’apparenza indecifrabili non sarà facile ricomporre il puzzle, nemmeno per la mente eccelsa dell’investigatore.

Ellery Queen è lo pseudonimo dei cugini statunitensi Frederic Dannay (1905-1982) e Manfred B. Lee (1905-1971), che insieme hanno dato vita a una delle firme più prestigiose nella storia del giallo. Il personaggio da loro creato ha raggiunto una vastissima fama come autore di romanzi e racconti, e ha promosso il recupero di opere del passato e la scoperta di nuovi talenti curando antologie e riviste come l’“Ellery Queen’s Mystery Magazine”, per decenni il più importante periodico di narrativa poliziesca al mondo. È stato tra i fondatori dell’organizzazione Mystery Writers of America e ha vinto più volte il premio Edgar

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3 Responses

  1. Kronos H

    Ellery Queen è un classico sempre interessante. Si può sapere qualche informazione sulla traduzione?
    Grazie

  2. Jack

    Si tratta della terza pubblicazione di questo romanzo (che risale al 1951) nei Classici : vedi n. 200 (anno 1974) e n. 844 (anno 1999). Ho ultimato la lettura dell’edizione del 1974(che possiedo) qualche giorno fa : il plot -come in genere tutti i romanzi con Ellery Queen protagonista – è un vero rompicapo e sfido
    chiunque a venire a capo del mistero, anche perchè presenta – come è frequente nei romanzi di questo autore
    sofisticato – il “doppio finale”.
    Forse fin troppo “rompicapo” per i miei gusti … , ma comunque una lettura stimolante e anche dotta (si parla di Darwin…) Di Ellery Queen avevo apprezzato maggiormente un romanzo senza il suo investigatore e cioè “Il villaggio di vetro (1954) ,giustamente lodato dai critici e anch’esso apparso già 2 volte nei Classici (n. 249 e n. 981). E adesso un quesito che rivolgo agli appassionati del blog : al pari di Ellery Queen, esiste un’autrice americana che con uno pseudonimo maschile ha scritto una serie di 6 romanzi polizieschi negli anni Quaranta
    il cui protagonista – un professore cieco -ha lo stesso nome dell’autore (in questo casso dello pseudonimo). Posso aiutarvi per risalire al nome della scrittrice col dirvi che nella collana settimanale sono apparsi 2 romanzi (nel 1957 e nel 1958) firmati col suo vero nome, mentre con lo pseudonimo maschile
    apparvero alcuni romanzi (credo 3, ma non sono sicuro) nella collana “I gialli del secolo”” dell’editore Casini(sempre negli anni Cinquanta.)
    Allora, chi è questa autrice che meriterebbe di essere ripescata dall’oblio (vedi il giudizio favorevole di Alberto del Monte nel suo sempre valido “Breve storia del romanzo poliziesco”)?

  3. Roberto M

    L’autrice è Amelia Reynolds Long, lo pseudonimo (nonché il nome del protagonista) è Patrick Laing.

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