Perry Mason e le prove indiziarie (1253)

luglio 31st, 2010 by Moderatore

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Ah, la quiete delle alte cime. Proprio quello di cui Perry Mason ha bisogno dopo troppe battaglie processuali. Ma per l’avvocato del diavolo quiete è un concetto privo di senso. All’alba, Belle Adrian, madre affranta, si precipita a bussare alla sua porta. Ha paura che sua figlia Carlotta, che la sera prima ha cenato con Arthur Cushing, incallito dongiovanni, venga sospettata della morte dell’uomo, appena ritrovato cadavere. Le cose si complicano ancora di più quando la stessa Belle viene incriminata per l’omicidio. Solo l’intuito di Perry Mason potrà dipanare una matassa in cui nulla è davvero come sembra. 

Erle Stanley Gardner (1889-1970) è uno dei più famosi e prolifici giallisti americani. Avvocato, giornalista e infine scrittore a tempo pieno, ha pubblicato oltre cento romanzi. Il suo personaggio più noto è l’imbattibile avvocato Perry Mason. 

All’interno, l’articolo “Erle Stanley Gardner: il Signore della Corte” di Massimo Pietroselli. 

(vai alla visualizzazione completa del volume)

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51 Responses

  1. Danilo Campanella

    So che sto andando clamorosamente OT, ma rimango pur sempre nell’ambito dei grandi classici. Qualcuno ha mica visto lo Sherlock che sta trasmettendo la BBC in questo periodo? E’ una provocazione al limite del dissacratorio, ma che divertimento…

  2. Marius

    E’ uno dei migliori Mason.
    Chissà se verranno mai ristampati P.M. e il grido nella notte, P.M. e la pecora nera e P.M. e le gelide manine gli unici tre che mi mancano?

  3. Luca Conti

    Dal punto di vista dell’enigma e della detection, questo romanzo è probabilmente il capolavoro di Gardner assieme a “P.M. e il cane molesto” del 1934, che ha anche una notevolissima sorpresa finale.

    Parlo dei libri con Mason, ovviamente, che nella produzione di Gardner fanno storia a sé.

  4. ASCANIO

    qualcuno mi sa dire la data della ristampa nella collana “I capolavori del GM” del romanzo di E. WALLACE “La taverna sul fiume (o sul TAMIGI, non ricordo bene).In ogni caso risale agli anni ’60.
    Ringrazio anticipatamente.
    P.S. A quando un romanzo di E.W.?

  5. Luca Conti

    @Ascanio: è il numero 188 dei Capolavori, uscito il 7 gennaio 1962. E comunque è stato ristampato anche nei Classici (1985).

    Wallace (come Van Dine) è ormai un autore di dominio pubblico, essendo trascorsi 70 anni dalla morte, e già svariati editori italiani hanno iniziato a ristamparlo.

  6. Luca Conti

    Dimenticavo di dire che il titolo esatto è “La taverna sul Tamigi” (The India Rubber Men, 1929).

  7. Bernardo Cicchetti

    @ Ascanio

    Dunque, il titolo di Wallace cui ti riferisci dovrebbe essere Taverna sul Tamigi (!) e la data il 1962.

  8. Danilo Campanella

    Edgar Wallace
    La taverna sul Tamigi
    I capolavori dei gialli Mondadori n. 188
    Paperback 160 Pagine
    Editore: Arnoldo Mondadori Editore
    Data di pubblicazione: 7 gennaio 1962

  9. Luca Conti

    Però questo romanzo è veramente tanto, troppo tagliato.

    La cosa strana, peraltro, al di là delle consistenti sparizioni di testo (praticate addirittura con una certa qual “pruderie” sulle pur vaghe allusioni sessuali introdotte da Gardner), è scoprire che il traduttore o il revisore dell’epoca avevano aggiunto di sana pianta interi paragrafi assenti nell’originale. Posso presumere che questa singolare operazione fosse stata decisa perché la lettura, dopo tutti questi tagli, diventava zoppicante e si rischiava di non capirci più niente:-)

    Peccato, perché questo romanzo vanta uno dei migliori intrecci gialli di Gardner e meritava di essere ripubblicato secondo le intenzioni dell’autore.

  10. Bernardo Cicchetti

    E ci risiamo…

  11. Dario Geraci

    Per quanto possa valere il mio intervento, voglio ricordare che il Giallo Mondadori è l’unica collana editoriale italiana in grado di offrire ai propri lettori una gamma ragguardevole di titoli thriller a prezzo più che contenuto.
    Io per primo come l’amico e inestimabile professionista Luca Conti vorrei l’integralità dei testi, nuove traduzioni, introduzioni e postfazioni, commenti critici etc..
    La verità è che tutte queste migliorie implicano un esborso economico che, a queste condizioni di vendita, oggi, non è possibile fare. Poi, ripeto, sarei il primo ad esserne felice, per ora, accontentiamoci delle uscite del mese che mi sembrano francamente eccellenti.

  12. Danilo Campanella

    @Dario: sono d’accordo con quanto dici: ma non possiamo dimenticarci che Mondadori, attraverso le sue collane da edicola, ha un “monopolio” sulla grande maggioranza dei classici della letteratura di genere. Quindi, chi volesse leggere questo Perry Mason senza tagli ed aggiustamenti ha una sola alternativa: l’edizione in lingua originale. E questo accade per troppi nomi di spicco: anche io sono contento di portarmi a casa con circa sedici euro quattro libri al mese, ma non trovo giusto che questo significhi privare di alternative il lettore. Anche perché, diciamocelo francamente, il tempo del giallo quale letteratura popolare è finito: sono convinto che ormai una buona fetta di chi acquista i titoli di questa collana sia composta da appassionati, non da lettori occasionali. E’ finita l’epoca della letteratura da viaggio: la gente in treno, oggi, gioca con i telefonini, non usa più un giallo mondadori “per ammazzare il tempo”. E allora un recupero di quell’enorme patrimonio culturale sarebbe solo che auspicabile: ci vorrebbe un atto di coraggio, ma potrebbe essere una scommessa vincente. Altrimenti non si capirebbe come certe collane, non facciamo i nomi per correttezza nei confronti dell’editore che ospita questo blog, riescano ad andare avanti. Forse non ci si riuscirebbe con quattro euro e venti, ma è un sovrapprezzo che molti pagherebbero volentieri.

  13. Fabio Lotti

    Beccato e letto l’articolo di Massimo Pietroselli.

  14. Luca Conti

    Dario, tutto quel che scrivi è sacrosanto e perfettamente giustificabile secondo una logica di mercato. Il problema, a mio avviso, è che si è creata una situazione un po’ alla Comma 22 (ricordi? “chi è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo, ma se uno chide di essere esentato dalle missioni di volo significa che non è pazzo”).

    In soldoni: il Giallo non può fornire traduzioni integrali e ulteriori migliorie perché i dati di vendita sono quel che sono, ma visto che molti romanzi sono tagliati e andrebbero ritradotti finiscono per vendere meno di quanto potrebbero…

    D’altro canto, se è solo una questione economica, immagino che anche i racconti e i saggi che negli ultimi tempi appaiono in coda ai romanzi vengano pagati. Quindi, forse, un margine non dico per ritradurre ex novo ma almeno per reintegrare i romanzi tagliati ci potrebbe essere.

    Tutto qui, fuori da ogni vena polemica (che non mi appartiene, come ben sai).

  15. Piero

    Convengo in toto.
    Tagliando delle spese accessorie, i soldini per qualche nuova traduzione si potrebbero trovare. Del resto, saggi e articoli sono già ospitati dal blog e per i racconti si potrebbe varare un apposito spazio, sulla falsa riga di Sherlock Magazine. A meno che quelle cose che appaiono in coda, non siano già stati acquistati già da tempo e quindi vengano poco alla volta smistati.
    Non mi ripeto, ma quello che dice Danilo, l’ho detto non so quante volte in passato (e c’erano tante altre persone che ora sul Blog non vengono più o ci vengono di rado): non capisco perchè, Dario, certe operazioni di un certo tipo, URANIA le possa fare (vendere dei tomi ad esempio a euro 7,50 ) e da noi altre iniziative, tipo una collana di inediti di un certo tipo, che possano costare anche di più, di tanto in tanto non la si possa varare.
    Non farò il nome di altre collane di altre case editrici, ma.. tutti si muovono altrove: solo da noi (ora parlo come se fossi anch’io Mondadori, vista la fiducia che tu mi dai Dario per i miei articoli!) si sta fermi? L’altro giorno dicevo a Luca di due romanzi di una piccola casa editrice, di Josephine Tey, inediti, che son stati pubblicati; altra casa ha acquisito i romanzi di Colin Dexter; altra casa ha fatto l’integrale dei racconti di Asimov; un’altra casa milanese, pubblica i romanzi surrealisti. Insomma! Ma che facciamo? Ci svegliamo, o ci faremo portare via il patrimonio di Mondadori? E gli altri, credete che se acquustassero i diritti per Ellery Queen, per esempio, non si darebbero da fare nell’approntare delle nuove traduzioni? Diavolo, stanno proponendo anche dei romanzi scomparsi da molto tempo in Italia, di Leblanc !

  16. Piero

    Qui si parla e si discute, e Fabio dice “Beccato!”: quasi estraneo o volutamente tale. Mi sembra come quel tale che attraversa la strada in “Uno sparo nel buio” di Blake Edwards,con nonchalance, senza dimostrare alcuna sorpresa, mentre ai suoi lati in senso opposto sfrecciano una spider con un gorilla ed una camionetta con Clouseau travestito da cavaliere con tanto di elmo e corazza ! :-)

  17. jonjozz

    E il punto secondo me è proprio questo caro Danilo, “magari” ci fosse ancora la categoria dei lettori occasionali del giallo(se ci pensate fino a una ventina,trentina d’anni fa, chi poteva dire di non avere qualche giallo sparso qua e la per casa? Nessuno. Ora ci sono passatempi meno impegnativi da un punto di vista mentale e parlo di telefonini internet playstation e mp3; non dimentichiamoci che purtroppo un manipolo di appassionati quali siamo noi non può che soccombere, per numero, di fronte a quelle stesse masse di non abituè che, che dir si voglia, hanno comunque reso una collana famosa e rispettata). Riflettendoci la questione qui e paradossale… il problema è queèto:quello che dice Dario è sostanzialmente giusto, soprattutto dal punto di vista della logica editoriale; vedete, oltre a leggere regolarmente gialli io colleziono anche fumetti, così vi posso portare come esempio il comportamento di panini comics. Quello che facciamo noi rivendicando(più che giustamente… siamo nel 2010!)ritraduzioni integrali e quant’altro è l’analogo di ciò che si faceva fino a due anni tra gli appassionati di comics rivendicando ristampe di storie “classiche”. Come il tempo confermò i dati di vendita non permettevano sul serio di prendere tali iniziative(per non parlare dei vari quanto sporadici tentavi di ristampare qualcosa… ma almeno loro ci provavano) tanto che solo con l’uscita nelle sale cinematografiche di film come hulk, batman, spider-man e iron man,tali dati migliorarono e così panini ha messo in cantiere un mucchio di serie regolari di ristampe e si è arrivati ormai ad un punto in cui, posso tranquillamente affermare, panini sta vivendo il suo “periodo d’oro”. Detto questo, è giusto e sacrosanto che le iniziative si prendano consensi permettendo, ma se non si rischia un po qui siamo messi davvero male; e poi se anche le vendite aumentassero in mondadori si continuerebbe magari a presentare traduzioni vecchie e monche perchè si penserebbe: vendono perchè “più leggere e quindi adatte al grande pubblico”:-)).

  18. jonjozz

    Comunque molto interessante l’articolo : ).

  19. Bernardo Cicchetti

    Immagino che il problema delle traduzioni integrali non sia affrontato perché, dati di vendita alla mano, evidentemente il lettore medio di gialli ha sempre comprato senza porsi il problema… E’ l’unica spiegazione che mi viene, e vorrei fare qualche domanda provocatoria, se mi è permesso. Siamo sicuri che i racconti e i saggi in appendice vengano pagati? Chi conosce un po’ la situazione italiana dell’editoria sa bene che molti preferiscono, pur di essere pubblicati, di non essere pagati… A me risulta. E a te, Luca? Interessante è anche la constatazione di Piero: perché la fantascienza sì e il giallo no? Anche qui vorrei essere sibillino: dal momento che nelle traduzioni di FS riviste non compare il nome del revisore, non è che il povero Lippi, o chi per lui, provvede a queste revisioni in proprio, senza quindi che sia previsto un compenso a parte? Comunque, al di là di questo, è molto triste che si debba chiudere il discorso seplicemente constatando che le motivazioni economiche impediscono un lavoro di revisione delle traduzioni. Al povero lettore non resta che domandarsi se allora vale la pena leggere opere monche e/o interpolate.

  20. Dario Geraci

    Con questa poi chiudo l’off topic:

    Vi rilancio una domanda, neanche poi troppo provocatoria, che già vi posi in passato..Siete proprio sicuri che la fetta più grossa di lettori del giallo mondadori sia del vostro “campione”?
    Pensate che siano così tanti gli esperti, gli analisti del genere, i collezionisti più accaniti a portare avanti i dati di vendita della collana?
    Evidentemente, come vi dissi in passato, quando riflettete, non calcolate che il Giallo Mondadori mantiene la sua collocazione di prodotto “popolare”, non settoriale.
    Il Giallo non è in competizione con i prodotti da libreria, non si pone neppure il problema di esserlo. Non so se questo vi sia chiaro.
    Vi scrivo tutto questo per aiutarvi a capire certe scelte, certi meccanismi che ai più (lecitamente) sfuggono.

    Buon proseguimento.

  21. Fabio Lotti

    Caro Piero
    lascio le discussioni ai giovani. Mi pare di averne combinate fin troppe con la mia impulsività e tendo a vivere gli ultimi minuti di vita in maniera, come giustamente hai notato, un pò distaccata.

  22. jonjozz

    Ecco, quello che intendevo è proprio quello che dice Dario… nonostante il giallo conti ormai un buon numero di appassionati, nasce come letteratura popolare, non impegnativa, per gli autori inizialmente un modo per sbarcare il lunario e tutt’ora il palco dei lettori è per lo più composto da occasionali, occasionali che comunque vanno sempre a ridursi di numero. Ho cominciato il Gardner e finora davvero un bell’incipit.

  23. Luca Conti

    Dario, è molto probabile che le cose stiano come dici tu, ovvero che i lettori cosiddetti occasionali, o poco esperti, o semplicemente interessati a leggere un giallo, qualunque sia, costituiscano la maggioranza. Però, se come si evince dal tuo primo intervento in questa discussione, vale a dire che i dati di vendita non sono tali da consentire nuovi investimenti, ho il vago sospetto che il rivolgersi in prevalenza al lettore casuale non sia più la strada giusta. Anche perché, così facendo, si rischia di perdere per la strada una fascia di lettori “forti,” che bene o male (seppure in minoranza) rappresentano pur sempre lo zoccolo duro della collana.

    Per dire: io non ho riacquistato il Perry Mason in questione, primo perché ho già il vecchio GM del 1955 e, secondo, perché mi è bastato sfogliare la nuova ristampa per capire che era rimasta tagliata come ai bei tempi. Ma se in copertina avessi letto un bello strillo che proclamava, che so, Nuova Traduzione Integrale o quel che è, l’avrei comprato all’istante. Certo, la Mondadori sopravviverà benissimo senza i miei 4 euro e 20, ma dal momento che questa situazione si ripete almeno con venti-venticinque titoli l’anno, negli ultimi dodici mesi l’Editore ha fatto a meno di un buon centinaio di euro che invece avrei speso molto volentieri. Ci saranno almeno altri cento lettori che finiscono per fare altrettanto? Mi sa che a forza di moltiplicazioni si arriva a cifre non irrilevanti.

    Insomma: il giallo è sì un genere popolare, ma pullula anche di appassionati “settoriali.” Le due cose non sono in contraddizione. E perché una casa editrice si ostini a perseguire con tanta tenacia il pubblico occasionale (che, com’è noto, è il primo a tradire, visto che gliene frega il giusto) scegliendo di non coltivare affatto, o molto poco, i lettori più specializzati, “beats me,” come dicono all’estero. Ovvero, mi sfugge.

    Logico che il GM non sia in competizione con i prodotti da libreria, ma è anche vero che basterebbe una collana come Urania Collezione (un titolo al mese presentato in versione finalmente definitiva) per accontentare una fascia di pubblico che, ora come ora, non può certo ritenersi soddisfatta del trattamento riservato ai titoli che hanno fatto la storia del genere.

  24. Dario Geraci

    Caro Luca, il Tuo è, come al solito, uno discorso di profondo buon senso. Le mie parole valgono quello che valgono, nel bene e nel male. Malauguratamente (o fortunatamente a seconda di come la si guardi) non ho alcun peso nelle decisioni redazionali e non mi resta che recarmi tutti i mesi in edicola e scegliere tra le proposte del mese..come tutti voi del resto 😉

  25. Piero

    Giovane è Dario, coi suoi 23-24 anni. beata gioventù! Io il mese prossimo compio 47 anni, cioè tra tre arrivo a 50, ossia “nel mezzo del cammin di nostra vita” sempre che la fine sia a 100 anni. E siccome non credo proprio di arrivarci, va da sè che sono ben al di là della boa di mezza vita.
    Per il resto..non replico. La posizione di Dario è chiara; tuttavia se è vero quel che dice, ed è vero, lo è altresì il fatto che se le pubblicazioni fossero più accurate (come lo erano nel passato), se è vero che il grosso del pubblico è costituito non da collezionisti ma da neofiti, vedendo una traduzione nuova, credo che sarebbero meglio portati a comprare. Tutto qui.
    Ma il problema non riguarda solo I Gialli Mondadori da edicola, ma anche quelli da libreria, perchè alcuni vanno a secondo lineee editoriali che non conosco a ingrossare le fila degli Oscar per esempio. Ora, Dario, dimmi con onestà anche morale, cosa che ti riconosco e lo sai bene, secondo te, un qualsiasi possibile acquirente, che faccia credi che possa fare quando prende non so..”C’è un cadavere in biblioteca” di Agatha Christie e legge che la traduzione di Alberto Tedeschi è del 1942? O che quella di “Assassinio nell’Orient-Express” tradotto addirittura da Pitta, è anche di un tempo antecedente (ed è tagliato e cambiato secondo le direttive fasciste sui Gialli)? Il problema non è dei Gialli da edicola, ma di tutto il comparto: nel caso venga ospitato negli Oscar “La casa” di Carr, che è l’ultimo credo dei Carr ad essere stato ritradotto in Mondadori, mi sta bene; ma quando vedo i casi che ho esposto, e ce ne sono tantissimi altri, soprattutto in Agatha Christie che è stata tutta riportata negli Oscar, la cosa è diversa, non credi? Con ciò ho detto tutto e vado ad occuparmi di altro.
    Il libro di Gardner l’ho comprato va detto anche se Luca aveva detto che era pesantemente tagliato: l’ho acquistato perchè aveva anche detto che era un capolavoro: ora io non amo eccessivamente Gardner, ma siccome Luca è una persona seria, se dice una cosa che a me interessa, gli vado dietro. Detto questo..
    au revoir.

  26. Dario Geraci

    Ma guarda Piero, ti dicco in tutta onestà che il pubblico al quale faccio riferimento non guarda nè il nome del traduttore nè tantomeno l’anno della traduzione. Anzi, ti dirò di più, è già un miracolo che si ricordino come si chiami l’autore che il romanzo l’ha scritto. Fidati, la realtà, purtroppo, è questa.

    Ok ora torniamo a parlare di Gardner 😉

  27. Fabio Lotti

    La mia esperienza personale tende ad evidenziare un lettore di cultura media che non sa nemmeno lontanamente se un testo sia tagliato o meno.

  28. Piero

    Beh, un professore che era attento ai suoi tempi ai punti esclamativi, agli aggettivi e ai verbi, dovrebbe capire se un testo sia o meno tagliato, indipendentemente che glielo dica qualcuno: lo dimostra la forma dello scritto. Poi è vero, la traduzione può esser tagliata ad arte oppure in maniera sconcia, però ti accorgi sempre che c’è qualcosa che non va, per es. una soluzione che ti riesce difficile a capire. Parlo di altro, non di questo Gardner, che non ho ancora letto.

  29. Piero

    Vogliate essere gentili: mi è scappata una “a” dopo “difficile”, ultimo rigo.
    :-)

  30. Kronos H

    L’avrei comperato se la traduzione fosse integrale. Anche per 2 € in più.
    Finchè i classici come Gardner, Carr, Stout ecc. saranno pubblicati in traduzioni non integrali, il Giallo Mondadori resta una collana di Serie B. E probabilmente si rivolge a lettori di serie B. Peccato.

  31. Dario Geraci

    Caro Kronos, se vendessimo i libri a 6 euro e 20 perderemmo del tutto la nostra collocazione culturale..

  32. Fabio Lotti

    Caro Piero
    “il lettore di cultura media” non è riferito al sottoscritto che non voglio giudicare di quale tipo di cultura sia. La mia esperienza, cioè la mia conoscenza di altri lettori “mondadoriani”, mi spinge a raffigurare quello che ho detto.

  33. Fabio Lotti

    @Piero
    Questa del ” professore che era attento ai suoi tempi ai punti esclamativi, agli aggettivi e ai verbi” potevi risparmiartela. Si tratta, tra l’altro, di un ricordo legato strettamente ad un altro più recente doloroso ricordo come hai ben capito dalla lettura del testo. non aggiungo altro.

  34. Piero

    Mi dispiace Fabio, ma sei tu che l’hai riferito, e non a me in privato, ma su altro spazio di questo blog, qualche giorno fa.
    Tu l’avevi associato ad un ricordo doloroso, io l’ho enucleato dal testo, senza alcuna malizia. Del resto hai riferito un tuo modo di gestire la tua professione (e chi mai potrebbe darti torto? Io avrei fatto esattamente ciò che facevi tu).
    Tuttavia se ti ho toccato mi dispiace, e ti chiedo scusa.
    Però è vero che anche tu talora tocchi salvo poi pentirti e chiederti se mai l’altra parte non se la sia presa..
    Siamo tutti uomini e talora sbagliamo; l’importante è che quando si sbagli, lo si faccia ingenuamente e non con dolo.
    Il dolo non c’era. C’era solo il voler spiegare una cosa prendendo a prestito una tua espressione.
    Se accetti le mie scuse, va bene. Se non le accetti, pazienza..

  35. Piero

    Del resto pronostico (ma io non mi metterò in mezzo, cosicchè non si dica che gli attacchi vengono sempre dalle stesse persone: io e un’altra persona) che il mese prossimo, questa solfa delle traduzioni non integrali e da reintegrare, non perderà colpi, perchè esce “Il Pagliaio”: se ne parò tanto tempo fa: ricordate? No? Non so che farci: io me li ricordo molto bene. E non li feci io.

  36. Piero

    Però vorrei sentire qualcosa su questo Gardner che non ho ancora letto, ma lo leggerò tra qualche giorno: giorni fa ne ho trovato un altro, uscito qualche anno fa, nel 2005 : Il Giudice scioglie il nodo. Mi è parso interessante, tanto più Perry Mason non vi compare. E poi si legge uno strano “Si ringrazia la Biblioteca Comunale di Milano per la gentile collaborazione”: per cosa? Si trattava di un romanzo non già Mondadori ma di altra casa editrice?

  37. Piero

    Del resto Fabio ognuno conosce il proprio mondo: tu dici “..La mia esperienza, cioè la mia conoscenza di altri lettori “mondadoriani”, mi spinge a raffigurare quello che ho detto”. OK. Benissimo. La tua però, che non significa che rappresenti per forza la realtà dei fatti.
    Io invece conosco Luca, ho conosciuto Igor, conosco bene Tiziano Agnelli, ho conosciuto persone che scrivevano qui, conosco attraverso persone e sul blog Mauro Boncompagni (peccato non di persona!), conosco di persona Mauro Catoni, conosco seppur non di persona altri collezionisti in particolare uno di Piacenza, conosco posso dire di persona per gli scambi che ho, Manuela: non mi pare che queste siano persone non identificabili con lettori non mondadoriani. Eppure rappresentano una realtà chè è diametralmente opposta alla tua: non sono lettori medi.
    Diciamo piuttosto che coesistono 2 realtà diverse, che si deve cercare in tutti i modi di far diventare una cosa sola: si deve cercare in tutti i modi di soddisfare sia il lettore appassionato che quello medio, come dice Dario, che “..non guarda nè il nome del traduttore nè tantomeno l’anno della traduzione. Anzi, ti dirò di più, è già un miracolo che si ricordino come si chiami l’autore che il romanzo l’ha scritto”. Allora a quel punto io sono d’accordo.

  38. Piero

    A quelli che conosco io, di persona, posso aggiungere anche Marco e Dario : anche loro non mi sembrano affatto lettori medi. :-)

  39. Luca Conti

    Scusa, Piero, ci tengo a precisare – e poi mi ritiro da questa discussione tornando, se credete, a parlare di Gardner – che i miei non sono “attacchi.”

    Io mi limito a considerazioni del tutto personali sullo stato delle cose, opinioni che ciascuno potrà poi valutare come meglio crede.

    Nessun attacco, quindi, da parte mia; sono scelte di gestione aziendale delle quali, da semplice lettore che ha comunque un minimo d’esperienza nel ramo, prendo atto pur a volte non condividendole, e questo solo per l’affetto che porto al GM, tale è stata la sua importanza nella mia formazione di uomo e di professionista.

  40. Fabio Lotti

    @Piero
    Accetto le scuse. La frase, estrapolata dal contesto, può sembrare quasi una esaltazione dei miei meriti, mentre nel caso specifico diventa addirittura un demerito nei confronti di…quella persona.
    Ho parlato di esperienza personale senza la pretesa di farla diventare legge universale.

  41. Piero

    Sì ho usaro un brutto termine: diciamo..valutazioni difformi. Del resto non ho mai voluto attaccare chicchessia, e non mi interessa neanche farlo: è solo che io, se mi si può permettere l’espressione, amo visceralmente i gialli e in particolare i Mondadori, perchè quando penso ad essi penso alla mia giovinezza: sono i libri che ho letto moltissimo durante la mia adolescenza. Leggevo gialli e sentivo musica classica. E quindi se amo i Gialli Mondadori, sono anche portato talora a rimarcare quelli che per me possono rappresentare dei difetti, sempre però tenendo nel cuore la testata.
    Au revoir.

  42. Piero

    W I GIALLI MONDADORI, MI SIA PERMESSO AFFERMARE!
    Così come sarebbe bello che anche chi sta nella stanza dei comandi della Mondadori, pensasse forse un po’ più ai suoi lettori, in particolare allo zoccolo duro, a quelli che seguono da tanto tempo l’evoluzione dei gusti nei suoi libri, curando un po’ più la cultura, e guardando forse un po’ meno al marketing.

  43. Piero

    Anche se è un pensiero peregrino, visto che questa non è più una casa editrice ma una società multimediale. Io però la casa editrice che ho nel cuore è quella degli anni ’80 e ’90, in cui, per i Gialli, abbiamo assistito a dei veri exploits. Che volete? Io la penso così.
    In quegli anni abbiamo vistole serie integrali dei racconti di Ellery Queen e dei romanzi brevi di Rex Stout, abbiamo assistito alla pubblicazioni di libri oramai dei must, tipo “La porta sull’Abisso” o la serie de I Grandi maestri, abbiamo assistito alla pubblicazione di grandi Omnibus; è stata affrontata la pubblicazione di tutti i restanti Carr e carter dickson inediti. Gran begli anni, quelli !

  44. Marius

    Tornando a parlare di Gardner, molto brutta la copertina.
    Molto bella invece quella dell’edizione 1955.

  45. marcor

    E’ vero le copertine ultimamente non mi convincono proprio: questa in particolare.

  46. Luca Conti

    Se a qualcuno interessa, ho messo in rete la copertina della prima edizione americana in hardcover (1951):

    http://giallocover.wordpress.com/2010/08/13/erle-stanley-gardner/

  47. Piero

    Stasera comincio a leggerlo questo Gardner: casomai non lo trovi buono, i 4 euro e 20 li andrò a cercare..a Firenze! :-)

  48. Fabio Lotti

    Ho letto una ottantina di pagine in un batter d’occhio. Interessante.

  49. marcor

    Veramente ottimo questo Perry M.: svolgimento fluido e degna conclusione.

  50. Fabio Lotti

    Concordo con marcor. Solo il movente un pò debole (per me) ma ci sta. Mason in gran forma, tenace, aggressivo, pure un pò fuori dalle regole. Un vero torrente in piena. Conclude il libro il bell’articolo di Massimo Pietroselli “Erle Stanley Gardner: il Signore della Corte”, un breve excursus su questo indiavolato avvocato e scrittore che dettava le sue storie in continuazione ad un gruppo ben nutrito di segretarie.

  51. Mariano del Preite

    Cari Luca, Dario e vari appassionati in genere. Sono completamente d’accordo con Conti e con tutto lo ‘zoccolo duro’ che invoca le ritraduzioni. Mi piace ricordare in proposito – anche ai giovani come Dario – la gloriosa stagione fine anni ’80-metà anni ’90, quando la stragrande maggioranza dei vecchi titoli ristampati nei Classici veniva offerta in versione integrale: che gioia scoprire che i romanzi di Ellery Queen, tradotti da Gianni Montanari, o quelli di Stout affidati a Pietro Ferrari rifiorivano di finezze stilistiche, di dialogo e di contenuti maciullate nelle vecchie edizioni… Ricordo che persino il ‘freddo’ S.S. Van Dine nelle ritraduzioni diventava molto più godibile, e cosi’ pure i titoli della Christie rivisti da Grazia Maria Griffini. Per non parlare dello splendido lavoro sui titoli di Carr.
    Immagino che negli anni ’90, direzione Grimaldi-Orsi, ci fossero più risorse stanziate in Mondadori per queste operazioni: altrimenti le logiche di mercato legate al pubblico ‘popolare’ avrebbero dovuto impedire anche allora le ritraduzioni. Ma chissà quanto vendevano in più i titoli ‘restaurati’? C’è da dire che in quegli anni le edizioni gialle di qualità in libreria erano pochissime: se negli ultimi anni il pubblico di ‘nicchia’ dei giallofili è cresciuto al punto da far prosperare collane di vari editori a prezzi medio-alti, mi chiedo se alla Mondadori non converrebbe valorizzare il suo immenso catalogo proponendo, semmai inizialmente solo in libreria, versioni ritradotte di grandi classici, al prezzo che altri editori praticano attualmente. Insomma, se io – e tanti altri come me – sono disposto a spendere 13-14 euro per un inedito ben tradotto di John Rhode o Anthony Berkeley, immagino che lo stesso pubblico sarebbe felice di acquistare in libreria allo stesso prezzo una versione degna di questo nome di ”Dieci incredibili giorni” o ”Il gatto dalle molte code” di Ellery Queen…

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