L’arma del delitto (1238)

febbraio 2nd, 2010 by Moderatore

millerprev.JPG

Grand Theatre di San Diego: è di scena Shasta Lynn, seducente soubrette che non cessa mai di fare perderela testa al suo pubblico. Al punto che perfino Fernando Solez, maschera del teatro, tutte le sere si fa sostituire ed entra in sala per assistere alle sue esibizioni. Fino alla sera in cui viene pugnalato a morte. Shock, trambusto, panico. Ma un certo Walter James intima a tutti di non muoversi in attesa della polizia. E al tenente Clapp, Squadra Omicidi, James racconta di essere un investigatore privato sulle tracce dell’assassino del suo socio…

Wade Miller pseudonimo degli americani Bill Miller (1920-1961) e Robert Wade (1920), che iniziano a scrivere insieme fin dagli anni del college. Collocati tra gli autori della seconda generazione della hard-boiled school , pubblicano trentatré romanzi usando anche gli pseudonimi Whit Masterson, Will Daemer e Dale Wilmer. Alla morte di Miller, Wade continua a scrivere con il proprio nome e con lo pseudonimo di Whit Masterson. 

(vai alla visualizzazione completa del volume)

Popularity: 42% [?]

Posted in I Classici del Giallo, Le collane del Giallo

9 Responses

  1. il professionista

    un grande autore classico… ottima la cover…

  2. il professionista

    per la verità erano appunto due autori ma son oabituato a considerarli uno come Ellery Queen…

  3. Luca Conti

    L’ho già detto ma mi ripeto: non trascurate questo romanzo, che è di ottima qualità. La quarta di copertina non lo dice, ma si tratta del primo romanzo del duo Robert Wade-Bill Miller, scritto per posta nel 1945 (e pubblicato nel 1946) quando i due militavano nell’aeronautica come sergenti ed erano di stanza in località diverse (l’uno in Europa – Wade ha partecipato allo sbarco di Anzio ed è stato di stanza in Sardegna come agente del controspionaggio – l’altro nel Pacifico).

    Si tratta di un libro che ha sempre goduto di ottima critica, in particolare da parte di autori di pregio come Edward Hoch (“excellent”), Julian Symons e Anthony Boucher (“Burlesque house and marihuana racket shape background to San Diego murder starring private eye Walter James and police lieutenant Austin Clapp. Machinegun tempo, tight writing, unexaggerated hardness and unorthodox and overwhelming ending mark highly satisfactory debut of new publishers and new writing team.”

    Il tenente Austin Clapp comparirà poi anche nei sette romanzi a firma Wade Miller dedicati all’investigatore privato Max Thursday. Bob Wade, oggi un arzillo novantenne, fa ancora il recensore di romanzi gialli per il San Diego Union-Tribune, il maggiore quotidiano della città californiana.

  4. Luca Conti

    E una bella galleria di copertine originali dei molti paperback firmati Wade Miller è visibile qui:
    http://tinyurl.com/yjhl726

  5. Paolo Botti

    La vicenda narrata scorre, a mio avviso, abbastanza leggermente senza intrigare particolamente il lettore. In alcuni punti sono anche stato tentato di abbandonare la lettura. L’idillio tra l’investigatore protagonista quasi quarantenne e la diciannovenne eroina mi è sembrato un poco forzato. Il romanzo è del 1946, che si ispirasse un poco alle figure di Bogart e della Bacall?? Reduci dal successo di quel capolavoro cinematografico che è il Grande Sonno.
    Devo però riconoscere che il finale sorprendente riscatta il libro nel suo complesso. Anche se, la individuazone del colpevole, si riconduce ad una variazione di un noto espediente già utilizzato. E non posso ovviamente fare ulteriori commenti in merito per chi ancora non ha letto il libro.

  6. Luca Conti

    Be’, Paolo, si tratta senz’altro di un vecchio trucco ma molto ben giocato, come già aveva fatto notare a suo tempo Julian Symons in “Bloody Murder”.

    Per il resto, credo che la traduzione – sebbene sostanzialmente integrale, anche perché il libro è abbastanza breve già in inglese – avesse bisogno di una bella rinfrescatina stilistica (“matron” tradotto come “matrona” mentre si tratta di una guardia carceraria femminile, eccetera).

    L’originale è assai più esplicito a livello sessuale, mentre nella versione italiana, peraltro non malvagia, questo aspetto risulta un po’ attenuato (ma la traduzione è del 1954…).

  7. Luca Conti

    Ah, aggiungo che l’ispirazione per il romanzo, più che dal Grande Sonno, proviene – a detta dello stesso Bob Wade – direttamente dal Falcone Maltese.

  8. Paolo Botti

    In effetti nel corso romanzo l’investigatore viene spesso descritto come “l’ometto” e Bogart non era certo un gigante. Inoltre anche alcuni dialoghi ricordano la fraseologia adottata da Bogart nei suoi ruoli da “duro”. Ancora, la Bacall nel 46 aveva poco più di 20 anni e quindi anche se indirettamente si possono ravvisare somiglianze con il personaggio di Laura Kevin se non altro nelle rispettive età.
    Non ero al corrente, come in modo opportuno ha precisato Luca che l’autore aveva tratto ispirazione dal Falcone Maltese, ma non ho sbagliato di molto. Magari gli stessi autori speravano anche in un adattamento cinematografico…

  9. esnaider

    non vi si può lasciar soli… lessi il romanzo tempo fa, mi sembrò piuttosto rozzo.

Leave a Comment

Please note: Comment moderation is enabled and may delay your comment. There is no need to resubmit your comment.

Spam protection by WP Captcha-Free