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IL KILLER DELLE LIBRERIE

Posted by emma on Gen 25, 2009 in librerie del cuore

 214287832_ac93a8973a_b.jpg Il killer non ha un volto, né possiamo pretendere di acciuffarlo e sbatterlo dentro. Il killer è invisibile. Il killer siamo noi. Involontariamente uccidiamo le librerie. Non voglio scrivere un post patetico, né nostalgico, anche perché non sono un’appassionata di romanzi gialli, dunque nessuna difesa d’ufficio, ma questa settimana libresca è stata segnata da due episodi, che hanno colpito la mia sensibilità di aspirante libraia: chiudono, a distanza di poche settimane due librerie indipendenti: la Scherlockiana di Milano e la Murder One di Londra, entrambe devote al genere giallo/thriller, luoghi di incontro fra appassionati lettori, posti fisici dove si davano appuntamento scrittori e lettori, passanti e curiosi e dove… si trovava di tutto. La data della chiusura della Murder One, lo storico negozio londinese, unico del genere in tutto il Regno Unito, è fissata per il 31 gennaio 2009, dopo 21 anni di attività.Maxim Jakubowski, il titolare, ha detto che “la libreria non ha mai avuto particolari difficoltà economiche, ma che  la situazione dei mercati, e la perdita di valore della sterlina nei confronti del dollaro, non lasciavano presagire nulla di buono per il futuro. Meglio chiudere, quindi, senza lasciare debiti e con la reputazione immacolata”. Sic. Amen. Uffa.  Quella che segue, invece, è la lettera che l’ideatrice e dolcissima libraia milanese Tecla Dozio ha inviato ai clienti, ai giornali, agli amici. La pubblico e condivido con lei l’insofferenza dolente che esprime nei confronti di Milano perché se è vero che una libreria è un negozio come tanti e dunque è un’IMPRESA, è altrettanto vero che senza questi (e altri) negozi a misura d’uomo, Milano è una città impoverita, asettica e brutta. Si parla di Expo solo riguardo a grattacieli, strade, pochi alberi e giardini e nessuna libreria. Brutto, bruttissimo segno. Non ho ricette, figurarsi, ma continuo a pensare che da qualche parte esiste un modo per lasciar vivere una libreria. Voi?Paola  

  1. “La decisione di chiudere la libreria non è stata facile e ci ho perso il sonno per qualche mese.I motivi sono molti. Non è solo la solita e cronica mancanza di denaro, ma la consapevolezza di non avere possibilità reali. Fra l’altro, con somma meraviglia, mi è stata anche recapitata la notifica di sfratto. Sfratto che si riferisce alla vicenda del 2003 e che, secondo me, doveva essere conclusa, avendo pagato quello che dovevo. In ogni caso, questo è successo dopo che la decisione era già stata presa e che avevo capito che rimanendo in via Peschiera, non sarebbe stato  possibile farcela e non mi sento né la forza fisica nè la forza mentale per affrontare un trasloco, oltre alle migliaia di euro che costerebbe.Un’amica/cliente, quando le ho comunicato la mia intenzione, mi ha detto: “Non hai più voglia combattere, vero?”E’ vero, non mi ha mai spaventato combattere; non mi interessa fare dei sacrifici, però per qualcosa, non per niente e soprattutto quando i “nemici” sono molti.Quando un’attività non incassa abbastanza, ogni intervento è di tamponamento e le grosse crisi diventano cicliche. Infatti questo è stato. Se ne conoscono solo un paio perché le altre le ho risolte io e indebitandomi e con progetti faticosissimi. Vorrei raccontarvene solo una, di quelle occulte. Non ricordo in che anno, ma penso nel 2000/2001 una ventina di scrittori italiani si sono prestati a fare i testimonial di una casa di mode gratuitamente e il loro compenso e servito per tirare avanti ancora un po’. Non finirò mai di ringraziare le centinaia di persone che mi hanno aiutata in questi anni, ma non si può, credetemi, vivere in uno stato di continua emergenza. Quando, in passato, inopinatamente, ho detto di voler chiudere la libreria (e sapevo che era la cosa giusta), la stima, l’affetto, la partecipazione e le iniziative nate spontaneamente, mi hanno convinta a cambiare idea. Questa volta no. Permettetemi, a questo punto, di dirvi alcuni motivi in ordine sparso e non di importanza, se no non ce la farò mai a finire.Liquidiamo subito il punto “Comune di Milano” che non ha rispettato nessuna delle sue promesse. Il debito è stato saldato, l’associazione è stata fatta, ma…Anzi, alla richiesta di un appuntamento ci hanno risposto: “È inutile incontrarci, tanto non cambia niente, non ci interessa”.Sono stanca, dedico alla libreria molte ore al giorno e sono sola.La libreria con ordini, rese, rappresentanti, telefono e, raramente ;-), clienti.Le presentazioni: due alla settimana. Belle, divertenti, interessanti, ma faticose sia logisticamente che mentalmente. Del resto le presentazioni sono l’unico modo per avere gente in libreria.L’associazione, il sito, myspace, facebook, comprovendolibri, maremagnum, ecc. ecc. ecc. Devo dire che, quest’ultima parte, ha fatto conoscere la libreria e qualche cliente in più si è visto. Addirittura alcuni di loro il rapporto si è trasformato, in fretta, in un’amicizia per me importante.Dirigo una collana di gialli e mi sento in colpa verso gli autori. Ho dattiloscritti da leggere da oltre due anni, ma non ho tempo. Sarà un mio limite, ma ci metto fra le 20 e le 25 ore a leggere un dattiloscritto e, queste ore, devono essere quasi di seguito. Questo mi crea ansia e avrei dovuto scegliere di abbandonare la Todaro editore. E non me la sento, è troppo bello lavorare con gli autori.Vorrei arrivare a pubblicare 10/12 titoli l’anno, non 4 come adesso.Me ne voglio andare da Milano. Questa città, la mia città, che ho amato follemente non ricambia certamente il mio amore e sto odiandola.Desidero ritmi lenti e la natura intorno a me e tempo per leggere non solo quello che devo, ma anche quello che amo.Gli amici. Questa libreria occupa tutto il mio tempo e trascuro gli amici. Meno male che la maggior parte di loro li “frequento” in libreria e altri sanno che non è cattiva volontà se non mi faccio sentire, se non rispondo alle mail. Ma alcuni no, li ho persi perché non hanno capito. Io sono sempre disponibile per loro, solo ho tempi diversi.Mi fermo qua, anche se non credo sia tutto, ma ho già abusato della vostra pazienza.Alcune comunicazioni di servizio.Ho deciso, prima di rendere agli editori il venduto, di darvi la possibilità di acquistare tutti i libri presenti in libreria con uno sconto del 30%, fino al 31 marzo; poi penserò cosa fare dei libri che rimarranno perché ormai fuori catalogo. Per favorire tutti ho pensato di mettere tutto on line (questo ho fatto in questi ultimi giorni).Li potete già trovare su ComproVendoLibriFra qualche giorno saranno anche su MareMagnumSpediremo in tutta Italia.Potete, chiaramente, venire in libreria.A chi volesse posso mandare anche i file.Per evitare confusione chiunque volesse chiedere notizie sui libri e/o ordinarne, è pregato di usare questo indirizzo: libreriadelgiallo@excite.itL’aiuto che vi chiedo è di aiutarmi a diffondere questa parte della notizia. Un abbraccio e un grazie sincero. Tecla

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Maratonadamore 1

Posted by emma on Gen 20, 2009 in Noi due come un romanzo

Locandina

Non sono narcisa. Non avevo idea di come “presentare” Noi due come un romanzo senza cadere nella trappola dell’autocelebrazione un po’ stupida. Poi… Emma mi ha soccorso e così è nata questa Maratonadamore (che poi è nel romanzo…) della quale vi anticipo la locandina. I protagonisti siete voi, i lettori e chi vorrà partecipare: abbiamo una libreria (e che libreria!) a disposizione per leggere, declamare, recitare, sussurrare al pubblico le pagine d’amore che più amiamo. E non fatevi confondere dalla “dicitura” d’amore: in ogni romanzo, anche in quelli d’avventura o nel giallo più cruento e misterioso si annidano pagine che parlano d’amore. Sono ammessi alla maratona tutti gli amori possibili: perchè l’amore, si sa, non fa distinzioni di razza, né di taglia. Chi preferisce si può prenotare e se lo desidera può anche segnalare le pagine che leggerà. Un’unica regola per tutti: non superare i 5 minuti. Un po’ come diceva Andy Wharol. Io leggerò qualche pagina dal mio romanzo, ma anche brani di romanzi che amo e vorrò condividere con voi.

Per ora è tutto. Da una Milano piovosa. Piovosa. Piovosa.

Paola

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