TRADIMENTI
Ieri sera, molto tardi, si è, per così dire, “acceso” un battibecco, (no, non era un vero e proprio dibattito…) tra Tiziana, una lettrice del blog e un gruppetto di blogger, a proposito del romanzo. Non una recensione, né un commento a lettura ultimata, bensì un commento preventivo, che fra le altre cose diceva che non avrebbe letto “Noi due come un romanzo” perché è la storia d’amore di un uomo sposato con una donna libera. Più precisamente concludeva così: “odio le storie d’amore che si basano su un tradimento. Non le ritengo nemmeno amore ma solo egoismo. Non si poteva fare a meno di inserire questo squallido particolare”? Squallido particolare mi è parso eccessivo. Ma tant’è. Ho scritto una risposta veloce, dicendo che non sceglierei mai un romanzo o un film censurandone preventivamente il contenuto. Al massimo mi accade di ignorarli. Ad esempio non riesco a leggere storie di bambini violati: da mamma non ne reggo il peso emotivo. Tiziana era disturbata in modo molto acceso e rabbioso dal tema dell’adulterio… un argomento doloroso (per chi lo subisce, ma spesso anche per chi procura dolore con un tradimento) e foriero di legittime rabbie, ma mentre cercavo di addormentarmi, mi sono divertita ad elencare (invece delle pecore, cerco titoli) testi nei quali è presente un tradimento amoroso. Ho trovato nei miei ricordi fiumi di parole… che la mia libraia Emma, nel romanzo, ha sinteticamente composto nello scaffale Trinagoli. Lui, lei, l’altro. Lei, lei, l’altra. Lui, lui, l’altro. Lui, lei, l’altra eccetera… Mi è tornato in mente ( e una gran voglia di rivederne la versione cinematografica, ma non esiste DVD) uno dei testi più belli della letteratura teatrale contemporanea, “Betrayal” di Harold Pinter (è in edizioni Einaudi, per chi volesse leggerlo) e forse inconsciamente l’ho evocato perché lei, la parte femminile del triangolo si chiama Emma. In sintesi: due amici quarantenni, Jerry agente letterario, e Robert, editore, si frequentano, mentre il primo ha una relazione con la moglie del secondo, Emma. Un soggetto semplice, da soap opera, ma, invece, molto di più: si parla di una relazione, ma in realtà la storia di questa relazione tratta delle relazioni tra gli individui. Più precisamente: del modo contemporaneo, borghese di trattare “i grandi” sentimenti dell’amore, della gelosia, dell’amicizia. Betrayal è andato in scena per la prima volta nel 1978 e, cinque anni dopo, è diventato un film con Jeremy Irons (Jerry), Ben Kingsley (Robert) e Patricia Hodge (Emma), fedele trascrizione del testo teatrale: una catena di flashback in cui l’inganno supera l’adulterio, perché “è l’inganno che i protagonisti commettono verso la loro capacità di fare “esperienza” e la loro disponibilità verso la vita, cioè verso se stessi».Ecco, verso se stessi. Perché a ferire non è il tradimento, ma la bugia. E dunque, cara Tiziana arrabbiata preventiva con il tradimento di Federico nei confronti della silenziosa e dolce moglie Anna, in favore della libraia Emma, credo tu abbia toccato un tasto importante della letteratura o della narrativa se preferisci di ogni tempo: perché la narrativa batte dove il dente duole. E così fa il cinema, quando vuole ( e nel caso di Pinter riesce con assoluta, devastante perfezione) entrare nelle nostre coscienze. E spesso, toccare le nostre vite dal profondo. Non ho trovato brani del film ( è del 1983 e non si usava fare i trailer…), ma questa bellissima intervista con Jeremy Irons, che posto questa mattina. Se volete, aprendo il dibattito o il gioco delle citazioni: quali sono i romanzi con “adulterio” che amate ( o, nel caso di Tiziana) detestate di più?Paola