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EMMA bassina, magretta e incolore

Posted by emma on Feb 8, 2009 in Noi due come un romanzo

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Amori, sogni e cassetta

Due magre stellette, più alcune stroncature per il film Australia, polpettone un po’ raffazzonato - è vero - però romantico e con commovente happy end. E, soprattutto, capace di riempire fino all’ orlo le sale, non solo di signore sospiranti ma, anche di ragazzi vocianti. Saranno anche fuori moda, poco trendy e poco probabili, ma gli amori fortunati continuano ad aver successo al cinema come in libreria, dove l’ happy end fa, per esempio, trionfare tra i bestseller - e solo grazie al passaparola - Noi due come un romanzo di Paola Calvetti (Mondadori, pp. 340, 19,90). È probabile, credibile, statisticamente verosimile che una cinquantenne simpatica però bassina, magretta e un po’ incolore, come la protagonista Emma, si innamori - ricambiata di pieno cuore - di un suo amico d’ infanzia, bel cinquantenne di successo, ricomparso sulla scena trent’ anni dopo? In verità, non lo è. Però sognare non è solo permesso ma probabilmente anche buono per la salute, tant’ è vero che le lettrici accorrono, le cinquantenni come le ventenni.

Isabella Bossi Fedrigotti

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PAROLA DI LIBRAIO

Posted by emma on Feb 2, 2009 in Noi due come un romanzo

Questa recensione, la prima, per me vale più di ogni altra, per il semplice motivo che l’ha scritta un libraio, Michele Genchi, che dirige e ama la sua libreria, che sta a Roma. E’ il posto di oggi, lunedì: non avrei potuto iniziare la settimana (con una fantastica neve che scende dal cielo di Milano) in modo migliore. Cara Paola, Noi due come un romanzo è il libro del mese di Febbraio di Bookavenue. qui di seguito i link di riferimentoannuncio nella homehttp://www.bookavenue.it/#010209grazie per quello che hai scritto. E’ un libro bellissimo.Michele  Noi due come un romanzo, è la storia di una libraia e di una libreria: Sogni & Bisogni. Ma di questo bellissimo libro parlo qualche riga più avanti. Prima e grazie proprio alla lettura di Noi due come un romanzo, vorrei raccogliere le idee su questo nostro mestiere che ha a che fare con i libri (lo dico ai lettori occasionali di questo articolo. Con gli altri sono già d’accordo da un pezzo). E la cosa potrebbe apparire disfunzionale. Se trovate che sia così, saltate i preamboli di un povero vecchio mestierante e andate direttamente al dunque.Come dice da sempre il mio maestro, la figura del libraio è speculare e complementare rispetto a quella di editore. Le figure si qualificano nella misura in cui esercitano un ruolo di mediazione e orientamento tra domanda e offerta di lettura, e si completano vicendevolmente, dal momento che è il libraio a costituire il collo di bottiglia che permette al progetto dell’editore di raggiungere in maniera capillare i singoli lettori; lettori che, dal canto loro, adottano il libraio, e non l’editore, come punto di riferimento delle loro scelte.La libreria pertanto, benché ultimo anello della filiera, non deve limitarsi a subire le proposte degli editori, come un passivo intermediario: anche a livello di vendita dettaglio, e anzi proprio per il diretto contatto quotidiano con il lettore, è possibile esprimere un progetto, commerciale e culturale insieme.Ora, in un epoca di offerta estrema (da qualche altra parte registravo che l’editore Rizzoli ha mandato in libreria nel solo ultimo trimestre più di 1500 titoli tra novità e ristampe) e dell’omologazione delle modalità di acquisto, un forte investimento sulla distinzione e sull’individualità del punto vendita, nonché sulla personalità del libraio, sembrerebbe un gesto controtendenza, se non addirittura sconsiderato (e sono molti, pure, a parlare di “store manager” piuttosto che di “libraio”), la schiacciante preferenza verso le grandi librerie mostrata da chi vuole comprare libri, dimostrerebbe piuttosto l’efficacia economica della standardizzazione, tanto nella scelta dell’assortimento quanto nella sua esposizione, nonché anche nei codici di comportamento e procedure che ne regolano le attività. E i librai? Dovrebbero sentirsi e costituirsi come operatori della conoscenza, e agire in piena consapevolezza all’interno del complesso intreccio tra fattori economici e umani di questo commercio, per convertire le curiosità ed esigenze in risultati (anche economici. Insomma, il fattore identità concepita come personalità che distingue la libreria e il libraio all’interno di un mercato molto affollato. Il libraio vende l’anima ( a dirla con le Sue parole) perché non traffica in oggetti di carta stampata, ma vende promesse di sapere e di emozione, merce impalpabile e preziosa, orientando con sensibilità e perizia nella folta schiera dei lettori il giusto destinatario del prodotto editoriale.  Quello di Emma, riassume in sé quelle quattro regole che fa di se stessa quello che è e fa giustizia di questo mestiere. A partire dallo straccetto con cui ogni mattina spolvera i libri. Mi è rimasto il dubbio se per istinto naturale della consuetudine mattutina o per un metodo acquisito. Quello di Emma ed è verosimile alle tante storie che ha fatto di qualcuno di noi quello che è adesso mentre ho finito di leggere il libro, è l’idea di sfida. La protagonista, credo, ha avuto un lavoro assai impegnativo e suppongo, pure ben retribuito. Eppure, il desiderio di sottrazione da quella vita con la possibilità di dare un senso vero alle sue giornate verso qualcosa che le sembri meno immateriale di quello che sta facendo, dà il via al progetto di nascita di una libreria (tra le proteste sconsolate del suo migliore amico). Ed è una libreria davvero speciale. Là dentro niente settori umanistici o discipline scientifiche o dizionari o un affollato settore per bambini. No. E’ una libreria di libri che parlano d’amore, divisi e sistemati in settori che ne regolano e dettano lo stato d’animo. Emma ha creato un luogo dell’anima. Ed è quella che sussulta una mattina quando un post-it attaccato su un libro di un nome e un numero di telefono, che sembrano essere risorti dall’oltretomba. Come un romanzo, qui si rivela per quello che è: una umanissima storia d’amore tra un professionista e una libraia. Due amici di scuola che si ritrovano dopo una vita a star dietro alle proprie corse e destino. La magia del luogo che è un luogo a dirla con l’autrice, che predispone le anime a riconoscersi, a capirsi, a perdonarsi. E c’è del tenero a guardare l’emozione di una donna adulta a comporre il numero. L’appuntamento, la sera è come guardarsi allo specchio per davvero dopo tanti sguardi di fretta la mattina prima di uscire. Lui lavora oltreoceano e con Renzo Piano sta ristrutturando la Morgan Library è sposato e ha una figlia. Basterebbe questo per sbattere la testa sullo scaffale dei “cuori infranti”. Invece, e per molta parte del libro dandone storia e senso, ne nasce un maturo, consapevole scambio di lettere fatto di parole piene di senso, di scambio e osservazioni. Quello che fanno gli adulti quando guardano il mondo a quattro occhi invece che due soli. Ed è uno sguardo di coppia e non di due amici. Di una coppia che ama e sa di essere amata. Questi amati protagonisti si scambiano anche una promessa, una data, un luogo. Per una volta l’anno.Noi due come un romanzo è anche un libro che parla di libri. E sono storie di autori raccontate dai libri sugli scaffali di Sogni & Bisogni tramite Emma: ci fanno compagnia le faccende di Katherine Mansfield e Jane Austen complice le ritrovate lettere nella Morgan e l’emozione dell’architetto al tocco, di Anna Gavalda e Sarah Bernhard e di luoghi come Bèlle-Ile e la Bretagna. Sogni & Bisogni e la sua libraia si rivelano una impresa di successo. Che cresce. Ora sono indeciso se continuare a raccontarvi questo libro che è capitato tra le mani come un dono. Che è una pausa tra la fretta di sempre, e a proposito Emma: ti contraddico, la fretta accomuna gli editori e i librai. Non è vero che ce l’hanno solo i primi. E poi sì, il tuo commercialista ha ragione parlando di redditività (tanto spazio, tanto fatturato). Ma questo lo sai già. Decido quindi di fermarmi: il resto, mi piace pensare potrete godervelo da soli, soprattutto se siete innamorati.  per Bookavenue Michele Genchi     

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NON CI SONO PIU’ LE BELLE STAGIONI SU RADIO24

Posted by emma on Gen 30, 2009 in Noi due come un romanzo
Ogni sabato, A PARTIRE DA DOMANI,  alle 14  la giornalista Roberta Giordano, in compagnia di scrittori e scrittrici, proverà insieme agli ascoltatori a osservare i fatti di tutti i giorni e della vita in genere, con uno sguardo curioso e aperto, al di là di preconcetti e luoghi comuni.

  http://www.radio24.ilsole24ore.com/main.php?dirprog=Non+ci+sono+piu%27+le+mezze+stagioni Inauguro la trasmissione, domani con una diretta e spero che avrete voglia di ascoltare. Roberta mi ha chiesto di cercare UNA BUONA NOTIZIA.Io credo la buona notizia della settimana sia prima legge firmata ieri dal presidente degli Stati Uniti, Barack Obama. “Questa è una bella giornata…e lo è ancora di più perché questa è la vera prima legge che porta la mia firma”, ha dichiarato il presidente degli Stati Uniti. La legge, che è stata denominata ‘Lilly’ Ledbetter Fair Pay Act , rafforza uno dei principi fondanti della Carta Costituente americana e cioé che “tutte le persone sono create uguali  e meritano pari opportunità”. Lilly Ledbetter, per 19 anni dipendente della società di pneumatici Goodyear che dopo otto anni di lavoro scoprì di essere pagata il 40% meno di molti dei suoi colleghi maschi, nonostante facesse esattamente lo stesso lavoro. La lavoratrice denunciò l’azienda, un tribunale le diede ragione, ma durante l’era Bush la Corte Suprema - con una sentenza passata per 5 voti contro 4 - sancì che la lavoratrice aveva tardato nel presentare la denuncia, che andava presentata entro sei mesi dal presunto torto subito (nel caso specifico, lei lo aveva subito per anni, a sua insaputa). La denuncia di Lilly Ledbetter mise in moto un’ampia campagna contro la discriminazione delle donne sui luoghi di lavoro. Fino alla legge di ieri. “Nel firmare questa legge, voglio dare un segnale chiaro - ha detto Obama -: e cioé che non ci sono cittadini di seria A o di serie B sui luoghi di lavoro”.Non è una buona notizia?Paola

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TRADIMENTI

Posted by emma on Gen 22, 2009 in Noi due come un romanzo

Ieri sera, molto tardi, si è, per così dire, “acceso” un battibecco, (no, non era un vero e proprio dibattito…) tra Tiziana, una lettrice del blog e un gruppetto di blogger, a proposito del romanzo. Non una recensione, né un commento a lettura ultimata, bensì un commento preventivo, che fra le altre cose diceva che non avrebbe letto “Noi due come un romanzo” perché è la storia d’amore di un uomo sposato con una donna libera. Più precisamente concludeva così: “odio le storie d’amore che si basano su un tradimento. Non le ritengo nemmeno amore ma solo egoismo. Non si poteva fare a meno di inserire questo squallido particolare”? Squallido particolare mi è parso eccessivo. Ma tant’è. Ho scritto una risposta veloce, dicendo che non sceglierei mai un romanzo o un film censurandone preventivamente il contenuto. Al massimo mi accade di ignorarli. Ad esempio non riesco a leggere storie di bambini violati: da mamma non ne reggo il peso emotivo. Tiziana era disturbata in modo molto acceso e rabbioso dal tema dell’adulterio… un argomento doloroso (per chi lo subisce, ma spesso anche per chi procura dolore con un tradimento) e foriero di legittime rabbie, ma mentre cercavo di addormentarmi, mi sono divertita ad elencare (invece delle pecore, cerco titoli) testi nei quali è presente un tradimento amoroso. Ho trovato nei miei ricordi fiumi di parole… che la mia libraia Emma, nel romanzo, ha sinteticamente composto nello scaffale Trinagoli. Lui, lei, l’altro. Lei, lei, l’altra. Lui, lui, l’altro. Lui, lei, l’altra eccetera… Mi è tornato in mente ( e una gran voglia di rivederne la versione cinematografica, ma non esiste DVD) uno dei testi più belli della letteratura teatrale contemporanea, “Betrayal” di Harold Pinter (è in edizioni Einaudi, per chi volesse leggerlo) e forse inconsciamente l’ho evocato perché lei, la parte femminile del triangolo si chiama Emma. In sintesi: due amici quarantenni, Jerry agente letterario, e Robert, editore, si frequentano, mentre il primo ha una relazione con la moglie del secondo, Emma. Un soggetto semplice, da soap opera, ma, invece, molto di più: si parla di una relazione, ma in realtà la storia di questa relazione tratta delle relazioni tra gli individui. Più precisamente: del modo contemporaneo, borghese di trattare “i grandi” sentimenti dell’amore, della gelosia, dell’amicizia. Betrayal è andato in scena per la prima volta nel 1978 e, cinque anni dopo, è diventato un film con Jeremy Irons (Jerry), Ben Kingsley (Robert) e Patricia Hodge (Emma), fedele trascrizione del testo teatrale: una catena di flashback in cui l’inganno supera l’adulterio, perché “è l’inganno che i protagonisti commettono verso la loro capacità di fare “esperienza” e la loro disponibilità verso la vita, cioè verso se stessi».Ecco, verso se stessi. Perché a ferire non è il tradimento, ma la bugia. E dunque, cara Tiziana arrabbiata preventiva con il tradimento di Federico nei confronti della silenziosa e dolce moglie Anna, in favore della libraia Emma, credo tu abbia toccato un tasto importante della letteratura o della narrativa se preferisci di ogni tempo: perché la narrativa batte dove il dente duole. E così fa il cinema, quando vuole ( e nel caso di Pinter riesce con assoluta, devastante perfezione) entrare nelle nostre coscienze. E spesso, toccare le nostre vite dal profondo. Non ho trovato brani del film ( è del 1983 e non si usava fare i trailer…), ma questa bellissima intervista con Jeremy Irons, che posto questa mattina. Se volete, aprendo il dibattito o il gioco delle citazioni: quali sono i romanzi con “adulterio” che amate ( o, nel caso di Tiziana) detestate di più?Paola

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Maratonadamore 1

Posted by emma on Gen 20, 2009 in Noi due come un romanzo

Locandina

Non sono narcisa. Non avevo idea di come “presentare” Noi due come un romanzo senza cadere nella trappola dell’autocelebrazione un po’ stupida. Poi… Emma mi ha soccorso e così è nata questa Maratonadamore (che poi è nel romanzo…) della quale vi anticipo la locandina. I protagonisti siete voi, i lettori e chi vorrà partecipare: abbiamo una libreria (e che libreria!) a disposizione per leggere, declamare, recitare, sussurrare al pubblico le pagine d’amore che più amiamo. E non fatevi confondere dalla “dicitura” d’amore: in ogni romanzo, anche in quelli d’avventura o nel giallo più cruento e misterioso si annidano pagine che parlano d’amore. Sono ammessi alla maratona tutti gli amori possibili: perchè l’amore, si sa, non fa distinzioni di razza, né di taglia. Chi preferisce si può prenotare e se lo desidera può anche segnalare le pagine che leggerà. Un’unica regola per tutti: non superare i 5 minuti. Un po’ come diceva Andy Wharol. Io leggerò qualche pagina dal mio romanzo, ma anche brani di romanzi che amo e vorrò condividere con voi.

Per ora è tutto. Da una Milano piovosa. Piovosa. Piovosa.

Paola

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In libreria

Posted by emma on Gen 16, 2009 in Noi due come un romanzo

Ci siamo. Oggi Noi due come un romanzo debutta in libreria. Ora è alla “mercé” degli unici, autentici “giudici”: i lettori. Sono emozionata come una debuttante, ma anche quetso è ovvio. Sono serena, però, e disponibile a ricevere critiche e pareri. Sto imparando anche a usare questo blog, che per me è nuovo e provoca la mia anima anti-tecnologica come una piccola sfida.Grazie della pazienza.Paola

 
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Care lettrici, cari lettori…

Posted by emma on Gen 14, 2009 in Emma, Noi due come un romanzo, Sogni&Bisogni

Care lettrici, cari lettori,

nuovo romanzo, nuovo sito. E nuovo luogo per parlare con voi.

Lo farà Emma, la libraia protagonista del romanzo e proprietaria di Sogni&Bisogni. Mi è piaciuta l’idea di fare la libraia almeno “virtualmente” , immaginando che Emma parli con chi ha voglia di chiacchierare di libri e sentimenti, di passioni e di vita, proprio come se ogni giorno aprisse il suo negozio e incontrasse clienti-lettori di passaggio.
Grazie delle vostre lettere, dei vostri messaggi, dei video e delle fotografie che vorrete inviare.
Io ci sarò.

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I post del Forum paolacalvetti.it

Posted by admin on Gen 13, 2009 in Emma, Noi due come un romanzo, Sogni&Bisogni

Care lettrici, cari lettori,

da oggi il sito di Paola Calvetti si rinnova.

In occasione della pubblicazione di Noi due come un romanzo, il nuovo romanzo di Paola, nascono un sito dedicato al libro e questo blog che nei prossimi mesi accoglierà le riflessioni e gli spunti di Emma, la libraia protagonista del romanzo e proprietaria della libreria Sogni&Bisogni.

Per creare una certa continuità con il forum che ha ospitato le vostre discussioni con Paola negli ultimi anni, le riproduciamo in questo post, sotto forma di commenti. Perdonateci ma, per brevità, si tratta dei soli commenti degli ultimi mesi.

Nei prossimi mesi Emma vivrà tra le pagine di questo blog e gli scaffali della sua piccola libreria online. Speriamo che vi innamorerete di lei, dei suoi libri e della sua storia, così come abbiamo fatto noi.

Buona lettura…

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